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La mia prima con un trans

è dura andare a lavorare di sabato mattina, uscire di casa alle 7, 10 con il freddo tipico delle mattine di dicembre, ed è ancora più dura quando pensi che, se oggi non fosse stato il tuo turno, saresti rimasto a casa sotto le coperte, al calduccio accanto a tua moglie.

Ma purtroppo sono in macchina e sto andando a lavorare, speriamo solo che finisca in fretta questo sabato mattina.

Per strada non c’è anima viva, pochissime auto di sfigati come me che oggi sono di turno o che, ancora peggio, sono di turno tutti i sabati, magari ci si abitua……. bah. Sono quasi in piazza Rivoli quando vedo una figura sul marciapiede che attira subito la mia attenzione, minigonna e stivali hanno sempre avuto un effetto sconvolgente su di me, credo sia lo cosa più arrapante di questo mondo. Ed è proprio ciò che sto vedendo mentre mi avvicino e la figura si distingue sempre meglio. In quel punto non c’è fermata di pullman, vorrà un passaggio?

Nei pochi secondi che mancano a raggiungere la figura ai bordi della strada mi vengono in mente tutti i pensieri di questo mondo; è pericoloso dare passaggi-se tira fuori una pistola che faccio-sono sposato ed ho una figlia grande-se mi vede qualcuno-queste situazioni di solito capitano quando sono in macchina con mia moglie o comunque in compagnia-chi se ne frega mi arrapa troppo. L’ultimo pensiero è quello che prende il sopravvento su tutti gli altri spingendomi verso la mia decisione.

Rallento e quando sono quasi davanti a lei e mi fermo continuando a fissare la parte di gambe scoperte tra la mini e gli stivali, mi fa morire.

“Vuoi un passaggio? ” Le chiedo appena fermo dopo aver abbassato il finestrino;

“Magari non mi reggo in piedi dal sonno, da che parte vai? ”

” Mirafiori” le rispondo. ‘Lè ….. ma che ‘lè; ho capito subito che si tratta di un trans, ma molto effeminato, se non fosse per gli zigomi un po’ sporgenti e la voce solo leggermente mascolina mi avrebbe ingannato sicuramente.

“Io vado vicino al Lingotto, lasciami dove ti è più comodo” mi risponde salendo in macchina con la voce evidentemente assonnata. Chiude lo sportello e parto ma non riesco a togliere gli occhi da quelle belle cosce avvolte in calze nere velatissime che poco prima che cominci la minigonna lasciano intravedere l’elastico delle autoreggenti.

“Senti ti scoccia se chiudo gli occhi? Svegliami quando siamo quasi arrivati ok? ”

“Ok” faccio io e continuo a guardare le sue belle cosce. Non resisto e le appoggio la mano sulla coscia sinistra, proprio sopra il ginocchio.. è calda e morbida e poi la seta delle calze sotto le dita mi eccita da morire.

E bruna con lunghi capelli talmente lisci sembrano quasi quelli di un’asiatica, bella bocca carnosa . Mentre guido noto anche la scollatura della camicetta che lascia intravedere i rigonfiamenti del suo seno, mi piace da morire. La mia mano intanto accarezza la sua coscia e odio doverla togliere di tanto in tanto per cambiare marcia. Ma ogni volta che la rimetto la sposto un po’ più su. Lei sembra dormire davvero, boh….. a me interessa poco. Ora sono sotto la sua minigonna, finalmente le sto accarezzando la pelle nuda, mmhhh che morbida e liscia e calda non resisto devo toccarla proprio li…..

La mia mano sale piano e noto che le sue cosce si aprono leggermente, quasi a facilitare la mia ispezione. Ci sono, sono proprio sopra il suo sesso. Lo sto toccando, ho il suo piccolo pene sotto la mia mano e lo accarezzo. è la prima volta che accarezzo il membro di un uomo che non sia il mio, e sicuramente non lo avrei mai fatto se non con un essere così femminile. Glielo accarezzo piano dolcemente e lo sento crescere dentro la mia mano, mentre il mio è già durissimo, ora la mia mano scende un po’ e accarezzo le sue palle. Cazzo siamo già nei pressi della sua zona e spostandola dal suo cazzo stringo leggermente la mano sulla sua bella coscia per svegliarla

“Ehi ci siamo”, appena riapre gli occhi le chiedo di spiegarmi la strada fino a casa sua.

Mi guida verso casa sempre con la mia mano sulla sua coscia, che sembra non aver neanche notato.

Siamo arrivati, mi fermo.

“Ok arrivata”, mi dice e poi sorridendo, “Ero sveglia mentre mi accarezzavi in mezzo alle gambe, sei molto dolce, se vieni su ti faccio un caffè prima di andare al lavoro”.

In un secondo penso al lavoro, ai colleghi che mi aspettano, che avrebbero iniziato senza di me, che non me ne frega niente, che ho una voglia tremenda e rispondo spegnendo la macchina

“Ok.

Scendo dalla macchina, mi fa strada verso il portone barcollando tanto che in un attimo le passo un braccio dietro la schiena per sorreggerla e lei ci si appoggia subito, entriamo nel portone e prendiamo l’ascensore.

Mentre saliamo le mani dietro la sua schiena diventano improvvisamente due ed una di queste è sul suo bellissimo culetto a mandolino, mentre sto per infilarla sotto la mini l’ascensore si ferma e lei sorridendo apre la porta per sgattaiolare sul pianerottolo con la mano infilata nella borsetta alla ricerca delle chiavi. Appena dentro accende la luce e ci ritroviamo in un salotto living con angolo cottura, molto intimo, il colore caratteristico è il giallo, infatti tutti gli accessori sono di quel colore mentre i mobili sono di legno chiaro, bello e intimo.

Appoggia la borsa su di una sedia e si avvicina alla cucina, riempie la caffettiera dicendomi di accomodarmi e finito di riempirla si volta verso di me e si avvicina, guardandomi negli occhi

“Vado in bagno mentre viene su il caffè, torno subito”, mentre si allontana non riesco a togliere gli occhi dalle sue cosce, adoro il retro delle ginocchia di una donna, soprattutto se ben evidenziato dagli stivali mmmhhh.

Il borbottio del caffè è appena cominciato quando sento aprirsi la porta del bagno e lei che arriva e sorridendo si dirige verso il cucinino. Sopra la camicetta che ora fuoriesce dalla mini non ha più niente, anzi direi che ha anche un paio di bottoni abbottonati in meno.

Versato il caffè nelle due tazzine si dirige verso di me che seduto al tavolo seguo ogni suo piccolo movimento, appoggia le tazzine sul tavolo e si gira per prendere la zuccheriera e appoggiare anche quella sul tavolo, fa per spostare una sedia per sedersi ma afferro la sua mano e

“Vieni qui” le dico allargando le gambe e facendole segno di sedersi sul mio ginocchio. Obbedisce e accavalla le gambe mentre si siede sulla mia coscia sinistra, le cingo la schiena con la mano e in quella posizione sorseggiamo il caffè guardandoci negli occhi e sorridendo,

“Mi chiamo Silvia e tu? ”

“Michele, sei bellissima”

“grazie” e mentre mi ringrazia sia accomoda meglio sulla mia gamba, appoggio la tazzina sul tavolo e le poso la mano libera sulla coscia,

“Mi fai morire”, le dico mentre la guardo fisso negli occhi e poi guardando intensamente le sue labbra mi avvicino a loro, appoggia la tazzina sul tavolo e mi mette un braccio dietro la schiena mente le nostra labbra si toccano, in breve le nostra lingue cominciano a giocare è la prima volta che bacio un uomo, ma in questo momento penso alle sue cosce che ora non ha più accavallate ma leggermente aperte, dopo aver toccato la pelle nuda sotto la mini la mia mano corre a sbottonare il resto della camicetta per scoprire il reggiseno nero che copre un seno piccolo ma al tatto con due capezzoli durissimi, sempre continuando a baciarla le scopro i seni che sono deliziosi, con due dita accarezzo uno dei suoi capezzoli durissimi ma non resisto e ne prendo in bocca uno, so stringo fra le labbra e gioco con la mia lingua ad indurirlo ancora un po’.

La mia mano intanto è ridiscesa verso il sul sesso, glielo accarezzo da sopra le mutandine e diventa pian piano più duro sotto la mia mano. Ora infilo la mano sotto le mutandine, e me lo ritrovo in mano, comincio a menarglielo in una lenta ma efficace sega mentre le nostre lingue riprendono a combattere e la sua mano ricambia il favore accarezzandomelo da sopra i pantaloni. Le sta diventando davvero duro e comincia mugolare mentre la mia lingua esplora le sue orecchie il suo collo pian piano me lo tira fuori e comincia a menarmelo.

“Dammelo in bocca” mi chiede ed io che non chiedo di meglio mi alzo e lasciando cadere i pantaloni per terra mi siedo al bordo del tavolo giusto in direzione della sua bella bocca carnosa, e così da seduta comincia a baciarmelo tutto senza lingua solo bacini, è dolcissima ma io non resisto voglio sentirlo dentro la sua bocca e le infilo una mano tra i suoi bellissimi capelli neri dietro la nuca premendo leggermente la sua testa verso il mio cazzo in modo inequivocabile.

Aperte le bellissime labbra carnose il mio cazzo comincia a farsi strada nella sua bocca, mmmhhhh che calore, sembra ingoiarlo tutto, è bravissima e dopo aver rifiatato comincia un lento movimento che mi porta alle stelle, tutto questo mentre le sue mani non hanno partecipato e sono appoggiate sulle mie cosce con le sue bellissime lunghe e nere unghie leggermente infilate nella ma pelle. La lascio fare fino a che resisto, mi fa impazzire ma proprio quando sono al culmine allontano la sua testa

“Fammi vedere il culetto” le dico mentre la alzo e mi siedo al suo posto, lei si gira e appoggiate le mani sul tavolo inarca la schiena per favorirmi la visione del suo fantastico sedere, le mie mani sono in un attimo sulla sua mini , la tirano su fino ad arrotolarla sui fianchi per lasciare libera la visione di due splendide chiappe con un perizoma infilato al loro centro. Sono piccole e rotonde, fantastiche non resisto e comincio a baciargliele, mhh che buon profumo proviene dalle sue chiappe, evidentemente la seduta in bagno è servita ad un bidè profumato ed ora quel profumo mi sta inebriando mentre comincio a leccarle le belle chiappe lentamente le tiro giù il perizoma e una volta sfilato completamene allarga le cosce lasciandomi ammirare un fantastico buchino. Non ha neanche un pelo ne intorno al buchino ne sulle palle, è completamente depilata e liscia, le allargo ancora di più le chiappe per ammirarla meglio e non resisto la mia lingua comincia a leccare il suo magnifico e profumato buchino, lo riempio di saliva e un volta ben umido infilo la lingua , ha un gusto buonissimo , la sto inculando con la lingua e intanto la mia mano destra va a prendere il suo cazzo in mano per menarglielo mentre continuo a leccare e penetrare il suo buchino.

Adesso i suo gemiti si fanno più alti e intensi e io non resisto, mi alzo e mentre le allargo le chiappe con le mani le punto il mio cazzo durissimo verso il buchino. Comincio a penetrarla e gemendo si allarga fino a farlo entrare completamente, una volta tutto dentro la faccio alzare e ci baciamo così io dietro di lei ho la mano sinistra sulla sua tetta sinistra e la mia mano destra impugna il suo cazzo ormai durissimo. Ha un culetto da sogno, sembra di penetrare il burro mentre la scopo le faccio una sega seguendo il ritmo delle inculate. E una sensazione strana , è come scopare e farsi una sega allo stesso tempo. Continuiamo così , i colpi aumentano e aumenta il ritmo della sega che le sto facendo sto per venire e anche lei sembra non poterne più da ritmo del suo respiro. Vengo e lei viene insieme a ve sento la sua sborra sulla mia mano mentre le inondo il culo di sborra. Restiamo così sfiniti e appagati per un po’ a baciarci, le bacio il collo e le spalle fino a che il cazzo non schizza fuori dal suo culetto.

“Forse è meglio che vada a lavorare” è il mio saluto “sei fantastica”. La saluto non senza prima essermi segnato il suo numero di cellulare. FINE

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Ciao, grazie per essere sulla mia pagina dedicata ai miei racconti erotici. Ho scelto questi racconti perché mi piacciono, perché i miei racconti ti spingeranno attraverso gli scenari che la tua mente saprà creare.

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