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Nel bosco

Avendo bisogno di un periodo di tranquillità, decido di ritirarmi in montagna, in un piccolo chalet. Ho voglia di pescare e di fare lunghe passeggiate. Fino ad oggi non ho mai fatto l’amore con un uomo, anche se l’idea spesso mi intriga e mi procura delle potenti erezioni.
Mentre mi prepara da mangiare, sento bussare alla porta. Apro. è un uomo che non conosco.
“Ha dei fiammiferi? Nel fare le valigie gli ho dimenticati a casa”. Anche lui ha affittato uno chalet. è solo, come me. Ha un fisico robusto, probabilmente si allena in palestra.
Dalla maglietta si scorgono i peli del petto, foltissimi e neri. è un tipo mediterraneo.
“Non so, provo a vedere in dispensa. Ma… prego si accomodi! “. Gli chiedo se gradisce una birra. Glielo domando ingenuamente, senza nessun pensiero sottinteso. “Sì, grazie! “.
Accetta. Una birra, due, …. è un uomo simpatico, scherziamo, ridiamo. Si crea un ambiente disteso. Parliamo di noi, di quello che facciamo, di come abbiamo conosciuto questo posto.
Il tempo scorre piacevolmente. Gli chiedo se ha voglia di mangiare da me. Ci si può arrangiare. Mi alzo per vedere cosa ho in frigo. Lo sento alle spalle. Mi avvolge con le braccia. Sono forti, robuste. Sento il suo alito sul collo. Mi eccito. Mi bacia il collo.
“Ehi…. ! Che fai! Fermati! “. Lui continua, come non avessi detto niente. Mi serra fortemente fra le braccia. Sento il suo pene prendere consistenza dall’interno dei suoi jeans. Si strofina il bacino su di me, sul mio sedere.
Mi accarezza dappertutto. Le sue mani scorrono sul mio corpo come se mi conoscesse da sempre. Sa dove toccarmi, dove sfiorarmi. Non riesco a resistere alle sue attenzioni.
“Noooooo! “. Le mie parole non lo convincono. La sua mano è tra le mie gambe. Aahh! Mi scappa un gemito. Ha capito che mi eccita. Mi massaggia i testicoli, mi accarezza lentamente l’asta.
Ho l’uccello che mi scoppia tra le mutande. Mi spoglia. Ha la mia cappella in bocca. Mi sta facendo un pompino. Aahhh! Tremo dall’emozione, sto godendo. Adesso mi lecca. Dappertutto.
La sua lingua mi scorre sul corpo, gioca con i peli pubici, esplora gli angoli più intimi del mio corpo.
Adesso ho le mani appoggiate al tavolo. Lui è alle mie spalle. è in ginocchio. Mi afferra il culo con le mani. Sono potenti. Sposta i glutei. Continua a leccarmi, lì dove nessuno mi ha mai toccato. La sua lingua è lì. Si muove furiosa sullo sfintere. Vuole entrare. è dentro di me.
Mi svincolo dalle sue mani. Mi volto. Faccio finta di liberarmi. Mi riprende il cazzo in bocca. Riprende a pomparmi. Sto per esplodere.
Non ho ancora eiaculato. Lui si alza. Mi guarda negli occhi. Mi afferra i capelli ed esercita una leggera pressione verso il basso. “Scendi! “. Mi inginocchio. So cosa devo fare.
Gli abbasso la cerniera. Avventuro la mano all’interno del pantalone. Lo sento. è caldo,
grosso. Ho voglia di afferrarlo. è la prima volta che prendo in mano un cazzo diverso dal mio. Lo impugno. Lo lecco. Ha un sapore forte, maschio, mi piace.
Inizio un pompino. Sono un po’ imbranato. Non riesco a contenerlo tutto. Provo a scendere con la lingua fino a peli pubici. Vi immergo il naso. Mi piace odorarlo. Gli lecco le palle.
Sono grosse, piene. Mi risospingo verso la cappella.
Mi ferma. “Perché? “. Voglio continuare. Voglio assaggiare il suo sperma. Voglio che mi sborri in bocca. Mi alza. Mi spinge sul letto. Mi riafferra per il bacino. Mi insaliva di nuovo l’ano. Aaaaaaahhhh! Aaaaaahhh! Mi penetra. Non è più la lingua. Non mi vuole far male.
è dolce. La cappella è dentro di me. Mi scivola dentro. Mi brucia un po’. Si muove lentamente. Aaahhhh! Anche lui geme. Accelera. Accelera ancora. Aaaahhh! Ho il membro di nuovo duro. Mi sfonda. Mi piace. voglio che continui. Mi esce dal culo. Mi sento vuoto. Mi gira. Mi schizza di sperma. Ho gocce anche in faccia.
Mi fa male l’uccello dall’eccitazione. Voglio godere anch’io. Riprende a farmi una pompa.
Sono troppo eccitato. Gli vengo subito in bocca.
Adesso sono stanco. Siamo tutti e due sul letto. Riprendiamo fiato. Ci baciamo. Ancora la sua lingua dentro di me. FINE

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