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Inseparabili

-Buon giorno dormigliona sono le nove e mezza- mi svegliò Marzia

-sei adorabile quando dormi. – Mi stava osservando sdraiata vicino a me appoggiata su un gomito.

-Da quanto tempo sei in questa posizione-le chiesi stropicciandomi gli occhi. Ummm diciamo 2 ore, compresi gli intervalli però… Mi tirai li lenzuola sul viso

-Non voglio che mi vedi appena sveglia so di essere bruttissima e voglio lavarmi i denti perchè puzzo- …. Mi strappò via le lenzuola:

-Per prima cosa sei bellissima, quel tuo musetto un po’ imbronciato mi ha incantatata e poi profumi di sonno e se vuoi saperlo non so quante volte ti ho baciata mentre dormivi. Non voglio ricominciare ora perchè non sono sicura di sapermi controllare e presa la mia mano se la portò sul suo sesso.

-Marzia sei tutta bagnata-esclamai.

-Credevi che scherzassi quando ti ho detto che ti ho baciata? …. e non solo sulla bocca……. perciò veloce un doccia, un cappuccio e brioche e poi di corsa al mare.

-Voglio stare tutto il giorno sotto il sole ed appiccicata a te amore. Pensare alla spiaggia e ricordarmi della nipote fu un tuttuno. L’imprevedibilità di Marzia mi procurava non poca apprensione. E se tra la gente si fosse nuovamente trasformata nella dispotica padrona io come avrei reagito magari in presenza della nipotina e di tutta la sua compagnia? ? Come sempre lei mi stupì. Aveva letto i miei pensieri? .

-Perchè il tuo visino si è scurito? Non devi temere, so adeguarmi alle situazioni e credimi so essere molto discreta. Adesso sei Bianca, la mia adorabile amante. Non devi stupirti io posso amarti come Bianca ed allo stesso modo, ovviamente in tempi diversi, come Lilly. Sempre comunque molto molto intensamente. – L’espressione del suo viso era così seria che mi commosse e gettandomi tra le sue braccia le dissi di essere pronta a seguirla sempre tanto era grande il sentimento che per lei nutrivo. Calma bambina ancora non sai dove ti posso portare, non sono certa che possa seguirmi su certi percorsi; ma non parliamo oltre, via via nella doccia. Ero cosi felice che in 3 minuti mi trovò pronta sulla porta. Ero molto affamata vista la cena della sera precedente e senza il suo energico intervento mi sarei attardata oltre la doppia colazione che avevo consumato. Andando verso il mare Marzia disse

– Chi arriva ultima paga pegno e si mise a correre. Non aveva messo in conto la mia condizione atletica. In 50 metri l’avevo raggiunta e giunta sulla spiaggia mi girai ad aspettarla. Naturalmente mi disse che potevo imporle qualsiasi “penitenza” ed un pensiero morboso mi attraversò la mente.

-Ok prima di sera dovrai scontare il pegno-risposi. Avevamo assegnati due ombrelloni e due lettini e Marzia mi impose, spostando il suo lettino, di ospitarla sotto il mio ombrellone. Il fatto che non volesse restare separata da me neppure dei due metri che c’erano tra un lettino e l’altro mi lusingò moltissimo e la guardai sorridendo. Avvicinando il lettino al mio la sua lingua saettò sulle mie labbra ma prima che le avessi aperte era già sparita. Sapeva bene come mettere in sobbuglio la mia anima. Ci godemmo il sole ed il mare fino al tardo pomeriggio leggendo, chiacchierando, nuotando (anche in questo la battei ripetutamente). Verso le 4 mi chiese se volevo rientrare, perchè lei aveva delle necessità.

– Non capisco- risposi sorniona. Devo fare pipì mi rispose.

-Ok è ora di pagare pegno poi rientriamo. Falla quì. – Mi guardò sorpresa poi ridendo si scostò un poco il costume e cominciò ad orinare. Voleva essere un gioco ma vederla pisciare da quel sesso glabro mi procurò un’intensa eccitazione. Vedevo la cascatella uscire imperiosa e subito perdersi nella sabbia. L’odore aspro ed un po’ speziato della sua urina mi giungeva distinto alle narici per salire su su fino al cervello. Se fossimo state sole mi sarei avvicinata fino a sfiorarla, forse addirittura…… Marta era diabolica… intuiti i miei pensieri prese un mia mano e la portò diretta alla fonte guardandomi negli occhi. Era rovente…. Ebbi la sensazione che la mano si ustionasse. Mi guardai intorno nel timore che occhi indiscreti ci osservassero ma i due lettini ed i nostri corpi coprivano egregiamente la visuale. Ora solo poche gocce scendevano dalla sua meravigliosa orchidea. Sempre fissandomi costrinse la mia mano gocciolante prima verso la sua bocca, e subito dopo verso la mia. Mio dio stavo succhiando le dita impregnate del piscio di una donna, ….. e mi piaceva. Completamente partite abbiamo raccolto le nostre cose velocemente e siamo volate all’albergo. Continuavo a portare la mano al naso. Si sentiva distintamente il suo odore. Forte, un misto di cuoio, spezie e miele. Ogni volta una stilettata al mio clitoride. Avevo voglia di amarla, accarezzarla, leccarla, possederla…. Avrei voluto avere un cazzo per entrare dentro lei. Non avrei voluto perdere il suo odore ma a causa della sabbia e del sale si impose una doccia. Attendevo trepidante che anche lei terminasse di lavarsi e quando la vidi uscire rimasi di sasso. Attaccato al ventre aveva un grosso pene di lattice, che come appurai in seguito era profondamente inserito, essendo doppio, nel ventre della mia amante. Marzia mi costrinse in ginocchio a succhiarlo. In piedi davanti a me mi stava scopando la bocca. Volle poi che mi voltassi prona sul letto ed affondò profondamente in me stringendomi i fianchi. Se ne stette immobile alcuni secondi per permettermi di adattarmi a quelle dimensioni, poi sentendo che le andavo incontro iniziò un movimento profondo e deciso facendomi impazzire di piacere. Godevo agitando scompostamente il bacino. Quando lo estrasse, quell’incredibile cazzo era tutto lucido del mio piacere. Immediatamente fece in modo di agganciarmelo implorandomi di prenderla come aveva fatto lei. Mi fece sedere su una sedia e piano piano lo fece sprofondare in lei fino a sedersi sulle mie cosce. Raccolsi i suoi piccoli seni tra le mani ed inizia a masturbarli. Marzia mi incitò a stringerli fino a farle male e mentre le pizzicavo i capezzoli venne bagnadomi con i suoi fluidi. Rimase seduta su di me con il pene dentro la sua vagina a lungo, finché a causa dei crampi alle gambe le chiesi di rialzarsi. FINE

About Sexy stories

Storie sexy raccontate da persone vere, esperienze vere con personaggi veri, solo con il nome cambiato per motivi di privacy. Ma le storie che mi hanno raccontato sono queste. Ce ne sono altre, e le pubblicherò qui, nella mia sezione deicata ai miei racconti erotici.

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