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copertina racconto erotico

Mattia e Gio

Mattia e Gio, si sono conosciuti in rete, sono due coetanei di 27 anni amanti del culturismo e dello sviluppo muscolare.
Si sono scambiati alcuni messaggi per e-mail e poi, quando si sono conosciuti abbastanza scambiandosi opinioni, pensieri, abitudini, sogni repressi, dati personali fisici hanno deciso di incontrarsi di persona.
Mattia e Gio abitano in due città diverse, anche se vicine, e frequentano due vere palestre di bodybuilding.
Si sono scambiati lettere e messaggi in cui si sono detti tutto, ormai si conoscono fisicamente come se si fossero allenati assieme per anni: hanno descritto nei dettagli i loro muscoli al proprio cyberamico, sperano, anche se non se lo sono mai detto apertamente, un giorno di incontrarsi di persona, di potersi allenare ai pesi assieme, di ungere
reciprocamente i muscoli dell’amico, di posare assieme nudi uno accanto all’altro davanti ad un grande specchio, esaminando a vicenda le proprie immagini, di sfidarsi ad un incontro di lotta, nudi, unti, in una fantastica prova di forza e di virilità!
Ed il momento è finalmente giunto: una sera nella posta Gio trova un messaggio di Mattia:
“Ehi, amico! E’ tanto tempo che ci vediamo nel mondo virtuale: perché non conoscerci di persona? Se vuoi puoi venire da me, domani sera, ho installato una nuova lat-machine nella mia taverna, ho acquistato una materassina ed ho montato finalmente alla parete il grande specchio di cui ti ho parlato. Fatti vivo!”
Gio non credeva ai propri occhi nel leggere: rispose immediatamente:
“OK amico, dammi il tuo indirizzo, può essere per domani sera?”
La risposta non tardò ad arrivare,
“Qui di seguito l’indirizzo, ti aspetto per le 20:00, porta la sacca da palestra!”
L’indomani Gio non andò al lavoro, era eccitato, e si voleva preparare per la serata.
Non sapeva come sarebbe finita, forse si sarebbe solo allenato con Mattia, e se invece….???
Passò un paio d’ore in palestra, alla mattina, allenando solo gli addominali, poi una bella sauna, un massaggio da parte del sapiente ed esperto fisioterapista della palestra, il quale non mancò di fare i complimenti:
“I tuoi muscoli sono sempre più duri e definiti, tutte le fiche della palestra ti fanno il filo, tu sei uno stronzo perché ti alleni sempre a dorso nudo, e non concedi a nessuna di loro di avvicinarti, o hai qualche altro interesse?”
“Mi sto concentrando sugli allenamenti da diverso tempo, penso che mi batterò con un amico, che non conosco di persona!”
“Tu sei matto, ma sei un gran fisico!”
Poi una seduta al lettino per abbronzarsi e Gio aveva finito per quel giorno con la attività di palestra.
Sotto la doccia usò il rasoio per raffinare la rasatura già perfetta di ogni muscolo, delle gambe, accorciando al massimo anche il pelo sul pube.
Davanti ai grandi specchi dello spogliatoio si tolse l’accappatoio: nudo si passò un po’ di crema per “lucidare i muscoli”, posò per se stesso, ammirò i suoi bicipiti da 50 cm. le sue cosce ed i bicipiti femorali, i suoi glutei duri piccoli e muscolosi, i suoi pettorali.. passava da una posa all’altra con fluidità, iniziando a sudare, i suoi muscoli brillavano, era eccitato al massimo: vedeva i suoi muscoli gonfiarsi e rilassarsi, elastici e potenti, sperava che anche Mattia…, era una idea fissa! Ma finalmente quella sera!
“Se avessi qualche anno di meno….!”
Una voce femminile, nota nella palestra, lo apostrofò: era la “signora delle pulizie”, 60 anni, perfettamente in forma, si allenava anche lei regolarmente in palestra, molti la avrebbero voluta come compagna per una notte, ma lei si
scherniva sempre
“sono troppo vecchia!”
“Vieni avanti, Teresa, dai una occhiata, cosa ne pensi?”
“Tutte le volte che ti vedo in palestra seminudo mi viene il singhiozzo, cosò mi fai venire un infarto! Hai un fisico da pochi, guarda che braccia, che addome che cosce… e che cazzo! Mi piacerebbe farti un bel pompino, ma non ora..”
La scena finì, Gio si vestì e se ne andò: doveva passare ad acquistare un perizoma per la serata: lo avrebbe scelto bianco, doveva coprire solo il sesso, lasciare il suo perfetto culo nudo!
Ne avrebbe preso anche uno nero, nel caso Mattia non l’avesse.
E se poi con Mattia tutto fosse andato diversamente dalle sue aspettative?
No Mattia si stava preparando probabilmente come Gio, forse più ansioso ancora di lui!.
Il resto della giornata Gio lo passò riposando e rilassandosi, guardò un paio di video di lotta fra maschi e fra femmine, così per eccitarsi o per ripassare alcune tecniche che avrebbe provato… se tutto fosse andato bene?!!
Erano ormai le 18:30 ed era ora di prepararsi per la serata. Indossò una camicia aderente e con le maniche tagliate che metteva in risalto le sue fantastiche braccia ed il torace possente, un paio di jeans di tela sottile e sotto il miniperizoma che aveva acquistato.
Era stato a farsi radere il capo a zero: si ammirò nello specchio: era il ritratto della virilità, sperava di dare una ottima impressione al suo nuovo amico (sperava anche avversario!).
Ecco che dopo 40 minuti di auto Gio arrivava all’indirizzo.
Suonò al citofono: la voce maschile che rispose doveva essere certo quella di Mattia:
“Sali, terzo piano!”
Mattia era sul ballatoio, si strinsero la mano:
Gio noto la stretta forte asciutta e virile di Mattia e rispose con il suo solito vigore.
Entrarono nell’appartamento: arredato semplicemente, da single, pulito ordinato, moquette grigio chiaro su tutti i pavimenti.
“Vieni accomodati, andiamo subito in palestra, vuoi?”
“Certo!”
Mattia precedette di un paio di passi Gio che lo poté così osservare da dietro: fantastico! Indossava solo un pantaloncini di spugna aderentissimo, ed una canottiera abbondantemente scollata, a piedi nudi!
Dieci centimetri più alto di Gio, spalle larghe, vita sottile e muscolosa, glutei piccoli duri e tondi, cosce con femorali sviluppatissimi, polpacci a forma di cuore, definiti in modo splendido da ore ed ore di allenamento; le caviglie sottili davano un tocco fantastico all’immagine atletica vista dietro di Mattia.
Si muoveva come un leopardo, flessuoso e sensuale, i suoi glutei ad ogni passo si tendevano sotto la stoffa del pantaloncino, forse non portava gli slip o perizoma.
Entrarono nel locale: illuminato, pulito caldo, solo una materassina al centro, ed un minuscolo tavolino in un angolo con un paio di bottigliette, ad un gancio un accappatoio corto.
Specchi lungo la parete davano un senso di ampiezza al locale.
“Eccoci qua!” disse Mattia voltandosi verso Gio: visto di fronte Mattia era ancor più fantastico.
Pettorali da sballo praticamente nudi, collo da lottatore, sguardo sensuale e virile, capelli a spazzola, viso duro ma cordiale.
“Ma, gli attrezzi dove sono?”
“Li ho spostati: eccoli qua i nostri attrezzi di stasera!”
Mattia in un attimo si spogliò rimanendo nudo completamente e scattò in una posa di bicipiti di fianco piegando e flettendo la gamba destra: un sogno, un misto di forza, sensualità, grazia e virilità, potenza!
“Ho capito, gli attrezzi sono i muscoli, ci alleniamo a posare?” domandò Gio, ma si sentiva che aveva capito, ed era emozionato ed eccitato: avrebbero lottato, nudi, allo spasimo, e quel Mattia era un vero campione, ciò che Gio cercava ed aveva trovato.
“No, non capisci, lotteremo, nudi! Guardami!”
Mattia si scatenò nella sua serie di pose, meravigliose, da vero campione!
“Whao! che muscoli, che fisico! mi aspettavo un fusto, ma tu.. beh, ora guarda!”
Gio iniziò a spogliarsi lentamente, posando a terra i suoi jeans, ostentando i suoi muscoli, tendendo gli addominali definiti, le gambe sviluppate e molto simili a quelle di Mattia, rimase con il perizoma, si piazzò davanti a Mattia:
“Ti avevo detto dei miei dorsali?”
Le sue mani erano scattate ai fianchi, i dorsali esplosero nella loro potenza, le spalle larghe e le braccia si tesero per mostrare a Mattia l’avversario nella sua piena potenza.
Mattia si rilassò, rimase a fissare i muscoli del nuovo amico, che si fletteva e gonfiava, nella sua routine di pose.
“Sei pazzesco! Ora ti strappo quello straccetto, nudo ti voglio! Mi sembra di conoscerti da secoli, ho sempre sognato un corpo come il tuo che avrebbe lottato con me: eccoti finalmente!”
Così dicendo Mattia si era inginocchiato agilmente davanti a Gio che era in posa di schiena, con i glutei ed i dorsali che esplodevano per la tensione; il perizoma cedette e si strappò ed il sesso enorme e duro di Gio esplose quasi in viso a Mattia!
“Ehi, ma qui hai una dotazione da battaglia; mica male, puoi fare la felicità di parecchie femmine con questo cazzo!”
“Certo, ed ora ti farò sentire la potenza del mio cazzo e dei miei muscoli!”
Non si erano nemmeno scambiati i classici convenevoli: ma non serviva, si conoscevano da sempre, avevano atteso in segreto ognuno quel momento da ormai troppo tempo, ed ora si sarebbero finalmente battuti.
Mattia si alzò, davanti a Gio, si fissarono con durezza negli occhi, cercando di intuire attraverso lo sguardo la potenza dei muscoli dell’avversario, la sua resistenza.
Lo sguardo dei due atleti si abbassò al sesso del compagno: due paletti duri e gonfi, duri e tesi!
Erano pronti allo scontro.
“Un momento, Gio, ora dobbiamo ungerci, comincio io!”
Mattia prese la bottiglietta ed iniziò a spalmare olio leggermente sulle braccia di Gio, poi sempre più intensamente passando al torace alla schiena, poi giù ai glutei, le cosce ed i polpacci, esprimendo la sua ammirazione con esclamazioni del tipo “che muscoli, mai visto una cosa simile, che potenza!”.
Poi la sua mano salì dalle cosce verso l’inguine, verso il membro gonfio e duro di Gio, lo afferrò stringendo con le due mani:
“E’ enorme, duro come acciaio e caldissimo! Voglio sentirlo sui miei muscoli!”
Gio sorrideva:
“Ora dammi l’olio, tocca a me! Fammi sentire i tuoi muscoli sotto le mie mani, tendi e gonfia ogni fibra, fammi provare la durezza della tua virilità..! ecco così, sei fantastico, ora lotteremo, voglio spezzarti! Ti stronco! Io sono più forte di te, ho spezzato le costole ad atleti più grossi di te, oggi sei mio.., avanti iniziamo!”
“Vediamo, sei forte, ma non abbastanza!”
I due atleti si avvinghiarono uno all’altro, le braccia di Gio afferrarono alla vita l’avversario, stringendolo fino a farlo urlare.
Mattia resisteva, premeva il capo di Gio al suo torace, contro i pettorali per fargli mollare la presa.
Gio sentiva il sapore dei muscoli del petto di Mattia, la sua bocca era premuta contro il torace dell’avversario, lui lavorava alla vita con le braccia l’avversario. Rotolarono a terra, Mattia riuscì a liberarsi e ad afferrare con le cosce la vita di Gio:
“Ora ti spezzo in due, hai una vita sottile e terribilmente forte: sarà un piacere sensuale spezzarti, ora ti stronco e poi ti sborro sulla schiena!”
“Non sei ancora abbastanza forte, guarda!”
Gio con le mani aveva afferrato le caviglie di Mattia, che agganciate fra di loro gli permettevano di scaricare tutta la potenza delle cosce sui fianchi di Gio, e con estrema facilità le aveva separate.
Gio iniziò ad allargare e divaricare le gambe di Mattia, potenti come erano non riuscivano a contrastare la forza delle braccia della schiena e delle cosce di Gio.
I due corpi, sudati si opponevano uno in attacco e l’altro in difesa, lentamente la forza di Gio ebbe ragione delle potenti gambe di Mattia, che in breve rimase bloccato a gambe completamente divaricate.
Era un campione Mattia e poteva sopportare la spaccata forzata, ma le braccia di Gio iniziarono a torcere le gambe dell’amico, il cui corpo lentamente sembrava disarticolarsi:
“Cedi o ti spezzo!”
“Mai, ora ti metto sotto!”
“Il tuo cazzo non è più duro e gonfio, stai scoppiando, cedi, cedi maledetto, io ti spacco!”
“No, ti spaccherò il culo, io sono più potente, sono più forte di te!”
Gio non mollava la presa, insistette nella sua azione, i bicipiti femorali di Mattia tesi erano uno spettacolo per gli occhi di Gio.
Seguitò ad applicare la forza delle sue braccia con potenza ma controllando di non spezzare veramente quel fantastico corpo pieno di muscoli.
“Cedi, arrenditi, non puoi liberarti!”
Mattia era allo stremo, non resisteva più:
“OK, mi arrendo, sei stato il più forte ed abile! ma vediamo il prossimo round”
Si lasciarono, ansimanti per la fatica della lotta, ad un passo di distanza, guardavano il corpo dell’avversario con ammirazione, i loro occhi accarezzavano i muscoli l’un l’altro, Gio piegando il braccio destro gonfiò il bicipite enorme, turgido e pompato per lo sforzo, Mattia fischiando ammirato, portò le braccia in avanti davanti al viso, tendendo i pettorali e le braccia mostrava la morsa creata fra la divisione dei suoi enormi pettorali:
“Mettici il cazzo fra questi pettorali e te lo stritolo!”
“Non dire cazzate, cosa vuoi stritolare, ora lo proverai sui tuoi glutei il mio cazzo, quando ti bloccherò dal dietro in una morsa di acciaio!”
Mattia si avvicinò a Gio con un piccolo asciugamano di spugna in mano:
“Ti asciugo i muscoli, vuoi? poi riprendiamo l’incontro”
“Volentieri”
Mattia passava l’asciugamano sul petto di Gio, con calma, premeva con la mano per sentire la potenza attraverso la spugna, poi passò alle braccia, mormorava approvando:
“Che muscoli, pazzeschi, fantastici, magnifici, potenti, sensuali come mai ne ho visti!”
“Anche tu sei notevole, mi provocano una erezione dannata i tuoi muscoli, anche rilassato sei l’immagine di un dio!”
“Ora asciugami tu!”
Gio non se lo fece ripetere, prese dalle mani di Mattia la spugna ed iniziò a passarla con vigore sui muscoli dell’avversario, arrivato ai glutei si mise in ginocchio:
“Il tuo culo è perfetto, piccolo, tondo e duro: contrai glutei!”
Mattia iniziò a fare danzare in modo alternato i suoi glutei mentre Gio li teneva in mano, quasi adorandoli, eccitato sessualmente, eccitato anche per la lotta che stava per ricominciare.
“Ora basta, fatti sotto, preparati alla seconda sconfitta, ti voglio piegare sulle ginocchia per il secondo round!”.
“Vediamo come fai, sono curioso di capire!”
Iniziarono a fronteggiarsi, quasi danzando in cerchio, flettendosi sulle potenti cosce, mostrando all’avversario la bellezza e le dimensioni dei pettorali, la tensione dell’addome, la virilità del prepotente sesso teso come una spada.
Ansimavano per l’emozione e la tensione, sfidandosi anche verbalmente:
“Vieni, Gio, vieni fra le mie braccia, ti voglio stritolare il torace! Guarda ora sentirai la forza delle mie braccia, dei miei bicipiti attorno a te: sarò inesorabile, come un pitone!”
“Le tue braccia non sono sufficientemente lunghe e potenti per abbracciare il mio torace, contro i miei dorsali la tua forza si spezzerà; avanti afferrami, stritolami!”
Mattia si slanciò contro Gio, con impeto pazzesco: rovinarono a terra, Mattia aveva il vantaggio, aveva afferrato al torace con tecnica perfetta l’amico, iniziò a stringere, sempre più forte, ancora ed ancora.
“Ahhh, mi spezzi, ma io, ora ahhhh, sei . forrrrte, mi stronchi, il tuo cazzo, è duro, sul mio addome, sei veeerrram.mente potente, ma io, ora ecco, adesso!”
Gio reagì con lentezza prima poi con il massimo della potenza, espandendo il torace ed i dorsali, la presa di Mattia cedette, si divisero ancora una volta, si fronteggiarono in piedi, studiando la prossima tecnica: doveva essere la potenza o la abilità la prossima mossa?
Chi per primo avrebbe applicato una presa mortale al potente corpo dell’avversario?
Mattia fremente in ogni muscolo si preparò all’attacco, si lanciò alle gambe di Gio afferrandolo alle cosce con un braccia e con l’altro al fianco, facendo leva sulle spalle sollevò il potente e pesante corpo di Gio sopra la propria testa, poi senza attendere lo abbattè sulla materassina, davanti a sè, inginocchiandosi ed afferrando il collo di Gio con un braccio in una chiave pazzesca da cui Gio non avrebbe potuto liberarsi facilmente. Gio intontito per il colpo non reagiva, il suo corpo rimase immobile ma teso in ogni muscolo, mentre Mattia cercava il contatto di ogni proprio muscolo con quelli di Gio, cercando di fargli sentire il cazzo appoggiato sul culo, duro e gonfio, pieno di virilità al punto che sarebbe stato in grado di penetrare a fondo fra i glutei di Gio!
“Cedi o ti spacco il culo!”
Gio si stava riprendendo rapidamente, ma non poteva muoversi dalla posizione bloccato dalla potenza della presa e dai muscoli che lo schiacciavano a terra
“Cedi ti dico, arrenditi, hai perso!”
“Cedo, hai vinto tu!”
Mattia lasciò la presa, ma caricò ulteriormente il proprio peso sulla schiena di Gio:
“Senti i miei muscoli? Senti la potenza del mio membro? Chi è il più potente e forte maschio: tu od io?”
“Sei forte, davvero, ma non credo che vincerai, il prossimo round sarà decisivo, d’accordo?”
“D’accordo siamo uno ad uno! il prossimo sarà decisivo, non ti mollerò un attimo. Sei potente Gio, un avversario così è fantastico, mi piace sentire la tua forza lottare contro la mia, i tuoi muscoli mi fanno impazzire, sono potenti, duri e fantastici, fammi sentire il cazzo più che puoi al prossimo scontro!”
“Anche tu fai il medesimo effetto, stavo per venire, stavo per fare una sborrata pazzesca, mi sono trattenuto a stento!”
“Anche io, desideravo sborrarti sul culo duro e caldo, poi hai ceduto, sarebbe stato il segno della mia potenza vincitrice sui tuoi muscoli!”
“Ok riprendiamo fiato un attimo, poi si ricomincia: sei un lottatore fantastico, devo batterti!”
“Vediamo come andrà a finire!”
I due atleti iniziarono a posare uno di fronte all’altro, Gio guidava la danza e Mattia lo seguiva: i quadricipiti di Gio formidabilmente definiti si tesero, massicci, enormi, le mani dietro il capo, i dorsali fuori come due ali, i bicipiti gonfi come due palle da baseball, gli addominali separati e definiti, i fianchi piegati su un fianco mostravano la vita incredibilmente sottile che si raccordava al culo piccolo striato di muscoli e sensuale, i piedi poggiavano sulle punte donando ai polpacci una grazia ed un effetto di potenza mai visto, il cazzo eretto e duro puntava verso l’alto, enorme mostrava di volere raggiungere i muscoli di Mattia per farsi sentire in tutto il suo vigore maschile.
Mattia ripeté la posa di Gio, senza battere ciglio, leggermente più alto non mostrava certo di essere superiore a Gio, ma era comunque difficile giudicare a chi dei due avrebbe potuto essere assegnato il titolo di migliore fra i due.
Il cazzo di Mattia sembrava esplodere di passione e desiderio mentre lui cambiava posa passando a quella di bicipiti di fronte, imitato da Gio che lo apostrofò:
“Vuoi continuare ad esibire il cazzo duro o preferisci continuare l’incontro e farti spezzare le ossa?”
“Il tuo cazzo è duro ed enorme, questo è l’effetto della vista dei miei muscoli, sono enorme, non mi spezzerai!”
“E’ vero, sei fantastico, ma anche io ti faccio l’effetto piacevole, ora battiamoci, ti piegherò e ti costringerò a succhiarmi il cazzo, ti sborrerò in bocca!”
“Tu sarai costretto a farmi un pompino, sembri abile, del resto chi meglio di un uomo può fare un pompino ad un altro uomo?”
“Ha ragione, fatti sotto che ti spezzo e poi potrai godere del piacere di succhiare il mio enorme cazzo!”
Lo scambio di queste frasi di sfida lasciò il tempo ai nostri due di riprendere il fiato, i loro muscoli vibravano, Gio e Mattia si prepararono per affrontarsi avvinghiando i loro muscoli potenti, lucidi di sudore e di olio.
Ecco, Gio scattò alla vita di Mattia con le braccia, lo strinse stretto a sé, i due si trovarono cazzo contro cazzo, petto contro petto, ma Mattia dovette allargare le braccia, come in croce per cercare di limitare il dolore che gli causava la ferrea presa dell’avversario.
Gio non lo mollava, i suoi bicipiti sembravano scoppiare sotto la pelle sottile ed abbronzata, le cosce dovevano sostenere il peso dell’enorme massa di muscoli di Mattia ed erano tese come tronchi di quercia.
Mattia urlò, di dolore e di rabbia, reagì con decisione, afferrando dietro alla schiena le braccia di Gio allacciate fra di loro, ai polsi ed iniziò il suo sforzo per dividerle.
Una prova di forza pazzesca era cominciata, ogni muscolo dei due lavorava potente, il respiro divenne corto ed affannato per ambedue, finalmente Mattia riuscì a spezzare la presa di acciaio dell’avversario, gli guidò le braccia lontano dal suo corpo, tenendolo per i polsi iniziò ad allargare le braccia di Gio, al massimo, con una gamba fece leva dietro Gio e lo rovesciò verso terra, accompagnandolo, senza lasciarlo cadere per non essere trascinato ed impegnarsi nella lotta a terra dove sapeva Gio era imbattibile.
Mattia riuscì ad appoggiare il corpo di schiena di Gio su una delle sue cosce, gli pose una mano sul collo e con l’altro bracci iniziò a premere con il peso e con tutta la sua forza sulle cosce di Gio, appena sotto il cazzo, lo inarcò all’indietro:
“Ora potrei spezzarti in due, cedi maledetto, non puoi resistere alla mia potenza!”
“NNNNNnoooo, ooraa vedrai, sarai sotto di me!”
In pochi secondi il corpo potente di Gio ribaltò la situazione, inarcandosi al massimo e poi scattando in avanti e vincendo la potenza di Mattia con la forza degli addominali, dei glutei e di tutta la schiena: ora Gio era sopra il corpo sdraiato di schiena di Mattia, un ginocchio puntato sul torace possente spingeva, le braccia immobilizzavano il bacino dell’altro lottatore che non si muoveva.
“Allora Mattia, chi spacchi, ora sei tu che devi cedere!”
“Pregherai per succhiare il mio cazzo, vedrai!”
“Mattia, hai le mani libere ed il mio cazzo lo puoi vedere e prendere in mano, avanti succhia, sei battuto, succhia o ti spezzo! Stringi e senti il mio culo di acciaio!”
Le mani di Mattia si portarono all’uccello di Gio che gli diede un po’ di spazio allentando la pressione al torace, Mattia afferrò con una mano il membro gonfio e potente di Gio e con l’altra cercò di attirare verso di sé il corpo, il bacino di Gio per prendere il cazzo in bocca: si sentiva schiacciato dalla potenza dell’avversario, sentiva il desiderio di sottostare agli ordini di quell’atleta che lo aveva immobilizzato!
“Ora ti faccio un pompino, la tua sborra mi darà vigore e potenza, poi potrò spezzarti!” ruggì con rabbia e desiderio Mattia.
Gio però non era d’accordo, premette ancora più forte con il ginocchio e senti lo spessore duro del pettorale di Mattia cedere, rilassarsi, Mattia si lasciò andare a terra, doveva concentrarsi di nuovo nella lotta non voleva soccombere.
Ma Gio non gli diede il tempo di reagire, si rovesciò con tutto il suo corpo su quello di Mattia, lo coprì completamente,
riuscì ad afferrarlo ai polsi, allargandogli le braccia e spingendole a terra, immobilizzato ormai Mattia non poteva più fare nulla.
Gio sentiva il suo cazzo duro contro i muscoli caldi e duri di Mattia, cercò di fare sentire la sua potenza sensuale spingendo con il bacino, sferrando dei colpi come se stesse penetrando con l’uccello l’addome muscoloso e duro dell’avversario, ad ogni colpo Mattia lanciava un grido di dolore soffocato, ad ogni colpo il cazzo di Gio diventava sempre più duro:
“Sei pronto a cedere, sei pronto a farti rompere il culo, maledetto cedi!”
“Mi stai stroncando, sei il più forte d’accordo, basta lasciami, cedo”!
Lentamente Gio lascia l’amico, si rilassa, si alza spingendo sulle proprie cosce potenti e spiccando un salto verso l’alto, e cadendo a terra in una magnifica spaccata, scattando in posa con bicipiti e dorsali, proprio accanto a Mattia che lentamente si alzava, dolorante per la battuta subita.
“Sei fantastico, Gio, i tuoi muscoli hanno avuto ragione dei miei, sei un dio, lotti come un animale, il tuo sesso potente mi ha fatto impazzire, fatti vedere, uaho, che posa fantastica, ho perso, chiedimi qualsiasi cosa, ne hai diritto!”
“Vai a prendere una macchina fotografica e sparami un rullino mentre poso, poi dovrai tappezzare questo locale con le mie foto, la prossima volta che ci incontreremo saprai bene con chi avrai a che fare!”
“L’idea mi piace un sacco!”
Mattia si asciugava il sudore mentre si allontanava dalla materassina, con passo sensuale, muovendo il culo in modo provocante, scaricando ad ogni passo il peso del corpo sui polpacci…. Gio lo osservò:
“fantastico quel ragazzo, ed anche forte, mi domando come ho fatto a batterlo, mi fa tirare il cazzo più di una gran fica, mi piacerebbe…, la prossima sfida… mmmmhhh chissà mai, potrebbe vincere lui. Ha un fisico pazzesco!”
La serata finì in amicizia, si fotografarono a vicenda, posando in modo erotico riuscirono a spararsi delle foto assieme: le avrebbero inviate ad un sito erotico della rete, frequentato da donne che cercavano evasioni senza impegno personale, evasioni in un mondo virtuale, ma estremamente sexy e provocante!
Decisero assieme di incontrarsi a breve, avevano comunque di allenarsi duramente ai pesi per rinforzarsi e potenziarsi, si dissero che avevano questa intenzione, quindi il prossimo incontro sarebbe stato fra un paio di mesi…

FINE

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Luce bassa, notte fonda, qualche rumore in strada, sono davanti al pc pronto a scrivere il mio racconto erotico. L'immaginazione parte e così anche le dita sulla tastiera. Digita, digita e così viene fuori il racconto, erotico, sexy e colorato dalla tua mente.

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