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Lo zio di Marco

Era finalmente arrivata l’estate, la vacanza più spensierata, i miei 18 anni, senza donne e senza preoccupazioni! Ero stato invitato da Marco, un compagno di scuola, a passare una settimana da lui, a Lido di Camaiore, in Versilia, visto che suo zio aveva un alberghetto con un po’ si spiaggia e ci avrebbe ospitati volentieri. Quando arrivammo a destinazione, dopo 4 ore di treno asfissiante, venne proprio lo zio a prenderci in stazione; nei 20 minuti di macchina successivi, lo zio non fece altro che battute, scherzi ai passanti, insomma…potevo considerarlo (nonostante i suoi 50 anni suonati) un “amicone”!
Il giorno dopo lo impiegammo tutto al mare, a conoscere le ragazze, e a giocare a calcio sulla spiaggia… la sera, poi, andammo in discoteca e fu lì che Marco conobbe una ragazza, che lo invitò (da solo! ) il giorno dopo alla sua villa a Viareggio.
La mattina dopo lo accompagnai al pullman e me ne tornai in albergo, incerto su cosa fare, se andare da solo al mare, o rimanere in camera… ma a far cosa?
Mi misi quindi il costume e me ne andai in spiaggia a far compagnia allo zio… l’esito? Non mi ero mai fatto tante risate come quella mattina… ormai l’avevo giudicato: un soggetto “spettacolare”! Alle 15 tornammo in albergo per un riposino, ma fu proprio salendo i gradini dell’ingresso che, con un brusco movimento, sentii un forte dolore all’inguine…eh, già, era uno strappo bello e buono!!! Afflitto e dolorante me ne tornai in camera appoggiandomi alla spalla dello zio, che, lasciatomi sul letto, mi disse “Tu aspetta qua : vedrai che trovo la soluzione! “, e scese in cucina. Tornò dopo 5 minuti con una pomata e, mettendosene una dose abbondante sulle dita, mi disse di abbassarmi i pantaloncini del costume da bagno. Nonostante il mio imbarazzo, non volendo fare la figura del bamboccino vergognoso, mi abbassai i boxer e allargai le gambe per permettergli di spalmarmi la pomata sull’inguine; mi sembrò di intravederlo mentre soffermava lo sguardo sul mio uccello, ma, non essendo sicuro, feci finta di niente, e mi rilassai, mentre cominciavo a sentire la sua mano che mi spalmava piano la pomata. Lentamente, iniziai a sentire un calore al basso ventre, e un forte batticuore, mentre, atterrito e pieno di vergogna, sentivo il mio uccello ingrossarsi vicino alla sua mano che continuava a massaggiarmi. “Mi crederà un finocchio, penserà che lo ho fatto apposta”, pensavo, mentre la sua mano non accennava a spostarsi di un millimetro dall’inguine “Eppure se ne deve essere accorto, non può far finta di niente! “”pensai” Come faccio a dirgli che gli uomini non mi piacciono, che non so perché ce l’ho duro…”, e altri pensieri mi turbinavano nella mente. Fu solo allora, dopo avermi tenuto sulle spine per un tempo che a me sembrava interminabile, che sorridendomi, tolse la mano, e, con un buffetto sulla guancia, mi disse “Tranquillo, può capitare! adesso riposati e cerca di dormire! ” Che grande! Era riuscito a mettermi a mio agio a tal punto, che, senza curarmi della mia nudità, mi addormentai.
Non so per quanto dormii, ma, nello svegliarmi, mi sentii illanguidito, e, con gli occhi ancora chiusi, spinsi piano la mia mano verso il mio uccello, e….. AAAAAAH! Aprii gli occhi di scatto e vidi la testa dello zio che saliva e scendeva lentamente sul mio uccello gonfio di voglia…mai un uomo mi aveva succhiato, eppure la sensazione era fantastica; era come se un fluido tiepido mi avvolgesse il glande e lo massaggiasse… mi lasciai cadere di nuovo sul letto, ma sentii la sua voce ordinarmi “Guardami! “; aprii gli occhi e vidi la sua bocca a pochi centimetri dalla punta del mio cazzo… e poi la vidi aprirsi e vidi scendere la sua saliva su di me, mentre una meravigliosa sensazione di caldo e viscido serpeggiava sul mio uccello. “Avanti, prendilo in mano e masturbati! “. Lentamente, me lo presi in mano e iniziai a toccarmi come facevo tutte le sere, scatenando le conosciute contrazioni del mio corpo. Mi ordinò poi di girarmi e di mettermi a pancia in giù, con due cuscini sotto il pube…il mio uccello era, così, dolorosamente compresso sul cuscino, non potevo toccarmi in alcun modo…e soprattutto, avevo il sedere scoperto e senza alcuna “difesa”. Lo sentii aprire qualcosa, e subito dopo qualcosa di liquido scorreva fra le mie chiappe nude, mentre la sua mano tentava di inserirsi fra i glutei contratti “Smettila di fare la femminuccia, e apriti con le mani… o preferisci tornartene subito a casa? ” Resomi conto della situazione, mi allargai il culo con le mani, rendendomi così conto di cosa fosse il liquido che scorreva: yogurt!!! All’improvviso sentii la sua lingua sul mio buchetto inviolato, mi leccava insistentemente le crespe dell’ano, scendeva sui testicoli e se li faceva sparire in una bocca piena di calda saliva… cominciava a piacermi, mi dimenavo sotto la sua bocca come una donna, mugolando di piacere… finchè non sentii un dolore stranissimo, nuovo e forte, e mi irrigidii, e portai istintivamente la mano sul mio culo, e la sentii: quel porco ci aveva infilato una carota e ora la stava facendo entrare e uscire con estrema soddisfazione! Mi tenne fermo con una mano, mentre continuava a muovere la carota… iniziai a sentire il mio cazzo pulsare e ingrossarsi inspiegabilmente sul cuscino sotto la pancia… e fu allora che sentii la mia voce pregare “Fammi venire, ti scongiuro! ” in tutta risposta, mi tolse la carota dal culo, mi fece girare, mi appoggiò il suo cazzo sulla pancia e venne con un rantolo, spandendo tutto il suo sperma sui miei capezzoli durissimi…”Adesso prendi il mio sperma sulle mani e masturbati! “Obbedii come un automa, ma bastarono pochi movimenti per godere sulla mia pancia… sentii la sua lingua raccogliere tutto, ma fu l’ultima cosa che vidi… prima di svegliami e AAAAAAH! Aprii gli occhi di scatto e vidi la testa dello zio. FINE

About Erzulia

Colleziono racconti erotici perché sono sempre stati la mia passione. Il fatto è che non mi basta mai. Non mi bastano le mie esperienze, voglio anche quelle degli altri.

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