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In colonia a Riccione

Quell’estate in colonia al mare…
Era un’abitudine, per i mie genitori, mandarmi in colonia al mare durante il mese di luglio, e quello era già il quinto anno e, per raggiunti limiti di età, sarebbe stato anche l’ultimo.
Io al mare sono sempre stato benissimo, non avevo mai avuto bisogno di cure infermieristiche, ma quel giorno proprio non mi sentivo come si deve.
Tutte le mattine, prima di adunarci per andare in spiaggia, ci si ritrovava in refettorio per una abbondante colazione alla quale io avevo sempre fatto onore, ma proprio quella mattina arrivarono le prime avvisaglie che qualcosa non funzionava, non avevo assolutamente fame.
La cosa non passò inosservata alla caposala che mi prese subito sotto la sua cura e mi invitò, amorevolmente, a recarmi in infermeria dove la dottoressa mi fece subito accomodare:
“Vieni vieni, siediti, …come ti chiami? ? ” mi disse con un piacevole e rassicurante sorriso,
“Maurizio… ” risposi io timoroso, anche perché non ero certo abituato a frequentare ambulatori, ospedali o infermerie di varia natura…
“Dimmi Maurizio, cosa ti senti? ? …. cosa c’è che non va? ? ” mi chiese con molta dolcezza..
“Ecco vede, io ho un fastidioso mal di pancia e non ho fame.. ” alla dottoressa, si illuminò il viso…
“Dimmi ancora Maurizio, da quanto non vai a fare il tuo bisognino al gabinetto? ”
“Non so, non ricordo, …io…” la mia semirisposta fu interrotta da una drastica sentenza
“Stai tranquillo Maurizio, ora ti faremo un bel clisterino e tutto si sistemerà! ” così dicendo la dottoressa si allontanò un momento e io rimasi terrorizzato seduto sul lettino dove Maria, la dottoressa, mi aveva fatto accomodare. Mi tremavano le gambe, quella terribile sentenza mi faceva venire alla mente i clisteri subiti a casa per futili motivi, l’umiliazione patita era sempre infinita, a eseguire l’operazione erano sempre in tre, la nonna teneva il serviziale in alto, la mamma infilava la canula e la zia mi teneva fermo per permettere l’operazione, il tutto tra urla e pianti che ora, in quel momento, mi sembrava di risentire.
Avrei dato qualsiasi cosa per uscire da quella situazione, ma come potevo fuggire? , come potevo evadere da questa umiliazione che mi aspettava? Ero letteralmente terrorizzato, quando tutti i miei pensieri furono interrotti dalla voce della dottoressa che improvvisamente, rientrando nell’ambulatorio con il serviziale pieno in una mano e la canula dall’altra si rivolse a me…
“Sai pensavo di farti una peretta ma vista che sei grandicello un bel clistere lo puoi anche prendere e vedrai che ti farà subito bene! “. Lo sguardo impietrito seguiva le sue operazioni passo passo: agganciò il serviziale sull’apposita asta vicino al lettino, accompagnò con le dita tutto il tubo fino ad arrivare alla canula che fissò con professionale cura che la valvolina fosse ben chiusa, poi girò lo sguardo verso di me…
“Eccoci Maurizio, ora a noi… su dai, voltati a pancia in giù, stai tranquillo, non ti farò alcun male, sai, sono brava io, so come ci si comporta…” la sua voce era dolcissima, la sua cadenza era lenta, tutto intorno un irreale silenzio ci avvolgeva come in un rito molto singolare, come una vittima designata mi girai, appoggiai la guancia sinistra sul cuscino, sapevo che fra pochi attimi sarei stato deflorato ma, a differenza dalle altre volte, non sentivo alcun desiderio di fuggire o di urlare e, tanto meno, di piangere. Attimi infiniti trascorsero, sentii le dita della dottoressa sui miei fianchi che mi sfilavano le mutandine, una sensazione di freddo mi colse sui glutei, scoperti completamente al mio carnefice e poi “Maurizio, rilassati, ora ti spalmerò un po’ di cremina sul sederino, non sentirai nulla, ma devi rilassarti, sei troppo teso…” e su queste dolcissime parole un fresco polpastrello della dottoressa ispezionò la gola interna tra i glutei sino a sentirlo proprio lì, sulla cima della rosellina del mio buchetto che roteava per meglio spalmarmi la cremina della dottoressa.
“La prego, non faccia male… ho paura… ohohohoh!!! ” in quel momento il suo polpastrello mi deflorò e improvvisamente trovai naturale non opporre alcuna resistenza…
“Maurizio rilassati, stai morbido, tanto lo sai che il clisterino dobbiamo fartelo, altrimenti come farai a stare bene ? … ecco bravo, così… ecco adesso infiliamo la canulina…. aspetta…. ecco…” il suo polpastrello abbandonò il mio buchino, sentii le sue dita allargarmi i glutei, e la punta della canula, fredda ma dolce, iniziava, con circospezione, a familiarizzare con il mio culetto al fine di trovare il momento propizio e l’inclinazione più adatta alla penetrazione
“hoohoh… dottor…. ahahh” solo questo osai proferire prima di sentire la canula possedermi completamente
“Bravo Maurizio, cooooosìììììì… eccooooo ora respira piano ma profondamente…bravo dai, così…”
Le sue parole giungevano alle mie orecchie come dolce musica, non opposi alcuna resitenza, anzi…. , una leggera vibrazione della canula mi annunciava che la dottoressa stava aprendo la valvolina per il deflusso del liquido che immediatamente sentiii inondarmi con una stupenda sensazione mai provata sino ad ora
“.. respira Maurizio, respira dai…”. La dottoressa mi guidava in modo encomiabile, e io affondai il viso nel cuscino per godermi quei momenti in assoluta privacy… Vedevo il livello del liquido scendere a vista, poi, quando arrivò circa a metà si fermò improvvisamente, la dottoressa allora iniziò a manovrare la canula all’interno del mio buchetto per smuovere la situazione, io stesso iniziai, inconsapevolmente, un piccolo movimento rotatorio del bacino per aiutare la situazione, come per istinto, non so…. so solo che il deflusso ricominciò, ma la dottoressa non la smetteva di roteare la canula, di sfilarla e di reinfilarla, lo faceva con una dolcezza infinita …. poi….
“Dottoressa mi fa male la pancia, non riesco mi aiuti ! ”
“Certo tesoro, stai tranquillo, continua a respirare più lungo il respiro, più lungo …eccooo” così dicendo la sua mano inizio ad accarezzare il mio ventre con un massaggio da capogiro, il dolore lenì immediatamente, la sua mano roteava sul mio ventre e io, per facilitare l’operazione, mi misi in ginocchio, sollevando la pancia dal lettino e fu proprio durante questa operazione che mi accorsi che il mio pene non era mai stato di quelle dimensioni e mai aveva provato quella cosa che stava provando in quel momento. Provai vergogna e imbarazzo, la dottoressa fece finta di nulla, ma aveva ben compreso che quello era un assoluto lasciapassare per poter completare il clistere senza problemi, in fondo era ben chiaro che anche lei non era indifferente al fascino dell’operazione
“Bravo Maurizio, abbiamo quasi finito …. Hei ma cosa abbiamo qui? ? ? ! ? ! ” esclamò con finta sorpresa quando la sua mano, accarezzandomi il ventre, si incontrò con il mio pene che subì uno stupendo contatto con il palmo della mano della dottoressa…
“Oohoh Dottoressa, mi scusi, io… non so.. non capisco.. ohoho la prego, io…. ” La sua mano accarezzava la mia innocente astina e fu questione di attimi quando ebbe la prima eiaculazione tra il totale imbarazzo e vergogna, proprio quando sentii la canula sfilarmi dal mio buchetto, accarezzandomi le pareti del culetto stesso
“Ohhhoh ….. Mi scusi dottoressa…. io non volevo, …. non capisco… cosa mi succede…”
“Stai tranquillo Maurizio, ora abbiamo finito, come vedi il liquido è entrato tutto in te e poi la cosa non mi sembra che ti sia poi tanto spiaciuta…” mi tranquillizzò così, un sorriso malizioso e occhi socchiusi, come se anche lei stesse provando una dolce sensazione, Maria, la dottoressa della colonia, mi aveva regalato il mio primo orgasmo che non dimenticai mai più. FINE

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La letteratura erotica ha sempre il suo fascino perché siamo noi a immaginare e a vivere, seduti su una comoda poltrona o a letto, le esperienze e le storie raccontate qui, Vivi le tue fantasie nei miei racconti, i miei personaggi sono i tuoi compagni d’avventura erotica.
Buona lettura.

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