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L’ascensore

In quel periodo nell’appartamento sopra il mio, stavano facendo dei lavori di ristrutturazione.
Trovavo quella una situazione fastidiosa, ma inizialmente non potevo sapere che avrebbe avuto risvolti molto piacevoli.
Un pomeriggio mentre stavo per salire in ascensore sentii una voce che mi chiedeva di aspettare.
Mi voltai e vidi un ragazzo molto carino che si avvicinava.
Entrammo nella stretta ascensore e mi ritrovai appiccicato a lui.
Aveva un paio di jeans sporchi ed una cannottiera che faceva intravedere un bel fisico, capii subito che era uno dei muratori che tanto odiavo.
Si scusò per avermi fermato e mi disse che mi aveva scambiato, visto il mio fisico prorompente, per un suo collega che doveva arrivare da un momento all’altro.
Gli spiegai che i miei muscoli erano dati dal Body-Building e che non avevo intenzione di “gonfiarmi” troppo come i professionisti.
Lui era d’accordo con me e scherzando gonfiò il bicipite dicendo che era il risultato del suo lavoro.
Giunto al mio piano scesi ed entrai in casa.
Era stato solo un discorso senza conseguenze come tutti quelli che si fanno in ascensore, ma non riuscivo a togliermi dalla testa quel suo odore mascolino.
Per qualche giorno non lo vidi e non me ne feci un problema, finché l’ascensore non ci fece rincontrare.
Entrammo nel piccolo spazio ed io premetti il bottone del mio piano, nel fare questo strusciai su una scatola che aveva in mano il bel muratore e mi sporcai la camicia.
Lui si scusò e mi disse che bisognava lavarla subito e che se avessi voluto lui mi avrebbe aiutato.
Io accettai di buon grado perché mi piaceva l’idea di avere quel bel ragazzo nella mia casa.
Mentre metteva la camicia in un recipiente d’acqua calda mi disse che era abituato a pulire i vestiti dai prodotti che usava sul lavoro, tanto da conoscere i migliori trucchi come le brave massaie.
Ridemmo di quel paragone e, per ricambiare dell’aiuto, lo invitai a cena.
Finito il turno venne come previsto e, poiché mancava un po’ all’ora di cena, mi chiese se poteva fare una doccia.
Gli risposi di si e che ne avrei approfittato per finire un lavoro.
Notai che non aveva chiuso del tutto la porta del bagno e così lo spiai di nascosto mentre si spogliava.
Aveva un petto forte e senza peli, a parte quelli che dall’ombelico vanno al cazzo, e mentre si toglieva i pantaloni la cerniera si bloccò e dovette far forza mostrando tutta la virilità dei suoi bicipiti. Infine riuscì a liberarsi dei jeans rimanendo con un paio di boxer neri attillati.
Infine si tolse anche quelli mostrando un lungo cazzo moscio che penzolava tra le forti gambe.
Ero eccitatissimo ed il mio uccellone premeva sul tessuto dei miei pantaloni cercando di sfondarlo.
Riuscii a fatica a calmarmi ma mentre finivo il lavoro la sua immagine mi compariva nella mente ridestando il mio forte arnese.
Uscì dalla doccia non completamente asciutto tanto che la maglietta che portava gli si appiccicava sottolineando i suoi marmorei contorni.
Gli chiesi quale condimento preferisse negli spaghetti e lui rispose che ne conosceva uno che mi avrebbe fatto impazzire.
Mentre cuocevo la pasta scoprii che aveva 25 anni, uno in meno di me, e che lavorava nell’impresa di suo zio.
Quando la pasta era quasi pronta gli richiesi del condimento e lui, cambiando completamente discorso, mi chiese perché lo avessi spiato mentre si spogliava.
Mi sentii cadere il mondo addosso e farfugliai delle scuse insensate.
Ma lui mi zittì dicendo che non c’erano problemi perché anche lui avrebbe desiderato vedermi nudo.
Mi ripresi e fui felice di aver incontrato, come mi disse successivamente, un bisex come me.
Mi confessò che lo avevo colpito dal primo incontro in ascensore ma che vedendomi così maschio e virile non aveva osato farsi avanti, così mi aveva teso una trappola nella quale ero cascato.
Ci spogliammo e rimanemmo in boxer entrambi e nel vederci nudi i nostri cazzi gonfiarono la biancheria intima.
Guardò il mio inguine con stupore ed io il suo con desiderio.
Mi disse di scolare la pasta perché il condimento speciale era ancora valido.
Misi la pasta in un recipiente ed aspettò che si raffreddasse leggermente, poi ne prese una manciata e se la passò sul torace fino a che non la fece cadere nei boxer a contatto col suo uccello.
Lo copiai e feci lo stesso con altri spaghetti, andammo avanti finché tutta la pasta era nei nostri due boxer.
Era una sensazione eccitante sentire il caldo sul membro eretto e vedevo che lo era anche per il mio ospite.
Infine rimettemmo gli spaghetti nel recipiente e togliemmo anche i boxer.
Il mio uccello aveva raggiunto tutti i suoi 30cm ed oltre ad essere lungo è anche grosso mentre il suo, leggermente più corto, era bello sodo.
Si avvicinò a me e mi baciò mentre passava una mano sul mio torso muscoloso, io lo imitai fino a scendere sul suo membro e a cominciare una sega.
Le nostre lingue si attorcigliarono e anche lui attaccò a masturbarmi.
I primi spasmi di eccitazione ci raggiunsero portati da quel bacio e da quelle forti seghe.
Quando stavamo per raggiungere l’orgasmo mi fermò e continuando a muovere la sua mano sulla mia asta smisurata prese il recipiente con la pasta e lo mise sotto i nostri cazzi.
Capii cosa voleva fare e ripresi la sega.
Gemendo e mugulando sborrammo prima lui e poi io nella pasta.
Il nostro fiume bianco aveva condito gli spaghetti.
Li mescolò con le mani e me ne mise in bocca alcuni. Avevano un sapore strano ma eccitante che fecero rinvivire il mio uccello gocciolante.
Li mangiammo quasi tutti e quando erano quasi finiti mi venne un’idea, feci sdraiare il muratore sul pavimento e gli sparpagliai sul forte petto la pasta, quindi gliela mangiai addosso.
Fu molto arrapante ed era un peccato che quella bontà fosse finita, lui per concludere prese il recipiente e bevve il resto del sugo, qualche goccia gli scivolò fuori e la leccai io.
Mi disse che gli piaceva avere davanti a se un uomo grande e muscoloso come me con un membro incredibile e che quello che lo eccitava maggiormente era la mia aria virile.
Detto questo chinò il busto e cominciò un pompino.
Mi leccò inizialmente la cappella togliendo gli ultimi resti di sperma quindi passò al sotto della verga soffermandosi sulle palle, per poi inghiottire nella sua bocca la mia verga.
Era un bocchinaro modello, mi faceva eccitare e poi calmare alternando la lingua a un massaggio delle mani e, dato l’enorme spazio, li faceva anche contemporaneamente.
Mi faceva arrivare molto vicino all’orgasmo ma senza soddisfarlo, facendomi impazzire.
Ad un certo punto gli dissi che volevo fargli sentire tutta mia virilità nel culo fino ad aprirlo in due.
Si tolse dal mio boa e si mise a pecorina sul tavolo.
Presi dal frigo una carota e gliela spinsi con forza nel culo, lui gemette dicendo che era gelida ma io proseguii tirandola dentro e fuori varie volte.
Poi presi un hot-dog e feci la stessa cosa, inizialmente con fatica ma poi il buchetto si allargò.
Gli dissi che era obbligatorio per preparare la strada a qualcosa di veramente grosso come il mio uccello.
Lui godeva impassibile mentre lo fottevo nel culo.
Quando mi ritenni abbastanza soddisfatto posizionai il mio scettro e spinsi fortemente.
Lui gridò ma mentre lo stantuffavo notai che il dolore si trasformava in godimento.
Ad ogni affondo lo spingevo più dentro fino a che le mie palle non gli toccarono il culo.
Godevo come un matto e non volevo smettere la cavalcata, ma lui mi disse che voleva cambiare posizione.
Andammo nella mia camera e mi fece sdraiare sul letto, poi guardandomi negli occhi si sedette sul mio cazzo eretto, era impalato sul mio lungo e grosso sesso.
Lentamente si mosse su e giù aumentando l’arrapamento di entrambi, dalla sua bocca cadevano gocce di saliva che mi cadevano sull’addome.
Voltai la faccia e guardai la scena attraverso lo specchio appoggiato alla parete: due uomini sexy e muscolosi si inculavano nella semioscurità mugolando e urlando.
La mia eccitazione era al massimo ma il primo a cedere fu lui gettando rivoli bollenti sul mio petto.
Poi prese con le mani a spargere il suo seme sui miei muscoli scolpiti e dopo alcuni secondi gli inondai le interiora di sborra urlando per il godimento.
Rimanemmo immobili per alcuni minuti fino a che il mio cazzo non cominciò ad ammosciarsi, a quel punto si alzò e si sdraiò accanto a me.
Il culo gli gocciolava ed il mio forte petto era reso appiccicoso dal suo seme.
Continuò a spargerlo sul mio torso virile per un po’ e si assopì.
Io non ero ancora svuotato del tutto così mi feci una sega con entrambe le mani guardando il suo bel corpo e venni copiosamente sui nostri fisici atletici.
La mattina seguente facemmo la doccia insieme e ci demmo appuntamento per un’altra serata di sesso. FINE

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I racconti erotici sono la mia passione. A volte, di sera, quando fuoi non sento rumori provenire dalla strada, guardo qualche persona passare e immagino la loro storia. La possibile situazione erotica che potranno vivere...

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