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Orgia con Valentina e Isadora (racconto trans)

Chiamo Isadora deciso ad incontrare il cazzo piu’ grosso del web. E’ subito gentile e si mette a ridere del mio portoghese arrugginito. Concordiamo 70 rose. La location e di fronte a vico bellarmina in un appartamento di un palazzo antico, appartametno signorile, pulito e sistemato. Mi apre Isadora : una tappetta sorridente e simpatica col culo tosto a mandolino. Non ha tette e il viso come da foto non e’ che sia da pin up. Andiamo in camera e mi propone il triangolo per 140 : accetto subito. Mi chiede con una donna o con un’altra trans ? Io opto per la trans. Torna in camera con Valentina : la teneva per mano come una fidanzatina. Solo che la fidanzatina e’ un trav di un metro e ottanta senza tette e che non corrisponde affatto alla foto pubblicata. Isadora comincia a trafficare tra dildo e lubrificanti intanto Valentina fa gli onori di casa toccandomi e sfiorandomi tra le gambe. Si sfila il perizoma e tira fuori un birillo di 17 cm ma duro come la pietra e largo abbastanza da lasciar presagire un caldo benvenuto. Si protegge e io comincio a succhiarglielo, lentamente, con gli occhi chiusi. Quando li riapro me le trovo tutte e due di fronte, io a pecora dul letto e loro sulle ginocchia : il mio sguardo si e’ subito calamitato sul grosso cazzo di isadora. E’ come in foto : lungo e soprattutto largo da far spavento. Un grosso manico di legno, la punta di una mazza da baseball ma di carne nera calda e pulsanete. La cappella grossa quanto un mela non entra nella mia bocca. Non riesco a tenerlo nemmeno in mano per tutta la sua circonferenza. Dedico le mie attenzioni all’ ospite d’onore ospite che si rivelera’ scomodo, doloroso e scomodo. Valentina intanto che comincio le olimpiadi del pompino si arma di lbrificante e lo usa in quantita’ industriali. Infila il primo dito, il secondo si fa sentire e li rotea per dilatarmi bene. Mentre gustavo con piacere il pene enorme, il mio bachetto viene interrotto dal un dolore lancinate, una fitta all’ano che mi fa schizzare via. Richamo Valentina dicendole che se non sa scopare puo’ anche andarsene : "sono qui per provare piacere stronza !". Si mettono a ridere ed isadorna in brassiliano la richiama e le dice di fare paino. Poi continua "E mo che entro io ?". Scoppiamo tuttti a ridere e Valentina approfittando della distrazione mi penetra tutto ma stavolta con lentezza e gradualita’. Sento il mio intestino adeguarsi all’intruso, assestarsi intorno al quel cazzo duro. Comincia a pompare piano e io riprendo il mio calippone. Il pene di Isadora era duro e teso, la mia libidine ad immaginarmelo dentro era alle stelle, Valentina dietro incalzava, spingeva mi sbatteva, Isadora con un amano sulla nuca mi affogava con il suo cazzone, da dietro mi arrivano schiaffi parole, un bastone in bocca e un birillo in culo con movimetnti spasmodici ed isterici. La scopata aveva assunto il carattere di una violenza. Non e’ il genere ma dovevo subirlo, non avevo scelta. Affannata ed allo stremo Valentina si ferma e invertono la disposizione. Mi prearo al peggio. Isadora mi deve entrare in culo. Mi mette a pancia in su, Valentina si cambia impermeabile e mi si siede in faccia infilandomi il birillo in gola. Io soffocato le vedo una sopra di me una di fronte all’altra baciarsi e limonare con le ligue fuori dalla bocca. Chiudo gli occhi per non essere spettatore del mio massacro e sento un gonoscchio poggiarsi sul mio buchetto. Non era un ginocchio. Era la cappella di Isadora che spingeva sverginandomi per l’ennesima volta facendomi provare i dolori di un parto all’inverso, avanzando con il suo bastone, centimetro dopo centimetro fino a farmi sentire sfondato dentro. Entra tutta al primo colpo. Con lentezza facendomi sentire ogni centimetro che avanza. Mi guarda negli occhi e io intanto mi lamentavo e mi ocntorcevo in timidi tentativi di liberarmi. Dal casino apre al porta la menita e ci dice di non fare casino. Io le chiedo una mano e lei mi fa "e’ tutto tuo!" e esce dalla stanza. Esce anche Isadora, esce dal mio culo sfondato completamente. Sento un rivolo d’aria fredda entrami nel buco e capisco che era’ gia’ un cratere. Rientra e comincia a stantuffare per pochi centimetri della sua lunghezza. Allunga al pennellata con gradualita’. Comincia a fottermi seriamente. Valentina impietosa mi fotte in gola. Mi manca il respiro per l’occlusione del cazzo in bocca e per lo strazio che stavo subendo. Mi pentivo quasi di aver osato tanto. Mi toccavo continuamente il culo e sentivo il palo dentro entrare ed uscire. Come era duro il suo cazzo. Il mio buchetto teso e sfondato. Non resisto e sborro con piacere ed intensita’. FINE

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