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Pomeriggi (racconto lesbo)

Ero in casa da solo, non avevo niente da fare e mo stavo rompendo le palle in maniera assurda: dovevo trovare qualcosa da fare! Con atteggiamento fankazzista mi avvicinai alla finestra e cominciai a guardare fuori, senza osservare niente in particolare, facendo vagare lo sguardo da una finestra all’altra del palazzo di fronte. Improvvisamente un particolare cattura la mia attenzione: al sesto piano del palazzo di fronte una ragazza è appena uscita dalla doccia e stà camminando nuda per il bagno. Sento che mi stà salendo un’erezione spaventosa. Tutto eccitato mi soffermo ad osservare quello spettacolo.
La giovane donna avrà circa 25 anni e il suo corpo lo farebbe rizzare anche ad un morto. Dopo essersi asciugata un poco si sofferma ad osservarsi allo specchio, con un’espressione mista tra compiacimento ed eccitazione. Improvvisamente la mano sinistra si sposta dal fianco dove era appoggiata e si ferma sul seno. Comincia a massaggiarselo delicatamente, sfiorandosi con le dita il capezzolo che subito si inturgidisce. Ora anche con l’altra mano si stà palpando e il massaggio diventa sempre più intenso fino ad arrivare ad essere convulso. I capezzoli orai tesi al massimo vengono torturati sapientemente dalle dita che li strizzano, li massaggiano e li pizzicano senza sosta. Dopo pochi minuti la giovane arriva ad un orgasmo che però essendo solo superficiale non la lascia appagata, anzi la resa ancor più eccitata. Sempre guardandosi nel grande specchio si siede sul bordo della vasca appoggiando la schiena al muro.
Lentamente, mentre con la mano sinistra continua a stuzzicarsi il capezzolo, con la destra comincia ad accarezzarsi le coscie e la pancia. Improvvisamente allarga le gambe ed inizia a pizzicarsi la clitoride, con foga sempre maggiore. La sua fica stà lentamente cominciando a bagnarsi e infatti una piccola scia di umore cola sul bordo della vasca. Dopo qualche minuto che stà “lavorando” reclina la testa all’indietro e si morde un labbro. Subito dopo eplode in un grido di piacere. Ma non è ancora sazia: comincia infatti a strusciarsi la mano sulla passera, sempre più velocemente. Finalmente il suo dito entra nella nella fessa, subito seguito dal secondo e poi dal terzo. Si stà masturbando con quattro dita la maiala e la sua fica gronda di liquido che cola tutto sul pavimento, formando una piccola pozza. Improvvisamente la porta del bagno si apre ed entra un’altra ragazza, all’incirca della stessa età della prima. Le due sono molto simili e l’unica differenza è il colore dei capelli: bionda la prima, nera la seconda. La ragazza che entra non sembra stupita da ciò che vede, anzi dall’espressione direi che c’è è abituata. Con passo sensuale si avvicina all’amica e comincia a baciarla avidamente. Di colpo si china per terra e comincia a leccare la pozza di liquido umorale che si è formata; poi, con le labbra umide e le guancie e il mento grondanti comincia a spogliarsi, fermandosi di fronte all’amica che ormai stà raggiungendo il terzo orgasmo.
Lentamente le scosta la mano e comincia a leccarle la passera con avidità, prima succhiando e mordendo la clitoride poi facendo saettare la lingua nel buco come un piccolo cazzo, raccogliendo avidamente il succo della sua amica. Dopo dieci minuti la ragazza esplode in un orgasmo che la fa tremare tutta. Quando stà per finire l’amica si bagna due dita di liquido e gliele ficca nel culo continuando a leccarla. Questo provoca un’esplosione nel corpo della giovane che urla di piacere, schiacciando la faccia dell’amica contro la sua passera ormai in fiamme. Ogni volte che il piacere cominciava a diminuire la brunetta spingeva più a fondo le dita e succhiava più forte la clitoride di modo da aumentare il piacere nella sua amica. Dopo un quarto d’ora che godeva la bionda staccò la testa dell’amica dalla passera e cominciò a baciarla, cercando con la lingua il sapore del suo liquido vaginale.
Ora però era il turno dell’amica di godere, così la fece sedere al suo posto e cominciò a succhiarle i capezzoli. Poi la fece mettere di schiena l piegò in avanti e affondò tre dita nella sua passera muovendole con foga. All’improvviso avvicinò la sua faccia al culo dell’amica e inizio a leccarle il buco, inumidendolo di saliva. Poi cambiò: iniziò a leccarle la passera mentre con tre dita infilate nel culo le mozzava il respiro. Il tutto andò avanti per una buona mezz’ora, durante la quale le vidi orgasmare almeno una decina di volte per una. Poi come se fosse stata la cosa più normale del mondo la bionda cominciò a leccare il piede destro dell’amica, sucandolo avidamente, ciucciando le dita una ad una, leccando la pianta e il tallone con vogliosa golosità. Poi, sempre con gran naturalezza si portò il piede davanti alla passerà e cominciò a strusciarselo con foga.
All’improvviso guardò supplichevole l’amica che le fece un lieve cenno col capo; tutta felice per il permesso accordatogli la giovane cominciò ad infilarsi il piede nella passera, fino al tallone e intanto lanciava urla di piacere. Dopo un’ora e mezza di amplessi lesbo le due si lavarono insieme nella doccia e si rivestirono, lasciandomi senza fiato e con un uccello che ormai stava per scoppiare. Tutto sommato avevo passato un pomeriggio diverso dal solito. Ora che ci ripenso, in quella casa non abitano affatto due ragazze, ma una normale famiglia. Che sia stato tutto un sogno? FINE

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