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La stessa sera

Quando ci infilammo a letto, la voglia non era passata, dopo esserci girati entrambi un paio di volte, gli chiesi: “dormi… “, “no… ” rispose. Sempre sottovoce per paura che si svegliassero i miei,
“Ho voglia di succhiartelo… “,
“Ho sonno.. vorrei dormire… ”
“Lo so, ma è un po’ di tempo che non te lo succhiavo e la voglia non mi è passata”
“Mah non so se mi va… ”
Scesi piano, a piedi nudi, e mi avvicinai al suo letto, sollevai le coperte e cercai con la mano, quella che credevo una lumachina, da come diceva…
“e meno male che non ti andava… ”
“La verità è che non ho un fazzoletto, e non vorrei sporcare… dobbiamo stare attenti”
“Non ti preoccupare, so come fare… ” iniziai a tirargli giù la pelle scoprendogli la cappella, turgida, al buio si vedeva il riflesso dei suoi umori, accentuato dalla luminanza della spia notturna. Mi avvicinai con la bocca e iniziai a leccarlo, dando dei colpi a fondo. Il sapore della sborrata precedente non era svanito e sentii subito il mio cazzo drizzarsi dentro il piagiama. Intanto mio fratello, lentamente mi fece cadere il pantalone, e passava una mano lentamente sulle natiche alla ricerca del mio sfintere, pocanzi assaporato con la sua robusta mazza. Il contatto delle sue dita misto al freddo della stanza mi provocavano delle scosse incredibili, l’eccitazione saliva. Ad un certo punto mi chiede di fermarmi perché era prossimo a sborrare, ma io non aspettavo altro che assaggiare il caldo liquido, più che altro per lucidargli quell’asta magnifica. Insistette, infilandomi un dito nel culo e, per il dolore, dato che lo aveva fatto senza lubrificare, mi fermai. Me lo prese in bocca, spingendosi il mio bacino con la mano che aveva poggiato sul culo, e ingoiò tutto il cazzo rimanendo fermo per qualche secondo… Ero troppo eccitato, ma avevo anche paura che i miei svegliandosi, mi facessero rimanere a bocca asciutta, così ripresi in bocca il suo cazzo e gli tirai giù la pelle stirandogli il frenulo. Lambivo la lingua sotto la piega del glande, e la cosa doveva piacergli perché sentivo irrigidire le sue gambe.
“Hai trovato il fazzoletto? ” mi chiese “No, ma non ce ne è bisogno, dopo quello mi hai scaricato prima nel culo, non credo ne sia avanzato molto” “come vuoi ma fa presto perché sento dei rumori… ”
Accelerai i colpi sotto il palato, sentendo il sangue che pulsava nel suo cazzo, ogni tanto rallentavo e poi di nuovo tutto in gola. Sentiì lo sperma salire e inondarmi la bocca, non me lo aspettavo così tanto, e ebbi qualche problema ad ingoiarlo, ma non ci avrei rinunciato… Qualche accenno di conato e giù a riscaldarmi la gola… Continuai a spompinarlo finchè non lo sentii afflosciare tra le me labbra, lo succhiai per un’ultima volta e mi staccai. Ricompostosi, mio fratello estrasse da sotto il cuscino un fazzoletto e me lo porse “Tieni, non sporcare le lenzuola”. Lo stronzo, era una scusa allora, “ma non avevi detto che non ne avevi? ” “Volevo che lo ingoiassi, non avevi detto che lo volevi anche tu” “Si” mi rialzai il pantalone del pigiama e mi rimisi a letto, mentre che venivo nel fazzoletto, sentimmo aprire la porta “Siete tornati? Mia madre preoccupata per l’ora “si da 5 minuti rispose” pronto mio fratello, sapendo che io dovevo trattenere il fiato perché ero appena venuto.
Dopo poco ci addormentammo, ma la mattinata successiva ci avrebbe riservato una piacevole sorpresa. FINE

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