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Quel carnevale a Rio (racconto trans)

Uscendo dal terminal Luca viene investito dall’aria surriscaldata da un sole splendente. Sente di rinascere. Lasciato in Italia un freddo pazzesco e dopo ore di viaggio, pigiato in un’aereo affollato fino all’inverosimile, può godersi finalmente l’aria calda e avvolgente di Rio de Janeiro.
Inizia una vacanza a lungo sognata. Vivere il carnevale di Rio. Vivere per dieci giorni spensierati, senza obblighi, nel caos del carnevale di una città di diciotto milioni di persone dove nessuno ti conosce. Per realizzare questo sogno ha studiato per due mesi il portoghese.
Rio è stupenda, rimane incantato a gurdare lo spettacolo che si gode dalla sua camera.
“L’Othon Palace Hotel è stupendo. E’ situato al centro di Copacabana e dalle sue finestre si gode una vista stupenda.” Gli aveva detto l’agente di viaggio e aveva ragione.
Rimane a guardare per un po’ il via vai di persone sul lungomare. Una massa variopinta ed eterogena che può esaminare meglio qualche ora dopo quando, fatto uno spuntino al ristorante dell’albergo, scende in spiaggia. C’è di tutto, rimane incantato da quello spettacolo. La spiaggia è piena di tipi stravaganti che pero passano inosservati. Almeno cosi sembra. Nessuno sembra badare a loro.
Vede signore di cinquanta anni, pancottelle sculettare lungo il bagnasciuga con degli slip minutissimi infilati tra le natiche. Uomini attempati palestrati con codino e tatuaggi. Certo non sono la maggioranza, la spiaggia è piena di belle ragazze che sfoggiano dei corpi fantastici valorizzati dai costumi quasi inesistenti. E’ pieno anche di giovani atletici, che fanno sport sulla spiaggia sfoggiando muscoli fantastici.
Sembrano passare inosservati anche dei trans che sfoggiano dei corpi fantastici.
Si sente subito a suo agio. Non sente l’imbarazzo che di solito prova arrivando in un posto nuovo. Non si sente osservato e studiato come gli capita spesso in altri posti.
Si spalma con cura la crema protettiva a schermo quasi totale per proteggere la sua pelle delicata da quel sole cocente.
Sdraiatosi al sole continua a guardarsi intorno. Osservando un uomo sdraito a pochi metri da lui gli viene da pensare che lui e quello sono l’opposto l’uno dell’altro.
Quello abbronzatissimo, robusto, la pelle arsa dal sole, tesa sotto i muscoli scattanti, mentre lui ha la pelle pallida, appena ambrata dalle lampade che si è fatto prima di partire, e non si vede nessun fascio di muscoli. In comune annno solo la vita sottile e la pancia piatta.
Luca gli invidia l’abbronzatura. Chissà se riuscirà ad averla anche lui un’abbronzatura cosi alla fine della vacanza.
Rimane in spiaggia poco tempo. Ha paura di scottarsi. Dopo essersi fatto una doccia scende a fare una passeggiata sul lungo mare. E’ un’ambiente da sogno un fiume di gente che passeggia, vestita in ogni modo, che sembra sospinta dalle note de samba che riempiono l’aria provenienti dai chioschetti di bibite.
Dopo cena torna a fare due passi sul lungomare, sempre pieno di gente. Gente vestita in tutti i modi. Spesso non si capisce se sono mascherati o meno. Luca ne è affascinato. Incrocia ragazze favolose vestite quasi di niente. Tutti sono poco vestiti. Il caldo è forte. Passando vicino ad un chioscho di bibite per un attimo crede di vedere un gruppo mascherato. Ma poi si accorge che non lo è. In realtà sono dei veri travestiti. Superato il chiosco di pochi metri torna indietro per osservarli meglio. C’è di tutto alcuni solo patetici ma ce ne sono di bellissimi. Con difficoltà si riconoscono come travestiti. Alcuni sono vestiti in modo spinto, diciamo da marciapiede mentre altri sono più sobri.
La cosa fantastica è che nessuno li deride e si sdegna. Certo li guardano ma si vedono molti uomini che li guardano interessati.
Mentre supera di nuovo il chiosco, Luca viene colpito da uno che arriva in quel momento. Molto carino, in realtà non è vestito proprio da donna ma è molto femminile. Indossa dei sandali di cuoio con le striscette sottili un paio di calzoncini aderenti e un po’ sgambati una maglietta che gli copre appena la vita. I capelli un po’ lunghi tenuti a mo’ di cerchietto, dagli occhiali da sole. Gli occhi sono evidenziati da un leggero trucco. E’ francese. Luca lo capisce sentendolo scambiare due parole con un altro seduto ad un tavolino.
Luca fa avanti e in dietro davanti a quel chiosco per diverse volte affascinato dallo spettacolo. Dopo un po’ vede il francesino allontanarsi dal chiosco sculettando. Sente un po’ di invidia per lui. Come gli stanno bene quei calzoncini. Ha delle cosce molto belle e come carino lo spicchio di natica che gli scopre la sgambatura dei calzoncini.
Luca lo segue un po’ con lo sguardo poi torna in albergo.
Da una delle due valigie tira fuori un paio di calzoncini. Sono simili a quelli che indossava il francesino. Li indossa. Si guarda allo specchio. Stanno bene anche a lui.
Si piace. Chissà che effetto farebbe se anche lui andasse a passeggiare sul lungomare cosi. Non lo potrà mai sapere. Non avrà mai il coraggio di uscire dall’albergo vestito cosi.
La mattina dopo scende in spiaggia presto. Il fuso orario l’ha fatto svegliare all’alba.
Si toglie i pantaloncini e rimane con il costume che in Italia non indosserebbe mai in spiaggia. Lo mette solo prendendo il sole in terrazzo. Ma qui portano di tutto e non si sente in imbarazzo ad indossarli. Sono piccolissimi, soprattutto dietro. Gli lasciano le natiche scoperte.
Passa la mattinata sdraiato al sole godendosi lo spettacolo umano che gira intorno a lui.
La sera dopo cena, passeggiando torna al chiosco dei travestiti, passeggia li davanti per un po’. Vede arrivare il francesino che si siede a un tavolo a prendere la noce di cocco. E’ vestito allo stesso modo, solo i colori dei calzoncini e della maglietta sono
cambiati. Luca vorrebbe essere anche lui li. Si è inutile che se lo nasconde. E’ venuto a Rio per confondersi tra tanta gente e sfogare la sua passione. In Italia non avrebbe mai il coraggio di andare in giro con le cose che in segreto nell’intimità indossa. I vestiti da donna. Certo non è facile trovare il coraggio di farlo neanche a Rio. Vestito come una donna forse non avrà mai il coraggio di farlo ma come il francesino può darsi. Si, ci riuscirebbe, ma come fare per uscire dall’albergo vestito in quel modo.
La soluzione gli arriva il giorno dopo passeggiando per la strada. In un angolo c’è un uomo che offre case in affitto. Luca viene colpito da fatto che le offre anche per una settimana.
Ci pensa un pò poi torna indietro e chiede maggiori informazioni a quell’uomo.
Il prezzo non è eccessivo. L’appartamento è in un palazzone vicino al suo albergo. Tutti gli appartamenti sono per affittare ai turisti.
Un alveare anonimo. Luca affitta un appartamentino. E’ elettrizzato. Tornato in albergo fa prepara una valigia e scende in portineria. L’albergo è prenotato per tutto il soggiorno. Non ci guadagnerebbe nulla a lasciare la camera, per cui dice che si allontana solo per una notte. Preso un taxi arriva al suo appartamentino.
Dopo aver cenato in una rosticceria torna a casa col cuore che gli batte. E’ il momento di farsi coraggio.
La roba è tutta li, sparsa sul letto. Deve solo scegliere. Opta per un paio di calzoncini elasticizzati bianchi e una camicetta di cotone bianca che si annoda sulla vita. Ai piedi un paio di superga bianche. Le sopracciglia allungate con il rimmel e un filo di ombretto completano il tutto.
Si guarda a lungo allo specchio. Si non ci sono dubbi in Italia se lo vedessero cosi gli griderebbero dietro: “Frocio.”
Certo anche qui, chi lo vede lo pensa, ma è diverso. Da quello che ha visto qui non ti importuna nessuno.
Uscendo in strada è teso. Un pò spaventato ma poi pian piano si rilassa. La sua camminata diventa sempre più flessuosa, sculettante.
Si sente osservato e la cosa lo eccita. Senza pensarci va verso il chiosco dei travestiti.
Ordina un succo d’ananas e lo beve appoggiato al banco.
Quando rientra in casa è eccitatissimo. C’è riuscito. E’ stato stupendo.
La sera successiva osa ancora di più, truccandosi pesantemente, invece delle superga indossa dei sandali col tacco. Al chiosco parla un po’ con due travestiti locali. Due molto appariscenti. Lo trattano come uno di loro. La cosa lo eccita moltissimo. Quel gioco gli piace sempre di più.
Il giorno dopo in spiaggia si lascia andare, dopo aver preso un pò il sole sdraiato va a fare una passeggiata sul bagnasciuga con lo slip piccolissimo infilato tra le chiappe, ancheggiando senza pudore.
La sera, superato ogni tabù abbandona i pantaloncini, indosso una mini gonna. Sognava di farlo da sempre. I due brasiliani con cui ha parlato la sera prima gli fanno un sacco di complimenti. Non è appariscente come loro ma certo fa un certo effetto col suo viso delicato e cosi truccato è difficile capire che non è una vera donna. Il corpo poi farebbe invidia a tantissime donne. Solo la mancanza di seno tradisce la sua vera identità
Uno dei due travestiti si chiama Solange mentre l’altro Dana. I due gli propongono di andare con lo. Lavorano in un locale, fanno parte di un gruppo di ballerini. Ovviamente travestiti. Sono in quattro. Loro due che sono molto bravi a ballare e altri due che fanno solo figura. Purtroppo uno dei due si è sentito male e propongono a Luca di sostituirlo. Luca inizialmente dice di no. Non sa ballare. Ma loro insistono dicendo che non c’è bisogno che sappia ballare, si deve solo muovere un po’. L’importante che faccia la presenza. A Luca l’idea di salire sul palcoscenico farsi vedere da tutti in costume da ballerina comincia a piacere. Alla fine accetta. Va con loro al locale. Il costume gli va benissimo. Devono solo fare un’imbottitura per il seno.
Vedendosi vestito da ballerina si eccita moltissimo. Sul palcoscenico poi, si gasa ancora di più. Gli spettatori quasi tutti uomini, fanno commenti pesanti. Alcuni sono Italiani e Luca sente i loro commenti. Alcuni dei quali riguardano anche lui. E questo lo eccita moltissimo. Alla fine dello spettacolo, mentre sta commentando allegramente l’esperienza con Dana arriva Solange dicendo che un gruppo di spettatori li ha invitati a bere qualcosa. Luca accetta senza pensarci troppo.
Quando si accorge che i quattro uomini che li hanno invitati sono italiani, prega Solange e Dana di non dire che anche lui è italiano.
Luca accettando pensava di andare in un locale a bere qualcosa invece si ritrova in una casa. Simile a quella che ha affittato lui.
Mettono la musica e cominciano a ballare. Luca si diverte a sentire gli uomini che parlano tra di loro in italiano credendo di non essere capiti.
Trova eccitantissimo sentire i quattro parlare di lui. Non sono dei veri turisti. Sono degli operai venuti a Rio a montare delle attrezzature industriali. La loro età va dai quaranta ai cinquanta. Sono molto volgari. Persone che Luca non frequenterebbe mai. Invece ora è li, vestitoto da troia, a ballare per loro.
Lo eccita moltissimo sentirsi conteso da due di loro.
Dopo un po’ si trova tra le braccia di un omone sui quarantacinque anni sudatissimo. La cosa non lo disturba affatto anzi lo eccita. Sente il cazzo duro dell’uomo premere contro il suo ventre, mentre la bocca dell’uomo cerca la sua. Una bocca che sa di fumo e di alcool. Luca risponde al bacio. Gli piace, gli piace tutto, sentirsi stretto da quelle braccia forti, sentire la lingua dell’uomo roteare nella sua bocca, sentire il cazzo duro spingere contro il suo ventre. La femmina che è in lui ormai ha preso il sopravvento ed è insaziabile e vuole essere appagata.
Quando dopo pochi minuti si ritrova l’uccello dell’uomo tra le mani un brivido gli percorre tutta la schiena. Gli piace da morire. E’ grosso, duro. Nasce dentro di lui una voglia sfrenata di leccarlo. Non resiste e se lo infila in bocca. E’ la prima volta che lo fa. Il sapore dell’uccello gli piace. Lo lecca e lo succhia con avidità.
Comincia a desiderare quel salamone con forza. Vuole essere posseduto, vuole sentirsi un cazzo vero in culo. Si è masturbato tante volte con vibratori e cazzi finti di ogni genere. Ora ha disposizione un cazzo vero. Un cazzo enorme. Sente le dita dell’uomo infilarsi sotto lo slip tra le chiappe. Un dito spingersi su per il buchetto voglioso.
Sta per essere inculato per la prima volta da un cazzo vero. Non ce la fa più ad aspettare si abbassa lo slip. L’uomo è pronto, fa girare Luca di forza e gli infila l’uccello tra le chiappe. Spinge senza nessuna delicatezza. L’uccello lubrificato dalla saliva di Luca scivola dentro. Sente un attimo di dolore, poi arriva un piacere folle un gusto da impazzire. L’uomo pompa come un ossesso, e alla fine gli scarica dentro un fiume di sborra.
A notte inoltrata rientrando si sente appagato. E’ stata una serata favoloso. Prendendo le chiavi dalla borsetta per aprire la porta vede i trenta dollari arrotolati. Il suo guadagno da travestito prostituto. Un brivido di eccitazione percorre il suo corpo.
Si sente più donna che mai.

FINE

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I racconti erotici sono spunti per far viaggare le persone in un'altra dimensione. Quando leggi un racconto la tua mente crea gli ambienti, crea le sfumature e gioca con i pensieri degli attori. Almeno nei miei racconti.

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