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Le due amiche (racconto lesbo)

Marisa e Patrizia, due signore di oltre 30 anni, per l’esattezza Marisa 32 e Patrizia uno di più, belle e simpatiche donne, con un figlio ognuna che portavano all’Asilo del Paese alle porte di Torino, casalinghe non completamente soddisfatte della vita che conducevano, erano vicine di appartamento da almeno otto anni, ma tranne che un buongiorno quando si incontravano, non c’era dialogo fra di loro, una mattina che Marisa rientrava in casa, incontrava Patrizia che stava raccogliendo della frutta in terra, si era rotta la busta e aranci e mandarini rotolavano nel l’ingresso del palazzo, posava le sue cose, e chinata dava una mano per recuperare i frutti, dal darle una mano, ringraziarla e offrirle un caffé il passo fu breve, e così ora erano nella cucina di Patrizia a dialogare come vecchie amiche, gli argomenti si accavallano in continuazione, ma alla fine si erano trovate a parlare di sesso, la scoperta che fecero entrambe era che i loro mariti ormai si erano spenti, il lavoro, i pensieri, il figlio piccolo che se c’era un momento propizio si svegliava, e la loro insoddisfazione sessuale regnava sovrana, erano arrivate persino a confessarsi che spesso si masturbavano, per trovare un po di pace alla voglia di sesso, si guardavano sconcertate e sorridenti, non pensavano proprio che c’erano altre nelle loro condizioni, e Patrizia le diceva che spesso lei lo faceva la sera, ma che il momento migliore lo trovava a casa quando rientrava dalla spesa, per il fatto di essere sola, tranquilla, e senza problemi, e proseguiva, quando lo faccio stacco anche il telefono, e mi chiudo in bagno,  non voglio essere assolutamente interrotta da nessuno, quello lo considero un mio esclusivo momento e ne sono gelosa, anche Marisa gli confessava più o meno la stessa cosa, con la differenza che lei si metteva sul letto davanti allo specchio, era Marisa che le chiedeva, ma tu come lo fai in bagno, un po’ arrossiva Patrizia, ma preso coraggio con un po di vergogna le diceva, io prima faccio scaldare il bagno con il ventilatore di aria calda, e quando anche gli specchi si sono appannati per il calore, entro e mi spoglio completamente, poi metto un piede sul bidè, e con la gamba larga e alzata, con la sinistra mi tocco il buchetto del culo, e con l’altra prima infilo un dito nella fica che già mi cola, al solo pensiero, mentre si scalda il bagno sono completamente eccitata, e poi con il dito completamente fradicio di umori, mi prendo la clitoride, prima con due dita la pizzico in continuazione, e alla fine la comincio a torturare fino a che non mi vedo le cosce che mi colano, in questo modo faccio certe sborrate che neanche mio marito mi fa fare, e adesso logicamente mi devi raccontare di te, e Marisa le diceva, io non credo di essere così complessa come te, però quando lo decido, e questo capita quasi tutti i giorni, rientro in casa e mi spoglio, però mi lascio indosso le calze con il reggicalze, e metto un reggiseno a balconcino per tenere scoperti i capezzoli, in questo modo li vedo dritti e mi eccito ancora di più, poi mi metto seduta hai piedi del letto davanti allo specchio, con il lampadario acceso perché devo vedere bene quello che faccio, mi prendo i miei due vibratori, uno lo spalmo di crema e me lo metto nel culo acceso, e mentre vibra dentro al mio retto, infilo l’altro nella fica, lo accendo anche quello, e con la sinistra lo muovo, mentre con la destra mi massaggio il grilletto, in questo modo sono riuscita a sborrare anche quattro volte consecutive, adesso si guardavano, erano arrossite e eccitate, ma era Patrizia che diceva all’altra, adesso fammi scappare che debbo fare delle cose, e Marisa le diceva, anche io ormai le debbo fare le cose, questi discorsi mi hanno scombussolata tutta, però prima che vai ti volevo dire una cosa, perché domani mattina verso le questa ora o magari anche prima , non mi vieni a trovare e ci scambiamo qualche consiglio, e magari anche qualche esperienza, che  ne dici, e la guardava facendole l’occhiolino, e così si congedavano scambiandosi un bacino sulla guancia.

La mattina dopo verso le 9 a  Patrizia gli squillava il telefono, era Marisa che con la voce un po’ tremula per l’emozione, l’avvisava che sarebbe andata da lei verso le 10,30 magari anche qualche minuto prima, infatti alle dieci e un quarto suonava alla porta dell’amica,  come annunciato era  Marisa che entrava con una borsetta in mano, era rossa in volto e molto titubante, si vedeva che provava vergogna per quella visita, ma Patrizia cercava di calmarla e metterla a proprio agio, le preparava un caffé e cercava di smorzare la tensione che si era creata, dopo che si erano gustate il caffé, Patrizia le diceva, sai cosa facciamo adesso, ti porto nella mia  camera da letto, così ti trovi in un ambiente che ti è familiare, e vediamo quello che ne esce fuori, inizio io a spogliarmi le diceva Patrizia, però cerca di seguirmi anche tu altrimenti mi metti a disagio, e si toglieva la vestaglia rimanendo con gli slip e reggiseno, e così mostrava all’amica un petto di almeno una quarta misura, e una cornice di peli neri che gli uscivano dagli slip, Marisa si toglieva i pantaloni della tuta che aveva indosso, e poi si sfilava la casacca, anche lei aveva degli slip ridotti, con una cornice di peli biondi che uscivano dai lati, ma il reggiseno a balconcino, mostrava due capezzoli eretti e duri, segno di una eccitazione già in atto, a questo punto Patrizia si toglieva gli slip e si sedeva sul letto, era impacciata, ma cercava di nascondere il suo imbarazzo, a questo punto anche Marisa si sentiva quasi obbligata a fare la stessa cosa, era Patrizia che si infilava una mano in mezzo alle gambe e cominciava a toccarsi, guardava Marisa quasi supplicandola di fare come lei, e così la seguiva, ma erano sedute di spalle una con l’altra, sulle sponde opposte del letto, ma in qualche modo bisognava iniziare, Patrizia ora cominciava ad avere l’affanno e si lamentava debolmente, e poi improvvisamente si alzava in piedi, metteva un piede sopra il letto e iniziò a masturbarsi come faceva solitamente, vedendola agitarsi così, anche a Marisa veniva il coraggio di alzarsi e andare ai piedi del letto, e davanti allo specchio si guardava la fica mentre se la menava con vigore, poi bastò uno sguardo tra di loro per venire insieme quasi urlando dal piacere, era quello il momento che senza saperlo aspettavano, infatti si avvicinavano, e ognuna prendeva possesso della fica dall’altra, e iniziavano a masturbarsi a vicenda, godevano come pazze, il diverso modo di farsi i ditalini le stravolgeva, in piedi e avvinghiate come due cobra in lotta riuscivano a sborrare due volte consecutive, adesso si erano sedute sul letto e ridevano con piacere, il ghiaccio era rotto, e adesso potevano fare dei programmi veramente validi, e così Patrizia diceva alla sua amica, perché non cerchiamo di capire quello che più ci piace, e poi lo mettiamo in atto, Marisa prendeva da sopra il comodino della camera la borsetta che si era portata dietro, l’apriva e tirava fuori due vibratori, uno fino e lungo, e l’altro aveva proprio la forma di un cazzo con tutte le vene in rilievo, poi prendeva un flaconcino con della crema emolliente, li mostrava a Patrizia dicendole, li vuoi provare, sono veramente validi, anche se non lo hai mai preso nel culo questo non ti fa male davvero, anzi  solo piacere, Patrizia, un po la curiosità e più che altro la voglia di provare, si sdraiava come le aveva detto Marisa, si metteva le ginocchia sul petto e aspettava, lei si avvicinava e le ungeva il buco del culo con la crema, poi lentamente le infilava il vibratore fino nel culo e lo accendeva, iniziava quasi subito a sentire il piacere anale, ma Marisa non aveva finito, gli infilava l’altro nella fica e accendeva anche quello, adesso Patrizia sentiva un piacere unico e enorme che le veniva dall’interno, ma continuava ancora l’amica di piacere, saliva sul letto e gli succhiava un capezzolo, e nel frattempo gli prendeva la clitoride a la manipolava lentamente, Patrizia non capiva più niente, il piacere l’aveva afferrata in tutte le sue parti sensibili, iniziava a sborrare senza sosta, aveva tre orgasmi prima di urlare e giacere sdraiata senza più forze, Marisa gli sfilava i vibratori, e si metteva vicino a lei guardandola e carezzandola senza sosta, dopo molto tempo Patrizia si riprendeva  dai molteplici orgasmi, e guardandola negli occhi le dava un bacio sulle labbra di ringraziamento, adesso era lei che doveva ricambiare, quello che Marisa le aveva fatto provare così intensamente per la prima volta, faceva sdraiare la sua amica di letto,facendola posizionare come lei, si doveva mettere le ginocchia sul petto, in questa posizione i buchetti erano pronti per l’introduzione, però voleva fare qualche cosa di diverso, contraccambiare si, ma era il piacere che avrebbe portato a Marisa doveva assolutamente essere molto forte, quella mattina era decisa a farla impazzire dal godimento, e come aveva fatto per lei, gli ungeva bene il buchetto del culo e ci infilava il primo vibratore, poi bagnava di saliva il secondo e lo mandava in fondo alla fica, li accendeva e già lei iniziava a tremare, poi per la prima volta nella sua vita, gli prendeva con le labbra la clitoride e la succhiava e colpendola con la lingua in continuazione, al primo orgasmo Marisa si produceva con un violento schizzo di umori, e mentre si arcuava con la schiena per il piacere, continuava a sborrare sempre di più, ormai stava letteralmente impazzendo dal piacere, urlava tutto il suo godimento mentre si torturava i capezzoli duri e lunghi, poi con un ultimo lamento smorzato in gola, gli diceva, ti prego basta, sto impazzendo e non riesco a fermarmi, Patrizia si fermava e le sfilava i due oggetti del piacere, e si sdraiava anche lei vicina alla sua amica, dopo qualche minuto, come due calamite che si attraggono, si avvicinavano con il viso scambiandosi un bacio lesbico ma pieno d’amore e riconoscenza, e dopo il bacio durato un’eternità, si scambiavano la promessa che almeno un paio di volte alla settimana, si dovevano vedere per prendere un caffé e………….

FINE

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Luce bassa, notte fonda, qualche rumore in strada, sono davanti al pc pronto a scrivere il mio racconto erotico. L'immaginazione parte e così anche le dita sulla tastiera. Digita, digita e così viene fuori il racconto, erotico, sexy e colorato dalla tua mente.

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