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Il ragazzo senza nome

Era un bel motel, il più bello in cui fossi stato. Aveva una grande piscina con trampolino e bagnino. Lei era bella ma non era il mio tipo. Ero sdraiato accanto alla piscina assaporando gli ultimi raggi del sole quando il ragazzo arrivò, un giovane dio…, un ragazzo a dire il vero, sembrava avesse diciassette anni, io sperai ne avesse diciotto. Indossava boxer che gli abbracciavano il culo e le cosce come una seconda pelle. Se non era un body-builder doveva avere degli ottimi geni. Lo guardai tuffarsi dall’orlo della piscina e nuotare disinvoltamente all’altro capo dove l’acqua era profonda un metro e venti. Anche il bel bagnino teneva gli occhi su di lui, e sospettai che anche lui fosse interessato. Affiorò e si guardò intorno per vedere dove erano i bambini che stavano nuotando poi ritornò nell’acqua più profonda. Stava tentando di fare del nuoto serio ma era difficile con una dozzina di bambini in acqua.

“Da dove arrivano tutti quei muscoli?” gli chiese un ragazzo di circa dieci anni.

La domanda colse l’adolescente di sorpresa e sembrò un po’ imbarazzato ma orgoglioso. “Beh, faccio esercizio, dormo molto e mangio sano, come scommetto tua madre ti dice di fare” rispose. Era una buona risposta che fece sorridere la madre del ragazzo.

“Così, se io mangio come dice la mamma e dormo molto di notte posso avere dei muscoli così?”

“Può essere d’aiuto. Ti devi anche allenare molto, ma sembra che tu questo lo faccia già.”

“Io gioco a basket e calcio” ha detto orgogliosamente il giovincello.

“Si può dire che sei un atleta. Quanti anni hai?”

“Dieci.”

“Allora continua a fare sport e fra un paio di anni comincia ad alzare pesi, vedrai che i tuoi muscoli si gonfieranno.”

“Lo spero, mi piacerebbe diventare come te.” Il ragazzo terminò la conversazione improvvisamente come l’aveva iniziata e si tuffò nella piscina.

Il teenager salì sul bordo ed aspettò per trovare un punto libero dove tuffarsi. Nuotò a lungo prima di uscire e non potevo credere alla mia fortuna quando venne verso di me; occupò la sdraio accanto a me! Accennò col capo e raccolse il suo asciugamano. Io non persi tempo.

“Sei gentile coi bambini.” ho detto.

“Si, non ho problemi con loro”

Stava in piedi da quel dio che era, il suo corpo era abbronzato e brillava agli ultimi raggi del sole. Anche quando si asciugò, i suoi muscoli sembrarono splendere.

“È stata una buona risposta quella che hai dato a quel boy”

Rise. “Mi ha preso di sorpresa per un secondo. Non sono molte le persone che mi fanno domande.”

“Hai reso più facile il lavoro di sua madre”

Si girò verso di me per allontanarsi dalla piscina e si aggiustò rapidamente la virilità nel costume. “Sorry” disse con un riso soffocato.

“Non scusarti, non c’è niente di cui dispiacersi”

Sembrò essere orgoglioso mentre guardava verso la piscina. Era uno sguardo orgoglioso ma pensai che fosse un po’ troppo duro per essere casuale. Sentii l’urgenza di dire qualche cosa prima che se ne andasse.

“Sei in vacanza con la famiglia?” chiesi.

“Io ed i miei stiamo andando a Milano a trovare mia sorella, lei frequenta l’università là.”

“Non mi sembra che la cosa ti ecciti.”

“Le voglio bene ma l’unica ragione per cui se n’è andata da casa è stata trovarsi un bel ragazzone, lei può fare fessi i miei genitori, ma non me.” “E lei mente spesso ai tuoi genitori?”

“La maggior parte delle volte.”

Portò un’altra rettifica al costume da bagno. “Dannazione, questo costume bagnato sta diventando pizzicante” ha detto. Probabilmente il costume era diventato pizzicante, ma non potevo fare a meno di pensare… speranzoso, che quella seconda rettifica fosse qualche cosa di più. Io decisi avventurarmi fuori da quel limbo, mi alzai dalla mia sedia per ritornare alla mia stanza. Gettai uno sguardo alla sua mano che era ancora sulla parte anteriore del costume e gettai uno sguardo ai suoi occhi per un secondo. Ritornai nella mia stanza che era a pochi metri dalla piscina e quindi lui era in grado di vedere quale fosse. Quando entrai lasciai la porta aperta. Un paio di minuti più tardi lui apparve su alla porta con l’asciugamano sulla spalla ed il piccolo zaino che avevo visto accanto alla sua sedia.

“Oh… mi spiace… ho sbagliato stanza” ha detto. Aveva trovato la stanza giusta e lo sapeva, sapeva cosa stava facendo.

“Non direi a meno che tu non voglia che lo sia” dissi. Avrei potuto chiudere la porta ma lasciai a lui la decisione di andare o stare. Avanzò e chiuse la porta. Sì, sapeva quello che stava facendo ed io non esitai. Mi avvicinai a lui e gli misi una mano sul culo. “Puoi toglierti il costume bagnato se vuoi; ti darò un asciugamano.” Andai in bagno e quando ritornai lui era piegato e si stava togliendo il costume. Rimasi scioccato dalla bellezza del suo culo stretto e rotondo che si contraeva mentre era in bilico. Si alzò nella sua posa da semidio e quando si voltò ne ebbi la visione completa. Dio, com’era bello!

“Non era il caso di farlo in piscina” dissi guardando il suo cazzo mentre gli davo l’asciugamano.

“Non lo faccio mai” disse prendendo l’asciugamano e cominciando ad asciugarsi l’inguine. Era evidentemente a suo agio a stare nudo davanti ad altri, probabilmente era abituato a farlo nello spogliatoio a scuola. Lanciò via l’asciugamano e rimase fermo come se stesse aspettando qualche cosa. Mi avvicinai e presi con una mano il suo giovane cazzo vigoroso.

Avevo paura e contemporaneamente speravo che tu mi seguissi nella mia camera” Lui sorrise. “E i tuoi genitori?” chiesi.

“Ho detto loro che sarei stato in piscina o il sala giochi. Non preoccuparti, non mi cercheranno.”

“Ti dovrei chiedere quanti anno hai.”

“Se te lo dico non mi caccerai?”

“Non credo.” Ma il mio cuore accelerava. Se non avesse avuto diciotto anni…

“Non preoccuparti, ho diciotto anni.”

“un diciottenne eccezionale” ho detto muovendo una mano sul suo torace muscoloso e duro. “Non ho visto molti diciottenni ben fatti come te.”

“Grazie.”

“L’hai mai fatto prima; hai fatto sesso con un altro uomo?” ho chiesto.

“No. Ma ultimamente vedo che mi osservano in molti e sono curioso di scoprire di cosa si tratta.”

“Sarà molto tempo che ti lanciano occhiate, ma ti sarai accorto solo ora” ho detto.

“Voglio che tu mi mostri tutto” disse.

“Potrebbe essere una cosa veloce.”

“Va bene… va bene che tu mi manipoli, penso… io posso venire più di una volta. Io posso venire tre, quattro, cinque volte in successione.”

“Wow! Deve essere facile soddisfare la tua curiosità.” E lo spinsi verso il letto. Quando i suoi polpacci toccarono il materasso lo spinsi a sdraiarsi sul letto ed io mi inginocchiai tra le sue gambe. “Bene, cominciano con questo” ho detto premendo la mia faccia sulle sue palle.

“OOohhhhhhh,” e ha emesso un piccolo gemito.

Era caldo, stava bruciando di desiderio e il suo testosterone era fuori controllo. Gli succhiai le palle mentre gli toccavo la fessura del culo. Si lamentò di nuovo ed allargò le gambe per darmi il benvenuto, ma io lasciai le palle e mi alzai alla parte inferiore del cazzo suo. Era ben lontano dalla cappella; ora era duro; e grosso. Grosso! Quasi enorme. Più grosso di quanto non abbiano la maggior parte degli uomini adulti. Ne leccai l’orlo e feci vibrare sotto la mia lingua.

“Ohhh, prendilo!” ansò spingendo il suo cazzo, una torre di calda, pulsante carne. Contorceva il culo sul materasso e si lamentava implorandomi sino a che finalmente non presi l’uccello nella mia bocca.

“Awwwhhhhhhhhh! Ohh, Geesuuuu!” ha ansato.

Lo succhiavo lentamente, con un scopo preciso, ma lui era in uno stato di frenesia e muoveva il cazzo dentro e fuori della mia bocca che lo lavorava.

“Hai detto che potevo sborrare” ha detto con quello che era un piagnucolio.

“Non hai bisogno del mio permesso” dissi e rapidamente catturai di nuovo il suo cazzo. Non me l’aspettavo così rapidamente ma se lui era in grado di consegnare i suoi beni come diceva… quattro o cinque volte… ero ansioso di ricevere il suo primo carico.

“Te ne darò un altro” mi promise. “Ti darò tutti i carichi che vuoi, ma voglio farlo adesso. Non voglio resistere; è troppo bello. Voglio vedere com’è bello sparare nella tua bocca…”

Ero ritornato sul suo cazzo, lui mise le mani sulla mia testa e spinse la mia bocca mentre lui spingeva verso l’alto. La sua cappella attraversò la mia gola un paio di volte ma non tentai di prendere completamente il suo uccello; il modo in cui si agitava mi avrebbe rotto la gola. Emise un lamento e tentò di dirmi che stava venendo. Lo credo almeno. Il suo cazzo vibrò, si slanciò come una barra di acciaio e partì. La cappella era pigiata ad angolo retto contro l’apertura della mia gola ed il primo colpo l’attraversò. Il seguente e la mezza dozzina che lo seguirono fluirono nella mia bocca fino a non fu quasi piena. Tenni il cazzo nella mia bocca facendovi scorrere intorno il suo sperma.

“Awww, che cosa incredibile!” ha ansato. “Vuoi sputarlo?” mi ha chiesto togliendomi le mani dalla testa.

Mi alzai lasciando andare il suo cazzo ma non il suo carico di sborra. Il ragazzo guardò stupito come facevo turbinare la roba nella mia bocca prima di ingoiarla. “Aww, cazzo, è così eccitante… l’hai ingoiata!”

“Non volevo sprecarlo.”

“Aww, cazzo… era così eccitante!” Passarono solo un paio di minuti. “Sono pronto se vuoi mostrarmi qualsiasi altra cosa.”

“Ricominciamo da dove avevo smesso” dissi mentre lo spingevo di nuovo sulle spalle. Ma non intendevo restare cos’, volevo esplorare e finire quello che avevo cominciato prima che mi implorasse di succhiargli il cazzo. Lo lavorai come un violino; come uno strumento ben accordato, approfittando della sua innocenza. Ero sicuro che lui non aveva idea di quello che gli stavo per fare; sapeva solamente che sarebbe stato bello e questo era tutto quello che voleva. Feci scivolare le braccio sotto le sue gambe e gradualmente le portai sopra le mie spalle. Penso che abbia avuto un indizio quando cominciai a raggiungere la fessura del suo culo. Non fece resistenza quando lo alzai e spostai il suo culo fuori del materasso, non fece resistenza quando gli allargai le gambe. Poi cambiai tattica; volevo che indovinasse. “Girati” ho detto.

Obbedì e si mise sul suo stomaco ed io mi posizionai tra le sue gambe, le allargai e seppellii la faccia nel suo culo. “OHhhhhh… pensavo fosse quello che stavi per fare” ha gridato.

“Mettiti in ginocchio così potrò farlo meglio”

Si alzò e allargò le ginocchia aprendo il culo. Carezzai il buco del culo, lo leccai e lo succhiai facendolo strillare di piacere. Seppellì la faccia e le spalle nel cuscino per soffocare le sue grida. Non avevo mai leccato un giovane culo così meraviglioso. Quando l’ebbi ben allentato e lubrificato spinsi lentamente un dito nel buco. Cominciò a protestare quando comprese quello che stavo facendo ma doveva essere molto bello e mi permise di farlo. Probabilmente perché trovai rapidamente la sua prostata, cosa che lo spedì rapidamente in orbita. Si alzò, la sua testa si lanciò indietro sorpresa mentre io facevo ballare il mio dito intorno alla noce d’amore. Continuai nel ditalino ed avrei potuto fotterlo ma non tentai. Invece cambiai di nuovo tattica. Avevo qualche cosa d’altro in mente per lui come secondo round. Il terzo round sarebbe venuto poi.

“Girati sulla schiena” gli dissi.

Non aveva idea di quello che stavo per fare ma assentì subito. “Co…cosa vuoi fare?” chiese mentre si posizionava indietro ed alzava come prima le gambe, dimostrandomi che voleva continuassi quello che stavo facendo al suo culo. Forse voleva che lo fottessi, ma non ero sicuro che quel pensiero fosse mai entrato nella sua giovane mente. Ma avrei potuto… più tardi… se lui avesse voluto.

Gli spinsi di nuovo le gambe contro il torace e tornai a seppellire la faccia nel suo culo. Usai la lingua e le dita. Gli piaceva. Volevo che gli piacesse tanto che non gli avrebbe importato quello che gli avrei fatto dopo. Gradualmente gli piegai le anche sul materasso fino a che non fu piegato a metà. Gli spinsi le cosce con forza contro il torace e mi assicurai che il suo uccello fosse puntato verso la sua faccia. “Stai così, questa posizione spalanca il tuo culo così io posso infilarci in profondità la lingua.”

“Puoi raggiungere quel punto con la lingua?” chiese.

“No, ma posso ancora usare il dito se vuoi.”

“Oh, sì, fallo. È troppo grande.”

Cominciai a lavorarlo ed a fotterlo con la mia lingua, avrei voluto raggiungere la sua prostata. Lo feci con le dita mentre leccavo tutto intorno il suo buco del culo. Lo sondai profondamente per poter strofinare la punta del dito sulla sua noce d’amore. Lo facevo gentilmente poi diventai più violento spingendo la prostata con la punta delle dita. Non c’erano problemi, aveva detto che poteva venire da tre a cinque volte. Quando comprese che stava correndo verso la fine non si oppose. Comprese che stava per venire e che il suo cazzo era puntato contro la sua faccia. Tentò di puntarlo altrove ma era troppo oltre per potersi fermare. “Ohh, ohhh sto per venire” ha gridato tentando di spostare le gambe. Ma lo tenni giù e mantenni la lingua ed il dito nel suo culo. “Sto per sborrare!” ha strillato. “Oh, per favore… sto per venire e spara su di me… Awwwwhhhhh!… Cazzo!” gridò, il suo cazzo eruttò e lui cominciò a spruzzare il suo spesso sperma caldo sulla sua faccia.

Prima che lui potesse chiudere la sua bocca vi entro la sborra e poi continuò a spruzzarsi sulla faccia. Mi assicurai che le sue noci fossero vuote e lui ansava e mi implorava di smettere prima che mi alzassi. Torsi le dita nel culo un paio di volte per buona misura prima di estrarle. Non poteva alzare le cosce per drizzarsi su, stava sdraiato indifeso, piegato a metà, frignando perché l’aiutassi. “Aw, per favore, cazzo… aiutami ad alzarmi, non posso respirare” ha implorato.

Lo feci ed un po’ di sborra scivolò fuori dalla sua bocca. Alzai le sue gambe e le posai ai miei fianchi, dopo di che gli diedi il cuscino per asciugarsi la faccia. Nel momento in cui lo prese io l’afferrai e quando cominciò ad alzarsi lo tenni giù con le mie mani sulle sue cosce. “Vuoi che ti mostri qualche cosa d’altro?” chiesi.

Tentò di rispondere mentre faceva roteare lo sperma nella bocca per evitare di ingoiarlo. “Co…?” ha borbottato tenendo la sborra in bocca.

“Vuoi qualcosa d’altro? Ti devo togliere la sborra dalla bocca?” ho detto.

Lui accennò col capo. Io sorrisi. Mi lasciai cadere su di lui, appoggiato alle mie braccia mentre lo guardavo nei suoi grandi, scuri, sconcertati occhi. Sorrisi al panico sconcertato dei suoi occhi mentre stava ancora tentando di evitare di ingoiare il suo sperma. “Non vuoi ingoiarlo? È il tuo sperma” ho detto. Lui scosse la testa per dire di no.

“Okay, dammelo.” E così dicendo mi lasciai cadere ed incollai la mia bocca alla sua. Emise un piccolo anelito di sorpresa che rese più facile spingere la mia lingua nella sua bocca. Approfittando del suo strillo indagai la sua bocca aperta e trovai la sua lingua. Lui fu evidentemente scioccato, ma si riprese rapidamente. Incrociammo le lingue per un po’ e lui si rese conto di quello che volevo fare. Succhiai la sua lingua nella mia bocca, o fu lui a spingerla, e fottemmo con la lingua l’uno la bocca dell’altro per un buon minuto. Io risucchia, lui spinse lo sperma nella mia bocca ed io lo succhiai. Lo stavamo pompando dalla sua bocca alla mia, ma io non lo ingoiai. Invece quando la mia bocca fu piena di sborra e della nostra saliva, spinsi tutto nella sua bocca. Lui nitrì di sorpresa ed uggiolò un gemito soffocato.

“Ingoialo” bisbigliai alzandomi dalla sua bocca di quel tanto che mi permettesse di parlare. Lui scosse la testa ma preso dal panico ingoiò tutto. Non l’avevo costretto, l’aveva fatto lui. Mi alzai e sorrisi alla sorpresa nei suoi occhi. “Allora, non era così cattivo, vero?” “Avevi detto… avevi… che stavi per…” ha protestato.

“Avevo detto che l’avrei pescato nella tua bocca, non avevo detto che l’avrei ingoiato” ho detto io. “Mi prenderò cura di quanto resta.” e cominciai a leccare lo sperma dalla sua faccia, dal collo e dalle spalle. Lui stava recuperando rapidamente. Sentii il suo cazzo duro spingere contro il mio stomaco ed io pensai che avrei dovuto farlo… leccarci fuori la sborra… probabilmente avrei causato la sua eccitazione per farlo ritornare rapidamente. Si sdraiò e mi permise di farlo.

“Il tuo sperma è così buono” ho detto.

“Non l’avrei mai pensato” disse lui.

Pigiai i miei lombi contro di lui e lui spinse verso di me. Il mio cazzo era posato sul suo pube, accanto al suo cazzo. Avevo ancora molto sperma nella mia bocca. “Lo vuoi?” riuscii a chiedere. Lui scosse la testa in diniego. “Ultima possibilità” dissi cominciando ad abbassare la mia faccia verso la sua.

“No, grazie” disse girando la testa.

Allora ingoiai. Continuai leccando e baciando il suo collo ed il lobo dell’orecchio. Rimase sorpreso ed ebbe l’effetto desiderato su di lui. Mi stavo chiedendo se non stesse tentando di dirmi qualche cosa quando alzò le ginocchia ai miei fianchi. Non capivo bene cosa volesse ma ne approfittai per scoprirlo. Mi trassi un po’ indietro cosicchè il mio cazzo precipitò dal suo pube contro il suo culo. Mi contorsi e lui si contorse forse per allontanarsi dal mio uccello. Per confonderlo lo baciai sugli occhi e senza che se ne accorgesse mi lubrificai il cazzo.

“Avrei desiderato che ci fosse altra sborra” ho detto continuando a baciargli i muscoli. “Ma è bello anche solo baciare i tuoi muscoli.”

“Anche la tua bocca mi piace”

“Devo mostrarti qualche cosa d’altro?”

“Cos’altro è possibile?”

“Riesci a fare un’altra bella sborrata se te lo mostro?” ho chiesto spingendo leggermente la testa del mio cazzo contro la fessura del suo culo mentre gli leccavo le tette.

“Sicuro. Posso sborrare fino a che tu vuoi se continui a fare questo, e parecchio anche, non preoccuparti”

“Ti piace questo?” Gli chiesi leccandogli i grossi pettorali e succhiandogli le tette. Contemporaneamente strofinavo il mio cazzo sul suo culo.

“Aww, siii” Continuavo a pensare che non sapesse quello che volevo fare e lo portai ancora fuori strada. “Mi piacerebbe baciarti ancora… baciarti veramente, se tu me lo lasciassi fare.”

“Vuoi ancora della sborra in bocca?”

“No.” Presi la mia risposta come permesso, quando mi chinai su di lui non girò la faccia e così lo baciai. Mi sorprese quando aprì le labbra. La mia lingua trovò la sua, o la sua la mia, e lui frignò di piacere quando spinsi leggermente il mio cazzo contro il suo culo. Prima che si rendesse conto di quello che stava per accadere, stavo spingendo veramente con forza e lottò per togliersi dal bacio allargando gli occhi. Ma io lo tenni stretto continuando con il bacio.

“Cosa stai… n…no”

“Lasciamelo fare… lascia che ti mostri… lascia che accada” ho bisbigliato, le miei labbra che carezzavano le sue per continuare nel bacio. Lui accettò il bacio ma protestò ancora.

“Farà male?” ha frignato.

“Solo per un minuto, dapprima. Solo come può far male ad una vergine la prima volta, poi è bello. Se ti farà troppo male mi fermerò e tu potrai farlo a me. Lo farai comunque, dopo che ti avrò fottuto.”

“Stai per fottermi?” Sembrava che stesse affrontando solamente in quel momento la realtà. Io stavo già spingendo nei muscoli flessibili attorno al suo buco del culo, spingendo contro il buco stretto.

“Ricordi come ti è piaciuta la mia lingua nel tuo culo, ed il mio dito che ballava intorno alla tua prostata. Pensa cosa sarà sentire il mio cazzo che strofina la noce d’amore” ho tubato. Il suo buco del culo era ancora bagnato della mia saliva ed io stavo producendo dannatamente la mia pre eiaculazione. Stavo facendo progressi. Credo stesse ancora decidendo se voleva che lo facessi ma io continuai con la pressione e improvvisamente fu troppo tardi. La testa del mio cazzo improvvisamente attraversò il suo buco ed io ero dentro di lui.

“UUUHHNNGGGHHHH!” gemette. Era un urlo forte ma io avviluppai con la mia bocca la sua. Gridò così forte nella mia bocca che l’urlo mi fece vibrare le tonsille ma lui non tentò di lottare contro di me. Se l’avesse fatto non so se mi sarei fermato. Mi dissi che lui lo voleva e glielo diedi. Non mi fermai per lasciare che si abituasse alle dimensioni del mio cazzo. Continuai a spingere lentamente ma profondamente. Spinsi fino a che i miei lombi non urtarono contro il suo culo aperto e cominciai a muovermi in piccoli cerchi; tendevo e massaggiavo il suo sfintere e potevo sentire la sua prostata.

Spinse via la mia faccia e risucchiò l’aria con un forte anelito. “Oh, Geesssuuu!… Oh, Geessuuu!… Ohhh… Ohhhh… Oh…Ohh… Oh, Diooo… Ohhhh!”

“Sono gemiti di approvazione o vuoi che mi fermi? Fa ancora male?” chiesi. “Siii, ma… è… okay… sì, uomo, sono gemiti di approvazione. Geesuu, non ci posso credere… essere fottuto… avere un grosso cazzo di un altro uomo seppellito nel culo… sentire tanto piacere… Oh, lo stai toccando… quel punto… col tuo cazzo.”

“Te l’avevo detto.”

“Ohhh… ohhhh, fottimi, non credevo di dirlo ma dammi il tuo grande cazzo. Fottimi!”

Lo chiavai, lo mossi avanti ed indietro per tre o quattro centimetri nel suo buco per vedere se gli faceva male. Vedendo che non si lamentava l’ho estratto lentamente.

“Ohhh… no, cosa stai facendo? Non toglierlo.”

“Vogliono solo vedere se ti fa ancora male” ho detto spingendo di nuovo la testa del cazzo nel suo buco. Estrassi e spinsi di nuovo molte volte. “Va bene ora?” ho chiesto.

“Oh, cazzo, sì. Merda, che bello sentirlo entrare ed uscire così nel mio buco.”

Spinsi lentamente e profondamente, mossi le anche in piccoli cerchi agitando il cazzo dentro di lui, gli massaggiai la prostata col cazzo e poi spinsi con forza. Scoprii tutto quello che lo faceva strillare e gemere e gli feci spingere il suo culo stretto e sodo contro di me. Mi complimentai con me stesso per il colpo di fortuna. Mai nei miei sogni più selvatici mi aveva sfiorato la speranza di trovare un giovane fusto così incredibilmente ansioso e disposto.

Lo chiavai per una mezz’ora. Anche se si trattava del sesso più incredibile che avessi mai fatto, il piacere non era per me; il piacere era tutto per lui, volevo farlo tanto bene che non avrebbe mai dimenticato questa volta con me; cos’ bene che lui ne avrebbe voluto di più, e di più, anche se io non volevo essere l’unico a darglielo. Sentii uno strano senso a porre le basi per il prossimo ragazzo che avrebbe incontrato. Lo chiavai fino a che non mi implorò di fermarmi; implorandomi di farlo venire. Io non avrei voluto smettere ma come ho detto tutto doveva essere per lui, anche se non sapevo cos’altro avrei potuto fare per farlo venire. Stavo usando ogni tecnica che conoscevo ed il suo corpo sembrava solo assorbirle ed implorare per avere di più. “Ohh, per favore… non posso più resistere… per favore, fammi venire.” ha implorato, praticamente piangendo.

“Forza, sto per fare la cavalcata finale.” L’ho avvertito, afferrai il cuscino, lo posai sulla sua faccia e lui l’abbracciò stretto mentre cominciavo a spingere nel suo giovane e tenero culo. Lo chiavai con tutto quello che avevo, lo spinsi all’oblio. I suoi uggiolii mi pungolavano, gli stavo facendo uscire i bulbi oculari dalla testa, stavo per lasciarlo con un buco del culo nuovo. Diooo, era meraviglioso! Improvvisamente persi controllo, non ci feci attenzione e persi il controllo! Quando sentii l’accumulo nelle palle era tardi per fermarlo.

“Vengo!” ho gemuto. “Sparo, ragazzo… Sto per sborrare e voglio che tu venga con me.”

Venni per primo ed avevo paura di lasciarlo duro ed all’asciutto. Dio, non me lo sarei mai perdonato. Ma poi sentii un tono diverso nei suoi uggiolii; gridava che stava venendo. Sentii il suo buco del culo stringermi con forza il cazzo, poi il calore del suo sperma che schizzava sul mio torace. Mio Dio, non capivo da dove arrivasse tutta quella roba, non capivo come un paio di palle potessero produrre tanto sperma in così poco tempo.

Spostò il cuscino per prender aria e vidi che stava singhiozzando. Mi abbassai a lui, lo presi tra le braccia e lo tenni stretto. Diooo, cosa gli avevo fatto! Improvvisamente fui spaventato ed improvvisamente non fui così sicuro che avesse diciotto anni. Improvvisamente mi sembrò tremendamente giovane, a parte il suo corpo. Dannazione, avrà avuto l’età legale?. “Tutto okay?” non sapevo neanche il suo nome!

Accennò• col capo asciugandosi il moccio dal naso con l’avambraccio.

“Sono così fottutamente okay…” ha risposto.

“Ne sono contento.” ho detto con un sorriso che ho sperato mi rendesse. Avevo disperatamente bisogno che mi sorridesse.

“Pensavo di essere sul punto di impazzire, non ricordo niente eccetto un grande piacere. Ragazzi, sei stato veramente un maestro per me!”

“Avrei solo desiderato che ci fosse più tempo” ho detto.

“C’è qualche cosa d’altro che mi potresti insegnare?”

“Si. Potrei insegnarti a succhiarmi il cazzo… a farmi tutte le cose che io ho fatto a te.”

Lui scuoteva la testa, ma io misi un dito sulle sue labbra a bloccare la sua protesta. “Potresti fottermi.” ho detto. Questa volta non protestò.

“Posso farlo ora?” ha chiesto.

Allungai una mano e sentii il suo cazzo ancora duro e scivoloso per il suo sperma. “Mi piacerebbe ma penso che non dovresti stare qui più a lungo.” dissi.

“Non preoccuparti, i miei genitori non verranno a cercare.”

“Dopo un po’ potrebbero” ho detto. “E se non ti vedono in giro potrebbero cercarti. Non vogliono che ti trovino qui.”

“Di dove sei?” mi ha chiesto. Io evitai di dirlo, perché me lo chiede, mi domandai. “Potrei contattarti.” ha detto.

“Ti contatterò io.”

“Okay, ti do il mio numero di cellulare. Di dove sei?”

“Roma, ma sto cercando casa in Abruzzo.” ho mentito.

“I vivo in Abruzzo!” ha esclamato emozionato.

“Bello!” ho detto. Stavamo sdraiati abbracciati, il mio peso lo schiacciava, i nostri corpi erano incollati per il suo sperma mentre parlavamo come due innamorati. Mi alzai. “Tu devi uscire di qui, prima puoi usare la doccia.”

“Avevi detto che potevo fotterti.”

“Potrai quando ci incontreremo.”

Mi alzai dal letto e lo tirai su. Quando ruscelli di sperma cominciarono a scendere dal suo torace e dal suo stomaco lo spinsi sul letto. “Ma prima devo fare questo” ho detto cominciando a leccare la sua sborra. Mi misi di fianco e chiesi “Lo vuoi?”

Lui scosse la testa in diniego. Lo assaporai per un momento prima di ingoiarlo. “Anche se imparassi a succhiare il cazzo, non sarei mai capace di fare quello.” disse.

“Mai dire mai.” ho detto. “È un piacere che si impara, prova col tuo.” gli ho detto. Quando ho finito di pulire la sborra lui era sdraiato come stordito. Lo guardai con uno sguardo sconcertato.

“Stavo solo pensando ad un paio di miei compagni di squadra. Se dovesse mai accadere con qualcuno altro, loro sarebbero i primi. Ma non saprei come approcciarli.”

“Stai attento con le persone che ti conoscono.” lo avvertii.

Si avviò versi la doccia ed io ammirai il suo culo stretto che si fletteva e sobbalzava mentre camminava. Dio, era eccezionale! Il desiderio non si era ancora allontanato dai miei lombi. “Hey,” ha chiamato.

“Si.”

“Sono venuto meno volte di quanto avevo promesso, vuoi venire a succhiarmelo fuori?”

Eccezionale ed audace. Andai nel bagno a lo trovai appoggiato alla parete della doccia che pompava il cazzo insaponato. Dannazione, come riusciva a rimanere duro a lungo! Avanzai nella doccia con lui e mi inginocchiai. Presi una boccata d’acqua ma il suo uccello fu nella mia bocca. Succhiai il suo terzo o quarto o quinto carico… avevo perso il conto. Era potente come il primo, ed aveva un sapore anche migliore, probabilmente perchè era così fresco.

Quando uscì dalla doccia l’asciugai. Odiai il momento in cui lo vidi tirarsi su il costume da bagno. Mi diede il suo numero di cellulare ed io gli dissi che l’avrei chiamato. Non sapevo se avrei potuto magli dissi che l’avrei fatto. Lui raccolse il suo zaino.

“Grazie” disse allungando la mano. “Non sapevo quello che sarebbe successo quando sono venuto nella tua camera.”

“Allora è stato più di quello che ti aspettavi.”

“Aw, cazzo, non avrei mai sognato qualcosa di tanto bello, avrei voluto avere più tempo.”

“Anch’io.” mi sono mosso verso di lui che non ha opposto resistenza quando l’ho abbracciato.

“Se farai queste cose con un altro teenager… pensa a me, okay?”

“Penserò a te spesso.” ho detto chiedendomi perché aveva bisogno di essere ricordato.

“Hey, non ti preoccupare… ho diciotto anni.” ha detto.

Mi chiesi perché stava dicendomi di nuovo la sua età, a meno che lui stesse mentendo. “Devo credere che hai diciotto anni, o forse ne hai solo sedici?” ho chiesto.

“Vuoi vedere la mia carta di identità?”

“Ne hai una?”ho chiesto scherzando. No, non volevo vedere la sua carta di identità; non sapevo se stava giocando con me, e se mi avesse mostrato una carta di identità che diceva che aveva solamente sedici o diciassette anni…

“Hey, forse potrai vederla.” ha detto.

“Si, arrivederci e grazie.”

“Sarai il benvenuto.”

Se ne andò e lo guardai allontanarsi. Andò nel locale lavanderia e prese dei vestiti da un asciuga biancheria, si guardò intorno, si mise dietro una macchina distributrice di bibite e mi parve che stesse togliendosi il costume da bagno! Si mise un paio di boxer ed uscì da dietro la macchina allacciandosi i jeans. Prese un asciugamano asciutto da una pila su una tavola e vi avvolse il costume da bagno, poi tirò fuori il resto dei suoi abiti dall’asciuga biancheria e li mise nel suo zaino. Si guardò intorno, come per imprimersi nella mente l’immagine di quel luogo, poi, a torso nudo, se ne andò. Rimasi confuso. Perché aveva tolto i vestiti dall’asciuga biancheria e si era cambiato all’aperto? Dove erano i suoi genitori? Perché non era ritornato nella sua stanza? Improvvisamente mi resi conto che stava andando verso la strada. Saltò il fossato, salì l’argine e cominciò a camminare lungo la strada. Guardai per un momento l’ondeggiare delle sue larghe spalle muscolose e la sua nudo schiena affusolata verso la vita stretta cui si aggrappavano i jeans, sostenuti dal culo rotondo, senza cintura. Guardai il suo culo e mi venne l’acquolina in bocca.

Improvvisamente raccolsi i miei vestiti come se la stanza stesse andando a fuoco, quando fui vestito gettai tutto nella valigia. Un rapido sguardo alla stanza per vedere se non avevo dimenticato nulla, lanciai la chiave sulla tavola e corsi fuori della porta. Andai alla mia macchina, ero frenetico mentre cercavo di farla partire e contemporaneamente tenevo d’occhi il ragazzo. Sentii dei tormenti di colpa e compassione mentre partivo. Era senza casa? Dove stava andando? Aveva qualcuno che si curasse di lui, che gli volesse bene?

Sentii i pneumatici stridere sulla strada. Lui aveva fatto molta strada in quel breve tempo. Vidi una macchina davanti a me frenare e rallentare; una Mercedes lucente e nera. Il ragazzo rallentò, guardò sopra la sua spalla e si diresse verso la macchina.

“Dannazione! No, dannazione!” bestemmiai ad alta voce mentre la macchina si frenava. Io ero in panico. Cominciai a seguire la macchina, ma cosa avrei fatto? Non potevo dire che il ragazzo era mio… non sapevo neanche il suo nome, e lui non sapeva il mio. Disperato suonai il clacson mentre il ragazzo saliva in macchina ma lui non prestò attenzione.

Mentre la macchina ripartiva io mi misi nella corsia sinistra per affiancarla. Suonai di nuovo il clacson ed agitai la mano. Il conducente gettò uno sguardo nella mia direzione con cipiglio sul viso e suonò il clacson. Tentai di fare segno al ragazzo ma lui guardava verso il conducente. Il conducente agitò il braccio ed io ne vidi la dimensione, era anche lui a torso nudo e se non era un body-builder, aveva perso una buona opportunità.

Un istante dopo la Mercedes fu sparata in avanti come un missile. Mentre tornavo nella corsia giusta estrassi il cellulare e feci il numero che mi aveva dato. La mia mano tremava mentre lo componevo. “Numero inesistente” disse una voce. Appoggiai il telefono, il cuore mi era finito nello stomaco, il mio breve sogno era andato in frantumi. Non so perché le lacrime cominciarono a correre sul mio viso per il ragazzo senza nome.

FINE

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Luce bassa, notte fonda, qualche rumore in strada, sono davanti al pc pronto a scrivere il mio racconto erotico. L'immaginazione parte e così anche le dita sulla tastiera. Digita, digita e così viene fuori il racconto, erotico, sexy e colorato dalla tua mente.

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