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Il signorino lo preferisce duro e nero

Sono partiti, i miei genitori sono di nuovo partiti. Come al solito mi ritrovo nella mia lussuosa (lussuriosa) villa insieme ai domestici. Sono tre : padre madre e figlio e sono di colore. La madre e il padre hanno più o meno 40 anni e il figlio invece 18 ma, a vederlo, ne dimostra qualcuno in più dato il fisico massiccio. Sono le nove di mattina e da quello che i miei mi hanno detto stanotte dovrebbero essere già partiti per l’ennesima vacanza alle barbados dove possediamo un intero residence. Da piccolo queste partenze mi lasciavano sempre triste, ma da quando ho scoperto a 20 anni le gioie del sesso, il loro viaggi si trasformavano per me in giorni all’insegna della più sfrenata libidine. Bussano alla porta.
-Entra! Sono sveglio . – Come mi aspettavo è Aziz, il figlio dei domestici, che mi porta la colazione a letto. Con la sua solita educazione appoggia il vassoio sul comò.
-Aziz, lo sai che i miei se ne sono andati? –
-Certo, signorino. –
-Spiegami perché non sei in tanga.. –
-Oh mi scusi me ne ero dimenticato vado a rimediare.. –
– No, lascia stare, prepara la colazione piuttosto. –
Eh sì, quando i miei partono esigo che la mia servitù vada in giro per casa in tanga o nuda (lo so, sono un vizioso) mi piace da morire vederli fare i lavori di casa con gli attributi che ciondolano. Con un gesto veloce sposto le coperte e come potete immaginare io la notte dormo nudo. Mi giro sul fianco dalla parte di Aziz, che nel frattempo sta armeggiando con tazzine e marmellata, e apro le gambe per mettere in mostra le mie nudità rasate. Appoggio la testa su una mano e con l’altra mi accarezzo lentamente e pigramente le palle e il pene floscio. Aziz mi guarda … ad un certo punto chiedo al negretto:
-Senti posso farti una domanda? Cosa piace di più a mia madre quando te la fotti? –
Sapevo bene che mia madre si scopava la servitù avendola spiata più volte dalla toppa delle porte.
– L’ultima volta l’abbiamo scopata io e mio padre insieme, e insistette molto a farmi una pompa dopo che mio padre mi avesse sborrato sul cazzo, e quella volta credo che venne solamente per il piacere di ciucciarmelo! –
– Che troia! Quasi peggio di me!! – Ma so benissimo che non posso biasimarla: come resistere a due bei manici neri? Ancora rivolto ad Aziz dico: – Senti vieni un pochino qua…. –
Aziz si avvicina e io mi metto a sedere sul bordo del letto. Il pacco è all’altezza del mio viso. Guardandolo dal basso verso l’alto gli dico: – Vogliamo vedere chi è più bravo a fare i bocchini tra me e mia madre? – Aziz sorride e si cala le brache – Verifichiamo!! – dice. Gli scosto le mutande e gli faccio saltare fuori solo i coglioni neri e belli rasati. Gli do tanti piccoli baci sullo scroto, lo lecco passando la lingua fin dove ha quasi ‘inizio l’ano fino ad arrivare alla base dell’asta e infine incomincio a succhiargli i testicoli. Passo da una palla all’altra poppandole come fossero capezzoli. Ciucciare i coglioni non mi basta più e per questo che gli tolgo gli slip e faccio balzare fuori la nerchia lunga, tozza e nera dell’amico. Con la sola bocca cerco di fare una cosa tanto difficile quanto sporcacciona: scappellarlo. I primi tentativi non vanno a segno ma dopo poco la mia caparbietà viene ripagata dall’arrapantissimo spettacolo: un manganello nero di 25cm terminante con una cappellona rossa a mò di fungo che punta il mio visino da troietta. Apro la bocchina a dismisura per iniziare il pompino vero e proprio. Con decisione m’infilo la cappella in bocca e incomincio a ciucciarla come un calippo, con la sinistra gli massaggio le palle e con la destra mi aiuto nello spompinare. è una sensazione fantastica: il glande mi riempie il palato e lo spinge con un ritmo pulsante e in più sento il suo calore bruciarmi la bocca. Quello che mi fa eccitare di più è il fatto che il cazzo di Aziz emetta in continuazione liquido lubrificante il quale unito alla foga del mio atto masturbatorio produce dei “suoni di succhii “veramente osceni, degni di una troia in calore (come io d’altra parte sono). Dopo qualche minuto smetto e mi metto sul letto: – Ora lo voglio in culo senza vasellina! – Lo faccio sdraiare in modo tale che il suo pisello miri dritto al soffitto. Mi metto in posizione identica ad una donna che piscia e mi chino lentamente sopra il membro scuro. Con le mani lo indirizzo verso la mia rosellina. La punta della cappella sta toccando lo sfintere e lo bagna con il suo liquido lubrificatore. Piegandomi ancor di più sulle gambe guido la penetrazione. Il pertugio si dilata piano piano fino alla base della cappella dove raggiunge il massimo, poi la strada è in “discesa”. Appena introdotto il cazzo non va tutto dentro, allora con un po’ di su e giù riesco a farmi penetrare fino alle palle. Quel blocco di travertino ficcato su nel culo mi fa delirare dal piacere: – Sono una vacca!! Spaccami il culo!! Fottimi stallone! Sei un toro da monta!! – Nel delirio mi viene una idea. Rallento il vai e vieni nel culo e prendo il telefono vicino al letto. Chiamo gli altri due servitori: i genitori di Aziz. – Sono io, tuo figlio mi sta spanando il deretano, se vieni su te lo succhio! Porta la vaccaccia di tua moglie! – Nel giro di pochi secondi entrano in camera mentre sto facendo uno smorzacandela anale al loro figlio che mi tiene saldo per le chiappe bianche da puttana e mi dice frasi che solo un/a ninfomane come me si merita . Il padre non sente seghe si toglie i vestiti e sale in piedi sul letto. Mi prende per i capelli e mi mette senza delicatezza il cazzo in bocca. La sua trave ha una cappella superba e la muove nella mia boccuccia da piccola/o zoccoletta/o come se fosse una fica o un culo mentre con le mani mi reggo aggrappato alle sue gambe. Che bello! Due verghe solo per me e dentro di me! Nel frattempo la madre si è avvicinata ed incomincia a leccare in cazzo del figlioletto che stantuffa nel mio ano oramai diroccato. La sua lingua passa velocemente dal pene parente al mio buchetto per lubrificarlo. Dopo qualche minuto Aziz non ce la fa più e sento la nerchia contrarsi più volte rapidamente e infine mi sborra dentro il buco cacatoio. Cinque, sei fiotti di sperma cremoso e caldo passano dai suoi coglioni al mio anfratto anale, riempiendomi come un bignè alla crema di sborra. La madre subito pronta lecca i rimasugli che colano dal pene estratto ma, cosa ancor più godereccia, inizia a succhiarmi il buco del culo (che è praticamente spanato) alla ricerca di altra semenza che cola dalle pareti del mio intestino. Per quanto riguarda il padre tolgo la bocca dove lui si divertiva tanto e gli dico che voglio mangiare la sua sborra. Prendo una fetta biscottata e gli impongo di sborrarci sopra. Ubbidiente al suo padroncino arrapato schizza abbondantemente sulla fetta.
Con maialaggine inaudita prendo a morsi la mia “colazione” assaporando la sua cremosità e il suo sapore salato. Noi maschi (due piselloni e una cagna bagnata) ci sdraiamo esausti con io nel mezzo che accarezzo le due verghe afflosciate e fradice. Ad un cero punto il padre vuole alzarsi e gli chiedo dove stia andando. Mi risponde che deve urinare. A quella risposta mi s’illumina il viso e gli dico: – Voglio essere la tua tazza del cesso: mettimelo in culo e pisciami dentro! – Per far vedere che non scherzavo alzo le gambe e gli mostro da svergognato il culo. Senza dubbi il padre mi penetra aiutato dal fatto che il liquido seminale del figlio mi aveva lubrificato le natiche. Dopo essere facilmente entrato dentro di me incomincia la sua pisciata: una quantità industriale di liquido caldissimo m’invade le viscere . La copiosità del pisciomi dà lo stimolo di liberarmi al più presto la pancia ma il padre benchè abbia finito di urinare mi lascia dentro il cazzo il quale si sta ri-ingorossando e mi fa da tappo. – La tua bocca non mi basta voglio spaccartelo dentro . – . Con queste parole inizia a muoversi nel mio pozzo: una sensazione mai provata un fallo che sciaguatta nell’intestino pieno di piscio. Il padre , contrariamente al figlio, è incapace di trattenersi a lungo e perciò mi viene dentro abbastanza in fretta. Nello sfilarlo dalla rosetta una marea di spruzzi profumati di pipì mista a sborra escono dal mio sedere e il servitore fa appena in tempo a non essere investito. Siccome non sono ancora venuto mi faccio fare una pompa dalla madre di Aziz la quale parte subito visto che di cazzo ne ha avuto poco o nulla. Dopo poche ciucciate gli vengo abbondante in faccia e senza alcun preavviso. La facciamo sdraiare tra noi e lì, a forza di piccole linguate, Aziz le ripulisce il viso dal mio sperma. FINE

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