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Libertà

“Lo so che ti senti più libera girando in casa in mutande e reggiseno ma devi anche rispettare gli altri! ” “In che senso mamma? ” “Nel senso che in casa ci sono anche due uomini: tuo padre e tuo fratello! ” “Ma scusa, mio padre e mio fratello? Cosa centrano loro? Papà mi ha visto nascere, crescere e diventare grande. Mi ha visto in tutte le salse; da quando mi è venuto il mio primo ciclo, quando ho cominciato ad interessarmi all’altro sesso, fino ad oggi. Marco prima di tutto adesso non è qui, seconda cosa mi ha visto anche lui semi nuda, sotto la doccia, quando voi non ci siete. ” “Ti prego, non insistere. Anche io vorrei andare per casa solo con l’intimo ma non posso! ” “Cosa te lo impedisce? Fallo pure! ” “Senti… ” “Va bene, ho capito, lo farò quando non ci saranno uomini per la casa. Va bene? ” Il suo abbigliamento era a dir poco disdicevole. Indossava un piccolo perizoma bianco con i bordini neri ed un reggiseno abbinato di seta. Non c’erano ricamazioni con merletti od altro; era solo stoffa. Era molto simile ai primi costumini che indossano le bambine. Era liscio, semplice ma alla stesso tempo provocante, sensuale. Vederlo scatenava in un uomo una molla, uno scatto nella testa. Tutti, appena lo vedevano, erano tentati di tirarlo via. La sensazione provocata da quell’intimo stimolava tutti i punti cruciali di Rita. I suoi capezzoli al contatto e sfregamento, venivano sollecitati ad indurirsi; la sua vagina era accarezzata da una soffice e vellutata carezza, come solo quella stoffa poteva fare. Era una ragazza carina a prima vista. Non aveva un corpo provocante ma, con il trucco giusto e l’abbigliamento scelto nei minimi dettagli, sapeva plasmarlo come piaceva ai ragazzi. Aveva un fisico asciutto, senza smagliature e grasso. Aveva un portamento da modella quando camminava nella casa. I suoi seni, eretti parevano danzare con lei. Aveva una quarta di reggiseno ma non risentivano affatto della forza di gravità. Le sue lunghe gambe erano lisce e precise; forse un po’ troppo lunghe. Molti erano discordanti sulle sue gambe. Alcuni la desideravano un po’ più piccina, altri sognavano di percorrere con la lingua e con baci tutta quella strada dai piedi fino al monte di venere. Quest’ultimo era impeccabile. La maggior parte delle sue amiche la invidiavano per quella vita sottile, asciutta. Rita era così: molti la invidiavano per la sua siluette, altri bramavano al desiderio di toccarla. Rita è sempre stata una ragazza matura e intelligente ma nello stesso tempo sapeva divertirsi. Il suo primo incontro con un ragazzo fu molti anni prima, sulla spiaggia. Era una bella giornata e la sua famiglia, con i vicini di casa, decise di portare i bambini al mare. L’idea fu accolta con entusiasmo. Un pomeriggio, lasciati i bambini al fratello maggiore di Rita, i genitori andarono a fare una passeggiata sul bagnasciuga. Marco si allontanò da loro interessandosi molto di più alle ragazze in topless che giravano sulla spiaggia. I due bambini giocarono sulla sabbia per un po’ finché il piccolo amico di Rita le disse di voler giocare al dottore. Rita fino a qual momento non aveva mai neanche toccato il tema, come molti suoi coetanei avevano già fatto. Neanche ai genitori aveva chiesto spiegazioni in merito. Tutto per lei era normale e tranquillo fino a quel pomeriggio. “Va bene, giochiamo al dottore. ” Rita non sapeva cosa aveva accettato ma vedendo la luce negli occhi del suo piccolo amico, decise di accettare. Il suo piccolo amico le descrisse a sommi capi il gioco. Rita accettò anche se un po’ titubante. In lei non era ancora nata quella curiosità normale in tutti i bambini. A sua discolpa bisogna ammettere che gli uomini sono molto sviluppati in quella materia… In poco tempo, Rita si trovò nuda sotto gli occhi dell’amico. Anche lui si spogliò. Con grande stupore Rita osservò quella piccola carne che spuntava tra le gambe. Non lo aveva mai visto o almeno non si ricordava. In poco tempo la sua curiosità in merito crebbe sempre di più. Le loro mani si toccavano dappertutto, con innocenza anche le parti più intime. Rita, in quel momento cambiò e tale esperienza modificò la sua vita. Oggi Rita è voluta dai suoi compagni e lei lo sa. Sa cosa i suoi compagni cercano e sa che è una potente arma per soggiogarli. Insomma, Rita ora si dava ai piaceri della vita sessuale, e non solo.
“Amore, sono le 8 passate. Alzati! ” “Ciao mamma. Scusa ma sono ancora un po’ intontita dalla notte brava di ieri. Ora mi alzo. ” Gli occhi di Rita non riuscivano a focalizzare bene quello che vedevano. Sua madre era semi svestita che girava per la casa. Oggi è domenica e la casa sarebbe stata popolata completamente anche da babbo e fratello. Si alzò, andò in cucina per fare la colazione. “Scusa mamma, non avevi detto che non bisognava andare in casa svestite quando c’erano gli uomini? Non credo sia una cosa bella. ” Disse con ironia Rita alla madre. “Vedi, tuo padre è dovuto andare a Roma per lavoro.
Deve trovarsi là per domattina presto ed ha preferito partire oggi. Tuo fratello è fuori con gli amici per una gita. Tornerà domani. ” “Che bello, posso fare quello che voglio! ” Rita cominciò a togliersi prima la maglietta rimanendo in reggiseno. La madre si girò, la vide e le sorrise. “Quanto è bella la mia piccola! Ti piace stare così per casa? Anche a me. Deve essere una cosa di famiglia per noi donne. ” Rita però non voleva rimanere in casa, sola con sua madre e non approfittare dell’occasione. Portò le mani dietro la schiena e si slacciò il reggiseno permettendo ai suoi seni di venir liberati da quella morsa stretta. “Scusa mamma ma quando ci vuole ci vuole. ” “Non ti preoccupare. Te l’ho detto. Basta che tu non faccia queste cose quando c’è tuo padre e tuo fratello. ” “Va bene mamma. Perché non ti liberi anche te dei vestiti. Si sta così bene nude per casa!!! ” “Hai ragione. ” Detto questo la madre portò le mani dietro la schiena e si slacciò il reggiseno nero di pizzo. La madre, come la figlia, portava una 4° che, con l’età cominciava a cadere ed a essere meno soda e procace rispetto a quelle delle figlia. Era pur sempre una donna piacevole ed apprezzabile nonostante i suoi anni. Avendo una figlia come lei da giovane, rimase molto libertina e giovanile. Si specchiava nella sua immagine da piccola ogni volta che guardava Rita. Era una complicità sempre esistita ma mai così forte. Era estate ma il freddo si faceva sentire e vedere sulla pelle liscia delle due donne nude per casa. I loro capezzoli erano duri e retti. Il freddo li stava facendo diventare piccoli e duri. Per tutta la mattina le due donne si aiutarono per pulire la casa. Era una sensazione mai provata dalle due donne. Erano in casa, facevano i lavori domestici e, di tanto in tanto, si toccavano, si sfioravano. Dopo il pranzo le due ragazze si concessero un po’ di meritato riposo prendendo il sole sul terrazzo. Ora il vento si era placato e le due donne si potevano meritare un riposo sotto il sole. Rita era in perizoma mentre la madre aveva un paio di mutandine semplici, classiche. Rita si girò per prendere il sole dietro. La madre la stava osservando soprattutto sul sedere. Il suo perizoma era davvero provocante senza essere volgare. “Stai davvero bene con quel perizoma. Che ne diresti di prestarmelo? ” Rita si rigirò su sé stessa, portò le gambe avanti e si portò le mani sui fianchi. Si tolse con molta sensualità il suo perizoma rimanendo nuda davanti alla madre. Rita poteva sfoggiare uno splendido monte di venere rasato alla perfezione. Non era certo la prima volta che si faceva vedere nuda dalla madre.
Questa volta era diverso. Sentiva una strana sensazione mai provata fino ad allora. Sentiva la madre non come sua madre ma come amica. Per la prima volta sentiva una sensazione diversa dal solito. La sentiva un’amica intima. Sentiva che con lei poteva mettersi come voleva, poteva fare ciò che voleva. La madre riusciva a capire tutti i suoi pensieri ed è forse per questo che la madre aveva chiesto il suo perizoma. D’altronde anche Rita poteva benissimo prenderne uno dal mobile ma non lo fece. La madre si portò anche lei davanti con le gambe per sfilarsi le mutandine. La vista della sua passera confermò le idee di Rita. La voleva ma non voleva dirglielo apertamente. Aveva già parlato con la madre di queste cose e le confidò che in gioventù aveva avuto una compagna nella sua vita. In principio Rita non giudicò la madre ne ebbe pensieri strani per la testa. Ora sentiva che tutto il suo ragionamento filava liscio. Voleva sua madre, voleva scambiarsi tenere effusioni di amore, vederla nuda sotto i suoi occhi, poterla toccare e, perché no, farci l’amore. Stava davvero bene la madre con quell’intimo così provocante di Rita. Appena l’ebbe provato lo riconsegnò alla figlia. Senza pensarci due volte, prese il perizoma e lo fece cadere per terra rimanendo nuda. Voleva sentire tutti i raggi del sole su tutto il corpo. Voleva provare la sensazione della libertà assoluta, senza vincoli. Anche la madre non si rimise le mutandine. Ora tutte e due stavano ridendo. La madre era riuscita a farla spogliare completamente e Rita aveva ottenuto quello che voleva. La madre si alzò di scatto per dirigersi in bagno. Voleva sentire l’acqua che accarezzava il suo corpo e voleva rinfrescarsi dal pomeriggio passato sotto il sole. Anche Rita tornò dentro ma dopo una decina di minuti; il tempo necessario alla madre di sistemare le cose in bagno e di mettersi sotto la doccia. Rita fremeva dal desiderio di fare la doccia con la madre, come quando era bambina. Entrò in bagno mentre la madre era sotto la doccia. Aprì la porticina ed entrò con le in doccia. La madre continuò il suo lavoro come se nulla fosse successo. Continuò ad insaponarsi il petto indugiando sul seno. Rita le era dietro e continuava a fissarla immobile. La madre si piegò per raggiungere i polpacci e, con il sedere toccò il ventre di Rita. Non ne poteva più. Prese la madre per i fianchi portandola a sé e continuò il suo viaggio fino al busto, al seno. Toccò il seno della madre come farebbe un uomo in preda alla passione. Lo strinse forte a sé facendo mugolare la madre. Rita ora capiva che anche la madre non aspettava altro. Maria, è questo il nome della madre, si girò verso la figlia baciandola. Fu un bacio lungo e passionale come quelli dei film strappa lacrime. Maria portò le sue mani sul sedere della figlia e la portò più vicino a lei. Le loro intimità si stavano toccando. Rita portò una mano tra i loro due corpi e trovò la fica della madre pronta alle sue carezze. Dopo un altro bacio passionale, le due donne uscirono dalla doccia felici ma non appagate. Avevano appena riscoperto un lato nascosto del loro io. Andarono in camera da letto e si sdraiarono sul tappeto per non bagnare il letto. Rita aprì l’accappatoio della madre indugiando sul suo fianco. Anche la madre fece lo stesso con lei.
Non voleva dominare lei. Aveva deciso di far dominare la figlia, di farle condurre il gioco. Rita non aspettava altro. Si mise a cavalcioni sopra la madre e si tolse l’accappatoio. Ora le sue mani stavano esplorando tutta la superficie del corpo di sua madre. Arrivò ai seni. Li toccò, si schiacciò per poi sdraiarsi su di lei e attaccarsi ai suoi capezzoli come faceva da bambina. La madre stava portando a termine il suo piano. Voleva far provare alla figlia le sensazioni provate in gioventù con la figlia. Rita si girò sdraiandosi. Toccò le gambe della madre che, quasi telepaticamente, assecondò i suoi pensieri aprendole di più. Ora la sua faccia era a contatto con la fica della madre e altrettanto la madre che aveva davanti a sé la più bella e delicata “rosa” ma vista. Rita non aveva mai fatto godere una donna e non ci aveva mai pensato. Ora però il suo pensiero era fisso su come poter far godere la madre. Sapeva bene dove andare con la lingua, dove le provocava più sensazioni e decise di indugiare su quelle sensazioni avute con i suoi compagni. La madre, più esperta e matura della figlia in pochi attimi la fece gedere appieno. Rita smise di leccare la fica della madre e si concentrò, mugolò, portò le sue mani all’interno coscia della madre stringendole forte. Godette appieno. Non aveva mai provato una sensazione tale.
Dopo quella volta le due, non avendo altre opportunità, smisero di provare emozioni forti reciprocamente. Il padre non notò nulla della complicità nata tra le due. Era sempre preso dal lavoro e dagli impegni. La madre, alcuni mesi dopo decise di farsi rasare la passera dalla figlia. Fu come un piccolo ritrovo tra amanti segreti. Non indugiarono nelle effusioni per paura di farsi beccare dl padre. Il padre notò che la moglie si comportava stranamente.
Aveva cambiato look, si vestiva ancora più giovanile di quanto facesse prima. Una notte, dopo aver aspettato il silenzio e il sonno della figlia e soprattutto dopo aver visto il nuovo abbigliamento intimo della donna, decise di fare l’amore con la sua compagna come mai avevano fatto nel matrimonio.
L’abbigliamento della donna non era certo adatto ad una suora. Il suo reggiseno era liscio come quello della figlia. Era bellissimo. Donava al seno un aspetto più sodo e provocante. Le sue mutandine erano piccole e basse. Riuscivano a coprire a malapena il fiore di sua moglie e una parte del sedere. Le due estremità erano unite e sorrette da un piccolo cordoncino bianco che si mimetizzava sui fianchi della donna. Il loro rapporto non era certo in crisi. Varie volte avevano fatto l’amore ma non come questa sera. Questa sera era speciale. Maria voleva tornare alle prime volte con suo marito quando facevano l’amore con passione e non come semplice routine matrimoniale. Suo marito era spesso abituato a dominare nel letto ma questa sera fu la moglie a condurre il gioco. Si mise a cavalcioni sopra di lui e cominciò a montarlo senza essere penetrata. Il marito sentiva tra le sue gambe che qualcosa era cambiato ma non riusciva a capire cosa fosse. Maria cominciò a farsi penetrare mentre il marito la sorreggeva per i fianchi e per le natiche. Ora riusciva a sentire cosa c’era di diverso. La fica della moglie era rasata. Fin da giovane lo aveva desiderato ma non aveva mai trovato una donne disposta a farlo. Maria aveva avuto il coraggio di fare questo piccolo regalo al marito. Al pensiero di avere una donna rasata anche tra le gambe, il marito la ricompensò con un lungo fiotto caldo e denso. Maria si sentiva appagata e soddisfatta anche se non avevano goduto assieme. Maria si tolse da sopra il marito mentre lui la accarezzava dappertutto. Poneva maggiori riguardi alla sua fica. Sentiva che era liscia e rasata. Dopo poco accese la luce e la vide in tutto il suo splendore. Sembrava che non l’avesse mai vista. Erano anni che erano sposati ma era stato come la prima volta. Maria imparò una nuova cosa su suo marito. Ogni tanto doveva farsi rasare il pube completamente dalla figlia per far godere appieno suo marito. Non voleva farlo sempre per non cadere nella monotonia. FINE

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I racconti erotici sono la mia passione. A volte, di sera, quando fuoi non sento rumori provenire dalla strada, guardo qualche persona passare e immagino la loro storia. La possibile situazione erotica che potranno vivere...

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