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Rossana

Rossana stava di fronte alla dottoressa Martini, “una bella donna” aveva pensato appena vista; un pensiero fugace, subito sommerso dal motivo del suo colloquio con la sessuologa. Il volto austero e al contempo materno del medico si mosse lentamente, e, spostati leggermente un paio di fogli parlò con voce calma e riflessiva
“signora, è evidente che il suo problema lo possiamo risolvere in prima istanza senza il coinvolgimento di suo marito”
I movimenti calmi del medico contrastavano con l’evidente stato di agitazione di Rossana; la donna si sentiva di affidarsi completamente alla dottoressa Martini, ma aveva anche l’esigenza di coinvolgere il marito in quella questione familiare “vorrei far partecipare anche mio marito, anche lui ha le sue colpe ! ” asserì quasi con foga e voglia di esternare una condizione difficile.
“Rossana, un coinvolgimento prematuro di suo marito ci porterebbe verso un fallimento sicuro, gli elementi a mia disposizione non sono abbastanza chiari per poter affrontare un cambiamento del vostro regime sessuale”
la voce della dottoressa era sempre calmo, anche quando doveva destreggiarsi tra i sentimenti altrui
“io, non voglio cambiare nulla delle mie abitudini sessuali” sbottò la donna percependo una volontà di manipolazione da parte del medico.
“Rossana, per lei, ora come ora, è il momento di chiarire, con me, e soprattutto, con se stessa certi comportamenti che le stanno minando la vita familiare” aveva alzato di poco la voce ma quel tanto era bastato per calmare un attimo la donna “prima di un qualsiasi chiarimento con suo marito tutti i motivi del suo malessere li deve portare a galla e analizzarli; non li può lasciare insoluti, liberi di vagare nella sua mente; ad ognuno di questi deve dare una spiegazione” la voce sempre sicura ma non arrogante, forte ma non prevaricante cullarono Rossana e la convinsero a seguire per il momento il dottoressa Martini.
“cominciamo dalla masturbazione” le aveva imposto dolcemente il medico, e, Rossana con una punta di rossore si era decisa a raccontarsi; le era difficile aprirsi in quel modo ad un estranea, ma quella donna aveva una carica interiore e una sincerità di intenti che la convinsero a svelarle i segreti più reconditi.
“Non sono in grado di avvicinarmi alla … ” le mancò il vocabolo e dottoressa Martini semplicemente suggerì “la vagina” Rossana avvampò e ripeté “Non sono in grado di toccarmi la vagina per eccitarmi, è più forte di me non ce la faccio ! > le era costato molto ma era riuscita dirlo, ciò, che si ripeteva da un pezzo dentro di lei.
Sabrina Martini, si accorse della evidente difficoltà di Rossana, ma nulla, che non si superasse con un una buona chiacchierata, e, con il solito tono discorsivo, senza badare alla difficoltà dell’altra, chiese ancora “Cosa la fà bloccare ? ”
Rossana non rispose, non subito, non sapeva cosa dire, non riusciva ad esprimersi; aveva tutto in testa ma non riusciva a metterci ordine: era la prima volta che qualcuno le chiedeva perché non si faceva i ditalini. Quel vocabolo non proprio medico la scosse <, già perché lei non si faceva i ditalini ? ” Sentiva il peso dello sguardo della dottoressa Martini e nella ricerca confusa di una risposta buttò li un commento “masturbarsi è da sfigate”
Era la seconda volta che si esprimeva con vocaboli scurrili; la prima volta aveva pensato alla masturbazione con la parola ditalino, adesso si era rivolta al suo medico con un commento quanto mai scarno e di cattivo gusto.
La dottoressa Martini sembrò non aver fatto caso alla parola in se stessa ma al contenuto informativo “a trentacinque anni, non mi dica che sa dirmi solo questo” la riproverò con il suo solito leggero mutamento di voce.
Rossana, arrossì questa volta per la sua dabbenaggine, tra tutte le cose che poteva rispondere, quella che aveva detto era la più stupida; cercò di correre ai ripari “penso che, si ha un marito certe cose non si debbano fare” compose quindi alla fine tra mille difficoltà ed attese la replica.
“Lasci perdere, per un attimo, la sua vita matrimoniale, e tutte le sue esperienze pre matrimoniali, a me interessa la sua sfera sessuale personale, quella sfera inscindibile e incondivisibile che solo lei può pilotare e gioire delle sue fantasticherie”
Rossana sfruttò la pausa del medico e chiese “cosa intende per fantasticherie ? ”
La dottoressa aveva buttato l’esca con quella definizione e il pesce aveva abboccato e quindi continuò “sogni, momenti di libertà interiore nei quali si vive in un mondo proprio dove ogni soddisfazione sessuale è lecita e permessa. Un angolo della mente dove la masturbazione è il mezzo più pratico per viaggiare con la mente, un metodo infallibile per rasserenare la mente in qualsiasi momento. Una stanza dei giochi solo dove lei può entrare”
Finito di parlare la dottoressa Martini allacciò le dita tenendo le mani appoggiate al piano della scrivania ed attese le reazioni della paziente.
“credo di non aver mai sperimentato quelle emozioni” disse la donna con evidente sforzo collaborativo
Il dottore non disse nulla aspettando una coda di riflessione, era pronta a giurare che la donna le avrebbe detto qualcosa d’altro, e infatti “quando provo a pensarmi con me stessa, chiusa in riflessioni, mi immagino nuda; questo mi spaventa moltissimo, e, mi blocco”
La dottoressa apprezzò lo sforzo fatto dalla donna, e, dopo uno sguardo all’ora decise che doveva chiudere la seduta con un compitino. Si sporse un attimo, ergendosi sulla sedia, e iniziò “Rossana, lei ha un arma molto potente contro certi atteggiamenti irrazionali, ed è la razionalità” la frase suonò ad effetto, e, malgrado l’inconsistenza di una simile affermazione potesse valere, a Rossana diede la possibilità di partire con il piede giusto.
“Deve smettere i panni della Rossana pudica per indossare quelli della Rossana in pace con il suo corpo. Lei, si deve conoscere nuda ! è un processo normalissimo che tutti noi, chi più chi meno affronta nella pubertà, lei forse ha saltato questa fase, e adesso dobbiamo recuperare”
Rossana avvertì di nuovo quella sensazione di manipolazione che l’assaliva quando la dottoressa le imponeva qualche tipo di ragionamento a lei estraneo; non disse nulla e aspettò di sentire il resto.
“Lei mi ha detto che è casalinga e che rimane molte ore sola perché suo marito rincasa molto tardi. Questo per la prima fase ci fa gioco; il suo obbiettivo sarà la conoscenza approfondita del suo corpo, cioè, dovrà vivere la sua giornata nella completa nudità” Rossana sbarrò gli occhi sorpresa ma non fu in grado di replicare perché il medico riprese “Dovrà fare le sue faccende di casa completamente nuda, dovrà vedersi occupata in lavori usuali senza niente addosso. Passati i primi istanti di novità lei si abituerà al suo nuovo look, e, perderà qualsiasi vergogna”
<, ma se qualcuno mi vede ? ” riuscì solo a dire Rossana
“c’è la possibilità che qualcuno la scorga dalle finestre ? ” si informò la dottoressa Martini
“No, abito in un piano alto, ma i vicini .. ”
“Ascolti, tiri un poco le tende, e, non si preoccupi troppo; per quanto riguarda la possibilità di ricevere visite dai vicini si attrezzi tenendo sempre pronta una tuta da ginnastica; se qualcuno la verrà a trovare potrà infilare la tuta, che toglierà subito quando rimarrà sola”
“pensa che potrà servirmi, una simile condotta di vita ? ” chiese pensierosa Rossana
“Via, non sia così melodrammatica. Lei ha bisogno di far conoscenza con una parte di se, che non si è mai palesata del tutto, e questo è il primo passo da compiere. Non ci stia a pensare molto, lasci che gli automatismi le vengano da soli. Faccia le cose con molto rigore, si metta nuda appena suo marito uscirà di casa, e, non si rivesta se non per uscire”

Quelle erano state le ultime cose che le aveva detto prima di darle appuntamento per la settimana dopo; prese l’auto e guidò fino a casa. Erano le undici del mattino e l’appartamento era deserto, aveva un operazione da compiere ed entrò in camera. Con gesti lenti che tradivano un po’ di agitazione si tolse la giacca che ripose nell’armadio, quindi passò alla gonna che subì la stessa sorte. Era di fronte allo specchio in camicetta e mutande di pizzo bianche, eleganti e un po’ sgambate; le collant partirono per prime, seguite a ruota dalla camicetta che fu riposta prima che Rossana slacciò il reggiseno. L’elastico sganciato si rilasciò e le coppe tolsero la stretta; con gesti precisi le spalline caddero, e, il seno si palesò in tutta la sua bellezza. Rossana non ebbe più scusanti e abbassò le mutande facendole cadere a terra; era nuda. Si guardò allo specchio e si trovò bella, belle spalle, bei seni, niente cellulite, forse qualche smagliatura e la sua vagina dai peli biondi rarefatti era li che la guardava.
Prese a svolgere le sue mansioni quotidiane cercando di non farsi condizionare dalla sua nudità; ciò che la sorprendeva quasi sempre era il contatto diretto della pelle nuda con l’aria, in particolare la sua vagina era solleticata e lasciata libera di aprirsi; quando si accucciava sentiva la piacevole dilatazione che partiva dalle grandi labbra per arrivare su, fino all’ano. Quel giorno lavorò meglio e quando nel pomeriggio si buttò sul letto riposò profondamente, era solleticata dalle lenzuola che strusciavano contro le sue natiche, la sua vagina, e il suo seno, tutte parti del corpo non avvezze alla nudità.
Arrivò la sera, e con essa il marito; indossò una tuta sopra il suo corpo nudo e finirono insieme la giornata, una serata normale senza particolari motivi di scontro; lei era felice e lui stanco, dormirono quasi subito.
la mattina Rossana salutò il marito e si spogliò senza traumi riprendendo il tran, tran quotidiano.
Fu verso il quarto giorno che Rossana ebbe un segnale eloquente, era andata a fare la spesa e si ritrovò eccitata al pensiero che appena a casa si sarebbe potuta spogliare, e lo fece. Quel pomeriggio durante il sonnellino quotidiano si eccitò, e, quando si svegliò una mano galeotta finì tra le sue gambe. Un colpo di libidine la colpì quando il suo polpastrello sfiorò il clito turgido, la sensazione fu forte e immediata; la vagina si inumidì e lei prese a spingere il clitoride. Lo premeva per sentirlo turgido e svettante ogni volta che lo comprimeva; quel giochino la portò in breve tempo all’orgasmo che si palesò sulle prime con delle piccole contrazioni addominiali, poi con movimenti sempre più ritmati del bacino la soddisfazione montò impetuosa. Un grido le sfuggi dalle labbra al seguito di una contrazione più forte delle altre per poi riproporsi più forte ad un secondo sussulto; allargò le gambe il più possibile e mise un dito tra le piccole labbra. Un urlo di piacere la sconquassò con violenza e ad un dito ne aggiunse un altro, cominciando così un soddisfacente avanti e indietro; aveva la mano bagnata dai suoi liquidi, di cui poteva anche sentirne il profumo che la ubriacava. Non riusciva a penetrarsi bene con la mano, e allora si mise a carponi sul letto e con la mano cercava di penetrarsi, ma niente da fare. Si mise allora in piedi a gambe larghe, e così si penetrò per quasi tutta la mano; Urlò letteralmente dal piacere e la sua vagina spruzzò il suo liquido profumato prima sulla sua mano, e quindi sul pavimento, stremata dalla fatica si accasciò sul letto e con la mano bagnata vicino al viso si addormentò felice.
Quando si risvegliò erano quasi le sei aveva ancora un ora prima del rientro del marito e portatasi la mano tra le cosce replicò con un altro ditalino coinvolgente; fece appena in tempo a riordinare e lavarsi prima dell’arrivo di suo marito. Quella sera lui la prese e per la prima volta lei non brontolò della luce accesa, anzi tenne aperta di proposito l’anta dell’armadio con lo specchio per vedersi durante l’amplesso.

Il giorno della visita arrivò lieto e la dottoressa Martini volle anche farle una visita; dopo averle ispezionato la vagina le disse “lei ha bisogno di una buona rasata per evitare irritazioni, e, poi visto che avete preso ad avere rapporti in piena luce, per il suo maggior sex appeal le farei radere completamente la vagina”
“è sicura ? ” chiese Rossana
“Certo, avrà successi sessuali maggiori, rasando completamente la vulva, anche le sue sedute di auto erotismo miglioreranno di molto” spiegò la dottoressa infilandosi i guanti di caucciù FINE

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Luce bassa, notte fonda, qualche rumore in strada, sono davanti al pc pronto a scrivere il mio racconto erotico. L'immaginazione parte e così anche le dita sulla tastiera. Digita, digita e così viene fuori il racconto, erotico, sexy e colorato dalla tua mente.

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