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Miriam (racconto lesbo)

Mi chiamo Miriam, ho 38 anni. Sono separata da più di cinque anni, ho voluto io la separazione perché la nostra vita era diventa un inferno, i rapporti sessuali erano rari e da me mal sopportati.
La mia vita sessuale è sempre stata molto travagliata da una parte ho una fantasia molto spigliata mentre i miei rapporti con gli uomini sono sempre stati frustranti.
Molto probabilmente i miei sensi di colpa mi inibiscono al punto da non aver mai trovato soddisfazione nel sesso da qui la crisi del mio matrimonio e la relativa separazione.
A volte penso d’essere lesbica ma mi vergogno talmente d questa possibilità che rimuovo subito l’idea.
Così sono andata avanti tra rare e deliranti masturbazioni seguite da orribili sensi di colpa e periodi di assoluta astinenza.
L’estate scorsa, sull’orlo di un esaurimento nervoso, decisi di prendermi un periodo di vacanza al mare.
Fu in quella occasione che conobbi Anna, era la mia vicina di camera, sola anche lei.
Era molto simpatica e spigliata, facemmo subito amicizia, alternavamo lunghe passeggiate sul bagnasciuga con rilassanti sedute abbronzanti.
Essendo Anna molto disinibita finimmo subito per parlare della nostra vita sessuale.
Lei mi raccontò delle sue molte avventure, aveva un modo simpatico e naturale di raccontare che, nonostante la sua vita fosse per me inconcepibile, non mi scandalizzò ma me la rese ancora più simpatica.
Quando fu il mio turno le raccontai sinceramente dei miei problemi, una volta finito lei mi disse scherzando <<Sei un caso grave, bisogna fare subito qualcosa>>.
Nei giorni seguenti mi spiegò la sua visione della vita e mi fece notare come stavo rovinando la mia. Il sesso, mi diceva, non ha nulla di sporco è un piacere che ci aiuta a sopportare meglio la vita e soprattutto non dobbiamo vergognarcene, niente è proibito se non facciamo male a nessuno.
Anche se queste cose le avevo già sentite, dette da lei acquistarono un significato nuovo. Più ci riflettevo sopra e più sentivo allentarsi il nodo allo stomaco che da sempre mi angosciava.
Dopo qualche giorno mi sentii addirittura più leggera e contenta di me.
Lo disse ad Anna che ne fu molto soddisfatta.
Un pomeriggio, dopo la siesta mi stavo preparando per scendere in spiaggia quando Anna bussò alla mia porta, la feci entrare e si sedette sul letto mentre finivo i miei preparativi davanti lo specchio.
La sua presenza stranamente non mi imbarazzava.
Ero mezza nuda con solo gli slip del costume quando Anna mi disse <<Capisci da te che è un vero peccato privare gli altri del tuo bel corpo>> Il suo complimento mi fece piacere <<Ti ringrazio ma non ci vedo nulla di particolarmente bello>> le risposi guardandomi allo specchio.
Anna si alzò e si mise dietro di me e sempre sorridendo mi poggiò le mani sulle spalle.
<<Hai delle belle spalle, la pelle liscia…>> Al contatto delle sue mani mi sentii pervadere da un senso di calore e benessere, poi scese sui miei fianchi <<…bei fianchi stretti e un bel pancino…>> le mani si spostavano sulle parti del corpo menzionate ed era come se le vedessi anch’io per la prima volta <<…un bel seno, piccolo ma ben modellato con dei capezzoli grossi e appetitosi>> la mia sensazione di benessere si stava trasformando in languore <<…e vediamo questa pisellina… >> infilò le dita ai lati dello slip e lo fece scivolare in terra <<Cosa fai?>> sussurrai con un filo di voce <<Nulla che anche tu non voglia>> mi rispose baciandomi sul collo.
Le sue dita intanto carezzavano la mia figa che sentivo sciogliersi insieme a tutte le mie tensioni.
Le dita furono presto sostituite dalla lingua che mi condusse ad un orgasmo dolcissimo e liberatorio.
Ci ritrovammo sul letto abbracciate, le dissi di come non mi sentissi affatto in colpa anzi ero pervasa da una sensazione di leggerezza e benessere per tutta risposta lei mi baciò a lungo poi mi disse <<Che ne dici di fare anche a me quello che io ho fatto a te>>
<<Non so se sarò così brava>>
<<Sì che lo sarai, lasciati andare e fai quello che senti>> mi sorrise invitante
Scesi fra le sue gambe, le sfilai lo slip, la sua figa era completamente depilata e piena di umori, iniziai a lambirla con la lingua, le scostai le labbra e mi apparve un clitoride rosso e congestionato simile alla punta del mio dito mignolo, iniziai a giocarci con la punta della lingua poi lo infilai in bocca e iniziai a succhiarlo.
Sentivo Anna che si agitava e mi incitava a continuale dopo un po’ le sue cosce mi strinsero forte la testa, la mia bocca si riempì dei umori e il suo corpo si inarcò per poi abbandonarsi.
<<Sei stata bravissima>> mi disse visibilmente appagata e mi baciò di nuovo.
Mi sentii per la prima volta felice.

FINE

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Ciao, grazie per essere sulla mia pagina dedicata ai miei racconti erotici. Ho scelto questi racconti perché mi piacciono, perché i miei racconti ti spingeranno attraverso gli scenari che la tua mente saprà creare.

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