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Il mio negozio preferito (bisex)

Quando ho bisogno di comprare qualche vestito, in particolare camice, vado sempre nello stesso negozio, specializzato in taglie forti e speciali. Ho due spalle molto larghe e non è facile trovare camice adatte a me, in negozi normali.

L’ultima volta che ci sono andato, è capitata un’avventura che non scorderò facilmente.

Come al solito entrai e scelsi alcuni capi da provare. Il negozio era ancora deserto, erano infatti le 9,15 del mattino, e la commessa, una signora sui cinquanta, ancora molto avvenente e soprattutto provocante, mi accompagnò al camerino, molto bello e spazioso.

Rosa, così si chiama la signora, porta spesso perizoma e reggiseno a balconcino, e non passa inosservata, in un negozio prettamente maschile. Qualche pensierino su di lei lo avevo fatto, ma non mi ero mai trovato nella situazione giusta per provare qualche approccio più significativo delle solite battute che si possono dire ad una commessa.

Appoggiai la roba sulla sedia, chiusi le tende e mi tolsi camicia e pantaloni per provare quelli nuovi che avevo scelto. Mi infilai i pantaloni, e mentre incominciai ad indossare la camicia entrò nel camerino la commessa, chiedendomi come andava la roba.

Siccome eravamo in piena estate, sotto la camicia non portavo niente, per cui ero praticamente a petto nudo. La signora, per non far pesare troppo la gaffe di essere entrata troppo presto, prese ad aiutarmi ad indossare la camicia, e così facendo incominciò a toccarmi prima la schiena, poi il petto, accarezzandomi, con disinvoltura, i capezzoli.

Tutta questa attenzione, mi provocò uno strano stato di eccitazione, e notai che anche la signora non era del tutto insensibile alla situazione, anzi, prese a toccarmi ed accarezzarmi con più foga, cercando comunque di far apparire il tutto assolutamente involontario.

Comunque i risultati di tutti questi sfioramenti non tardarono a farsi sentire, anzi vedere, infatti il pacco si ingrossò quasi subito, e indossando boxer, con i pantaloni in prova non troppo stretti, si evidenziò subito che qualcosa si era mosso. La signora Rosa, di sicuro non alle prime armi, se ne accorse, ed incominciò a sistemarmi i pantaloni e con la scusa di vedere come stavano, incominciò a toccare, fin tanto che anche lei non resistette più, e senza tanti preamboli, con la scusa di provare un altro paio di pantaloni, mi tolse quelli che avevo indosso, e quando vide il mio bell’uccellone in tiro, senza dire una parola, lo estrasse dai boxer e lo ingoiò fino alla base, lasciandomi letteralmente senza fiato.

Iniziò una pompa fantastica, e mentre con una mano si aiutava a scappellare il mio arnese, con l’altra si martoriava a turno il capezzolo della tetta sinistra o il clitoride, che aveva già scoperto, alzando la gonna leggerissima che portava e scostando le mutandine. Ero letteralmente in estasi, la signora Rosa era davvero eccezionale, ci sapeva fare, e si notava che la cosa le piaceva proprio tanto. La lingua si muoveva a volte velocissima, quasi all’impazzata sulla cappella, altre volte lenta, cercando i punti più sensibili, facendomi sobbalzare come se avessi preso la scossa.

Continuammo così per circa 10 minuti, assolutamente indisturbati, nessun nuovo cliente era entrato, almeno così ci sembrava.

Quando cambiammo posizione pronti per scopare, lei alla pecorina e io dietro, davanti a noi, all’ingresso del camerino, ci trovammo una figura assolutamente inaspettata: una bellissima donna, alta circa un metro e ottanta, con due gambe favolosamente disegnate, avvolte in due autoreggenti nere. Ci guardava, forse già da qualche minuto, e si era portata una mano a massaggiarsi le tette, che tanto per non far torto al resto erano abbondanti e sode.

In un primo momento mi bloccai a quella vista e Rosa, che era girata, non capiva perché non la penetrassi, fino a quando anche lei non si girò e vide Augusta, quello era il suo nome.

Era una vecchia amica di Rosa, che ogni tanto la passava a salutare in negozio. Alla nostra vista non aveva potuto resistere e anche lei si stava eccitando per l’insolita situazione.

Rosa le fece cenno di avvicinarsi, e Augusta non se lo fece ripetere, si avvicinò a me ed incominciò a leccarmi i capezzoli e toccarmi l’uccello che era in forma strepitosa. Intanto Rosa si rialzò dalla posizione in cui era e si mise alle spalle di Augusta, incominciando a spogliarla. La camicetta che indossava volò via in men che non si dica, e mise in risalto un fantastico seno con reggiseno di pizzo a balconcino da cui spuntavano due capezzoli duri con grosse aureole che mi fecero sballare. A quel punto Rosa le tolse anche la gonna e Augusta, rimase solo con mutandine ed autoreggenti. Veramente spettacolare. Incominciai a baciarla con foga, mentre Rosa si occupava del mio uccello e delle tette di Augusta. Presi a palpare il seno di Augusta, era veramente sodo e fantastico, e strizzandogli i capezzoli le provocavo scosse di piacere a cui lei reagiva con mugolii e movimenti inconsulti.

Arrivò il momento di saggiarle la passera, che aveva tutta l’impressione di essere depilata e molto accogliente. Mi avvicinavo sempre più con la mano fino a che non riuscì ad abbassarle le microscopiche mutandine e mentre cercavo la fessura, sorpresa delle sorprese, mi ritrovai fra le mani un cazzo di tutto rispetto, decisamente più grosso e lungo del mio. La guardai allibito ma lei mi sorrise, mi voltai verso Rosa che a sua volta mi sorrise. Ovviamente lei sapeva tutto, ma per me era una sorpresa inaspettata. Ero sconcertato, una così bella donna, che già avevo immaginata impalata sul mio cazzo in tiro, si rivelò invece munita di una nerchia fantastica. Immobilizzato dalla situazione, che per altro non avevo mai provato e nemmeno pensato di vivere, furono le due donne (o quasi) a darmi coraggio, e senza aspettare che io dicessi qualcosa, Rosa mi prese per mano e mi abbasso davanti al cazzone di Augusta, invitandomi a leccarlo insieme a lei. Non so cosa mi prese, ma non resistetti alla proposta che qualche secondo, infatti mi ritrovai poco dopo col cazzone in bocca a succhiare come la più esperta delle bocchinare in circolazione. Rosa mi incitava leccandomi ogni tanto la faccia ed allungando le mani per masturbare il mio cazzo che fino a quel momento credevo grande, ma che capii essere un cazzettino in confronto a quello di Augusta.

Ad un certo punto Augusta si staccò da me, e prese il suo posto la figa, peraltro molto pelosa di Rosa, e continuai a leccare e succhiare senza accorgermi di quello che succedeva dietro di me. Dopo un po’, sentii la lingua di Augusta leccarmi prima le palle penzolanti, poi su fino al buchetto, facendomi provare sensazioni che mai prima avevo colto. Mi stava lubrificando il culo, fino quasi ad inserire la lingua dentro, poi passò al dito indice dentro e fuori aiutato dal medio. Quando ritenne fosse tutto pronto, si alzò, piegò leggermente le gambe, punto la sua enorme cappella sul mio culo ancora vergine ed incominciò a spingere per profanare quel pertugio ancora inviolato, ma che lei sognava di fare suo. Non fu facile, era veramente stretto, ma alla fine riuscì ad entrare, prima poco alla volta ma appena i miei muscoli si adattarono alla situazione spinse fino ad entrare completamente nel mio intestino facendomi provare una sensazione di pieno mai provata prima.

Mi stavo facendo inculare dalla più bella trans che avessi mai visto, mentre leccavo con voglia la figa umida di Rosa che avevo gia immaginato di fare mia.

La sensazione dell’inculata era veramente fantastica; l’arnese che Augusta aveva a disposizione era veramente di tutto rispetto e il mio culo sembrava proprio gradire il trattamento, contraendosi e rilasciandosi attorno a quel salame di carne che mi stava fantasticamente spannando il culo. Dopo poco ebbi il primo orgasmo della mia vita da inculato e fu, diversamente dal solito, molto lungo, non smettevo più di godere e di sputare sperma che, appena capii il mio stato, Rosa si affretto a raccogliere con le sue fantastiche labbra e lingua, gustandoselo come una prelibatezza.

Il mio orgasmo, così lungo, fece sì che con le contrazioni spasmodiche del culo, facessi arrivare al culmine anche Augusta, che non si fece pregare per riempirmi l’intestino della sua calda sborra filamentosa. Quando estrasse il suo fantastico membro, il mio culo rimase spalancato per il trattamento ricevuto, e il liquido da lei spruzzatomi nelle viscere, incominciò a colare sulle cosce; fu sempre la bravissima Rosa ad occuparsi di ripulirmi tutto, scambiando poi un linguainbocca da sballo prima con Augusta, poi con me, facendomi assaporare il gusto acre ma inebriante del succo di Augusta.

Rimanemmo un poco in silenzio a recuperare le forze, poi ci alzammo e ci rivestimmo, contenti tutti e tre dell’esperienza appena fatta.

Ci scambiammo indirizzi e cellulari, e da quel giorno, ogni tanto, una telefonata e via… un’inculata in compagnia fa sparire la malinconia!!!

 

FINE

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Ciao, grazie per essere sulla mia pagina dedicata ai miei racconti erotici. Ho scelto questi racconti perché mi piacciono, perché i miei racconti ti spingeranno attraverso gli scenari che la tua mente saprà creare.

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