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Il matrimonio del mio migliore amico

Quando il treno è arrivato sapevo che sarei stato male. Il mio migliore amico fin dall’asilo infantile, Stefano si sposava; avevo attraversato mezzo paese per essere il suo testimone. Non lo vedevo da cinque anni, non potevo credere che stesse per fare il grande salto. Aveva vent’anni ed io ero più giovane di un anno. La mia ragazza, Cora, aveva deciso di fare il viaggio con me, ma ci eravamo lasciati il giorno precedente. Ero depresso, ma non potevo non essere là per Stefano.
Ho afferrato la mia valigia e ho cominciato a camminare verso l’uscita quando l’ho visto. Non potevo credere ai miei occhi, quanto era cambiato. Era alto un metro e ottanta e muscoloso in maniera impressionante. I lunghi capelli biondi gli cadevano sui profondi occhi verdi ed i denti erano perfettamente bianchi. Portava una stretta T-shirt nera che aderiva al suo largo torace, i pettorali ben definiti erano visibili sotto la stoffa. Le braccia erano sode ed i bicipiti erano quasi due volte i miei. Anch’io non sono male, ho capelli castani, occhi blu ed una barbetta a punta perfettamente tagliata. Mi piace allenarmi all’aperto, così ho un torace abbastanza ben fatto e una vita stretta. Mi si è asciugata la bocca a vederlo; era così bello, e per un momento sono rimasto indeciso come salutarlo; gli ho teso la mano, ma lui mi ha afferrato e mi ha tirato a se per un abbraccio. Ho sentito contro di me l’increspatura dei suoi muscoli ed il suo profumo di acqua di colonia e di virilità quasi mi ha paralizzato.
Era veramente contento di vedermi, era come quando avevamo quattordici anni, nulla era cambiato. I suoi genitori erano ricchi e non mi ha sorpreso vedere la sua BMW nuova convertibile. Mentre andavamo in macchina a casa sua mi ha parlato della sua fidanzata Claudia e mi ha spiegato che lavorava con suo papà nella finanziaria, era dispiaciuto del fatto che mi fossi lasciato con Cora e mi ha detto che sarebbe sempre stato disponibile se avessi avuto qualche necessità. Mi ha fatto piacere sentirlo parlare così. Quando siamo arrivati a casa ho abbracciato sua mamma, ho stretto la mano a suo papà e poi mi ha presentato a Claudia; era molto attraente, ma era anche evidentemente incinta di quattro mesi. Abbiamo cenato piacevolmente e poi Claudia ha deciso di ritirarsi. La stanza degli ospiti guardava sull’ingresso e sui giardini davanti alla casa. Ho visto Stefano baciarla appassionatamente e poi lei se n’è andata. Anche i suoi genitori se ne sono andati per una vendita all’asta o qualcosa del genere, così in quella casa enorme siamo rimasti solo Stefano ed io.

Avevo iniziato a disfare la valigia quando è entrato, nessuno di noi si era ancora cambiato. Si è seduto sul letto ed abbiamo parlato del matrimonio. Sarebbe stato tre giorni dopo; ha confessato di essere un po’ sotto pressione a causa del bambino, ma amava Claudia e voleva passare il resto della vita con lei.

“È veramente magnifico averti qui Roberto, ” ha detto, facendo balenare un sorriso.

“Ehi, il mio migliore amico si sposa, dove dovrei essere” ho detto.

È stato pensieroso per un momento, poi… “Andiamo a nuotare in piscina” ha suggerito. È corso allegramente giù per i gradini e rapidamente l’ho seguito. Ci siamo spogliati fino ai boxer e ci siamo tuffati. Mentre nuotava vicino a me, ho studiato la sua figura. Il torace senza peli era sovrastato da due capezzoli succulenti a vedersi ed un bel pacco era confezionato più in basso. “Voglio della musica” ha esclamato e si è arrampicato fuori dirigendosi verso l’Hi-fi. Ho fissato il suo grosso pacco attraverso la biancheria intima bagnata. Il solo CD che è riuscito a trovare è stato Celine Dion. Ha sogghignato e ha spiegato che era quello che metteva con Claudia ogni qualvolta erano in piscina. Quando è ritornato nell’acqua ha esclamato ad alta voce.

“Dio, Roberto, sei un tale bel ragazzo! ” Ho capito cosa voleva dire. Il peli sul mio torace erano ben curati, proprio come la mia barbetta a punta; do molta importanza al mio aspetto. So di essere un “bel ragazzo” e gli ho spiegato che proprio il mio fascino ed il mio aspetto erano una delle ragioni della separazione da Cora. Ha voluto sentirlo e ho lasciato che strofinasse le mani sul mio torace. I miei capezzoli erano eretti e quando le sue dita vi hanno sfregato contro c’è stata come una scossa elettrica. Il mio cazzo è diventato più duro e ho sentito come se la stoffa dei miei boxer scoppiasse. Non avevo mai detto a Stefano che ero attratto sia dai ragazzi che dalle ragazze. Pensavo che questo avrebbe rovinato la nostra amicizia. In quel momento lo desideravo molto, ma non l’ho dimostrato.

“C’è qualcosa che non va? ” ha domandato, e potevo vedere il dolore nei suoi occhi.

“Nulla, ” ho risposto “mi è entrata l’acqua nelle orecchie” è sembrato accettare la giustificazione, è tornato verso di me e mi ha messo le mani sulle spalle. Le nostre teste erano vicine e vedevo che voleva dirmi qualcosa.

“Ricordi quando avevamo quattordici anni” ha detto. “Eravamo seduti sul tuo letto, guardavamo film porno e ci masturbavamo insieme? ” Ho accennato col capo. Naturalmente mi ricordavo; come avrei potuto dimenticarmi? “Ho pensato molto a te in questi anni” ha detto. “Sei la cosa che ho di più simile a un fratello e ti amo, ragazzo. ”

Ha schiacciato il suo corpo contro il mio e mi ha baciato. Dapprima sono rimasto scioccato, ma ho lasciato che la sua lingua esplorasse la mia bocca e ho messo un braccio intorno a lui, accarezzandogli i muscoli della schiena. Le sue mani sono scivolate giù alle mie cosce e le ha spinte sotto l’elastico dei miei boxer. “Permettimi di averti” ha implorato nel mio orecchio. Non riuscivo a parlare, ho accennato di nuovo col capo e lui mi ha strappato i boxer, lasciandoli poi galleggiare via. Ho fatto lo stesso con lui e ho scoperto che i venti centimetri erano completamente eretti.

Ha fatto scivolare una mano sul mio torace, le sue dita hanno giocato coi miei peli, finché non ha afferrato la mia durezza. Quando la sua mano ha toccato il mio cazzo ho sentito la sua verga palpitante contro la mia gamba. Ho carezzato il suo torace e ho chinato la testa a succhiare il capezzolo sinistro. Lui mi baciava il collo e le sue mani mi masturbavano, dopo un paio di minuti stavo sborrando nella piscina, era una sensazione strana ma piacevole. Ora era il mio turno. L’ho condotto fuori dalla piscina e l’ho fatto sdraiare su di una sdraio. Mi sono inginocchiato davanti lui e gli ho succhiato il suo magnifico cazzo. La pre eiaculazione formava quasi delle bolle uscendo; ha cominciato a lamentarsi e le sue mani vagavano rudemente sulla mia testa e sulla mia schiena. Ho succhiato a ripetizione e Stefano è venuto sparando carico dopo carico di cremoso succo nella mia bocca e profondamente nella mia gola. Ci siamo baciati di nuovo e lui ha leccato la sua eiaculazione dalle mie labbra. Ha fatto scivolare la lingua sul mio collo, attraverso il mio torace e lo stomaco e giù al mio cazzo che era rapidamente tornato a crescere ai suoi diciannove centimetri. Ho chiuso gli occhi attendendo che mi succhiasse quando ho sentito che cominciava a ridere.

“Cosa c’è? ” ho domandato.

“I tuoi pelli pubici sono curati come il tuo torace e la tua barbetta. ”

L’ilarità è stata contagiosa e ci siamo fatti una bella risata insieme. Abbiamo preso la nostra biancheria intima bagnata e siamo corsi alla mia stanza. Senza attendere di asciugarci, Stefano mi ha spinto sopra il letto. Ha seppellito il viso nel mio inguine e mi ha succhiato la verga. Ho giocato coi suoi biondi capelli bagnati mentre il suo succhiare mi causava sospiri e lamenti. Muoveva le mani sul mio addome ed il basso torace, le mani e la punta delle dita mi facevano impazzire e diventare più duro e più rigido ad ogni manipolazione. Ha alzato la testa dal mio corpo e il mio gyser ha eruttato sul suo torace e sull’addome. Stefano è rimasto nella mia stanza quella notte, le sue potenti braccia erano intorno a me, col palmo spianava il mio torace ed il suo cazzo spingeva contro il mio culo. Il nostro respiro si è calmato mentre ero sdraiato fra le sue braccia, i suoi sospiri si erano modificati in baci sul mio collo e gentili carezze al mio torace. Siamo scivolati in un sonno profondo, accoccolati l’uno vicino all’altro, le nostre mani accarezzavano dolcemente l’uno le braccia ed torace dell’altro.

Quando la mattina seguente mi sono svegliato, se n’era andato. Ho fatto la doccia, cercando di dare un senso a quello che era accaduto la notte precedente. Ho indossato una T-shirt bianca ed un paio di pantaloncini cachi. Mentre scendevo dalle scale ho visto che Stefano e Claudia stavano facendo colazione in cucina, non c’era traccia dei suoi genitori.

“Mi dispiace di aver dormito fino a tardi. ” ho detto scusandomi.

“Non essere ridicolo, Roberto, ” ha detto Claudia “hai fatto un viaggio tanto lungo per venire qui, avevi bisogno di un buon riposo. ” Ho fatto balenare un sorriso e mi sono seduto. Stefano mi ha guardato in cagnesco, ma ha accennato col capo per far capire di avermi visto. Mi sono sentito come un intruso in qualche cosa di privato.

“Stefano mi ha detto che giochi a calcio, ” ha detto Claudia ed abbiamo cominciato a conversare, ma la sola risposta che ho ottenuto dal mio “migliore amico” è stato un cenno o uno scuotere della testa. Ho scoperto che gli altri testimoni sarebbero arrivati più tardi quella mattina e saremmo andati a provare gli abiti da cerimonia.

“Non so se sia giusto che sia io a fare da testimone” ho detto “sono sicuro che voi avrete molti altri grandi amici e non vorrei che vi sentiste obbligati. ”

“Su no” ha detto Claudia “Voi due siete amici da sempre! Sei il testimone migliore! ”

Ho notato che l’espressione di Stefano si è trasformata in vero dolore.

“Roberto, voglio che tu sia il mio testimone. ”
Ho acconsentito e mi sono scusato dicendo che il mio stomaco era ancora sconvolto dal viaggio in treno.

Più tardi quella mattina Claudia mi ha presentato a Luciano, Gerardo e Matteo, i tre testimone, erano tutti dei magnifici ragazzi. La tipografia ha portato il programma della cerimonia, Claudia ha chiesto il mio parere ed io ho detto che mi sembrava bellissimo, anche se ho fatto presente che avevano sbagliato il mio nome e ci ho scherzato sopra. Claudia è rimasta sconvolta da questo fatto e ha cominciato a piangere, sono rimasto malissimo e ho detto che non era molto importante, ma Stefano ha detto che se lo stampatore non avesse rimediato all’errore non sarebbe stato pagato. Ha confortato la sua promessa sposa e poi l’ha lasciata perché potesse incontrarsi con le damigelle d’onore. Il sarto era un russo di nome Gustav. Mi ha preso le misure e ha visto che c’erano da fare solo alcuni piccoli adattamenti al vestito che aveva già preparato per me.

Luciano mi ha detto di non preoccuparmi per la festa di addio al celibato perché avevano già progettato tutto. Ho confessato che mi era completamente passato di mente e Luciano, Gerardo, Gustav e Matteo se ne sono andati lasciandomi in casa solo con Stefano. Mi ha domandato se volevo andare a fare una passeggiata, vedere un po’ la città. Ho accettato e siamo andati in centro dove mi ha mostrato l’ufficio di suo padre. In seguito abbiamo pranzato in un locale davanti al mare e quindi siamo scesi in spiaggia.

C’erano solo poche macchine nel parcheggio. Una brezza sensibile spirava dal mare. Stefano ha afferrato un paio di asciugamani ed una coperta e siamo andati tra le dune. La sabbia era ruvida e calda, la vegetazione sparsa, a parte l’erba che era cresciuta piuttosto alta su alcune dune. Dietro ad una di queste macchie abbiamo disteso la coperta e ci siamo seduti. Ci siamo tolti le scarpe da tennis e Stefano mi si è avvicinato e mi ha circondato con un braccio.

“Mi dispiace di essere stato così distaccato questa mattina, ” ha detto abbracciandomi stretto. “Spero che mi perdonerai, devo essere protettivo nei confronti di Daniela e la colazione era l’unico periodo che avevamo per stare insieme oggi. ”

“Sicuro, capisco” ho risposto. Mi ha baciato e ha messo la gamba destra sotto la mia sinistra. Mi ha accarezzato la coscia delicatamente con la mano; ci siamo baciati profondamente, esplorandoci le lingue. Mi ha strappato la camicia e mi ha detto di sdraiarmi sulla schiena. Si è messo a cavalcioni sul mio stomaco, si è chinato e mi ha baciato di nuovo. Ha fatto correre le mani prima nei miei capelli, intorno al mio collo e finalmente giù per il torace. Si è spostato verso il basso e ha preso in bocca uno dei miei capezzoli, l’ha succhiato dolcemente, vi ha fatto intorno dei cerchi e, quando è divenuto eretto, si è spostato sull’altro facendo le stesse cose. Io mi contorcevo e lui è scivolato ancora più giù e ha fatto correre la lingua intorno all’ombelico mentre le sue mani continuavano a giocare coi miei capezzoli. Deve aver sentito il mio cazzo tendersi contro i miei pantaloncini sul suo torace, si è seduto con le ginocchia aperte, mi ha sbottonato il primo bottone e ha aperto la chiusura lampo. Ha fatto scivolare giù i boxer ed il cazzo duro come la roccia è saltato fuori; ho alzato le gambe per facilitare la cosa , si è messo di fianco e ha messo la mano sul mio cazzo.

Ha raccolto un po’ di saliva in bocca e poi l’ha sputata fuori, è gocciolata, come un filo, sopra la cappella del mio membro ormai ingrossato e rapidamente ha fatto correre la mano sopra la punta per raccoglierla. Le mie mani erano incrociate dietro la mia testa per sostenerla, i miei occhi erano chiusi e sono sicuro che ci fosse un debole sorriso sulle mie labbra. Ho rantolato e ho aperto gli occhi; lui ha messo prima un ginocchio e poi l’altro tra le mie gambe e le ha aperte. Si è curvato e ha cominciato a leccarmi i lati del cazzo, iniziando dalla base e salendo fino alla cima. Mi ha alzato le gambe, mi ha piegato le ginocchia e le ha spinte verso il mio torace. Ha preso prima una palla e poi l’altra nella sua bocca calda e le ha fatte rotolare con la lingua, quindi le ha prese tutte e due e le ha succhiate delicatamente, mordicchiandole leggermente.

Mi ha abbassato le gambe e ha immerso immediatamente l’intera lunghezza del mio cazzo, con un moto continuo, lento, ritmico di succhiata, iniziando dalla testa e scendendo fino a che finalmente il suo naso non ha accarezzato il cespuglio ordinato dei miei peli pubici. Ha affrettato il ritmo facendo turbinare la lingua intorno al cazzo rigido. Mi sono contorto in estasi, mi sono girato per raggiungere la posizione del 69; si è girato sul fianco sinistro per facilitarmi l’accesso. Rapidamente gli ho tirato via i pantaloncini e ho afferrato il suo cazzo già duro come una roccia.

Gli ho strappato la camicia e poi ho ingoiato il suo grosso membro senza sforzo apparente. La sensazione era incredibile mentre lavoravamo l’uno sull’altro, dimentichi di quello che ci circondava. Abbiamo succhiato ed abbiamo leccato, abbiamo tirato ciascuno le palle dell’altro, accarezzandole con i palmi delle mani. Hanno cominciato a contrarsi, il nostro respiro ha cominciato a diventare ansimante, i nostri cuori battevano a velocità doppia. L’ondata ha cominciato a crescere in me e consapevole delle sue necessità ho affrettato il mio ritmo. La mia bocca si è tuffata profondamente mentre succhiavo il suo cazzo e sentivo che lui faceva la stessa cosa a me. Il ritmo aumentava, ho sentito il mio carico che si preparava ad esplodere e mi sono tirato indietro. Ho chiuso gli occhi e l’ho sentito lamentarsi. Ho sentito lo spruzzo della sua sborra calda, appiccicosa sopra il mio torace mentre sentivo me stesso sparare fuori il mio sperma.

Ho sentito la brezza marina soffiare sulla mia pelle nuda ed un brivido mi è sceso lungo la spina dorsale. Il profumo del sale era nell’aria e ho inspirato profondamente. Ho sentito con eccitazione i suoi capelli biondi strisciare sulla mia gamba. Ho aperto gli occhi e mi sono girato a guardarlo, i suoi occhi brillavano e c’era una chiara espressione di soddisfazione sul suo viso, ci siamo guardati dentro sino all’anima e vi abbiamo visto l’amore. Abbiamo dovuto rimanere così per parecchi minuti, poi ci siamo tuffati nelle onde per rinfrescarci, senza preoccuparci di metterci i pantaloncini. Dopo aver giocato un po’, ci siamo asciugati e siamo tornati a casa. Daniela era dalla sarta per gli ultimi ritocchi all’abito da sposa e così non l’abbiamo vista per il resto del giorno. Più tardi quella sera siamo andati coi genitori di Stefano in un costoso ristorante per cena. Quando siamo tornati a casa eravamo stanchi morti e ci siamo precipitati nelle nostre stanze a dormire.

Il giorno seguente la casa era nel caos, tra prove per il matrimonio e riunioni coi decoratori ed i responsabili del catering per i consigli ed i cambiamenti dell’ultimo minuto; odiavo quest’aspetto del matrimonio e sapevo che anche Stefano era in affanno. Quella notte speravo di poter restare insieme di nuovo. Erano passate quasi 24 ore da quando eravamo stati insieme e sapevo di amarlo, più di quanto avessi amato nessun altro, e dovevo fare in modo che lo sapesse. Più tardi sono passato dalla sua stanza e stavo per entrare a dirglielo, quando ho sentito dei lamenti. Ho spinto la porta, ho dato un’occhiata di sfuggita e ho visto lui e Daniela che facevano l’amore. Era su di lei, la cavalcava col suo cazzo come un cavallo e le accarezzava il seno. Ho chiuso la porta e sono corso nella mia stanza confuso. Naturalmente sapevo che la doveva sposare e che stavano aspettando un bambino; ho capito che non avrei mai potuto competere con quello che Stefano aveva con Daniela. Prima avevo perso Cora, ed ora avevo perso Stefano. Non avrei mai potuto trovare l’amore e non sarei mai stato felice. Ho deciso che sarei stato il suo testimone poi sarei scomparso dalla sua vita per sempre. Era la sola cosa giusta da fare.

Il giorno prima del matrimonio c’erano altre prove ed altre scatole da muovere, ed altro lavoro per aiutare i decoratori e preparare gli abiti ed essere sicuri che andassero bene, ed era come se fossi in un altro mondo. Quella notte Luciano, Stefano ed io siamo andato in macchina a casa di Matteo. C’erano altri sei individui e la festa d’addio al celibato è iniziata. Ho sentito la musica degli Offspring in sottofondo ed ho visto la spogliarellista che cominciava il suo spettacolo. Ci ha eccitati tutti, ha flirtato con me e mi ha danzato sul grembo ed io ho flirtato con lei, dopo di che abbiamo giocato a carte ed abbiamo nuotato in piscina; abbiamo bevuto e poi ancora bevuto, fino a quando siamo stati tutti ubriachi. Stefano ed io abbiamo preso un taxi e siamo tornati a casa. Ci siamo trascinati sulla scala e ho aperto la porta della mia stanza. Mi aspettavo che Stefano salisse alla sua, ma mi ha spinto dentro ed si è buttato sul mio letto.

“Ehi ragazzo” ho detto, “è la notte prima del tuo grande giorno. Dovresti farti una bella dormita. ”

“La sola cosa che vorrei farmi sei tu” mi ha risposto. “Sono sempre stato geloso di te, fin da quando eravamo bambini. Ho sempre ammirato Roberto, era così bello e così perfetto. Ricordo che il mio viso aveva acne e sembravo un mostro, ma dio, tu potevi avere qualsiasi ragazza volessi, eri così bello, e lo sei ancora, anche stasera la spogliarellista ha voluto te. ”

Mi faceva piacere che mi adulasse, ma ho commentato “Non hai mai smesso di eccitarmi perché il tuo cazzo era più grande del mio. ”

“Sì” ha detto, “e stasera sentirai questo cazzo come non l’hai mai sentito prima. ”

Si è alzato dal letto e mi ha baciato, a quel punto il fatto che fosse ubriaco non mi ha più preoccupato. Anch’io ero abbastanza ubriaco, ma sapevo esattamente quello che stava accadendo. Ci siamo strappati vicendevolmente i vestiti e ben presto siamo rimasti nudi, con un’enorme erezione sporgente. Stefano mi ha fatto girare e si è sputato sulle mani. Ho sentito che ha aperto le natiche del mio culo vergine e l’ha lubrificato con la sua saliva. Ha inserito un dito a massaggiarmelo, poi due, poi ho sentito la testa del suo cazzo entrare. Ho afferrato un guanciale, l’ho spinto di fronte al mio viso e ho gridato.

Il dolore è durato un po’ ed ero contento di avere il guanciale per nascondere le mie grida. Espertamente ha mosso il cazzo lentamente dentro e fuori, poi mi ha alzata le gambe e ha cominciato a pompare sempre più forte. Lo prendevo tutto e ho cominciato a sentire un piacere fantastico. L’ha spinto tutto dentro e poi l’ha tenuto là, riempiendomi, quindi l’ha tirato fuori e poi dentro di nuovo. Ha continuato a fottermi ed accarezzarmi il cazzo allo stesso tempo. Ho tenuto il guanciale di fronte al mio viso per nascondere i miei lamenti di piacere. Dopo un po’ i miei umori hanno cominciato a salire e la stessa cosa succedeva a lui perché fotteva sempre più velocemente. Poi improvvisamente è esploso dentro di me ed io sono esploso. Era una sensazione di assoluta beatitudine e lui è crollato su di me che l’ho abbracciato. Mentre eravamo sdraiati nell’oscurità ho fatto correre la mano sul torace di Stefano. Si è ritirato un po’ e si è girato. Non capivo più cosa sentivo, lui ben presto è caduto in un sonno da ubriaco ed io ero così esausto che immediatamente l’ho imitato.

Svegliarmi vicino a lui è stata la cosa più strana, l’ho fissato sdraiato, addormentato come morto, il lenzuolo bianco spiegazzato intorno alla sua vita ed alle cosce, il torace ben scolpito esposto all’aria fresca del mattino. Il lenzuolo era sollevato in un punto e ho capito che là sotto c’era una bella erezione. Sono uscito dal letto, ho fatto la doccia, poi ho tolto il lenzuolo dal suo corpo e dolcemente l’ho coperto di baci, iniziando dal collo per scendere, attraverso il torace, fino all’ombelico e poi giù al pene eretto. Per un momento ha sorriso ma poi ha aperto gli occhi. Si è guardato intorno sorpreso ed è sembrato scioccato e sconvolto allo stesso tempo, poi è iniziato il panico perché era il giorno del suo matrimonio. Non mi ha detto nulla ma ha aperto la porta guardando fuori, ha fatto la doccia nella mia stanza, quindi si è vestito ed è uscito, ma non prima di avermi dato un’occhiata furiosa che mi ha dato una stretta allo stomaco.

Abbiamo scambiato poche parole quel giorno, la sola volta che ci siamo parlati veramente è stato quando mi ha dato da tenere l’anello per la cerimonia. In piedi vicino a lui nella chiesa, sentivo il mio culo dolere per quanto era successo la notte precedente. Ero orgoglioso di essere il testimone di Stefano al suo matrimonio. Tornati a casa dal ricevimento abbiamo detto le solite cose e benché quel giorno avesse cercato di evitarmi, potevo vedere la gratitudine nei suoi occhi. Durante la serata ho ballato alcune volte con Daniela e mi sono congratulato con lei. Sapevo che sarebbero partiti più tardi per la luna di miele, ma non volevo esserci in quel momento. Sono andato nella mia camera, ho preparato la valigia e mi sono messo i jeans ed una T-shirt blu. Ho ringraziato la sua mamma per tutto ma le ho detto che dovevo andare. Mentre passavo tra gli invitati con la borsa sulla spalla, ho incontrato Daniela. Mi ha abbracciato ed io gli ho augurato tutta la felicità possibile; mi ha detto di ritornare a trovarli qualche volta, le ho detto che l’avrei fatto, ma non era la verità.

Ho fatto in modo che Stefano non mi vedesse partire. Volevo che ricordasse la notte che avevamo condiviso o, se era troppo ubriaco per ricordare, almeno l’ultima immagine del risveglio accanto a me quella mattina. Sono uscito nell’oscurità, finché ho trovato una fermata dell’autobus. Non sapevo cosa il futuro mi riservasse, ma sapevo che questo non poteva includere Stefano. Mentre il treno partiva mi sono appoggiato allo schienale, mi sono addormentato sognando del matrimonio del mio migliore amico e ho avuto un’erezione che è durata per il resto del viaggio. FINE

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