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Io Vale ed Internet (racconto lesbo)

Devo raccontarvi quello che mi è capitato. Io sono Ale ho 18 anni e sto finendo l’ultimo anno dello scientifico. Sono piccolina magra e per il momento non ho avuto storie con ragazzi pur avendo un bel giro di amicizie.
Ho una grande amica Vale mia compagna di scuola, anche lei è mora con i capelli corti, solo un po’ più formosa di me.
Tutto nasce durante la gita scolastica dello scorso aprile, quattro giorni a Venezia e dintorni, niente di particolare, ma abbiamo dormito fuori per tre notti.
Ero ovviamente in camera con Vale, io mi vergognavo molto a stare nuda davanti a lei e come in altre occasioni ho sempre cercato di cambiarmi di nascosto.
La prima sera tornando in camera mi dice di farmi la doccia per prima che lei doveva andare da Lella, esce con le chiavi (altrimenti non poteva rientrare) e io vado in bagno a fare pipì. Sapendomi sola esco e mi spoglio in camera, cerco il cambio e vado a lavarmi. Faccio la doccia tranquilla e sento rientrare Vale.
Qualche giorno dopo tornate in città, vado a casa sua per studiare. Quando mi apre la vedo un po’ strana e sorridendo mi dice che ha sviluppato le foto (il padre è fotografo e lei sa usare i macchinari e si diletta in fotografia).
Contenta propongo di vederle subito, la matematica può aspettare!
Me ne mostra alcune, i soliti gruppi, scherzi, panorami, ecc., poi mi dice “ce ne sarebbero altre, ma non so se è il caso di mostrartele …” “Perché – chiedo – cosa hanno di particolare?” “Beh, sai sono un po’ osé, ma tanto siamo amiche vero?” e me ne porge una. Io la prendo perplessa e la guardo. Era una ragazza seminuda che si teneva il seno con le mani. Io subito “Ma chi è?” e lei di rimando “Scoprilo da sola altrimenti paghi pegno! Guarda le altre.” E me ne passa un’altra, ora le ragazze erano due, quella di prima davanti con il seno coperto dalle mani dell’altra che sporgendosi da un lato lo mostrava. Aveva un neo sul collo, l’avevo riconosciuta! “Vale questa dietro sei tu!” Lei per risposta mi mostra una terza foto ridendo, stavolta si vedevano le facce, erano Vale e Lella a seno nudo con le braccia l’una sulle spalle dell’altra. “Vale – le dissi – ma siete matte?” “Guarda che non è finita, continuiamo?” Risposi di si e me ne passo altre due, nella prima erano sul letto stese di fianco a seno nudo e con le dita nelle mutandine come per togliersele e in quella successiva le avevano abbassate fino alle ginocchia. Io imbarazzatissima feci “Vale siete proprio matte, con le topine di fuori!” E lei sempre ridendo disse “Andiamo avanti? Ce ne sono altre 5 se vuoi.” “Ok, dammele.” Ragazzi era meglio se non me le dava, ero io nuda!
La disgraziata si era nascosta dietro la tenda della finestra e fotografata mentre mi spogliavo per la doccia. Mi si vedeva tutto e bene.
Rossa come un peperone gliene dissi di tutti i colori urlando, lei abbozzò, mi chiese scusa e mi disse che se volevo potevo avere foto e negativi, che voleva continuare ad essere mia amica, ecc..
Io mi calmai un po’ e le dissi scherzando che lei e Lella erano delle svergognate, però erano anche più carine di me, più in carne. Vale disse che io ero molto carina e mi invidiava la linea, ma forse avevamo semplicemente dei fisici diversi.
Per l’altro disse che l’idea le era venuta navigando su Internet, dove aveva trovato alcuni siti dove ragazze che si dichiaravano non professioniste, mandavano loro foto più o meno nude da pubblicare; ricevendo anche commenti o foto di altre persone.
Al che spaventata, le chiesi se aveva intenzione di spedire le nostre. Lei mi disse che non aveva il coraggio, ma lo scopo poteva essere quello.
La cosa cominciava ad intrigarmi e proposi di vedere i siti che mi diceva.
Iniziammo a navigare e scoprì un mondo sconosciuto. C’era di tutto ragazze nude, seminude, da sole con altre, che si baciavano fra loro, che si masturbavano o facevano toccare, in casa, docce, palestre, al mare, per strada.
Si era fatto tardi e andai via. Ma nei giorni successivi non pensavo ad altro. Il sabato Vale mi invitò a stare da lei il week-end, perché i genitori dovevano andare da parenti e andai subito dopo pranzo.
Preparammo velocemente il compito in classe di latino e riprendemmo il discorso sulle foto. Io dissi che mi vergognavo da morire, d’altronde non mi ero mai spogliata consapevolmente di fronte a nessuno e non mi pareva il caso di mostrarmi a tutto il mondo. Allora Vale propose di fotografarci a vicenda fino a stare nude solo per divertirci, poi sviluppate le foto avremmo deciso il da farsi. Senza aspettare risposta andò a prendere la macchinetta digitale, poi tornata mi spiegò il funzionamento e disse “Chi comincia?” “Io no!” risposi. E lei pronta mi diede la macchinetta e si mise in posa di fronte al divano. Cominciò a sbottonarsi la camicetta, scoprì le spalle facendo vedere le spalline del reggiseno, poi tenne aperta la camicia sul davanti, quindi la tolse. Alternava espressioni serie ad altre sexy o sorridenti. Si sedette per sfilare i pantaloni e rialzatasi slacciò il reggiseno senza sfilarlo, si mise quindi le mani sui seni sotto il reggiseno, poi li coprì con il braccio e con l’altra mano abbassò una spallina e tolse il capo dall’altro lato. Allora si girò e alzò le braccia e rimanendo girata, abbassò leggermente le mutandine fino a mostrare il solco delle natiche, quindi si voltò di scatto mettendosi con le mani sui fianchi, poi a braccia conserte.
Era bellissima e io iniziai a sentirmi languida. Forse se ne accorse e si coprì i capezzoli con due dita, poi si stese lunga sul divano, si girò e si abbassò le mutande lasciando scoperto il sedere, quindi si inarcò e le sfilò fino alle ginocchia. Si mise allora in posa tenendosi su un gomito e facendo intravedere l’inguine, poi si tirò su di colpo, tolse le mutande tirandomele addosso, si alzò in piedi prima coprendosi con una mano e un braccio, poi allargò le braccia come per abbracciare qualcuno lasciandosi ammirare completamente nuda. Ero quasi in trance soprattutto guardando il suo cespuglietto nero, che appariva ben curato e avvicinandosi mi disse “Avanti Ale ora tocca a te!” e mi prese la macchinetta e senza rivestirsi mi spinse verso il divano. “Vale non me la sento, lasciamo perdere.” “No, cara – rispose – devi farlo anche tu” “No, dai mi vergogno troppo” “Senti se vuoi mettiamo l’autoscatto e ti aiuto io, che ne dici?” Non ero affatto convinta, ma lei forzò la cosa prese il treppiedi e programmò la macchinetta, quindi mi raggiunse e mi abbracciò dandomi un bacio in fronte. Fatta così la prima foto, si mise dietro di me e iniziò ad alzarmi la maglietta fino a sotto il seno, quindi ancora su fino al collo. Facemmo una foto mentre mi coprivo e una in reggiseno, poi ancora mentre tenevo le braccia alte e mi toglieva la maglietta, questa volta fu Vale a coprirmi con le mani e sentirmi toccare i seni sebbene ancora coperti, mi fece sussultare anche perché sentivo la sua pelle sulla mia schiena. Ci abbracciamo di nuovo sorridendo verso la macchinetta. Vale si mise in ginocchio di fronte e me e mi tolse i pantaloni della tuta, poi mi abbassò le mutandine fino al pelo, mi guardò sorrise e le sfilò del tutto! Io mi coprii immediatamente, ma l’agevolai alzando i piedi e voltando le spalle, allora Vale si mise a fianco a me e facemmo due foto con me girata e lei una volta di spalle e una di fronte. Quindi mi sentii slacciare il reggiseno e mi obbligò a girarmi facendomi il solletico e tenendomi le mani fui immortalata con la mia topina nuda. Misi allora le mani sotto il reggiseno ormai libero tenendomi i piccoli seni, mentre Vale tolse anche gli ultimi centimetri di stoffa. Si posizionò dietro di me e coprì le mie mani con le sue, chiedendomi di toglierle, ormai eccitata abbassai le braccia sui fianchi, lei mi toccò il seno e scattata la foto mi prese le braccia tirandole in alto per lasciarmi completamente nuda.
Stavolta fui io ad abbracciarla forte e baciarla sulle guancie.
Ormai mi sentivo a mio agio nuda e senza rivestirci andammo a vedere quanto fatto, nel farlo eravamo molto eccitate e avevamo entrambe voglia di toccarci. Non eravamo disinibite fino a questo punto, allora Vale andò in bagno e io ne approfittai per masturbarmi come mai avevo fatto. Sono sicura che anche lei aveva fatto lo stesso, anche perché torno in pantaloncini e maglietta, tanto che mi rivestii anch’io.
Abbiamo aperto un piccolo sito nel quale abbiamo pubblicato alcune foto nelle quali non si riconoscono le facce e abbiamo iniziato un enorme scambio di foto con ragazze, ragazzi e coppie di tutto il mondo divertendoci da matte.
Durante l’estate abbiamo anche provato l’ebbrezza di prendere il sole in topless e io ho convinto anche le mie cugine (prontamente fotografate!)

FINE

About A luci rosse

Mi piace scrivere racconti erotici perché esprimo i miei desideri, le storie vissute e quelle che vorrei vivere. Condivido le mie esperienze erotiche e le mie fantasie... a luci rosse!

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