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Sara mogliettina in calore

Finalmente siamo giunti anche quest’anno alle sospirate ferie d’agosto, le valige sono già in auto e siamo pronti per partire. Sara per il viaggio indossa una minigonna blu e un top, l’aria condizionata dell’auto le mantiene i capezzoli tesi e bene in mostra, alla prima area di servizio ci fermiamo per fare rifornimento, mentre il ragazzo riempie il serbatoio ne approfitto per fare una capatina alla toilette. Quando torno vedo il ragazzo che sta pulendo il parabrezza con una solerzia mai vista, sono certo che Sara le starà mostrando qualcosa di interessante, quando mi scorge ha un sussulto, ma il mio sorriso lo rassicura, risalgo in auto e vedo la mia mogliettina che si è sbottonata la mini fino quasi al linguine, ingrano la prima e riprendiamo il nostro viaggio. Arriviamo in albergo nel primo pomeriggio, non disfiamo neanche le valigie e ci fiondiamo sulla spiaggia, Sara non perde l’occasione per esibirsi sfoggiando un tanga ridottissimo, ciò fa impallidire le madri di famiglia e arrapare i padri. Giochiamo un po’ nell’acqua poi ci stendiamo al sole ad asciugarci e lì mi assopisco, in sottofondo sento la risata di Sara ma faccio finta di dormire e sbircio con gli occhi socchiusi, Sara sta già chiacchierando con il bagnino (scoprirò poi che è il figlio della titolare dell’albergo in cui siamo alloggiati), non riesco a sentire ciò che si dicono ma sento che Sara ogni tanto scoppia a ridere facendo ondeggiare i seni e catturando così lo sguardo del ragazzo. Rientrati in albergo Sara si butto sotto la doccia, quando uscì aveva un asciugamano legato sul seno ma aperto sul davanti, mi disse che voleva ordinare qualcosa da bere prima di cena e mentre io ero sotto la doccia chiamò il servizio in camera.

Appena sentii bussare alla porta sbircio dal bagno senza farmi vedere, Sara andò ad aprire al cameriere come se niente fosse, con il suo asciugamano aperto, il ragazzo per poco non si strozzo alla vista, lei lo fece accomodare per posare le bibite ordinate, e mentre andava verso la sua borsetta per prendere la mancia il nodo dell’asciugamano cedette, lasciandola completamente nuda, il cameriere per poco non svenne, lei come se niente fosse raggiunse sculettando la sua borsetta, prese una banconota e la porse all’attonito ragazzo. Quest’ultimo con la bocca aperta indietreggiò fino ad uscire dalla camera, Sara chiuse la porta e sorseggiando il suo aperitivo iniziò a prepararsi per la serata. Uscito dalla doccia vidi che indossava il vestito che le regalai per il suo compleanno, un tubino bianco semitrasparente con due cerniere laterali che si aprono fino alle anche, e sotto un minuscolo tanga di pizzo bianco. La cena si svolge tranquillamente, con il cameriere che continua a sbirciare nella scollatura di Sara, dopo cena passeggiata di rito sul lungomare, e verso le undici ci avviamo verso la discoteca dell’albergo.

Appena entrati ci venne incontro il bagnino che salutò calorosamente Sara e si presento a me come Michele, ci invitò al suo tavolo e ci fece conoscere alcuni suoi amici, Giorgio, Luca, Paolo e Sabrina, erano tutti poco più che ventenni, abbronzati e molto palestrati, Sabrina era una biondina tutto pepe con i capelli corti e i modi di fare molto mascolini. Michele invitò subito Sara a ballare mentre gli altri mi intrattenevano, dal tavolino potevo vedere Sara dimenarsi come una gatta che fa le fusa e per Michele ogni scusa era buona per palparla, vennero raggiunti anche da Paolo e Luca che approfittarono anche loro della situazione allungando le mani, io nel frattempo faticavo a seguire i discorsi di Giorgio e Sabrina perché eccitatissimo dalle evoluzioni di mia moglie in pista. Sudati ed accaldati tornarono al tavolo per bere, e Sara chiese a Sabrina di accompagnarla al bagno, Michele mi fece i complimenti per quanto era brava a ballare Sara io strizzandogli l’occhio le dissi che era abilissima anche in altri balli. Verso le due Sabrina propose di andare a fare il bagno al mare, io con la scusa che ero stanco del viaggio declinai l’invito ma dissi a Sara che se voleva poteva andare, dopo un po’ di insistenza si convinse e si aggregò al gruppetto, Sabrina mi disse all’orecchio di stare tranquillo che a Sara ci avrebbe pensato lei. Mi allontanai imboccando la strada della camera, ma dopo pochi minuti, ridiscesi per andarmi a gustare lo spettacolo senza essere disturbato, nell’ombra raggiunsi la spiaggia e mi nascosi all’interno di una cabina spogliatoio da cui avevo un’ottima vista sul gruppetto illuminato dalla luna. Tutti e cinque erano seduti sulle sdraio ancora vestiti che fumavano(presumo uno spinello), poi iniziarono tutti a spogliarsi gettando i vestiti sulla spiaggia, anche da lontano potevo chiaramente vedere che i ragazzi erano ben dotati e già su di giri, Anche Sabrina aveva un bel corpo, ben fatta e proporzionata, si misero a correre per tuffarsi in acqua, si misero a giocare come dei bambini spruzzandosi a vicenda, mentre giocavano i ragazzi non si facevano scappare l’occasione per allungare le mani, e visto che Sara non diceva nulla iniziarono ad andare sul pesante. Probabilmente infreddoliti uscirono dall’acqua, prima le due ragazze poi i ragazzi, Potei così notare che i ragazzi sfoggiavano una magnifica erezione, Anche le due ragazze poterono notarla visto che appena si sedettero sulle sdraio i quattro le si pararono davanti, ognuna di loro aveva davanti a se due cazzi all’altezza del viso, dopo essersi scambiate una breve occhiata le due imboccarono quei grossi randelli, e iniziarono a spompinarli per bene, il mio cazzo fece un balzo nei pantaloni, vedere mia moglie completamente nuda sulla spiaggia con due cazzi in bocca mi faceva impazzire di libidine, le due ovviamente non si fermarono ai pompini e diedero vita a una incredibile varietà di posizioni, che culminarono in una doppia penetrazione per entrambe, (pensare che Sara raramente mi concede il culetto) i quattro ragazzi era dei tori

scatenati, Sara non capiva più nulla veniva sbattuta con una violenza incredibile, e più la sbattevano più lei godeva, io ormai mi stavo sparando una sega mostruosa, venni quando le vidi che le due ragazze erano distese vicine e i quattro le ricoprirono di sborra dalla testa ai piedi, quando pensavo che lo spettacolo fosse terminato accadde qualcosa che non mi sarei mai aspettato, Sara si butto su Sabrina per leccarle via lo sperma dalla pelle ( non aveva mai avuto rapporti saffici in vita sua), partendo dai seni fino a tuffarsi in mezzo alle sue gambe, leccandole la figa con furia e facendola gemere di piacere e portandola ad un orgasmo rapido ma sconvolgente.

Per rinfrescarsi il gruppetto si rituffo in acqua e torno a recuperare i vestiti, io mi dilegui in fretta, e quando Sara tornò in camera feci finta di dormire, lei innocentemente venne a rannicchiarsi contro di me, aveva ancora la pelle che profumava di acqua marina. Così è terminata la nostra prima giornata di mare ma se volete rimangono altri sei giorni da raccontarvi…….

Come tutte le mattine all’alba salto giù dal letto, per godermi la brezza che soffia dal mare, poi dolcemente risveglio Sara, leccandole la fighetta facendola godere come piace a lei. Apre gli occhi con un sorriso radioso sulle labbra, una volta vestiti ci rechiamo al ristorante per la prima colazione. e poi di corsa in spiaggia per non perdere neanche un raggio di sole. Sara quella mattina decise di sfoggiare un micro bikini giallo, che fece la felicità della fauna maschile, fummo presto raggiunti dal gruppo dei nostri nuovi amici, Sabrina indossava un costumino rosso che faceva una bella concorrenza a quello di Sara e nonostante il taglio di capelli decisamente mascolino era molto sensuale. Decidemmo subito di tuffarci in acqua e tra scherzi e giochi vari le ragazze finirono con l’eccitarci tutti, anche perché giocando i loro costumi scoprivano più del dovuto. Sara ad un tratto con la scusa di tenere Sabrina mentre gli altri le facevano il solletico, le sganciò il reggiseno, per nulla imbarazzata Sabrina si butto su Sara riservandole lo stesso trattamento.

Quelle due splendide ragazze in mezzo al mare esibivano un topless proprio niente male, inoltre il contatto con l’aria fresca le aveva reso turgidi i capezzoli, con la scusa di avere freddo Sabrina prese Sara per mano e le disse di accompagnarla, noi maschietti rimanemmo ancora in acqua, io con la coda dell’occhio non mi persi lo spettacolo di quelle due grazie che tenendosi per mano e con indosso solo il tanga uscivano dalle acqua. Mentre continuavamo a giocare e a nuotare ogni tanto controllavo la situazione sulla spiaggia, entrambe erano distese sulle stuoie ad asciugarsi, poi vidi Sabrina iniziare a spalmare le spalle di Sara con la crema, purtroppo ero lontano per cogliere i particolari e per sentire ciò che si dicevano, così decisi di avvicinarmi, con la scusa di andare in bagno uscii dall’ acqua e passai vicino a loro, stavano bisbigliando, solo che adesso era Sara che stava spalmando i seni di Sabrina con l’abbronzante, al mio ritorno erano entrambe stese sulla

schiena e continuavano a parlare sottovoce. Tornai dagli altri in acqua e ripresi a nuotare sempre tenendo d’occhio la spiaggia, ad un tratto le vidi dirigersi verso le cabine spogliatoio sempre tenendosi per mano, insospettito le seguii, per fortuna la cabina accanto alla nostra era aperta, mi ci infilai e mi chiusi dentro, le pareti in legno avevano parecchi spazi da cui poter sbirciare e origliare, erano entrambe in piedi si guardavano negli occhi

senza parlare, ad un tratto Sabrina avvicinò le labbra a quelle di Sara e iniziò a baciarla, Sara subito si irrigidì, poi poco dopo si sciolse come neve al sole, partecipando a quel bacio lesbico con travolgente passione. Continuarono a baciarsi, intrecciando le loro lingue, Sabrina intrufolò la sua mano nel costume di Sara strappandole un gemito di piacere, lentamente si abbassò passando a lambire i capezzoli eretti con la punta della lingua, scivolò giù fino all’ombelico, mentre lentamente le faceva scivolare il tanga lungo le gambe, Sara aveva gli occhi rovesciati dal piacere e il fiato corto, quando la lingua di Sabrina raggiunse il clitoride di Sara la vidi mordersi le labbra per non urlare di piacere, vedevo distintamente la lingua di Sabrina che saettava sul grilletto di mia moglie mentre con una mano si masturbava furiosamente.

Sara raggiunse rapidamente un orgasmo che le fece cedere le gambe, crollo in ginocchio, quando si riprese fece alzare Sabrina e dopo averle sfilato il costume, si tuffò con avidità nella sua figa grondante di umori, la vidi che leccava con foga come se ne andasse della sua stessa vita, mentre si metteva due dita dentro la figa, Sabrina aveva il volto contratto e il respiro corto, prossima a raggiungere il massimo piacere, quando Sara le mordicchiò il clitoride l’orgasmo le scoppio nel cervello facendola fremere e sussultare ansimando soddisfatta. Una volta che si furono riprese, si scambiarono un tenero bacio sulle labbra e reinfilatesi i costumi uscirono dalla cabina sudate ma con gli occhi che brillavano di libidine. Il gruppo si riformò sulla spiaggia, dove trascorse lì il resto della giornata a ridere e giocare fino all’ora di cena.

Dopo cena ci ritroviamo tutti nella hall del nostro albergo, la prima ad arrivare è Sabrina, che indossa un paio di pantaloncini corti mimetici, top nero e anfibi, quando Sara la vede per poco non le si drizzano i capelli in testa, la trascina di forza in camera nostra ordinandogli di cambiarsi. Rimango li in attesa, mentre arrivano Michele, Giorgio, Luca, e Paolo, finalmente dopo più di un’ora le due ragazze ritornano fra di noi, lasciandoci di stucco, Sara indossa un vestito sottoveste bianco trasparente, perizoma di pizzo bianco che spicca da sotto al vestito, e sandaletti con i tacchi alti, Sabrina un abito nero aderentissimo e semitrasparente, senza nulla sotto, scarpe con tacchi a spillo, ovviamente tutta roba di Sara imprestatale. I commenti maschili non si fanno attendere, mentre a piedi raggiungiamo la discoteca, occupiamo i soliti divanetti e ordiniamo da bere, le due ragazze vedendo la pista ancora vuota si lanciano in pista a ballare, le luci della pista accentuano l’effetto trasparenza dei loro vestiti, facendole sembrare nude, tutti gli occhi sono puntati su di loro, io come penso tutti i maschi presenti ho il cazzo che scoppia, le due troiette tanto per non smentirsi mentre ballano decidono anche di abbracciarsi, sfiorarsi ed accarezzarsi, tutti quanti siamo ipnotizzati dalla loro sensualità. Stanche tornano verso di noi con la pelle lucida per il sudore e il fiatone (chissà se è per la fatica o per l’eccitazione), per scherzare Sabrina si viene a sedere in braccio a me, Sara facendo la finta arrabbiata disse

“visto che stasera hai deciso di cambiare moglie, vorrà dire che io cambierò marito”, mentre lo diceva si sedette in braccio a Michele. Sicuramente Sabrina sentiva il mio cazzo duro premergli sul culo, anche perché muovendosi lentamente il bacino fece in modo che le si sistemasse esattamente nel solco fra le natiche, anche Sara credendo che non si notasse strofinava il suo culo sul cazzo di Michele che sicuramente lo aveva duro come me. Verso mezzanotte Michele propose di fare una passeggiata sulla spiaggia, Paolo e Luca diedero forfait e andarono a dormire, io, Sara, Sabrina, Michele e Giorgio ci recammo sulla spiaggia passeggiando scalzi e raccontandoci barzellette. Dopo un po’ Sabrina disse che era stanca e voleva tornare in albergo, mi chiese se potevo accompagnarla, stupito guardai Sara, che candidamente mi disse

“vai pure io ti aspetto in camera”. Io e Sabrina ci avviammo, ma appena giunti all’altezza delle cabine, Sabrina si fermò di colpo e mi disse

“senti, Joe anche se è poco che ci conosciamo mi sei molto simpatico, e sono convinta che tu sia un bravo ragazzo, vedi non so come dirtelo ma penso che faresti meglio a tenere Sara più vicino a te”, la interruppi subito sapendo dove voleva andare a parare,

“Vedi Sabrina, probabilmente mi prenderai per pazzo, ma io e Sara ci amiamo come pochi al mondo, so perfettamente che lei appena può si fa scopare da qualche bel ragazzo, e la cosa mi eccita molto, se poi riesco anche a spiarli per me è il massimo, vi ho visti l’altra sera sulla spiaggia e anche oggi nella cabina, so bene che anche in questo momento si starà approfittando della situazione, ma sono anche sicuro che l’unica persona che Sara ama veramente sono io” –

“sai, non pensavo che potessero esistere uomini che amano la propria moglie così tanto come te, ma toglimi una curiosità, le hai mai detto tutto ciò? ” –

“no, ma credo che dopo questa chiacchierata ci penserò seriamente. Ma tu se posso permettermi che cosa provi per Sara? ” –

“Penso che tu l’abbia capito, non dico di essere lesbica al 100% ma quasi, Sara per me è una donna stupenda, dirti che l’amo come te non è possibile, ma sicuramente se tu me lo concedi vorrei riuscire a godere della sua compagnia il più a lungo possibile” –

“Certo, ma a una condizione, tu non dovrai essere gelosa delle sue scappatelle, e se vuoi potremmo in alcuni casi spiarla insieme, magari potresti trovarlo divertente. ” –

“Accordo raggiunto, andiamo a vedere se avevi ragione tu”. Silenziosamente muovendoci dietro alle cabine tornammo in prossimità del punto dove

ci eravamo lasciati con gli altri tre. Come pensavo erano già in azione, Michele seduto su una sdraio con i pantaloni calati alle caviglie, si stava facendo succhiare il cazzo da Sara, che era in ginocchio davanti a lui, Giorgio non stava di certo senza fare nulla e messosi alle spalle di Sara la stava inculando con possenti stoccate. Sabrina rimase sconvolta, gli occhi le luccicavano di libidine, sussurrandole all’orecchio le chiesi che cosa ne diceva,

“non credevo che Sara fosse così troia, comunque è uno spettacolo terribilmente eccitante. ” Mentre parlava la sua mano corse a titillarsi il clitoride, in breve Michele iniziò a godere riempiendo la bocca di Sara con il suo sperma, poco dopo anche Giorgio godette riempiendole il culo, nello stesso istante, Sabrina dovette mordersi le labbra per non urlare il suo piacere, tremante si appoggio alla mia spalla ansimante, i tre sotto intanto si stavano rivestendo.

Io e Sabrina ci avviammo velocemente verso il suo albergo, mentre lei mi confesso che quella era stata l’esperienza più eccitante della sua vita e che ora mi capiva perfettamente, giunti davanti al suo albergo mi salutò con un lieve bacio sulle labbra. Tornai di corsa al mio albergo, quando entrai in camera Sara si stava ancora sfilando il vestito, aveva i capelli scompigliati, il tanga fradicio di umori e un rivolo di sperma le era colato lungo una gamba, vedendola in quello stato mi eccitai come un pazzo, le saltai addosso stappandole il tanga e scopandola con foga, mentre la stantuffavo inizia a darle della puttana, lei era sconvolta dalla sorpresa e stravolta dal piacere, più la insultavo e più si eccitava, quando non ce la feci più la girai e la inculai con un colpo solo lasciandola senza fiato, venni mischiando il mio sperma con quello di Giorgio che le colava ancora, lei raggiunse l’orgasmo più lungo che le e squassante della sua vita nello stesso momento in cui le sfondai il culo. Stravolti

stavamo nel letto a riprendere fiato, quando finalmente trovai il coraggio di confessarle che l’avevo spiata durante tutti i suoi tradimenti, fin da quando eravamo fidanzati (2 anni fa), della chiacchierata avuta con Sabrina e del nostro accordo, stupita e umiliata si mise a piangere chiedendomi scusa e dicendomi che mi amava, ma che per lei il sesso era come una malattia e non ne poteva fare a meno ma che parlandomene temeva di farmi soffrire o che

non la volessi più accanto a me. La rassicurai dicendole che anche io l’amavo e così come era l’amavo ancora di più, anzi l’avrei aiutata a soddisfare tutte le sue voglie di sesso con chiunque volesse, alla sola condizione che mi avrebbe reso partecipe, e che non mi avrebbe più nascosto nulla, se non era possibile che io la spiassi avrebbe dovuto raccontarmi tutti i minimi particolari. Anche Sabrina avrebbe dovuto essere coinvolta in questa nuova vita.

Sara felice ed entusiasta mi tenne sveglio tutta la notte raccontandomi parte di tutte le avventure che aveva avuto, alcune che io ero riuscito a spiare altre che mi erano sfuggite, ad ogni racconto il mio cazzo si induriva e ci scappava una bella scopata, poté cosi scoprire il vantaggio di raccontarmi le sue esperienze. Verso l’alba ci addormentammo, prima di crollare Sara mi disse “sai, Joe da oggi finalmente potrò finalmente fare la puttana con chi voglio, ma sicuramente ogni volta che scoperò con qualcuno lo faro pensando a te e a quando te lo racconterò “.

Dopo la lunga nottata appena trascorsa il nostro risveglio non fu all’alba come tutte le mattine, ma bensì verso le dieci quando Sabrina venne a bussare alla nostra porta. Sara si alzò per andare ad aprire, con indosso una leggerissima camicia da notte, i capelli completamente arruffati, e evidenti tracce su tutto il corpo della nottata.

Quando apri la porta Sabrina sorrise vedendola così. Vennero entrambe a sedersi sul letto, io mi svegliai in quel momento,

“Buongiorno Sabrina, ma che ora è? “, lei teneramente mi diede un bacino strizzandomi l’occhio

“dormiglioni che non siete altro, sono già le dieci, volete muovervi o no. I ragazzi sono già in spiaggia che ci aspettano, abbiamo affittato due gommoni per fare una gita che ne dite? “. Sara trovò l’idea strepitosa e andando

verso il bagno ci urlò

“tra dieci minuti sono pronta voi due comportatevi bene ….. ” poi sorridendo si chiuse la porta alle spalle. Appena rimanemmo soli Sabrina si avvicinò e mi chiese subito come fosse andata, le raccontai tutto ciò che era avvenuto durante la notte, le raccontai anche la confessione che io e Sara ci eravamo fatti, l’accordo che avevamo raggiunto e che includeva anche lei, e soprattutto inizia a raccontarle alcune avventure

piccanti di Sara, mentre raccontavo il mio cazzo si indurì sollevando il lenzuolo, mentre a lei si stava formando una bella chiazza di umido sul tanga del costume. Sara irruppe nella stanza, con indosso solo il costume, notò subito la mia erezione e la macchia sugli slip di Sabrina,

“I miei due porcellini cosa stavano facendo in mia assenza? ” ci domandò Sara, candidamente Sabrina le disse ciò che le avevo raccontato, Sara si avvicinò e ci diede un bacio sulle labbra, scostando il lenzuolo che mi copriva e dicendomi di correre a prepararmi che oggi ci avrebbe fatto una bella sorpresa a tutti e due. Giunti in spiaggia incontriamo i nostri quattro amici, che ci stanno attendendo sui gommoni pronti per partire, destinazione un’isoletta disabitata ad un paio di miglia dalla costa, la si può vedere

anche ad occhio nudo, è un fazzoletto di terra con un piccolo boschetto, la raggiungiamo rapidamente, dopo aver legato i gommoni ad un tronco ci dividiamo i compiti, io, Michele e Luca in esplorazione, Giorgio e Paolo raccolta legna, Sara e Sabrina a guardia dei gommoni. Noi tre ci inoltriamo nel boschetto facendo così la prima scoperta curiosa, una piccola grotta nel fianco di una collina, percorriamo infine il perimetro dell’isoletta trovandola

assolutamente deserta. Mentre ritorniamo al campo base speriamo vivamente che i nostri abbiano preparato qualcosa di buono da mangiare visto che la camminata ci ha messo appetito, un filo di fumo si scorge in lontananza, ma la scoperta più interessante la facciamo proprio al campo, dove troviamo i nostri amici intenti a cucinare tutti nudi. Le nostre facce devono essere decisamente eloquenti, visto che quando ci vedono Sara mi corre incontro facendo ondeggiare i seni, mi butta le braccia al collo e dopo avermi baciato ci prende a tutti e tre per mano e ci accompagna davanti ad una splendida grigliata. Alla nostra muta domanda risponde candidamente Sabrina,

“sapete faceva così caldo che io e Sara ci siamo messe a prendere il sole nude, solo che non ci siamo accorte dell’arrivo di Giorgio e Paolo, che quando ci hanno viste si sono spogliati anche loro, e poi che male c’è’? ”

senza perdere tempo anche noi tre ci siamo spogliati, per la prima volta praticavamo del nudismo e la cosa era divertente, anche perché nonostante tutto l’imbarazzo era evidente dalle semi erezioni dei maschi e dai seni sodi e capezzoli turgidi delle donne. Mangiando raccontammo al resto del gruppo della grotta, Sara disse che voleva vederla e calarsi nei panni degli uomini primitivi, io con la scusa di essere stanco, le dissi che mi sarei fermato li a prendere il sole, Sabrina si fermo a farmi compagnia mentre Sara e i quattro ragazzi si incamminarono. Appena fummo soli vidi Sabrina che era impaziente di correre a curiosare, la calmai spiegandole che avevo intravisto una scorciatoia e che avremmo avuto tutto il tempo di precederli. Il mio piano si rivelò perfetto, io e Sabrina raggiungemmo la grotta prima del gruppetto ci infilammo dentro e nascosti da un enorme masso potevamo spiarli

tranquillamente rimanendo nel buio più totale. Arrivarono camminando tranquillamente con Sara alla testa che saltellava come una ragazzina, incurante della sua nudità e degli effetti che aveva sui quattro ragazzi. Appena entrati Giorgio prese Sara alle spalle e le chiuse gli occhi con le mani dicendole

“Facciamo un gioco, siamo nell’età della pietra, noi maschi torniamo da caccia e tu dovrai accoglierci cosa ne dici? ” –

“si, divertente, allora tutti fuori che devo preparare la caverna per il vostro ritorno. “. Appena i quattro uscirono Sara si diede subito da fare raccogliendo un mucchio di foglie che depose per terra come giaciglio di fortuna, dopo una decina di minuti i quattro con andatura lenta e con un bastone sulla spalla a mò di clava entrarono nella caverna, Sara faceva finta di cucire qualcosa seduta sulle foglie. Appena li vide esorti con voce gutturale

“uomini voi cacciato qualcosa per cena” – loro di rimando le mostrarono i loro cazzi eretti, lei sempre scherzando

“questi no buoni per cena, non saziare stomaco di vostra donna, non avere niente di meglio? “, sentendosi un po’ presi in giro si avvicinarono con fare minaccioso, Giorgio imitandola

“sicuramente non riempire tuo stomaco ma qualcos’altro si” e mentre lo diceva le prese la testa con le mani e le infilò il cazzo in bocca, dopo un paio di pompate Sara si stacco e sempre scherzando le disse

“però non male chissà se anche gli altri hanno lo stesso gusto”, si mise in ginocchio e uno per uno inizio a pomparli. Io avevo il cazzo durissimo, mi voltai verso Sabrina e la vidi che si accarezzava lentamente la figa, intanto Sara continuava a succhiare con eccitazione sempre maggiore, Giorgio e Michele decisero che era opportuno approfittare anche degli altri buchi, si staccarono dalla sua bocca e scivolando, uno sotto e l’altro dietro la impalarono sui loro uccelli, strappandole un grido di piacere che riecheggiò nella grotta. I quattro si alternavano nei suoi buchi senza concedergli tregua, Sara continuava a godere come una pazza, passando da un orgasmo all’altro, più la usavano e insultavano più lei si eccitava e si scatenava, Sabrina intanto accanto a me si

sgrillettava furiosamente, anche lei aveva già goduto parecchie volte, quando si accorse che la stavo guardando

mi sorrise, contraccambiai e tornai a godermi lo spettacolo, Sara stava cavalcando Paolo mentre Luca le stava sfondando il culo, Giorgio e Michele si masturbavano sul suo viso strizzandole i capezzoli, Sabrina accanto a me ansima sempre più forte, ad un tratto mi prese la mano e me la guidò fino al suo culo invitandomi a penetrarla con un dito, ci guardammo negli occhi, lentamente spinsi il dito fino a farlo sprofondare completamente, lei allungo la sua mano e mi prese il cazzo, ad ogni movimento del mio dito lei faceva corrispondere un movimento alla sua mano, un grido più acuto di Sara ci fece voltare, aveva raggiunto l’ennesimo orgasmo devastante ed ora giaceva ansimante sul giaciglio di foglie, con i capelli arruffati, la pelle luccicante di sudore, e i seni che si alzavano ritmicamente al suo respiro, anche da lontano potevamo vedere il rosso vivo dei suoi orifizi dilatati dalle

penetrazioni, i quattro ragazzi ora erano in piedi intorno a lei e si menavano i cazzi, il primo a sborrare fu Luca, il suo getto la colpì in pieno sul seno e sul viso, accelerai il movimento del mio dito nel culo di Sabrina e lei della mano sul mio cazzo, gli altri tre godettero praticamente insieme incitati dalle sconcezze che Sara diceva, la ricoprirono di sperma su tutto il corpo, a quella vista anche io venni copiosamente nella mano di Sabrina mentre lei

contraeva i muscoli dell’ano scossi dall’orgasmo. Sara ripresasi dalle violente emozioni si rese conto che era tardi e disse agli altri che era meglio affrettarsi, uscirono dalla grotta sostenendo Sara che barcollava per le troppe energie spese, io e Sabrina eravamo rimasti immobili, lei aveva ancora il mio cazzo in mano oramai molle e io un dito nel suo culo, quando gli altri furono ormai lontani lei lasciò il mio cazzo e si portò la mano alle labbra leccandosi via le tracce del mio sperma sorridendomi, io le sfilai il dito dal culo e me lo succhiai, mentre tornavamo ai gommoni dalla scorciatoia Sabrina mi ringraziò e mi disse che ero uno stupendo compagno guardone. Giunti al campo ci sdraiammo sulla spiaggia a prendere il sole, poco dopo il gruppetto ci raggiunse dal mare dove Sara si era tuffata per lavarsi, sorridendo le chiesi se l’isola l’aveva soddisfatta, lei strizzandomi l’occhio rispose che la grotta era di suo gusto ma pensava meglio, io Sara e Sabrina scoppiammo a ridere mentre gli altri non capivano. Rientrati con i gommoni alla spiaggia dell’albergo, ci congediamo dai nostri amici e con la scusa della giornata faticosa ci diamo appuntamento per il mattino successivo, Riesco a trattenere Sabrina dicendole in un orecchio di raggiungerci al nostro albergo verso le nove e mezza, sorridente si allontana con gli altri mentre io e Sara abbracciati raggiungiamo la nostra camera. Durante tutta la cena Sara mi raccontò con dovizia di particolari tutto ciò che aveva fatto e ciò che aveva provato, io feci altrettanto, alla fine eravamo entrambi eccitati da morire, io con il cazzo durissimo e lei con la figa fradicia. Dopo cena ci trasferimmo nel giardino dell’albergo, continuammo la nostra

discussione, lei mi raccontò altre idee che voleva realizzare, quando comparve Sabrina davanti a noi, indossava una minigonna mozzafiato, camicetta legata sotto al seno e scarpe con i tacchi altissimi, la guardammo dalla testa ai piedi con occhi pieni di libidine, Sara stupita mi guardò,

“Ho voluto farti io una sorpresa ti dispiace? ” –

“no anzi speravo proprio che Sabrina volesse passare un po’ di tempo con me” – Sabrina

“Non devi mai dubitare che io voglia passare un po’ di tempo con te, anzi semmai sono io che ho paura che tu non voglia stare con me. ” Troncai i loro sentimentalismi proponendo di portarle a fare un giro in macchina, entrambe accettarono con entusiasmo, io mi misi alla guida mentre loro due si accomodarono dietro, scherzando iniziai a comportarmi come un autista chiedendole dove volevano essere condotte, mi rispose Sara con fare altezzoso

“Battista portaci in un posticino tranquillo dove io e la mia amante possiamo amoreggiare tranquillamente, e mi raccomando tieni gli occhi sulla strada e non sulle sue splendide gambe”, ingranai la marcia e presi la direzione delle colline. Guidavo lentamente sbirciando dallo specchietto le manovre delle due ragazze, Sara partì subito baciando Sabrina sul collo dimostrandole quanto la desiderava, infilò una mano nella sua scollatura massaggiandole un seno, dopo averlo tirato fuori le si attacco al capezzolo con le labbra, mentre con la mano le accarezzava le gambe risalendo lentamente dalla caviglia, arrivata sulla coscia Sabrina socchiuse le gambe dandogli accesso alla sua intimità, la mano giunse finalmente sulla sua fighetta, e qui Sara esclamò

“ma guarda un po’ questa bella troietta che va in giro senza mutandine”, il cazzo mi sussultò nei pantaloni, lentamente Sara sciolse il nodo della camicetta, scoprendole così i seni, e tuffandosi a mordicchiarli e succhiarli, mentre con la mano infilata sotto alla gonna la masturbava, Sabrina gemeva e ansimava prossima all’orgasmo, supplicava Sara di scoparla più forte e di farla godere, fino a quando non le infilò anche un dito nel culo scatenandole l’orgasmo, Sabrina fu scossa da tremiti irrefrenabili, mentre Sara la teneva stretta baciandola in bocca. Quando raggiunsi una radura in mezzo agli alberi con la vista sul mare mi ferma e spensi il motore, voltandomi le vidi ancora intente a baciarsi con grande trasporto, schiarendomi la gola attirai la loro attenzione, poi con fare computo le dissi

“Signora, avrei pensato che il posto fosse di suo gradimento, se volete scendere e sgranchirvi le gambe? ” le aiutai a scendere dall’auto, Sara era ancora vestita mentre Sabrina scese completamente nuda, aveva solo più le scarpe, si appoggiarono al cofano della macchina, e rimanendo fedeli al gioco Sara disse

“Ambrogio complimenti per la scelta, del posto adesso puoi anche sederti in macchina fino a quando non vorremo tornare indietro. ” Dal posto di guida le vedevo di schiena, abbracciate come due fidanzatini, parlavano sottovoce poi Sara si alzò e si allontanò di alcuni passi rimanendo nel fascio di luce dei fari, iniziò a ballare seguendo una musica che aveva lei in testa, lentamente iniziò a spogliarsi, lanciando gli abiti a Sabrina. Comodamente seduto in macchina mi gustavo lo spettacolo accarezzandomi il cazzo, Sabrina fece stendere Sara sul cofano della macchina, poi iniziò a percorrere il suo corpo con la punta della lingua, non tralasciò neanche un cm di pelle, fino a che non si fermò definitivamente sulla sua figa, la lecco e la penetrò in vari modi facendola godere da morire, Sara raggiunse uno stupendo orgasmo gridando il suo piacere, riavutasi, mi guardò negli occhi attraverso il parabrezza, vide le condizioni del mio cazzo e mi fece cenno di uscire dall’auto, la raggiunsi, mi fecero appoggiare al cofano e dopo essersi entrambe inginocchiate mi fecero un pompino a due bocche straordinario, bastarono pochi istanti che iniziai a sborrare, colpendo i loro visi e le loro lingue, mi ripulirono il cazzo insieme e poi finirono di ripulirsi i visi a colpi di lingua. Rientrammo in albergo che era ancora presto, appena scesi dall’auto Sara mi chiese all’orecchio se non mi dispiaceva troppo se invitava Sabrina a dormire da noi, ovviamente fui felice, ci ritrovammo così tutti e tre nel lettone con Sara in mezzo a noi due a farsi coccolare teneramente. FINE

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Scrivo racconti erotici per hobby, perché mi piace. Perché quando scrivo mi sento in un'altra domensione. Arriva all'improvviso una carica incredibile da scaricare sulla tastiera. E' così che nasce un racconto erotico.

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