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La padrona di casa (racconto lesbo)

Non avevamo visto alcuna foto, ci eravamo scambiati solo una breve descrizione chattando… Ciao, io sono Carla, lui è Sergio il mio maschio- lei, oltre quarant’anni ben portati, bionda, un gran bel fisico, alta e snella, gonna sopra il ginocchio ed una camicia sbottonata che lasciava intravedere un bel seno; lui, Sergio, statura media, pizzetto e capelli scuri, piacente.
-Ciao, Andrea e Lory, c’era un traffico stasera, il venerdì sera d’estate tutti corrono verso Jesolo-. Un appartamento arredato con gusto, lei splendida sulla sedia con le gambe accavallate, lui un po’ schivo, nell’aria c’era un po’ d’imbarazzo misto a curiosità.
-io berrei volentieri un bicchiere d’acqua – dissi- con questo caldo è l’unica cosa che si può bere- -non solo- dice la padrona di casa con un sorriso porcellino, allusione che non poteva lasciar spazio a dubbi, o se ve ne erano, ormai sono fugati.
-Io un whisky, ho bisogno di sentire il fuoco che entra in bocca e scende- esclama Lory. A posto, la serata inizia. Iniziamo raccontandoci le nostre esperienze, una sola, una sola anche loro, anche loro con un’altra coppia.
-Lory, fammi vedere cosa fai con un’altra donna, come la metti a suo agio!- esclama di colpo Carla,
-si comincia massaggiando piano la schiena, e poi si scende- Lory, la vacca si dà subito da fare, in un secondo, via camicetta e reggiseno, la padrona di casa rimane seminuda ed immobile sulla sedia a farsi carezzare. Due bei seni che le ballonzolano, l’eccitazione è forte in me, non riesco a resistere, mi aggrappo e li bacio, li lecco e li succhio avidamente, l’aureola di medie dimensioni si restringe ed un bel capezzolo si erge sotto i miei colpi di lingua,
-ora gli onori alla padrona di casa- esclamo dandole una mano a togliersi la gonna ed un paio di mutandine da collegiale. Dal folto cespuglio fra le cosce si vede la forma della sua fica a conchiglia, due labbra carnose ed eccolo lì, spuntare al di sopra, il clitoride, qualche colpo di lingua per farlo ergere del tutto, ma è già imperlato di umori, segno di un’eccitazione galoppante come le fantasie di tutti noi.
-Perché non ci accomodiamo sul lettone ?…stiamo più comodi!! – esclama con un sorriso Carla. Ci incamminiamo verso la camera da letto, io attaccato a succhiare le tette di Carla, Lory tiene la mano di Sergio, pardon, lo sta accompagnando tenendolo per il cazzo già duro, da 20 cm. 4 in un letto come nella scena di un film, non era mai capitato in vita mia.
-Lory ti voglio far provare un mio gingillino- dice Carla facendo uscire da chissà dove un vibratore gigantesco, di così grossi li avevo visti solo nei giornali hard, ma mai dal vivo, 40 cm di lunghezza e grosso come un polso, non c’era da scherzare, anche per una fica bella larga come quella di Lory, dove si poteva far entrare di tutto
-si dai slabbratemi la fica ed il culo, sono tutta per voi, sono il vostro giocattolo, la vostra puttana- era abituata ad un linguaggio molto sconcio anche con me, ma quella luce brillare negli occhi non gliela avevo mai vista. I due si buttarono a capofitto, Carla impegnata a leccare la fica sbrodolosa di mille umori, Sergio a slinguare e succhiare le tette e limonare Lory in bocca, io non sapevo a chi dedicarmi, se alla padrona di casa o alla mia compagna, decisi di gettarmi anch’io su quest’ultima. Lory era in preda a mille sussulti, leccata e succhiata da tre bocche voraci e dalle mani che la esploravano in ogni parte del corpo, gemeva e dalla sua bocca uscivano lamenti di piacere, si dimenava, sembrava non voler smettere mai, talmente era posseduta.
-Anche nel culo! Riempitemi anche il culo, lo voglio, lo pretendo nel culo- avrei voluto riempirglielo con il mio cazzo già al colmo dell’eccitazione, ma mi rendevo conto che se glielo avessi infilato sarebbero bastati pochi colpi per venire, mi decisi ad infilarle due dita nell’ano. Quel buco del culo che tanto volte avevo riempito con il cazzo, con le mani, con il vibratore, ora sembrava un tutt’uno con la fica, un buco unico ed enorme da riempire. Due, tre, quattro, gli orgasmi di Lory sembravano non finire mai, finchè disse
–basta, mi avete allargata tutta, per ora sono sazia- un gran sospiro per tutti quanti. Fu così che mi gettai fra le cosce di Carla in un 69 tutto per noi, avevo deciso di gustarmi il nettare che scendeva copioso dalla sua fica, finchè ebbe un sussulto e godette nella mia bocca ed anch’io nella sua. Infine stanchi e contenti ci salutammo, dandoci appuntamento per un’altra seratina piccante che purtroppo non abbiamo mai più fatto.

FINE

About A luci rosse

Mi piace scrivere racconti erotici perché esprimo i miei desideri, le storie vissute e quelle che vorrei vivere. Condivido le mie esperienze erotiche e le mie fantasie... a luci rosse!

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