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La Piazzola di Serravalle

Almeno una volta alla settimana faccio una puntatine alla piazzola che si trova nel tratto di autostrada compresa tra Serravalle Scrivia e Tortona (A7 Genova-Milano) in direzione Milano, in quanto si trova sempre “qualcosa” di nuovo, ma soprattutto tanti camionisti che non aspettano altro che trombare o farsi trombare.
Arrivai alla piazzola verso le 21. 30 ed era una serata molto fredda (era nevicato la giornata prima).
Appena arrivato adocchio subito la situazione: un paio di camion sono parcheggiati l’uno in faccia all’altro nella parte di destra, in fondo a sinistra ci sono 3 macchine ed intravedo un gruppetto nascosto tra gli alberi.
Spengo le luci della macchina e mi dirigo verso i 2 camion in quanto preferisco il genere camionista sui 35-40 anni, massiccio.
Appena mi avvicino lo sportello del camion si apre e scende un bel pezzo di uomo: 35-38 anni moro, carnagione scura in pantaloni neri e maglietta bianca nonostante il freddo polare.
Si mette in un angolo ed estrae il suo bel pacco, degno della sua stazza, ed inizia ad armeggiare, mostrandosi in tutta la sua maestosità.
Mi avvicino al camionista, ovviamente con il cazzo in tiro più che mai che mi invita a salire in cabina per fare “4 chiacchiere”.
Chiudo la macchina e senza esitare salgo sul camion, tiriamo le tendine per evitare le rotture di palle di qualche rompiscatole di turno e cominciamo a giocare tra noi.
Incominciò posandomi la sua mano sulla mia coscia ed inizio ad accarezzarmela e mi disse di cominciare a succhiargli il cazzo.
Iniziai a spogliarmi ed il mio cazzo stava già pulsando per l’eccitazione tanto che la cappella spingeva contro gli slip tanto da farmi male.
Ci ritrovammo entrambi nudi, io seduto sul lato di destra e lui al centro.
La vista del suo corpo nudo mi provocò un’erezione straordinaria, il suo corpo massiccio, la sua pancia ricoperta di peli mi facevano impazzire nel vero senso della parola.
“Cosa vuoi fare? ” mi chiese, “Mi piacerebbe leccarti e succhiarti dalla testa ai piedi”, dissi. Non gli detti il tempo di girarsi perché mi voltai verso di lui e gli misi la lingua in bocca, iniziando a limonare. Mentre le nostre lingue si intrecciavano l’una all’altra, la mia mano avvertiva con piacere il suo cazzone gonfiarsi fino a diventare completamente duro.
Tolsi la mia lingua dalla sua bocca e presi a baciare, leccare e succhiare la sua carne, dal collo fino alle dita dei suoi piedi. Ogni centimetro del suo corpo venne in contatto con la mia lingua ed il mio naso, dalle orecchie scendevo alle ascelle odorose, poi ai capezzoli e infine tra le dita dei suoi piedi che emanavano un odore fortissimo (cazzo, quanto mi piaceva quell’odore! ).
Mentre stava sdraiato con le gambe aperte e le mani dietro la testa si lasciava andare a gemiti di piacente. Gli alzai le gambe prendendogli le grosse cosce ed iniziai a leccargli il culo. Era peloso anche il suo culo!
Mentre gli leccavo il suo buchetto cominciava a menarsi l’uccello godendo come un toro.

“Mmmmh, siii, dai, leccami il culo così che mi fa impazzire, forza, dacci dentro con la lingua grandissima troia”. Arrapato da quelle parole, presi a leccargli il culo con una foga ancora più grande e lo portai così al massimo dell’eccitazione. “Non resisto più, mi disse, ho le palle che mi scoppiano e devo scaricarle.
Prendilo in bocca, ti prego”, mi disse, “voglio sborrarti in bocca. ”
Tolsi la lingua dal buco del suo culo e alzai la testa fino a portare la mia bocca all’altezza del suo cazzo. La nerchia palpitava e di li a poco sarebbe stata pronta ad innondarmi!
Gli presi il cazzo in mano e tirai indietro la pelle fino a scoprire completamente il glande e quindi lo misi in bocca pieno di desiderio. Non avevo neanche fatto in tempo a dare il terzo giro di lingua sulla cappella che sentii il cazzo inturgidirsi al massimo.
L’eiaculazione arrivò immediatamente, in un precipitoso succedersi di potenti schizzi di sperma denso e caldo che riempirono completamente la mia bocca. Avrei voluto tenere in bocca tutta la sborra ed ingoiarla solo dopo l’ultimo schizzo ma l’abbondanza di quella eiaculazione me lo impedì e dovetti deglutire ben prima
Quando il cazzo finì di sborrare continuai a tenerlo in bocca fino a che non divenne completamente molle. “Tirati su”, disse passandomi una mano tra i capelli. Mi sistemai vicino a lui sdraiandomi al suo fianco e prima che potessi aprir bocca si voltò verso di me ed iniziò a baciarmi srotolandomi la lingua in bocca. Rimasi sorpreso dalla dolcezza di quella slinguata calda e appassionata. Marco mi baciava e mi accarezzava con infinita tenerezza come se volesse comunicarmi, con il linguaggio del corpo, tutta la sua gratitudine per come ero riuscito a farlo godere poco prima. Si separò dalla mia bocca e si voltò mettendosi supino sul letto.
“Cazzo, come ho goduto”, mi disse, “sei proprio bravo a leccare il culo e a fare l’ingoio. ” Lo guardai compiaciuto: “sono contento di averti fatto godere tanto, e poi è piaciuto moltissimo anche a me”.
“Dai, vieni sopra di me”, mi disse, “ti lecco bene il buchetto così ti faccio rilassare bene il culo, mentre tu mi fai venire il cazzo bello duro con la bocca. “.
Ci sistemammo nella posizione del 69, mi spalancò bene le mie chiappe con le mani ed iniziò a lavorare bene il buco del mio culo con la lingua.
Gemetti di piacere e gli presi il cazzo in bocca, iniziando così a spompinarlo a dovere. In quella posizione potevo godermi la vista dei suoi piedi e delle sue gambe pelose.
Sentii il suo cazzo gonfiarsi nella mia bocca e nel godermi la sua lingua che mi stimolava in modo sublime la mia zona anale, non ci volle molto per portare entrambi al massimo dell’eccitazione; in pochissimo tempo il suo cazzo era diventato duro come un palo mentre il mio culo si contraeva seguendo il ritmo delle sue leccate.
“Basta così, mi disse, se non ti fermi ti vengo in bocca un’altra volta”.
Tolsi il cazzo dalla bocca e mi voltai verso di lui, e senti il suo dito medio infilarsi su per il culo ed emisi un gemito di piacere.
“Vuoi farti fottere vero? ” mi domandò, ed in un attimo mi fu sopra e sentii il suo cazzo caldo farsi strada tra le mie chiappe.
“Fai piano, ti prego, non troppo in fretta”, gli dissi, “Certo”, mi disse lui “cosa credi? Ne ho già visitati parecchi di buchi caldi e so bene come fare”. Il cazzo scivolò dentro senza problemi.
Che bello sentire il suo meraviglioso cazzo nel culo, che a ritmo perfetto cercava di sfondarmi facendomi godere come una troia in calore …
“Cazzo, come me lo stringi bene” mi sussurrò. Ero ormai in preda al delirio dei sensi; sentivo il suo corpo sopra di me, i folti peli del suo torace sulla mia schiena, l’odore della sua pelle, della sua bocca e il suo cazzo che ad ogni movimento mandava a fuoco il tratto terminale del mio intestino. Portai la mano verso il mio cazzo ed iniziai a menarmelo venendo con schizzi di una potenza inaudita.
Travolto da quel piacere supremo non mi accorsi neppure che lui aveva smesso di spingere e che mi stava baciando e mordicchiando il collo. ”
Ti ho fatto godere da matti, vero? Ne ho visti pochi godere come te, sembravi una cagna in calore… ”
Tolse il cazzo dal mio culo, mi fece sdraiare supino e mi baciò in bocca quasi con tenerezza, dicendomi che dovevo farlo venire ancora una volta…
Senza perdere tempo si mise seduto sulla mia panca e mi prese la testa, avvicinandomela al suo cazzo ancora in tiro e pronta per un altro round.
Spalancai la bocca e ingoiai la cappella, e subito fece una smorfia di piacere…
Lo sentivo gemere e mugolare di piacere ma preferì non parlare fino a che non raggiunse l’orgasmo. “Aaaah, sborro, vengooooo, siiiiii, sto per venire…… ” fu l’unica cosa che disse un attimo prima di raggiungere un altro orgasmo, con la sua sborra calda che scese di nuovo a fiumi nella mia bocca e che fui “costretto” ad inghiottirla ancora schizzo dopo schizzo. FINE

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