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Questi bus!

Da due giorni lo incontravo fermo a quella fermata, tutto infagottato, per il freddo, era bello, molto bello, avrà avuto più o meno 21 anni, era alto, moro, carnagione scura, occhi verdi. Un figo da paura.
fortunatamente oggi l’autobus è stracolmo, e io furbo mi avvicino a lui in modo che strada facendo mi comprima sul suo corpo. Così è infatti, quando ti trovi circondato da tante persone e devi occupare meno spazio possibile di solito ti senti scocciato, ma invece oggi sono molto contento.
Lentamente mi giro per essere perfettamente davanti al fusto, in modo che le mie belle chiappette sode di un ventenne niente male, si appoggino alla sua giusta altezza.
Accompagnando i movimenti bruschi dell’autista, involontariamente mio complice, spingo con tanta innocenza di chi innocente non lo è affatto.
Lui se ne è accorto, ora sento la mano che aveva libera sul mio fianco, sotto la giacca, intanto contraccambia i miei movimenti con vigorosi movimenti di bacino, mentre tutti gli altri fanno attenzione a restare in equilibrio.
La sua mano si fa largo tra la camicia e la T-shirt e trova spazio sopra i bottoni, andando di forza scende e avvolge il mio cazzone ormai già eretto.
La gente si allarga, alcuni scendono, altri trovano posto, lui allontana velocemente la mano e io ripresomi mi giro.
Guardandolo bene mi accorgo che è veramente bello, una bocca a forma di cuore con delle labbra da mordere, capelli castani che gli arrivano alle spalle e gli cadono meravigliosamente sul volto.
E’ uno dei pochi ragazzi veramente belli che ho visto in questi mesi.
Mi sta guardando fisso e poi si lascia uscire una frase:
io ho lezione stamani, e penso anche tu, saltiamola, vieni da me.
non mi lascio sfuggire l’occasione, scendiamo dal bus, prendiamo la corsa opposta e alla sua fermata scendiamo, facciamo pochi passi e ci presentiamo, scopro che si chiama Paolo, guardandolo accelerare mi accorgo che ha un culo da sogno, ben disegnato sotto i jeans semiaderenti.
Saliamo in casa da lui, appena entrati si toglie la giacca e tutte le sue protezioni per il freddo, sotto lascia vedere solo una camicia bianca con una T-shirt nera, aderente che delinea i suoi addominali e pettorali.
Mi avvicino, gli incomincio a slacciare la camicia, lui mi abbraccia e mi mette le mani sul culo, sul mio culetto sodo di chi passa buona parte del suo tempo in palestra a definire il fisico.
Si avvicina con la faccia, non resisto, gli schiaffo la mia lingua in bocca che avida esplora la sua, ora è a torso nudo, incomincio a baciargli il collo, poi il petto, vado per succhiargli i capezzoli, poi lui dice di fermarmi che non se la sente più; allora mi inginocchio, e sicuro che solo il prolungamento dell’erezione può fargli cambiare idea, mantenendo distante il suo grosso pacco a soli 5 cm dalla mia faccia, incomincio a massaggiarlo, liberando il suo arnese di almeno 25 cm prima dai jeans poi dagli slip.
Eccolo qui nella sua magnificenza, lui mi sta guardando mentre io guardo il suo cazzone e gli palpo le chiappe sode alternandogli le dita nel culo.
Dopo un po’ incomincio a leccare la rossa cappella, poi l’asta tutta, così lunga ma così buona, me lo prendo in bocca, incomincio a succhiare il mio lecca lecca preferito, quello al gusto di cazzo, intanto giocherello col suo buchetto del culo e con le sue grosse palle..
Si lascia uscire frasi confuse, ma mai insulti…. sono per lo più gemiti….sento che si sta eccitando….. ecco è più rigido sta per venire…. pulsaa..
Una valanga di sborra mi inonda la bocca e io deglutisco assaporando tutto, è calda…… è troppo buona.
succhio la pappa fino all’ultima goccia, mi rialzo e lui ancora scosso mi guarda e poi mi dice: è la prima volta con un uomo, gli rispondo: anche per me.
Si lascia scappare un sorriso, io gli rispondo lo bacio velocemente sulla bocca e poi gli faccio capire che è il mio turno, sorprendendomi si gira e si mette a novanta, gira la faccia, mi fa l’occhiolino, io gli sorrido…

FINE

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