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Il Vicolo

Ciao, ho 28 anni e voglio conversarli con qualcuno quello che mi succedette appena alcuni mesi fa. Il caldo di quell’estate passata era bestiale, quel giorno, ero a terra, la mia ragazza m’aveva abbandonato un’altra volta, però adesso lei a esagerato. Io ero troppo nervoso, a furia d’incazzarmi, mi sentivo debole, stralunato; ero troppo depresso per poter riprendere il lavoro. Quel giorno camminai tanto e persi la bussola della ragione, salivo e scendevo da vari autobus senza meta, poi tornare indietro fino a trovarmi in un vialetto che costeggia una pineta, la percossi tutta, fino ad arrivare in fondo in una strada senza sbocco. Davanti a quel vicolo mi soffermai sedendomi su un basso muretto e col il fresco degli alberi mi riposai per un bel pezzo. Era passato circa una mezz’oretta, e vengo disturbato da un gruppo di ragazzi molto giovani sui 18/19 anni cominciarono a soffermarsi in quel vicolo. Parlottavano fra loro e ridevano, beata la gioventù. Dopo un pò passo di lì anche un marinaio molto giovane, e si sedette vicino a me. Restammo a lungo in silenzio. Poi quel marinaio mi disse:

“Ehi, amico!”

“Che c’è?”, dissi. E lui:

“Le secca se chiedo una cosa?”

“Dica pure”, dissi.

“Mi sa che sono finocchio”, non risposi. E lui:

“Non t’andrebbe un pompino?”

“No”, gli dissi.

“Stamattina ho visto uno che faceva un bel bocchino a un altro ragazzo, là in fondo nel vicolo. E’ sto ganzo ci aveva un cazzo, ma cosi lungo e grosso e bello, e quell’altro glielo ciucciava tanto di gusto, e la sborra gli colava dalla bocca e lui badava solo a ciucciare, che a vederli mi sono arrapato da matti. Dai, fatti fare un bocchino, amico, dai”.

“No”, gli dissi.

“Non mi va, in sto momento” conclusi per togliermelo dalle palle.

“Ti va, allora, di ciucciarmelo tu a me?”

“Senti, brutto frocio levati dai coglioni”, gli dissi incazzato. Il marinaio offeso si spostò verso il gruppo dei ragazzi in fondo al vicolo. Passo un paio di minuti, che uno strano movimento di ragazzi m’insospettii. Si erano aggruppati in fondo nel vicolo e ecco in mezzo a loro una testa che va su e giù. Incuriosito, di tanta attenzione dei ragazzi mi avvicinai a loro, ed facendo largo vidi lui il marinaio

“FROCIO” che, sotto gli occhi sbalorditi dei ragazzi, si faceva un ragazzo di colore.

“Dai, bello, tiragli fuori tutto!”, gli grida uno. Alcuni ragazzi risero, ma perlopiù restarono in silenzio, a masturbarsi e toccarsi entrambi i cazzi. Il ragazzo nero, lui, pareva che la cosa non lo riguardasse e stava scopando in quella bocca per diverso tempo, sembrava avere una grande resistenza, ma io, mi ero accorto da suoi movimenti che era vicino all’orgasmo. Infatti la sua foga era aumentata e lo sentivo imprecare verso di lui.

“Adesso brutto frocio bianco ti vengo in bocca! Godooo!! Sborro!!! Ahhh!!!! Ahhhh!!!!! Ahhhhh!!!!!!”, gemette il negretto. Che con caldi densi fiotti di sborra schizzarono violentemente nella gola profonda del marinaio, sul palato, riempiendolo. Il marinaio continuava ancora con quel bocchino che egli aveva già tirato fuori tutta la sborra. Non se ne fece scappare una sola goccia, e lo stava lasciando in quanto.

“Adesso frocione ripuliscimelo per bene!”, disse il ragazzo nero, ponendo ancora la sua nerchia ammosciata, ma ancora piuttosto grossa, davanti a quella bocca famelica. Il marinaio non se lo fece ripetere due volte. Se lo rimisi di nuovo in bocca e lo ingoio tutto, e con la lingua gli ripulii tutto il cazzo che lentamente andava sgonfiandosi, mentre il ragazzo rallentava il ritmo ma tenendolo sempre nella sua bocca. Una volta ripulito ben bene, non gli lascia una minima traccia di sborra e completamente a riposo, il ragazzo lo interruppe da quel pompino e lo tolse dalla bocca del marinaio. Stavo là in mezzo a loro, in piedi, a guardare quel frocione che finiva di succhiare e leccare tutta quella sborra come una cagna in calore. Non ancora soddisfatto rimase lì, accovacciato e intorno a lui i ragazzi non smisero a stuzzicarlo sbattendogli i cazzi duri in faccia, e appena uno dei cazzi gli veniva a tiro, lui lestamente lo prende in bocca e incomincia a leccarglieli e segarli tutti: benché fosse la prima volta che leccava dei cazzi sembrava che lo avessi sempre fatto, gli riusciva naturale. Dopo un minuto lì, era una confusione totale: si sentiva risucchi e sleccamenti di cappelle, succhiamenti di sperma e poi con la punta della sua lingua stimolava i prepuzi dei ragazzi e infine leccava tutte quelle belle aste e palle che gli passava davanti alla sua vorace bocca. In quella confusione non si capiva un cazzo, tra spinte e godimento io, vengo preso dalla sprovvista e buttato davanti a lui con la mia patta dei pantaloni pressato sul suo viso. E lui approfittando dal mio sconcerto, mi tira giù lo zip e preso da una frenesia me li tira giu’ fino alle caviglie i pantaloni e le mutande, e afferrando il mio cazzo con due mani, lo infila per quanto possibile in bocca. Ero sorpreso e bloccato da loro non osavo muovermi, poi mi ripresi dallo stupore e sentivo i ragazzi intorno a me sghignazzare, lui il frocione ci sapeva fare con i pompini. In quei interminabili minuti per me era un soave piacere io, etero da sempre godevo dentro una bocca maschile. In quella foga lui faceva un grande rumore con le labbra. Succhiava abbastanza velocemente nella sua bocca io, con mano gli batto sulla testa e dissi a lui:

“calma marinaio mica scappo?”, non mi rispose. Il frocione seguiva a lavorare, di labbra e di lingua, ciucciando e sbavando con la testa che gli ballava su e giù che pareva un matto forsennato. Il marinaio a questo punto lavorava molto sodo. L’acciuffai per i capelli pressando giù la testa e come un vulcano eruttai nella sua bocca, schizzai una densa lava bollente con abbondanti fiotti di sperma, inondandolo e riempiendolo in gola. Le mie spinte diminuirono di intensità e frequenza, ma rimasi dentro fino a quando il mio cazzo si ammosciò. Poi lo estraggo dalla sua bocca, alfine godemmo tutt’e due. Da quel pompino rimasi sconvolto, non ci volevo credere ancora che un uomo me l’abbia preso in bocca. Ero con i pantaloni e mutande calati, intorcinati alle mie caviglie e stando in una posizione oltremodo scomoda. La rabbia era tanta mi faceva sentire molto in disagio, lo mollai così dandogli uno strattone. Non lo so dove cavolo cadde, nè m’importava. Non feci in tempo a concludere questi pensieri che mi chinai per tirarmi su i calzoni e mutande per andarmene da quel maledetto posto, e mentre facevo questa manovra così piegato con le chiappe a vento, ecco che arriva da dietro, quel ragazzo negro e che fa quel figlio di puttana, mi ficca un cazzo! Ma che cazzo? Un cazzo così duro, ma duro anzi durissimo che con un solo colpo secco me lo infila tutto su pel culo. l’entrata di quel cazzo favorito da quella posizione e in quell’istante che ero molto arrabbiato non mi fece sentire molto dolore ma dopo la lacerazione sentire le crespe dell’ano dilatarsi su una verga che avanzava su per le mie budella. Comincia a rendermi conto del dolore e di aver perso la mia verginità. Caccio un urlo.

“No!! Quello no!!! Non l’ho mai preso lìììì!!?” E ignorando le mie proteste e le mie preoccupazioni mi aveva sverginato all’instante, facendomi urlare dal dolore. Senza darmi il tempo di scrollarlo di dosso si aggrappò al mio corpo bloccandomi al petto con le braccia. Facendomi cosi sentire di più il cazzo duro che iniziava a dilatarmi implacabile lo sfintere e provocava sul mio volto una smorfia di dolore. Oddio, pensai: aveva frainteso quella manovra che avevo fatto? Forse la mia mossa era un invito a lui di mettermelo pel culo? Non era quello il mio intento, non ci avevo assolutamente pensato, ma la situazione era proprio quella. Malgrado la sorpresa e la vergogna non potevo fare nulla; a poco, a poco riprendo il sopravvento, cercai istintivamente di divincolarmi sbattendolo qua e la nel vicolo per liberarmi, ma lui mi piega quindi inforca con un colpo deciso.

“Oh dio, mi fai un male da morire. Non ce la faccio più, toglilo!”, gridai. Il dolore che sentivo era tanto intenso che sembrava che mi squartasse il culo, i miei occhi furono riempiti di lacrime. Mentre lui imperterrito continuava a spingermi dentro il cazzo:

“No!!! Ti prego, toglilo!”, ansimai dal dolore. Ma il negro spingeva a tutto spiano con una serie di colpi forsennati provocandomi altre smorfie di dolore.

“Sei un gran figlio di puttana!!!”, gridai di nuovo dal dolore e gemiti di piacere. Poi con un colpo finale e una mossa rapida, riesce a mettermi sotto immobilizzandomi con estrema facilità. Capii che ero sconfitto deluso e stanco, cercai di rilassarmi adesso, a poco a poco fino a che sentii suo cazzo e palle sbattere contro il mio culo che adesso c’è l’ho dentro e lui iniziava a fottermi di gusto. Non passò molto quel momento fino a che univa perfettamente trovando il ritmo adeguato. Devo ammettere che cominciavo a prenderci gusto, a parte la rabbia per essersi lasciato piegare dalle voglie di un ragazzo molto giovane. Io ero reclinato a poco a poco fino a rimanere quasi disteso inerme per terra lasciandomi fare. In quei momenti avvertivo in me tutto un insieme di emozioni, paura, vergogna, ma sopratutto tanta eccitazione. Io non ero abituato a prenderlo nel culo, ero stordito per tanta cruenta e violenza, quando sentii gridare di goduria il marinaio, rovesciai la testa e vidi che stato collocato sull’orlo del muretto sostenuto da dietro, era afferrato da due ragazzi, ed l’altro si era avvicinato da dietro, e gli stava scendendogli i pantaloni. Anche se i miei occhi stanchi non mi permettevo apprezzare dettagli, potevo vedere che il ragazzo aveva una verga enorme e totalmente dura, e chiedeva a due dei suoi compagni che gli aprissero le chiappe per fotterlo bene. Il ragazzo era tutto immerso in lui, poi inizia a martellarlo di brutto con crescente piacere: Ora capisco perché il marinaio godesse tanto nel prenderlo nel culo. Quando quello finì, un altro ragazzo prese il suo posto. Io ero assorto nel vedere quello che passava il marinaio, quando due mani forti mi stolse nel guardare, ero ben afferrato per le spalle, ed una voce roca ma soave, mi sussurro all’orecchio con decisione:

“Stai fermo troietta so che ti piace e che non desideravi altro!” Poco dopo cominciò a leccarmi l’orecchio mentre con la mano mi masturbava e stando ben attento a non farmi venire. La mia testa oscillava dalle sue spinte forsennate, non sapevo che fare, da un lato vedevo quella troia a farsi sbattere da quelle nerchie dure dei ragazzi e per un’altra mi rifiutavo di non offrire resistenza. Non mi ribellai, non opposi più alcuna resistenza e lo lasciai libero di muoversi. Mi scopò in quella posizione per almeno quindici minuti, alternando i ritmi con una decina di colpi e il dolore si attenuò, piangevo di gioia e di dolore sentendomi il culo sfondato, infatti il mio buco lo sentivo dilatato abbastanza, e capì che stava per venire. Inizialmente provai una profonda umiliazione e sottomissione verso quel ragazzo che aveva posseduto il mio culo vergine, ma poi provai piacere nel saper che lo avevo fatto godere fino a farlo sborrare nel mio culo, ma ancor più piacere provai pensando che quel cazzo mi aveva sverginato il mio povero culo. Non feci in tempo a concludere questi pensieri che sentii sfilarmi fuori quella verga dal culo e sborrandomi sulle mie chiappe. Finito lui, fu di turno un altro ragazzo che non perse tempo a infilarmi il suo grosso cazzo su per le budella, io gemetti di nuovo, ma questa volta di piacere mentre venivo inculato come una troia. Mentre mi penetrava, a volte soavemente ed a volte con forza, mi lamentavo con dei gridolìì di godimento e il ragazzo nero corse alle mie lamentele e fece a me, come aveva fatto lui al marinaio. Era inginocchiato di fronte a me e fece che io lo prendersi in bocca e incominciai a ciucciare anche se fosse la prima volta che ciuccio un cazzo ma stranamente mi piaceva. Lui era aggrappato alla mia testa muovendola davanti ed all’indietro, col quale tirava fuori e metteva il suo cazzo nella mia bocca fino ad arrivare in fondo la gola. Avevo due cazzi da godere, una per ogni lato, quando finirono entrambi mi lasciarono anche loro pieno di sborra nei buchi, oramai più troia. Quindi fu di turno anche altri del gruppo. Pure gli altri, ragazzi che mi stavano attorno in piedi, si erano slacciati i pantaloni calandoli fino alle caviglie comprese le mutande, esibendosi i loro cazzi e giocherellando con essi, quei ragazzi già seminudi aspettavano con ansia il loro turno, ognuno col cazzo nella mano ed un atteggiamento provocatorio, mi decisi. Sapevo che sarebbe stata una fottuta da ricordare e scelsi di mettermi a quattro zampe come un cane per facilitare a loro la penetrazione nel culo. Improvvisamente uno dei ragazzi con sorpresa lo sentivo molto grosso e tentava disperatamente di penetrarmi. Gli dissi di lubrificarlo con la saliva e così fece. Man mano che il suo cazzo avanzava nel mio sfinte io, dimenticavo il dolore ed incominciai a sentire i suoi peli pubici sulle mie chiappe. Non mi fece tanto male e lentamente incominciai a coglierne con forza e con una facilità incredibile, forse allargato dai cazzi precedenti. Lui spingeva fortemente ed io, me lo godevo ad ogni colpo delle sue anche contro me, e dimenticai tutto, ero suo e non avevo niente da fare in quel momento bensì lasciarmi fottere da lui e godermelo in pace il suo cazzo. Ero tanto eccitato che io stesso spingevo con le mie mani verso di me, ed insieme a me aprivo le mie chiappe per facilitargli la fottuta e gridando di sfondarmi il culo. E quando il suo cazzo entrò completamente, un getto potentissimo m’inondò le budella di sborra. Il ragazzo estrasse il cazzo grondante di sperma, mentre ne usciva anche lui dal mio buco ormai spanato e spostandosi in modo che un altro m’inculasse anche lui. Mentre ripulivo il cazzo di un altro ragazzo, leccando lo sperma ed ingoiandolo, essendo tenuto da lui per la nuca da tutte e due le sue mani, un altro ancora era entrato nel mio culo approfittando dell’apertura, e questo ragazzo m’inculo a lungo, che nel frattempo dovetti darmi da fare di bocca anche con un altro ragazzo, che mi venne abbondantemente in bocca, e lo bevvi tutto, e poi anche gli altri ragazzi mi sborravano su tutto il viso. Dopo un po’ anche un altro mi scaricò nel culo riempiendomi ancora una volta di sborra e senza darmi tempo di riprendermi, in sequenza, anche gli altri ragazzi mi fottevano il culo e dopo aver accolto anche i loro carichi di sperma e nonostante tutto quello di cui avevo riempito il mio intestino e il mio stomaco, mi sentivo a quel punto svuotato, veramente privo di forze. Mi alzai per riprendermi un pochino, diedi uno sguardo al gruppo dei ragazzi e tutti insieme intanto cominciarono a tirarsi su i calzoni, rimasi fermo a fissarli mentre anch’io me li tirai su e stanco mi sedetti sul muretto. Dopo un po’ rivedo il marinaio e si sedette anche lui vicino a me. Io non avevo il coraggio di guardarlo in faccia, ma lui si rivolge sarcasticamente a me dicendomi:

“Sono stato generoso io, non mi sono tenuto tutti i cazzi per me!” E scoppia in una grassa risata seguita da tutti gli altri. Io torvo, senza dir nulla li lasciai li in quel vicolo e presi finalmente la strada di casa.

FINE

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Scrivo racconti erotici per hobby, perché mi piace. Perché quando scrivo mi sento in un'altra domensione. Arriva all'improvviso una carica incredibile da scaricare sulla tastiera. E' così che nasce un racconto erotico.

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