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Donna in minigonna rossa affacciata al balcone

Incontro in pasticceria

Ciao a tutti. Sono Paolo ho 23 anni e sono omosessuale… della mia omosessualità sapete voi che state leggendo e alcuni amici gay. l’estate scorsa ho deciso di aiutare mio cugino nel suo bar-pasticceria: tra caffé, cappuccini, tè e balle varie sono riuscito a guadagnare qualcosa per comprarmi un nuovo cellulare. Quest’anno mio cugino mi ripropone di lavorare ancora da lui, ma io ho rifiutato, l’ambiente bar non è per me; quindi mio cugino si trova costretto ad assumere un ragazzo che lo avrebbe aiutato… ed ecco fatto, dopo due giorni l’ha trovato. Lo aiuta solo la mattina quando c’è più gente. Una mattina mi presento da mio cugino per prendere un bicchiere d’acqua (era giugno e faceva già molto caldo). A quel punto vedo di spalle il nuovo ragazzo… bhe carino (ho pensato). Non faccio in tempo a immaginarmelo di faccia che lui si gira e gentilmente, senza conoscerlo, mi saluta (ma fa così con tutti i clienti). Io rimango a bocca aperta, mi cade il bicchiere d’acqua che avevo in mano (che figura di merda), mi siedo un attimo per riprendermi… non immaginate che figo non era, mai vista una persona così: 18enne, abbastanza alto, capelli corti portati molto bene col gel, carnagione abbronzata (come piace a me), fisico atletico, occhi verdi… insomma bellissimo! Mio cugino a vedermi così si preoccupa un po’ e io con la scusa del caldo dico che sarà stato un malore visto lo sbalzo tra esterno e interno con aria condizionata. Ci metto mezz’ora per bere un bicchiere d’acqua ormai diventato calda come la piscia, me per vedere un ragazzo così… ben volentieri. Riparto per tornare a casa e l’unica immagine è quella del suo volto e quello che mi dispiace è che non posso dare un nome a quel volto perché non lo so. Da quel giorno ogni mattina ogni scusa è buona per fermarmi da mio cugino (tanto non pago neanche). Dopo una settimana andata avanti così chiedo a mio cugino se il ragazzo può fermarsi un attimo, insomma se gli dava una mezz’oretta di pausa, mio cugino accetta e per farmi contento litiga anche con mia zia che non gli garbava di pagare il ragazzo per mezz’ora in cui non aveva lavorato (che tirchia!!!!!!). ci sediamo su un tavolino fuori, ci presentiamo… lui si chiama Marco (menomale ho un nome da dare a sto volto che mi sogno tutte le notti). Mentre parlava di lui io mi dicevo: “sicuramente è etero… chissà quante tipe gli sbavano dietro”. Dopo un po’, non so come mai, mi scappa di chiedergli:

“a tipe, come andiamo?”, lui si ammutolisce e dopo un po’ risponde:

“a tipi… vorrai dire?”. E si ragazzi… era gay. Io gli sorrido e gli prendo la mano sul tavolo con cui stava giocando con il posacenere. Aveva capito che anch’io ero gay. La mezz’ora era scaduta… ci scambiamo i numeri di cell. Io torno a casa tutto contento e con un numero di cellulare in più. Lo chiamo il pomeriggio per chiedergli se potevamo vederci un po’, lui accetta, mi dà appuntamento a casa sua. Arriva in pochi minuti. Mi fa salire, a casa c’era sua madre che sapeva della sua omosessualità. Ci chiudiamo in camera sua. Continua a parlare un po’ di se e vengo a scoprire che lui è stato adottato e questa non era la sua vera famiglia, il padre adottivo è sempre fuori per lavoro… mentre parla gli prendo la mano, mi avvicino e lo bacio profondamente, lui non fa niente per respingere la mia voglia di sesso con lui, anzi con tutte e due le braccia mi abbraccia e mi avvicina a lui, eravamo appiccicati e sentivo il suo cazzo sui miei jeans che pulsava. La voglia, sia da parte mia, sia da parte sua, era molta. Mi stacco da quel bacio fenomenale per appoggiare la mia testa sul suo petto e sulla sua maglietta sudata, lui mi abbraccia fortissimo e sento il suo cuore pulsare velocemente. Ci sdraiamo sul letto… gli tolgo la maglietta e inizio a leccargli tutto il petto, lui intanto mi fa delle carezze dolcissime sulle braccia. Arrivo ai jeans e glieli sbottono lentamente, poi glieli sfilo e vedo due gambe bellissime, abbastanza muscolose con pochi peli. Mi avvicino ai suoi boxer bianchi e inizio a mordere quello che a momenti avrei scoperto. Gli tolgo anche i boxer e inizio a leccare quell’asta non enorme ma a me faceva impazzire; dalla cappella usciva un po’ di presperma che io asciugai subito. Io ero ancora vestito e lui era nudo, mi sembrava male, allora inizio a spogliarmi anch’io. Rimango coi boxer:

“almeno questi toglimeli tu!” gli dico io. Lui sorridente si avvicina e me li sfila. Il mio cazzo è come se di fosse liberato da una prigione e si avvicina alla sua bocca. Inizia a pompare magnificamente. Io godo in una maniera mai fatta prima… gli dico di fermarsi altrimenti sarei venuto… ma lui non ne vuole sapere, continua a pompare voracemente… per quanto sia riuscito a resistere gli riempio la bocca di sperma caldo, lui mi guarda, si avvicina alla mia bocca e mi bacia, sento il sapore del mio sperma in contrasto con quello della sua saliva… un sapore buonissimo e forse indescrivibile. A quel punto gli prendo il cazzo e inizio a menarglielo velocemente. In pochi minuti il suo sperma copre il suo petto. Prendo dei fazzoletti su un mobile e gli pulisco tutto quel ben di dio. Mi propone di faci una doccia… ci ritroviamo immersi in acqua fresca mentre lui mi massaggia la schiena (bravissimo nei massaggi, ma on aveva ancora sentito come li faccio io… non per vantarmi, ma nei massaggi sono un dio). Usciamo e ritorniamo in camera, ci vestiamo e rimaniamo a petto nudo, ci risdraiamo sul letto, lui e con la testa sul mio petto; gli accarezzo il viso e dopo un po’ me lo ritrovo addormentato tra le mie braccia; lo capisco poverino, per aiutare mio cugino si sveglia alle 7.00. entra la madre per dirci l’ora, senza accorgermene erano già le 20.00. Marco mi dice di rimanere a mangiare da lui. Dopo un’ottima cena ci salutiamo con un bacio e con qualche carezza e vado a casa, promettendogli che domani mattina sarei andato a trovarlo. Così è stato, sono andato a trovarlo sul tardi e Marco mi ha detto di aspettarlo che a momenti avrebbe finito. Lo aspetto fuori su una panchina e dopo qualche minuto lo vedo uscire. Gli vado in contro. Lui mi dice:

“allora come va oggi amore?”… ho capito bene hai detto AMORE. Non riuscivo a crederci, avevo conquistato il cuore di Marco. Io gli rispondo:

“bene tesoro, tu, come è andata?”. sono passati pochi giorni e siamo ancora felicemente insieme. Io grazie a lui sono riuscito a dichiararmi ai miei genitori e mentre lui lavora al bar, io al mattino lavoro come bagnino in una piscina comunale, però a volte mi tocca anche il pomeriggio, quindi lo invito a venire a trovarmi e passiamo tutto il pomeriggio in piscina (nel limite del possibile, io sono comunque un bagnino e devo controllare cosa fanno i bagnanti per evitare disguidi).

FINE

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