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L’arena

Il pallone sembrava impazzito, fece una carambola improvvisa prima di finire proprio sulla testa del giovane difensore appena entrato. GOAL!!
Proprio al centro della rete, appena sopra la testa del portiere che si era lasciato trovare impreparato. Fu un attimo.
Alessandro cominciò a correre verso la panchina per andare ad abbracciare il suo migliore amico, proprio il compagno che aveva appena sostituito.
Lui la giovane promessa venuta dalla provincia, aveva fatto il suo primo goal! L’amico l’ho accolse trà le braccia con amore. Petto contro petto, guancia contro guancia, i cuori all’unisono nel tripudio dell’arena.
Pensare che si conoscevano da pochi mesi.
Il diciottenne Umbro era venuto a Roma pieno di speranze. I compagni lo avevano accolto calorosamente, alla società stava a cuore che si ambientasse il prima possibile, ma non aveva la patente ne una casa, ma l’intesa immediata con Alex fu risolutiva. Fin dai primi giorni di ritiro frà i due ragazzi scattò quella molla che fa diventare amici per la pelle.
Si cercavano di continuo, scherzavano su tutto, facevano giocosamente a botte, coinvolgendo anche gli altri compagni. Anche se aveva appena un anno di più, Alex era già un punto di forza della squadra, titolare inamovibile, da lui Alessandro aveva solo da imparare, questo gli ripeteva spesso l’allenatore che per favorirne l’intesa li aveva voluti compagni di camera. Fu quindi naturale per Alex chiedere al nuovo amico di prendere una casa assieme, l’altro accettò volentieri, avrebbe così risolto anche il problema della patente, sarebbero andati agli allenamenti insieme.
L’appartamento era piccolo ma confortevole, l’unico letto ( matrimoniale) era al centro di una camera piccolissima. Si adattarono, d’altro canto Alessandro aveva dormito con suo fratello da quando era nato, ma non era la stessa cosa, provava una strana emozione in sua presenza, quando erano soli la tensione diventava quasi insopportabile. Quella notte! Sembrava passato un secolo. Ora con gli occhi chiusi, trà le braccia dell’amico, improvvisamente non sentì più nulla. Ne la folla urlante che lo acclamava, ne i compagni che si stringevano intorno. Quando erano stati più vicini all’estasi se non in quel momento. Quella notte forse?
Era Settembre, un po’ troppo caldo come Settembre, sdraiati nel letto supini, con le teste sopra i rispettivi cuscini, belli come due adoni, chiacchieravano amabilmente , passandosi di continuo una bottiglia d’acqua minerale per refrigerarsi. Si scrutavano a vicenda, stando però ben attenti a non farsi sorprendere l’uno dall’altro. Forse per il caldo, o qualche birra di troppo bevuta durante la cena, o semplicemente il caso, i loro sguardi si incontrarono e subito si sorrisero a vicenda . Le loro teste vicinissime, le braccia nude attaccate ( erano ben poco vestiti).
Alex vide l’immenso! Quegli occhi, cosi innocenti e profondi, Alessandro ebbe un sussulto, incapaci di parlare e persino di respirare, rimasero così per qualche secondo. Cercarono di ricomporsi, ma nulla era più lo stesso. Anche il la fisionomia del corpo li tradiva, non potevano nascondere l’erezione ben visibile sotto i boxer di cotone.
Emozionato dalla reciproca attrazione e reso coraggioso da essa, Alex si lanciò su di lui baciandolo con una passione irrefrenabile. Alessandro rimase bloccato, incapace di ribellarsi , il suo corpo non era più governabile.
Rispose così a quell’amplesso con una foga che non gli apparteneva, lui ragazzo così timido, sempre così misurato, gli stappò di dosso la maglietta con brutalità, quasi ne fosse dipesa la sua stessa vita. Il bacio si fece ancora più appassionato, le lingue si cercavano convulsamente e quella di Alex scese ben presto lungo il corpo dell’amico: dietro l’orecchio,
sul collo, sul petto, fino ad arrivare sulla pancia dove si fermò quasi per riprendere fiato mentre l’amico respirava a fatica ma la bocca riprese quasi subito il suo tragitto , arrivata che fu all’altezza dell’elastico dei boxer lo bacio esattamente dove il cotone degli stessi sembrava sul punto di esplodere, Alessandro si lasciò sfuggire un piccolo gemito e Alex si sentì autorizzato ad osare. Si alzò quel poco per osservare l’eccitazione del compagno (che era anche la sua) si sentì mancare il respiro, come aveva fatto prima d’ora a non accorgersi di quanto era bello?
Con amore e desiderio misto a paura e turbamento finalmente Alex trovò la forza di togliere l’ultimo indumento che avrebbe reso l’amico nudo, i boxer furono lanciati in terra e subito dopo le bocche tornarono a cercarsi. Così fu il turno di Alessandro a spogliare l’amico lo fece non senza vergogna e quella timidezza non fece che aumentare l’eccitazione di Alex, il pudore dell’ amico lo eccitava da morire.
Nudi che furono si guardarono per pochi istanti prima di cominciare ad esplorarsi con le mani, quelle di Alessandro percorsero il corpo del amico quasi come un cieco che vuole appurare cosa sta toccando, Alex trovò subito il suo sesso e si mise a masturbarlo con impegno e non riuscì a resistere all’impulso di abbassare la testa per prenderlo in bocca . Per Alessandro era un piacere quasi doloroso. Fece in tempo solo a dire poche parole confuse e poi venne senza nessun preavviso stringendo con forza la testa dell’amico. Alex era vicinissimo al culmine pure lui, prese a masturbarsi con decisione , ripresosi dal torpore del post orgasmo Alessandro volle ricambiare l’amico con lo stesso identico trattamento : tolse la mano di Alex e la sostituì con la sua e da li a poco tolse la sua mano e la sostituì con la bocca . Alex si irrigidì e venne con forza gemendo, quando si riprese fu per prendere l’amico tra le braccia e ringraziarlo con baci e carezze tutta la notte. FINE

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