Ultimi racconti erotici pubblicati
Home / Gay e Lesbo / Io, l’amante di Fancesco
copertina racconto erotico

Io, l’amante di Fancesco

Mi sveglio la mattina e penso che sono felice. questo racconto parla di come ho scoperto di essere gay.
è da un po’ che voglio scrivere di come è andata, trovo la cosa molto eccitante…
ho ventuno anni, e o sempre adorato le donne. e non mi sono mai mancate. ma la bellezza, ho imparato, è dappertutto. non ho mai posto limite alle mie fantasie. così sono arrivato un giorno a trovarmi nel bagno di casa mia. mi volevo masturbare. è una cosa che piace, generalmente. credo che capirete. insomma, l’ho sempre fatto pensando alle donne. da un po’ avevo la fissa delle lesbiche. non c’è niente di più bello e sensuale di due ragazze che si amano. ma quel giorno non avevo voglia neanche di quello. avevo voglia di godere, ma anche di oltrepassare il mio limite.
è successo per caso: accanto a me, nel bagno, c’erano alcune riviste. in copertina non c’erano che le solite donne discinte. pensavo alla mia compagna di classe che mi diceva che la pornografia poi non ti fa più eccitare per le cose reali. solo per senso del proibito, io ne ero sempre più attratto.
in copertina di una delle solite riviste c’era un uomo giovane e muscoloso. a petto nudo. lo stavo per scartare a priori, quando ho pensato: ma le donne cosa ci trovano negli uomini? voglio dire, se una donna trova sexy questa immagine, perchè non posso trovarla così anch’io? non ero affatto attratto da quell’uomo nella foto, ma mi sforzai di continuare a fissarlo. guardavo i suoi muscoli: il petto, la patta dei pantaloni. un po’ mi vergognavo, e mi sembrava anche stupido “cercarmela”. ma il gioco “dai, ora basta.. ” cominciava a piacermi in sè. cominciai a masturbarmi. e cercavo di entrare nell’ottica di una ragazza. e piano piano, iniziai a eccitarmi all’idea. e continuavo a guardare, i pettorali, gli addominali sudati, i bicipiti, il viso squadrato, la possenza fisica. e mi eccitai per quell’uomo. mi scattò qualcosa in testa, gradualmente. mi dicevo: “fermati ora, o perdi il controllo. basta giocare… “. e più lo dicevo e più godevo. ho cominciato a chiudere gli occhi (non potevo fermarmi) e a immaginare di toccare con le mie mani quei massicci pettorali, ho provato attrazione per quell’uomo. ho desiderato di baciarlo, anzi, di farmi baciare da lui.
Da allora tutto fu diverso. ho cominciato a sentirmi attratto dal genere maschile, ma non da tutti. mi cadeva l’occhio su un volto virile, o su delle belle spalle. pur continuando a stare con le ragazze, avevo voglia di conoscere un corpo maschile. ma non lo accettavo. a volte mi abbandonavo al pensiero proibito di un bellissimo uomo che mi invitava dolcemente a slacciargli i pantaloni, e io obbedivo, e prendevo con la mia mano il membro gonfio e pulsante, e lo toccavo come fosse tutto. e posavo la mia lingua, assaporandone il gusto… ormai non ero più lo stesso, ma non avevo alcuna intenzione di passare agli atti. moralmente rifiutavo la cosa, ma mi risuonava intesta la parola “omosessuale… tu sei un omosessuale… “.
la tentazione arrivò inaspettatamente quando feci un viaggio con degli amici nel sud. eravamo in una specie di ostello per studenti. erano giorni divertenti, non pensavo mai a nessun uomo, solo alle ragazze del gruppo che mi piacevano. tutto normale, fin qui.
dopo qualche giorno. mi presentano l’autista del pulmino che ci accompagna in città dall’ostello, Francesco, un ragazzo pugliese solare e simpatico, con cui lego subito. niente di strano. parlo molto con lui. mi siedo spesso davanti per compiacermi della sua semplicità e dolcezza nei modi. mi sta molto simpatico. il problema è che da qualche giorno mi guarda in modo strano. in modo dolce, mi sorride, come di solito non si fa tra maschi. la cosa, inutile dire, mi imbarazza alquanto, anche perchè non mi interessa.
ma quando ci penso su, il mattino dopo, lo guardo bene mentre guida. ha circa ventitre anni, non di più. un fisico asciutto e atletico. un bel viso pulito, una faccia sbarazzina, ma confortante. ma soprattutto ha dei modi sicuri di sè, di chi sa quello che vuole. è lui che decide sempre quando c’è una discussione. è virile… e mi comincia a piacere…
entro in crisi… che fare? siamo in pulmino, io e lui. mentre ci penso mi lancia un sorriso. io istintivamente ricambio con altrettanta dolcezza. non ho potuto evitarlo. lui coglie la reazione, e mi chiede se la sera può venire a fumare un po’ di erba in camera mia, ma di non dirlo a nessuno, o finisce subito. io accetto, senza sospetto. mi nego l’evidenza. per tutto il giorno ci evitiamo, e io penso ad altro. non ho idea di quanto sarà importante la serata….
verso le 23: 30 arriva all’ostello. come d’accordo gli apro e lo faccio entrare furtivamente da me. siamo soli. lui ha un camicia blu scuro, il colore del mare di notte. jeans non troppo stretti (non gli ho di certo guardato il sedere, però! ) e due occhi azzurri che mi turbano. sorride. io sento un calore strano. si siede con disinvoltura sul letto e tira fuori drum e cartine per cominciare a rollare. “questa non è il massimo, ma considerate le fregature che prendi qui, è il meglio che puoi avere… “. è un estraneo, chi lo conosce? penso. non so chi sia. non mi piace. mi piace. adoro il suo accento pugliese non troppo stretto. è sinuoso. è un maschio. Argh! finisce e accende la canna. me la passa e comincia a parlarmi. io fumo, e fumando comincio a rilassarmi. e rilassandomi, smetto di accorgermi che fisso sempre di più Francesco e il suo corpo.
Francesco dice:
-ti sale, eh?
-già….
-non mi andava di fumare da solo, stasera….
-beh, problema risolto!
-grazie, Luca. mi piace la tua compagnia. c’è un bel feeling tra noi due, sai?
-non direi, è troppo presto per giudicare…
– no, ti assicuro che è così. io lo sento. e poi tu sei sensibile, e sei pure un bel ragazzo. non è difficile avere un feeling con te.
-(risata imbarazzata) grazie! anche tu non sei niente male…
-ah, sì? e in che senso… ? (curioso).
-mmm…. nel senso che mi piace la tua compagnia, e che sto bene con te…
-e poi?
-e poi cosa? niente…. (malizioso) sei anche un bel ragazzo… cioè…
-ah. davvero? ti piaccio?
-…. sì…. mi piaci…. (sorriso malizioso, a ancora)
mi sentivo stranissimo. non pensavo a quello che facevo. il fumo mi aveva sbloccato del tutto, e mi sono abbandonato a Francesco e alle sue avanche… ai suoi occhi azzurri e tutti per me…
-sai che non ci speravo… (Francesco si avvicina a me)… è strano… mi sembra che ci conosciamo da tanto….
– è vero, sembra anche a me. (sono semidisteso sul letto, rosso in viso, e voglioso… )
-vieni qua… dai… (mi offre la mano, con tono dolce, ma autoritario… )
io prendo la sua mano, lui mi tira a sè. mi spinge con decisone sulla scrivania, e si mette fra le mie gambe, spalancate…
mi tiene per i fianchi, senza fretta mi guarda… prende la mia mano e se la porta al petto. io sento i suoi muscoli sotto i polpastrelli. la sensazione di duro mi eccita incredibilmente.
gli dico:
-Francesco… forse è meglio lasciar stare… dai…. basta… cosa fai? !
-ma tu mi vuoi, io lo sento… se sentissi che non mi vuoi, non cercherei di sfilarti la maglietta…
comincia a sfilarmi piano la maglietta, passando le mani sul mio busto, accarezzandolo, mentre solleva il tessuto… non ci sto più con la testa.
lascia la mia mano sul suo petto, e io non la sposto.
Per un attimo penso che posso ancora tirarmi indietro e di non ammettere di essere davvero diventato omosessuale….. ma non lo faccio, e aspetto.
allora succede: qualcosa nel mio sguardo cambia… gli occhi si fanno più piccoli, lussuriosi. la conversione è totale, alienante.
ora non ho più alcun dubbio.

la mia mano inizia ad accarezzare il suo petto, con passione delicatezza. lui intanto mi ha sfilato la maglietta…. anche io sbottono la sua camicia, piano, mi godo ogni istante di quel momento così definitivo, di svolta. lascio scivolare la camicia lungo il suo corpo. Francesco socchiude gli occhi e ansima nel sentire le mie mani che scivolano sul suo petto nudo. i suoi capezzoli sono turgidi, le linee dei pettorali ben definite, bellissime. io lo voglio. lo guardo negli occhi, lui ricambia. avvicina il suo viso al mio. socchiudo gli occhi. mi tiene il viso con una mano, e respira sulle mie labbra.
nessun dubbio, ormai.
le labbra si sfiorano prima, poi si inumidiscono a vicenda. la sua bocca è carnosa e morbida. sento un brivido quando passa la lingua sui miei denti. lui è dentro di me adesso. apro leggermente la bocca e lascio che la sua lingua mi attraversi, con dolcezza.
sembra andare tutto a ralenti. non c’è violenza, nè brutalità. il nostro bacio è sensuale e appassionato. liberatorio, quantomeno. gli cingo le spalle con le braccia, gli accarezzo la schiena. come è forte…
lui mi tiene ai fianchi e preme con il bacino sul mio ventre. spinge su di me, seduto a gambe larghe sulla scrivania, mentre il respiro si fa più presente. sto ansimando. sto godendo. il mio pene è gonfio e pulsante. e il suo pure. brividi percorrono la schiena.
e poi, andiamo oltre. non si torna indietro, ormai. e chi lo vuole?
Francesco mi allontana un po’ da sè. mi dice
“Luca, sei così dolce… io ti voglio… ”
“ohhh… Francesco… sei… sei bellissimo… ”
mi bacia sul collo, e sono sempre più nelle sue forti mani…
“Luca… ? ”
“sììì…. ”
“farai tutto quello che voglio… ? ”
“sì… quello che desideri… ”
“allora, slacciami i pantaloni, adesso. ”
Lo guardo con devozione, l’uomo che mi ha fatto suo in pochi minuti, ma che mi ha conquistato con pazienza e rispetto… si merita un premio, penso… farà di me quello che vuole, ormai gli appartengo…
le mie dita toccano il bottone dei pantaloni del mio amante, lo separano dal suo anello, abbassano piano la cerniera. il membro di pietra di Francesco è fuori dagli slip neri…. è lungo, grosso, sembra chiamarmi a lui… e io non posso che cedere al suo invito…
per la prima volta nella mia vita le mie dita scorrono su un pene che non è il mio, e tutto il resto scompare. c’è solo la sensazione dei nervi che pulsano, della carne che brucia, dell’asta di carne che vuole essere bagnata dalla mia saliva.
mi inginocchio fra le sue gambe, e lo lascio appoggiare sulla scrivania… la sua mano passa tra i miei capelli.
“bravo…. cosìì… senti il sapore…. del piacere… ”
le mie labbra sono a pochi centimetri dalla punta del pene di Francesco. mi sento leggero, e con una strana fame. un appetito, la mia lingua inumidisce le labbra, il mio sguardo si fa ancora più torbido, gli occhi si socchiudono. sento un buon sapore sulla mia bocca…
la punta della lingua assaggia avidamente la cappella di Francesco… è mio e solo mio, penso… e consumo così il premio per la mia devozione, per il mio abbandono, la mia nuova dipendenza.
comincio ad ansimare, come una donna, ma con un timbro da uomo. mi trovo più maschio di prima. Qualche centimetro di Francesco scivola dentro la mia bocca e ansimo più forte. Con la mano destra stringo la lunga asta e muovo su e giù per aumentare il piacere del mio uomo, che dall’alto contempla il successo della sua seduzione. sta godendo. nessuno gli aveva mai fatto un pompino così appassionato. era come se respirassi aria.
la testa si muoveva avanti e indietro sul pene di Francesco, e ho assaporato il sapore salato della pelle, le colline dei nervi pulsanti, e qualcosa di umido che usciva dalla punta. spingo ancora di più, e la mia bocca è riempita di venti centimetri di membro di maschio. con l’altra mano palpo il suo sedere sodo e teso… lo spingo ancora di più finche lui non viene nella mia bocca.
lo sperma esce caldissimo e va giù dritto in gola…
… ma io voglio sentire il sapore… cosi lo lascio invadere le pareti della bocca e la lingua, impiastrando tutto. sto avendo un orgasmo, senza neanche toccarmi… è incredibile. sembra che io stato creato per questo… non c’è niente di brutto nel succhiare il pene di un uomo. e ciò che c’è di peccaminoso dà sapore al seme del mio uomo che mi domina dall’alto.
ingoio tutto , gemendo. continuo a succhiare fino al midollo tutto quello che ha da darmi. ora non è solo nella mia bocca, è nello stomaco, dentro di me. penetra le mie interiora, la mia mente, si sostituisce al sangue che scorre nelle vene. è il mio nuovo nutrimento, e da ora in poi vivrò per nutrirmi del suo seme, e di quello di tutti i maschi che sapranno possedermi come ha fatto lui.
mi alzo in piedi, lecco il suo petto sudato, lo strofino, lecco il suo collo, lo stringo a me. lui mi abbraccia forte e mi dice che sono stato bravo e che sono la sua bambina ora. io gli sorrido e gli dico
“grazie, Francesco. cosa desideri, ora? ”
Qualche minuto dopo sono sul letto, disteso, a pancia in giù. lui è dentro di me e spinge. il suo pene insaziabile invade anche il mio retto. e il dolore aumenta il piacere. gemo, come una femmina, ma sono un maschio, mai così vero.
Sei mesi dopo sono a Taranto, avvolto fra le lenzuola del suo letto. lo aspetto. ho fame. vivo da lui, ora. faccio quello che mi ordina. mi chiama Lucia, adesso.
qualche settimana fa mi ha ordinato di depilarmi. l’ho trovata una cosa molto eccitante. in ogni caso, ho obbedito. cinque giorni fa è tornato con della biancheria da donna. e mi ha vestito. mi sono fatto crescere i capelli, e sono dimagrito. ho lisciato i capelli, e li ho tinti di nero. adesso i miei lineamenti si sono fatti più dolci. le mie labbra carnose sono ancora più femminili con il rossetto, cosicché possa baciare il mio Francesco con tutto me stesso.
sono la sua piccola, ora. strofino le gambe liscie sul lenzuolo, per sentire la sensazione delle calze a rete sulla pelle. mi passo i capelli dietro la testa, quando lui entra. vado a gattoni fino in fondo al letto, dove mi aspetta in tutta la sua bellezza, gli calo i pantaloni e mi nutro del suo amore.
Ancora una volta…. FINE

About Erzulia

Colleziono racconti erotici perché sono sempre stati la mia passione. Il fatto è che non mi basta mai. Non mi bastano le mie esperienze, voglio anche quelle degli altri.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.