Ultimi racconti erotici pubblicati
Home / Gay e Lesbo / Riflessioni
copertina racconto erotico

Riflessioni

Il tredici maggio del 1999 fu per Susy l’anno della svolta e all’età di ventitré anni e quarantadue giorni capì appieno la differenza tra amore e sesso.
Sino alle otto e trenta del tredici maggio Susy aveva sempre fatto sesso scambiandolo per amore, o meglio, cercava l’alibi dell’amore per avere rapporti sessuali.
Aveva avuto solo due ragazzi con cui aveva fatto sesso sempre con poca passione e senza ricerca del piacere.
Il suo timore, di apparire al mondo come una poco di buono, inevitabilmente lo trasferiva al suo compagno che non osava chiederle di più che una semplice penetrazione.
Susy aveva anche provato con la masturbazione ma aveva subito smesso nel timore di entrare in dipendenza tanta era la passionalità che le davano pochi tocchi alla sua esigente vagina.
Forse era anche per questo che non amava esibirsi nuda di fronte a se stessa in innocenti atteggiamenti come dormire o rassettare il bagno dopo la doccia.
Quella mattina il suo ragazzo stanco di non potersi esprimere liberamente decise di forzarle la mano.
Non le chiese nulla di eccezionale; le chiese, offrendole un superbo membro eretto: un pompino.
Susy non fu più in grado di controllarsi; le cadde ogni maschera di convenienza e abbandonata dalle false regole del buon vivere non seppe più cosa rispondere.
La forte contraddizione interiore e l’angoscia la stravolse scatenandole le paure più nere per l’ignoto.

Volle rimanere sola e senza mezzi termini cacciò di casa il suo ragazzo.

Susy rimase a piangere e a disperarsi sul letto sino alle sedici del pomeriggio e la sua considerazione era sempre la stessa
“.. gli ho negato un pompino ed ho cacciato Armando .. ho fatto fuggire … ”
La sua testa rimbombava di quella parola, di quella cosa sconosciuta ma al contempo per lei esecrabile.
Immagini e situazioni le rimbalzavano davanti esaltate ed amplificate dallo sconvolgimento emotivo in una escalation di sensi di colpa che la avviluppavano in una morsa ferrea.
Sei ore passate a giudicarsi, giustificarsi e accusarsi la prostrarono oltre modo e la stanchezza fisica ebbe la meglio sulla psiche facendola cadere in un sonno profondo e senza sogni.
Quando si risvegliò verso le diciotto, Morfeo indugiò un attimo prima di liberarla dalle sue spire ed ella per un attimo non ricordò nulla della mattina.
Appena riaffiorò alla mente quella parola proibita e tanto abusata come d’incanto cambiò approccio e rivoltasi a se stessa si rispose semplicemente:
“Cos’è un pompino ? Un rapporto orale dove la donna stimola il glande maschile per provocare l’eiaculazione per la susseguente stimolazione delle papille gustative femminili al contatto con lo sperma”

La frase le piacque e più la ripeteva e più si eccitava, vampate di calore salivano alla testa e la vagina cominciava a gonfiarsi e a dolerle imprigionata nelle mutandine.
In ginocchio sul letto si guardava allo specchio appeso alla parete e si stupì a guardarsi con occhi diversi e maliziosi.
Capiva che doveva assecondare la sua natura
“.. e al diavolo le convenzioni quelle le avrebbe tenute per gli altri” si impose risoluta.
Cominciò aggiustandosi i capelli neri corvini, acconciati a caschetto, per poi togliersi la camicetta da camera rimanendo a torso nudo.
Quella sensazione di libertà le provocò un progressivo ed eccitante indurimento dei capezzoli.
Più si guardava e più si eccitava, e si piaceva avvolta in quel caldo eccitamento sempre represso; senza timore si lasciò andare a briglie sciolte.
Passò delicatamente il palmo teso delle piccole mani sul turgido seno fino a scivolare sui fianchi, giù fino alle gambe tornite.
La morbida e sensuale sensazione delle sue mani sul suo corpo si interruppe bruscamente quando incontrò la stoffa delle mutandine.
Quell’elemento alieno sul suo corpo le ricordò la costrizione della sua vagina.
Con impeto strappò via l’indumento, con un gesto di estrema liberazione, lanciandolo il più lontano possibile.
Nuda e a gambe aperte sul letto incominciò a masturbarsi dolcemente, con una mano teneva aperte le grandi labbra mentre con l’altra stimolava il clitoride.

La sua fantasia viaggiava libera, sincera e sognante.
Venne quasi subito ma non smise assolutamente, continuando a massaggiarsi la vagina umida sino a quando accidentalmente si mise in bocca le dita bagnate dei suoi umori.
Un botto di libidine la fece librare alta e leggera per effetto di quell’assaggio inusitato e inebriante.
Venne altre tre volte quindi solo in parte appagata si attaccò ad Internet e ricercò per la voce pompino.
Adesso voleva leggere un po’ di letteratura pornografica per capire quanto c’era da scoprire e quanto da evitare.
Una parte di raziocinio le ricordava che la sua era normale pulsione sessuale, un erotismo libero e sano.
Voleva evitare violenze di ogni tipo e ogni forma di perversione avulsa dal sesso, ponendo dei seri paletti a qualsiasi tipo sopraffazione.
Aprì il primo sito che la ricerca gli propose.
Appena le prime immagini arrivarono sullo schermo la mano destra sul mouse la sinistra sul clitoride Susy cominciò a studiare le foto.
In centro campeggiava un 69 tra due ragazze chiamato il perfetto auto erotismo femminile.
La prima supina di schiena offriva la sua vagina perfettamente rasata e luminosa alla sua amica che a ponte appoggiava delicatamente sulla sua faccia l’altrettanto levigata vagina resa lucida da saliva ed umori.
“Due fighe due lingue” pensò Susy che era di nuovo bagnata ed eccitata.
Non era mai stata attratta da una donna e non lo era neanche adesso, era l’idea di leccare un’altra vagina che la attraeva: era la condizione di perfetta assonanza tra masturbazione e rapporto orale.
Anche adesso quando guardava quelle immagini non era attratta sessualmente dai corpi perfetti delle ragazze fotografate ma dalle loro vagine umide di umori.
Il suo sguardo cadeva inesorabilmente sempre indistintamente sui loro sessi.
Apprezzava in ogni caso la loro bellezza e sapeva distinguere una modella da una racchia ma non era quello il suo parametro di scelta: lei cercava una stimolazione orale che da sola non avrebbe potuto avere.
Mentre il dito continuava a correre sul clito l’occhio si posò sull’uomo dietro la ragazza a ponte che aveva il suo glande nell’ano della ragazza per niente infastidita e al lato opposto dell’incrocio magico un secondo uomo poggiava il suo membro in bocca della stessa ragazza che si divideva tra pene e vagina.

Altre foto più piccole e meno definite ma pur sempre accattivanti attirarono la sua attenzione.
La prima mostrava il primo piano del viso di una ragazza raggiante mentre stimolava con la lingua due peni che stavano eiaculando in bocca alla fortunata; Susy sempre più eccitata si leccò le labbra come se fosse sua la bocca della foto.
Nella seconda c’era un uomo sdraiato che aveva infilato completamente il suo pene nell’ano della ragazza riversa sopra di lui che contemporaneamente leccava la figa che le veniva offerta dalla ragazza accucciata sopra la sua faccia.
Non aveva mai avuto una penetrazione anale e mai nessuno le aveva fatto una simile offerta ma ora non l’avrebbe certo rifiutata.
Ricordi di studio e articoli di giornale le ricordarono che la pratica della sodomia era in uso nell’antichità e che il retto è fornito di zone erogene ne più ne meno come il collo della vagina e tanto bastò a fugarle ogni suo dubbio.
Susy era attratta dalla pelle vellutata della vagina della splendida ragazza della foto, meticolosamente depilata, molto più femminile della sua, incolta e animalesca.
Adesso che si guardava finalmente senza paraocchi, ed ora che aveva capito che il vestito di gala per fare sesso era il suo corpo, si vergognò della sua stessa peluria.
Prese quindi forbici e rasoio e cominciò a liberare la sua vagina da quei peli neri e duri che già depilava dalle ascelle; d’ora in poi si sarebbe depilata dal pube fin sotto l’ano.
Come tutte le ragazze brune Susy aveva la sfortuna di avere molta produzione pilifera che comportava una depilazione giornaliera se voleva essere sempre pronta a scambi sessuali.
Prima eliminò con facilità i peli del pube raggiungendo un ottimo risultato e specchiandosi si trovò molto più bella ed attraente.
Rimanevano ancora i peli intorno alle grandi labbra e vicino all’ano che eliminò mettendosi in ginocchio di fronte alla specchio e con la testa fra le gambe.
A lavoro finito si soffermò a guardare la sua vagina pulita e si ripromise di tenerla cosi finché la sua vita sessuale avesse avuto un significato.
L’occhiello bruno la guardava invitante e lei cominciò a stimolarlo con il manico dello spazzolino, prima lo spinse dentro poi cominciò a rigirarlo fino a quando si accorse che doveva liberarsi.
Si liberò ripromettendosi di farlo sempre quando c’era in previsione un incontro sessuale per evitare di dire

“non posso perché non l’ho fatta”
Si lavò accuratamente e tornata sul divano cominciò a stuzzicare il buchino di dietro con il manico di una spazzola
“doveva preparasi per ricevere un membro eretto e duro” pensò eccitata.

Le ore passavano e lei non si accorse che era ora del rientro della sua compagna con cui divideva l’appartamento.
Quando Claudia entrò e vide Susy nuda che guardava un sito porno rimase di sasso.
Susy che non aveva pensato ancora come spiegare le sue nuove esigenze sessuali all’amica adottò la tattica diretta: o la va o la spacca.
Claudia portava un corpetto attillato e una tuta leggera, normalmente non indossava reggiseno e usava solo tanga.
Claudia presa alla sprovvista non ebbe tempo di pensare, e se la psiche non reagì prontamente il suo corpo tuonò in preda all’eccitamento.
Sentiva la vagina fradicia di umori ed era quasi sicura di aver inzuppato il suo tanga.
Era attratta dalla sua amica, o meglio da quello che stava facendo: nuda e senza inibizioni si stava masturbando guardando altri che presto avrebbe imitato.
La trovava bella, non era lesbica e le piacevano gli uomini
“ma quante volte ti sei sognata di masturbarsi da sola con la lingua? ” pensò Claudia.
Peccato che non era possibile, ma lei poteva, Susy poteva leccare la sua e lingua? ” viceversa.
Non conosceva il sapore dei suoi umori, ma era stato lo stesso quando aveva assaggiato di nascosto lo sperma del suo ex.
Dopo la penetrazione aveva messo due dita nella sua vagina ed aveva portato alla bocca lo sperma unito alle sue secrezioni.
Ancora oggi si eccitava moltissimo al ricordo di quel sapore e se la natura non la ingannava era sicura che il sapore di Susy era altrettanto buono.
Susy si avvicinò con dolcezza all’amica e le abbassò la tuta e le mise delicatamente la mano sul monte di venere cercando di stuzzicare il clito da sopra le mutande.
Claudia non si ritrasse e si irrigidì solo un attimo prima che la sua amica le sussurro in un orecchio:
“Non sono lesbica e sono una ragazza normale. E c’è dell’altro: io la lecco a te e tu la lecchi a me ed è meglio del dito credimi! ”
Claudia sentite quelle parole si eccitò ancora di più, quasi avesse vinto alla lotteria, lo aveva sperato tanto in quei lunghissimi secondi di ricevere una simile spiegazione per quello che a lei sembrava molto naturale.
Ed ora la guardava con forte interesse e Susy non si fece perdere l’occasione.
Con mano un po’ tremante le abbassò il tanga toccandole con soddisfazione la sua vagina che si aprì già bagnata. Le infilò delicatamente il naso in quel posto delizioso che sapeva di buono e le sussurrò “adesso ti metti in tenuta da gala e passi dall’estetista”
La spogliò completamente facendola accomodare sul divano e con estrema solennità le apri le gambe affusolate.
Claudia la lasciò fare perché aveva intuito le sue intenzioni.
La splendida rasatura era stata la prima cosa che aveva notato in lei che la valorizzava, che la liberava da quel simbolo poco femminile: il pelo.
Il pube, superato l’ostacolo delle mutandine, doveva essere rasato come veniva fatto per le gambe e le ascelle.
Lei aveva sempre avuto l’impulso di farlo, e in parte lo faceva, ma le era sempre mancato il coraggio per eliminarlo completamente.
“adesso signorina se non vuole assomigliare ad un maschio ci radiamo” detto ciò si mise a cavalcioni dell’amica per raderle meglio la vagina ed avvicinò il culo alla faccia di Claudia.
“comincia ad assaporare la mia fragranza” le disse dolcemente Claudia appoggiò delicatamente il naso sulla sua vagina
“è inebriante” riuscì solo a dire per la moltitudine di emozioni che le stavano confermando le sue idee; non si era sbagliata, come non si era sbagliata con lo sperma, era tutto così naturale.
Naturale come quando inesperta aveva accolto felicemente la sua prima penetrazione.
“Si, ti stai eccitando hai già i capezzoli duri” notò Susy con libidine e spostò leggermente la coscia destra di Claudia dove un attimo prima poggiava la vagina dell’amica.
Era umido, aveva ragione e un caldo afrore le solleticò il naso.
L’operazione non durò molto anche perché quando fu il momento di radere i peli dell’ano Claudia si mise alla pecorina e vagina e culo furono alla portata di Susy che non perdeva occasione per umettarle il monte di venere.
“D’ora in poi io la rado a te e tu a me” impose Susy che si sdraiò di schiena ed invitò l’amica a salirle sopra e con la faccia in mezzo alle sue cosce.
Claudia non credeva ai suoi occhi ed al suo naso; riusciva a sentire le campane e le vampate di calore che venivano da quella magnifica vagina le appannavano gli occhiali.
Ma non poteva e non voleva toglierli perché avrebbe perso ogni particolare di quel corpo caldo e voluttuoso.
Susy si sentiva eccitata ma allo stesso tempo calma e sicura che l’amica non le aveva mentito circa le sue attrazioni sessuali; era chiaramente una ragazza con una normale attrazione etero e con pulsioni verso l’auto erotismo femminile.
Susy non aveva niente contro le lesbiche “ma una cosa è fare del sesso di gruppo o masturbarsi con la propria amica, un altra era condividere le attenzioni sentimentali di un’altra donna” pensò prima di dedicarsi alla vagina rasata che aveva sopra di lei.
Con ambedue le mani aveva preso dolcemente le cosce di Claudia e le aveva tenute larghe.
Alcuni secondi più tardi la bocca era andata a visitare quel posto di delizie.
Claudia non riuscì a trattenere un gemito quando le dita di Susy penetrano la sua oltremodo umida vagina.
Le sue dita si muovevano esperte nella fessura, la percorreva per tutta la sua lunghezza soffermandosi con sempre maggior frequenza, in alto, a premere sul clito ormai turgido.
Claudia mugolava il suo piacere, con le gambe stupendamente divaricate e continui brividi la pervadevano per tutto il corpo e i suoi fremiti si trasformavano in un godimento crescente attimo dopo attimo.
Susy golosamente beveva le stille che gocciolano dalla vagina di Claudia, la penetrava con la lingua più in fondo che poteva per succhiarne il dolce nettare per inebriarsi.
Claudia si toccava i capezzoli, stiracchiandoli con le unghie, per darsi più godimento, per farsi percorrere il corpo da fremiti di goduria finché urlò di gioia.
“ci sono quasi, lo sento sto per venire, e li, e li, .. ” aveva gridato per l’eccitazione.
Susy succhiava e leccava e succhiava quella figa che le stava dando tanto piacere, beveva e ingoiava la linfa che continuava a fuoriuscire abbondante dalla vagina che si contraeva negli ultimi spasimi del godimento.
Appena Claudia ebbe l’intenzione di rilassarsi fu subito redarguita da Susy
“Non ti fermare continua, ho voglia di sentirmi dentro la tua lingua vellutata, non smettere vai avanti ! ”
Susy, non appagata, con delicatezza sondò l’anello bruno prima con un dito poi con un pennarello affusolato e sempre con delicatezza cominciò a stantuffare.
La penna scorreva liscia e Claudia si inarcava ritmicamente e quando la sua figa ricominciò a gocciolare Susy la fece venire abbondantemente a colpi di lingua. FINE

About racconti hard

Ciao, grazie per essere sulla mia pagina dedicata ai miei racconti erotici. Ho scelto questi racconti perché mi piacciono, perché i miei racconti ti spingeranno attraverso gli scenari che la tua mente saprà creare.

Leggi anche

copertina racconto erotico

Amore semi-incestuoso

Mi immergo nell’odore acre e untuoso della stazione: sono appena arrivato in questa città. A …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.