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La mia prima Banana

Ero allora qualcosa di più che ventenne, ancora completamente vergine e timidissimo con le ragazze, timidezza che avrei vinto solo una decina di anni dopo.

Allora ero uno studente universitario, e risiedevo a casa dei miei genitori.

Ormai da vari anni a quella parte, ogni volta che mi capitava di ritrovarmi solo in casa, ricordo che era quasi un obbligo morale approfittarne per masturbarmi, ed ogni volta avvertivo l’esigenza di provare qualcosa di nuovo, ma cosa?

Ricordo intere mezzore trascorse a rovistare, con l’eccitazione in testa, nei cassetti e negli angoli più dimenticati della casa, alla ricerca di qualcosa per forma, dimensioni e consistenza adatto a penetrarmi… sì perchè ormai avevo preso l’abitudine di iniziare a masturbarmi concentrando inizialmente la mia attenzione sul gioco anale, per più avanti passare a qualcosa di contemporaneo alla masturbazione del pene, anche perchè avevo scoperto che così gli orgasmi che provavo erano molto più pieni ed intensi… e poi perchè quel misterioso piacere provato giocando con quella parte del mio corpo mi attraeva sempre di più.

Mi sarebbe veramente tanto piaciuto possedere uno di quegli oggetti reclamizzati nelle riviste porno, ma come fare per comprarlo? Anche perchè molto raramente quelle mie ricerche nei cassetti finivano con un buon esito…

Insomma, ricordo che era periodo di Natale, e nella mia famiglia eravamo tutti a casa per le vacanze.

Una sera ricordo eravamo tutti rimasti svegli più tardi del solito, a guardare la televisione. Mentre un po’ tutti stavano preparandosi per andare a letto, ho sentito una gran voglia di fare qualcosa di veramente nuovo e strano, anche se non sapevo cosa. Aspettai che tutti andassero a dormire con la scusa di guardare ancora un po’ la televisione.

Cominciai a girare la casa un po’ in punta di piedi, alla “solita” ricerca di quel qualcosa che non avevo mai trovato prima… ma come al solito tutto mi sembrava non adatto.

Nel guardarmi attorno preso dalla disperazione, l’occhio cadde così per caso sul cesto della frutta, dove tra l’altro alcune banane, belle diritte ed acquistate da poco, con una buccia di bel color giallo privo di ogni imperfezione, facevano bella mostra di sè.

Già qualche mese prima, durante uno di quei momenti di assenza dei miei famigliari, avevo provato con una banana: l’avevo presa, con un coltello avevo rimosso il picciolo legnoso, che mi sembrava poco sicuro e poco igienico, l’avevo lavata con cura, asciugata e poi ben insalivata. La novità della cosa mi era piaciuta, un po’ anche per il tipo di grossezza e di lunghezza, ben diverso da quanto avessi provato prima di allora… ma non la sentivo scivolare bene dentro, per quanta saliva aggiungessi, e forse per questo motivo non avevo più pensato di ripetere l’esperienza.

Ma quella sera ero in preda ad un tipo di eccitazione che mai avevo provato prima, volevo fare qualcosa di veramente diverso e che mi sembrasse veramente molto porco… D’un lampo mi venne l’idea di provare a sbucciarla un po’ ed inserirla senza la buccia… era veramente qualcosa di nuovo per me, qualcosa che fino ad allora era sempre e solo entrato nella mia bocca, avrebbe preso così una strada diversa, e la cosa mi sembrava veramente molto trasgressiva…

I miei stavano dormendo ormai, ed io andai al piano di sotto dove c’era un piccolo bagno secondario dove, incurante del rischio di essere scoperto ed anzi ancor di più eccitato per questo, avrei tentato questo nuovo esperimento.

Prima ancora di spogliarmi, ero già rosso in viso e sentivo il cuore che batteva forte nel mio petto. Guardavo la banana che stava appoggiata lì, sopra la lavatrice, mentre mi spogliavo completamente e cominciavo ad insalivarmi con cura il buchetto. Dopo averla lavata, sbucciai la punta e cominciai a pensare come avrei potuto farlo, insalivando la parte sbucciata e saggiandone la consistenza, rendendomi conto che si trattava di qualcosa veramente diverso da tutti gli oggetti con cui avevo provato prima di allora, poichè sarebbe bastato un movimento falso o una pressione eccessiva per spezzarla.

Con un po’ di goffaggine e con l’eccitazione che andava a mille, provavo ad assumere qualche posa appoggiandomi la punta della banana sul buchetto, cercando di capire quale sarebbe stata la posizione migliore. Allo specchio non potevo vedere un granchè come dettaglio, ma il tipo di contesto che rimandava alla mia vista era incredibile, io alle prese… con una banana!

Provavo a spingerla con gentilezza contro il buco, ma sentivo di cimentarmi con qualcosa di molto scomodo, era come se mi scivolasse un po’ tra le mani, mi sentivo impacciato. Ma VOLEVO a tutti i costi riuscirci. Aggiungendo saliva più volte e cercando un modo più comodo di tenerla in mano, riuscii a farci scivolare dentro la punta. Anche se per solo un paio di centimetri, la novità della cosa mi stava eccitando tantissimo, tanto che sentivo il cuore battermi in gola… Volevo fare di più, e sbucciai ancora un po’ di più la banana.

Aggiunsi altra saliva, e vedendo che il frutto non era assolutamente sporco, decisi di insalivarla meglio prendendola in bocca, guardandomi allo specchio mentre praticavo questa specie di “pompino”… L’immagine mi faceva ricordare tutte quelle fotografie di pornostar intente nell’arte del succhiare, e poi l’idea di prendere in bocca qualcosa che poco prima era stato nel mio culo e scoprire che non era per nulla disgustoso, mi faceva sentire porco da impazzire…

Sistematomi ancora in qualche modo davanti allo specchio in modo da potermi vedere un po’, riprovai ad inserirla nuovamente. Adesso mi riusciva un po’ più facile di prima, perchè avevo capito come tenerla in mano, ed avevo anche capito che per rilassare il buco dovevo spingere leggermente in fuori (cosa che intuitivamente risultava un po’ “opposta”, dover spingere “all’infuori” per ricevere qualcosa “dentro”… ).

Andando un po’ dentro e un po’ fuori con la banana, ogni volta volevo spingerla un po’ più dentro, fino ad arrivare alla buccia: ora avevo circa un terzo della banana dentro di me. Ormai non capivo più niente, avrei voluto provare di tutto e di più: avrei voluto potermi vedere meglio allo specchio, poter vederla proprio bene entrare ed uscire dal mio culo, avrei voluto introdurla completamente e poi spingerla fuori e poi ricacciarla completamente dentro…

Senza neanche estrarla, sbucciai la banana ancora di più, e quanto bello era sentirla passare per la prima volta così in profondità…

Poi decisi di cambiare posizione. Non so come mi venne l’idea, staccai uno

specchio ovale che era appeso alla parete, e lo collocai sopra la vasca del bidet, inclinato ed appoggiato alla parete.

Davanti al bidet c’era il lavandino, e mi ci sedetti sopra, tenendo un piede a terra e alzando l’altra gamba sopra la lavatrice.

Davanti a me lo specchio rivelava le due chiappe semiaperte, in mezzo alle quali si intravedeva il buchetto, rilassato e voglioso.

Ripresi la banana e con molta cautela provai ad inserirla nuovamente.

Incredibile! Mai nessun porno mi aveva dato immagini così eccitanti, vedevo le natiche e i contorni del buco che si allargavano mentre introducevo la punta, per poi venire in fuori leggermente quando la estraevo, proprio come nei porno anal che tanto mi piacevano… solo che adesso non potevo soltanto guardare, ero io l’attore di quel film, e stavo realmente vivendo e “sentendo” quell’esperienza.

La banana ormai scivolava su e giù con estrema facilità, aveva ormai cominciato a sciogliersi a contatto col calore del mio corpo e con l’attrito, e si vedeva chiaramente che la parte che era stata dentro di me era diventata più sottile e fragile.

Capendo che come ogni bel gioco questo sarebbe durato inevitabilmente poco, e volendo comunque godermelo al massimo, sempre tenendola dentro sbucciai quasi completamente la banana, per avere la massima profondità possibile. Le mie chiappe ormai erano impiastricciate di un liquido schiumoso bianco, era la banana che si stava liquefacendo…

Mai nessuna precedente penetrazione mi aveva dato una simile sensazione di pienezza e rilassatezza, aumentata poi dalla estrema facilità con cui potevo scivolare dentro e fuori. Volevo ancora di più, e di più, e di più ancora, finchè preso dall’istinto spinsi completamente dentro la banana.

Mi ritrovai con la buccia in mano. Sentii quella particolare sensazione, del buco che si richiude dietro all’oggetto inserito completamente, ma era qualcosa di leggermente diverso, non mi ero mai sentito così “pieno” prima di allora. Incredibile! Una banana intera era dentro al mio culo!

Come molte cose nuove, la cosa mi faceva un po’ paura ma nel contempo mi eccitava da morire: sarei riuscito ad espellerla?

Provai a spingere, e la sentii uscire scivolando con un guizzo a grande velocità…. Però mancava un pezzo, si era rotta. Mi misi accovacciato ed inserii un dito completamente dentro: la sentivo lì in fondo, ma non sembrava voler uscire… Senza farmi prendere dal panico, cominciai ad andare lentamente su e giù col dito, massaggiandomi le pareti interne, cosa estremamente piacevole anche perchè lì dentro era tutto molto scivoloso, così come non lo era mai stato prima. Dopo un po’, sentii che stava venendo fuori… meno male, pensai!

Il gioco sembrava dunque finito, e un po’ mi dispiaceva. Allora presi il pezzo più lungo e, rimessomi in posa davanti allo specchio, lo reinserii completamente. Presi così a cacciarla completamente dentro per poi spingerla fuori, ed era bello spingerla alla massima profondità inserendo completamente anche il dito… che porco mi sentivo! L’interno delle natiche era completamente bagnato e scivoloso, così scivoloso che, forse anche solo per un breve attimo, devo aver pensato per la prima volta nella mia vita qualcosa come: “Così bello scivoloso come sei, adesso saresti veramente pronto a ricevere un cazzo vero… “.

Decisi di cambiare posa.

Mi misi davanti al lavandino, con la gamba destra alzata e col piede appoggiato sopra il bordo del lavandino. La posa mi pareva veramente molto eccitante, mi faceva sentire molto “aperto”. E poi avevo così due specchi, quello del lavandino davanti a me, e quello appoggiato sopra al bidet dietro, e potevo regolarne l’inclinazione in modo da veder bene “in dettaglio”.

Inserii quasi completamente il pezzo, e non so come ma mentre lo inserivo mi venne l’idea di spingere abbastanza forte col culo. A parte la bellissima sensazione di sentire qualcosa entrare mentre si sta spingendo all’infuori, mi accorsi che in questo modo la banana seguiva perfettamente e facilmente i movimenti della mia mano, sia che stessi facendo “su” che facendo “giù”.

Tutto era così dolce, naturale e “facile”, non dovevo pensare a niente e non dovevo preoccuparmi di controllare i miei movimenti, tutto funzionava alla perfezione, eravamo io, il mio culo e la banana, e nient’altro.

Cominciai a muovere la mia mano sempre più velocemente, ed ormai era per me veramente difficile trattenere il bisogno di ansimare. Il pezzo di banana era giunto allo “stadio finale”, si stava frantumando in tanti piccoli pezzi, alcuni dei quali cadevano per terra assieme a varie gocce che colavano giù per l’interno delle mie natiche, ma a me non importava, e seguitavo a muovere la mano e a spingere col culo, in balia a qualcosa che non potevo controllare.

Alla fine mi rimase un piccolo pezzo in mano, e, considerato che non sembrava essere sporco, decisi di rendergli il meritato onore mangiandomelo dopo averlo inserito ed espulso un’ultima volta.

Sentivo di aver abbattuto tutti i tabù.

Il gioco sembrava essere finito, ed io mi sentivo veramente soddisfatto.

Ma rimaneva l’altro pezzo della banana. Lo inserii quindi per metà, e detti una forte stretta al culo, finchè non sentii i due pezzi dividersi e allontanarsi l’un dall’altro, spinti dallo sfintere che si stava chiudendo…

che bello! Inserii il pezzo che era rimasto fuori, quindi ne spinsi fuori uno e lo mangiai. Che porco che mi sentivo! Poi espulsi anche l’altro, e dopo aver giocato ancora un po’ mangiai anche quello.

Il gioco era finito, e per concludere degnamente il tutto cominciai a dedicare le mie attenzioni a quell’altra parte del mio corpo che fino a quel momento avevo completamente trascurato, e che, passata l’eccitazione iniziale al momento di spogliarmi, era rimasto moscio e a penzoloni ad osservare tutte quelle cose nuove che stavano succedendo, dando ogni tanto un segno di approvazione rilasciando tante goccie trasparenti e vischiose, che a volte prendevo per rendere ancora più scivolosa la banana.

Non ricordo come fu quell’orgasmo, e non ricordo come ci arrivai.

Evidentemente tante altre cose da ricordare erano successe quella notte, e come vedi me le ricordo molto bene.

Inutile dire che da quella volta ho ripetuto questo gioco un’infinità di volte, e tuttora che sono sposato e che ho una vita sessuale regolare ed appagante, mi piace talvolta concedermi questo tipo di piacere, lo faccio senza senso di colpa, è uno dei piaceri della vita. FINE

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I racconti erotici sono la mia passione. A volte, di sera, quando fuoi non sento rumori provenire dalla strada, guardo qualche persona passare e immagino la loro storia. La possibile situazione erotica che potranno vivere...

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