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La contravvenzione

Gli ho appena consegnato la contravvenzione. Ha superato il limite di velocità. è simpatico, ma un po’ recalcitrante. Prende il foglio senza proferire parola. Apre il portaoggetti per riporre la multa e mi guarda pensieroso.
Inaspettatamente allunga il braccio e mi sfiora la patta dei pantaloni. Mi abbasso all’altezza del finestrino e lo guardo dritto negli occhi ricordandogli che questo gesto potrebbe costargli un’ammenda molto severa.
Con estrema disinvoltura, mi mette la mano tra le gambe.
“Una multa più severa! Ma se voglio pagare subito”.
Il suo comportamento è un oltraggio a pubblico ufficiale, ma la mano tra le gambe inizia a farmi effetto.
“Non passa nessuno in questo momento… ed io ho una strana voglia di regolare subito il mio debito”.
Abilmente, ha aperto la cerniera dei pantaloni e mi accarezza attraverso lo mutande. Mi sta masturbando. Sono un po’ turbato, ma stranamente eccitato. Il piacere che ricevo vince le mie titubanze. Allargo le gambe in segno di approvazione. Eccitato, prendo la radio trasmittente.
“10-03, prendo un’ora di pausa”.
Adesso sa che sono disponibile, almeno per questo gioco. Esce dalla macchina e ci dirigiamo nel sottobosco. Il ragazzo è ben messo, indossa un pantaloncino ed una maglietta che ben gli evidenzia i pettorali. Si sistema ai piedi di un albero. Il suo sguardo è invitante. Mi avvicino timidamente, gli accarezzo il petto. Gli eccito le mammelle che diventano dure.
Posso sentire il suo alito.
Per non perdere tempo, si abbassa e mi slaccia il cinturone. Dolcemente, mi abbassa il pantalone. Lavora con la lingua sulla stoffa delle mutande. Ne sento il calore. Mi sbottono la camicia per poter mettere a contatto la nostra pelle. Il cazzo preme sulla stoffa.
Abbassa lentamente le mutande per liberare il mio membro teso. Il cazzo, in tutto il suo splendore, si staglia dritto e ribelle verso il provocatore. Senza pensarci un attimo, apre la bocca e lo accoglie in tutto la sua lunghezza. Stringo il culo per controllare la voglia di venirgli in gola. Inizia un sali e scendi lungo l’asta. Cerco di seguirne il movimento.
è come una sanguisuga, mi aspira energia. Mi sto facendo spompinare da un uomo.
Curvo le spalle. Mi ha vinto. Sono ormai arrivato al punto di non ritorno. Ansimo ad ogni colpo di lingua. Sento il rumore della sua lingua sulla cappella.
Adesso ha il glande in bocca. Con una mano mi massaggia l’asta, con l’altra mi accarezza i testicoli. Sto per esplodere. Provo ad uscirgli dalla bocca, ma con le mani mi ha afferrato il culo. Cerco di svincolarmi. Non riesco. Urlo scaricandogli in bocca. Ahhhhahhhahh… Lo sperma schizza a più riprese nella sua gola. Beve senza ritegno. Si ferma solo per meglio assaporarla, per gustare quel liquido bianco. Riprende ancora un leggero movimento sull’asta
per terminare di svuotarmi i coglioni. Mi ripulisce il glande con la lingua.
Si rialza e mi guarda. Mi rivesto. Senza pudore si avvicina. Mi bacia. Ritorniamo alle nostre macchine. Strappo la contravvenzione. D’altronde, ha saldato il suo debito. FINE

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Scrivo racconti erotici per hobby, perché mi piace. Perché quando scrivo mi sento in un'altra domensione. Arriva all'improvviso una carica incredibile da scaricare sulla tastiera. E' così che nasce un racconto erotico.

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