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Sogni

Anna si svegliò di soprassalto, il cuore le batteva forte e si guardò intorno nel buio della propria camera.
La sveglia con i numeri rossi segnava le tre.
Le tre del tre Dicembre 1997.
L’aveva sognata di nuovo e stavano facendo l’amore.
Percepì l’umidità delle mutandine e ci volle poco per capire che era ancora eccitata.
– Cavolo ! – pensò – non è possibile ! –
Si girò dall’altra parte e tentò di riprendere sonno.
Concentrò i suoi pensieri su Luca e immaginò di essere li vicino a lui, come Sabato in montagna, lei aveva gli occhi chiusi e lui le carezzava i capelli.
Resistette così altri venti minuti, poi si voltò ancora e dall’altra parte il ricordo di Laura l’attendeva.
Cercò di scacciarlo dalla sua testa tornando nella posizione originale ma non ci fu nulla da fare. Laura.
Rivedeva il suo sorriso, i capelli e la battaglia con le palle di neve, poi quello strano momento in cui lei si avvicinò e chiedendole scusa con un sorriso, la baciò sulle labbra.
– Laura cavolo, la ragazza di Gianni! –
In un primo tempo la sua reazione fu normale, quasi che quel bacio fosse nato per caso, ma subito dopo la mano di lei le toccò i seni ed Anna si ritrasse guardando stupita prima il gesto poi lei.
Laura sorrideva ancora e la sua mano stringeva la sua tetta.
Anna si alzò da terra e si allontanò turbata, di quel turbamento che la colpiva tuttora.
Aveva deciso di non dire nulla a Luca, non sapeva però perché.
Ora sognava la ragazza bionda, la vedeva sdraiata sul letto accanto a lei ed era nuda.
Senti ancora l’umidità delle mutandine e tornò con il pensiero su Luca.
Stavolta era diverso, tornò a ricordare la sera in cui fecero per la prima volta l’amore con quel grosso fallo di gomma, PIPPO, come lei lo chiamava.
Vedeva Luca che delicatamente lo inseriva nella sua vagina e sentiva il suo utero allargarsi all’affondare di quel giocattolo.
Pensava di morire di piacere, Luca continuò ad inserirlo ed estrarlo finché lei non gli chiese di penetrarla da dietro continuando a muovere da sola quel coso.
– Due cazzi dentro – pensò – che cosa fantastica! altro che una donna, io voglio lui! –
Si mise supina e con la mano destra scese fino alle mutandine e le scansò.
– Luca, questo lo dedico a te – pensò ancora e iniziò a passare delicatamente la mano sul clitoride.
La vagina era completamente bagnata e il piacere arrivò subito intenso.
Tornò a vedere il pene di Luca mentre la penetrava, fuori, dentro, fuori, dentro, fuori…. lui la aiutava a tenere la testa alzata piegando così i muscoli addominali in maniera del tutto innaturale.
La sua mano che le sosteneva il capo e il respiro affannoso erano il preludio a quella pioggia di sperma che poco dopo avrebbe invaso la sua pancia.
Un lago.
Tornò indietro con il pensiero e ripensò ancora al fallo di lattice, non era riuscita a prenderlo nell’ano, era troppo largo, la lacerava.
Però immaginò la scena, il culo completamente aperto, l’ano tirato allo spasimo e il cazzo finto che entrava ed usciva manipolato da mani sapienti.
Si, era il pensiero giusto, sentiva che stava per venire, poi dopo si sarebbe calmata.
Iniziò ad andare sul turpiloquio, mentre il dito passava dal clitoride all’utero tornò con la mente a quel sedere massacrato ed inaspettatamente si trovò ad immaginare che la proprietaria di quel sedere non era lei ma Laura.
– oh cazzo, no! – si fermò, cosa stava succedendo? Possibile che non riusciva a non pensare a quella donna? A lei non piacevano le donne, lei era una gran maiala, ma solo con il suo ragazzo….
Sentiva la vagina ancora bagnatissima ma decise di non continuare per non cadere ancora in quei strani sogni.
Tolse la mano che ormai odorava fortemente del suo sesso e la mise sotto il cuscino.

Sentì il citofono suonare e si alzò di scatto.
Meravigliata scoprì che già il sole era alto e l’orologio segnava le tre del pomeriggio.
Si affrettò a rispondere e con suo stupore scoprì che Laura era venuta a trovarla.
– entra – le disse titubante e scese al piano terra per aprire la porta di casa.
Laura entrò infreddolita e con il naso rosso. Era proprio carina, più alta di lei, magra e con i capelli biondi e lunghissimi.
– scusa, sono in camicia da notte –
– no, scusa tu se sono piombata così… –
– vado a mettermi una cosa –
– ti aiuto –
Ad Anna corse un brivido freddo sulle spalle ma non era il caso di farlo vedere, si limitò a dire – si…. vieni –
Entrarono in camera da letto e aprì l’armadio, Laura la fissava sorridendo
– hai fatto le ore piccole ieri sera eh? –
– no, ho visto la televisione e sono andata a letto –
– e come mai hai dormito fino a quest’ora? –
– si vede che ero stanca –
– che carino! – Laura aveva in mano un vestitino bianco di quelli tutti ad un pezzo con il collo alto
– ti piace? –
– è stupendo! mettiti questo –
– no, è scomodo –
– dai, fammi vedere come ti sta! –
– se vuoi te lo presto –
– voglio prima veder come sta a te –
Anna acconsentì titubante, incrociò le bracci e con un unico gesto sfilò la camicia da notte.
Apparvero i suoi seni e le mutandine piccolissime che Luca le aveva regalato.
Lo sguardo di Laura si piantò sul seno e non lo mollò, Anna si sentiva in imbarazzo e facendo finta di nulla si voltò dall’altra parte.
– come sei fatta bene –
– senti chi parla –
– secondo me Luca è fortunato ad avere questo ben di Dio tutto per se – Anna sorrise turbata
– ma senti, hai mai…. insomma hai mai messo le corna a Luca ? –
– no – Per la verità Anna avrebbe voluto dire si, un anno fa, con un certo Alessandro
in una festa di compleanno al Circeo.
Talvolta quella notte le tornava ancora in mente, era stata particolare, quella notte sentiva di aver trovato l’uomo della sua vita, e gli diede tutta se stessa.
La mattina dopo l’incanto era passato e andò via senza neanche salutare.
– no? –
– no, te l’ho detto –
– e con il pensiero? –
– che c’entra… –
– hai mai pensato di fare l’amore con una donna? –
La domanda cadde così all’improvviso che la gelò.
– allora come ti sembra? – disse voltandosi e mostrando il vestito indossato
– ti sta benissimo –
– vuoi un Te? io sono digiuna –
– si, qualcosa di caldo mi farà bene, sono congelata –
Scesero le scale in silenzio ed andarono in cucina
– non mi hai risposto –
– a cosa? –
– hai mai pensato di fare l’amore con una donna? –
– ma che discorsi fai? ! –
– no, dai dico sul serio –
– ma no che non ci ho pensato ! –
– io si –
Anna gelò di nuovo.
– ah.. –
– poi una volta mi è capitato, lo sa anche Gianni –
– COSA ? ! –
– si è successo due anni fa, d’estate. Ero in vacanza in Grecia con delle mie amiche e altra gente, una sera ero un po’ brilla….. mi si avvicina questa e mi bacia –
– e tu che hai fatto? –
– l’ho baciata anche io, ero molto eccitata all’idea –
– preferisci il Te semplice o alle erbe? –
– come ti pare, insomma dicevo questa mi si avvicina e mi fa così … – la sua mano avvolse i capelli di Anna e la avvicinò a se.
Per un attimo le due si fissarono negli occhi e Laura le sfiorò la bocca con le sue labbra.
– eccitante no? –
Anna non parlava e rimase a fissare gli occhi di lei che erano stupendi.
Laura sapeva ridere con gli occhi e in quel momento rideva, contenta di averla turbata così tanto.
In un attimo sentì la mano di lei che le toccava il pube da sopra il vestito ed un secondo dopo si scoprì a baciarla di nuovo.
Non fu detta una parola, le mani di Laura scavavano fra le cosce e cercavano avidamente di arrivare alla carne nuda, Anna si sentiva eccitata e impaurita allo stesso tempo.
– Laura io… –
– SS… non dire nulla – le sussurrò lei all’orecchio.
Anna sentiva la bocca dell’altra che le succhiava il collo e la lingua che le penetrava l’orecchio provocandole brividi a dismisura.
Le scappò un -siii… – e Laura affondò ancor più il colpo.
La mano scansò le mutandine e delicatamente iniziò a masturbarla mentre la lingua di lei continuava a carezzare il collo ormai abbandonato.
– Laura… non so se è giusto… –
– vieni, sediamoci sul divano –
Anna non oppose resistenza e si fece trascinare dalla sua mano, l’altra le si mise di fianco e tornò a spostare il vestito e le mutandine.
– allarga le gambe –
– no… dai-
La mano di Laura fece pressione su uno dei ginocchi e le gambe si aprirono.
– aspetta ora –
– che fai… ferma.. – La testa dell’altra scese tra le sue gambe e la lingua inizio a leccare l’interno coscia.
– come sei bagnata… –
Un colpo secco e la bocca di Laura era tra le grandi labbra.
Anna non aveva più la forza di reagire, si abbandonò completamente e riversò il capo sulla spalliera del divano.
Velocemente, sapientemente, dolcemente come non lo era mai stata la sua vagina era leccata, lavata, prosciugata di ogni suo umore che ora si mischiava alla saliva dell’amica.
Le gambe si allargarono ancora di più per facilitare quello che già stava accadendo, quello che mai si sarebbe sognata di far accadere.
Laura, nonostante la posizione, riuscì a sfilarsi le mutandine e a farla sdraiare completamente sul divano.
– prova anche tu – le disse
– ma non so come… –
– fallo come vorresti che lo facessero a te – Così dicendo Laura le si mise a cavalcioni sopra portando la vagina all’altezza della faccia.
Era completamente depilata e le grandi labbra si discostavano leggermente per far posto al clitoride.
Anna tirò fuori la lingua e per la prima volta in vita sua la passò timidamente su quel punto che le era così familiare.
Subito assaporò gli odori e il sapore della sua compagna che per facilitarle il compito aveva ancora di più schiacciato il basso ventre sopra la sua bocca.
– dai leccami… – sussurrò Laura portando di nuovo la faccia verso la figa di Anna – ti lecco anche io… è tanto che voglio farlo –
Le due lingue affondarono all’unisono e iniziarono a passare prima sul clitoride, poi sull’utero ed infine Anna sentì il dito di Laura che le trapassava l’ano.
Anna perse il controllo ed iniziò a leccare con furia quella che orma era diventata una figa bagnata più di saliva che di umori femminili.
Laura affondò ancor di più il dito nell’ano e iniziò a succhiare il clitoride dell’amica con altrettanta foga.
Ad un tratto uno schizzo bagnò la faccia di Anna
– ma che fai ! ? –
– piscio, fallo anche tu… –
La bocca di Laura quasi inghiottì per intero la vagina di Anna e dal basso ventre un altro fiotto di urina colpì la faccia dell’amica che rispose nello stesso modo.
– sii… così dai, falla tutta…. –
Anna compresse ancora i muscoli e un altro fiotto lungo bagnò il viso di Laura.
– dai… ancora… ne voglio ancora, ancora, ancora –

Anna si tirò su di scatto.
Il letto era bagnato, un lago, aveva fatto pipì a letto!
– cazzo che idiota! – pensò scendendo.
La camicia da notte aveva una macchia enorme all’altezza del sedere.
Se la sfilò con attenzione e poi si tolse le mutandine.
I peli della figa ancora gocciavano di pipì e bagnarono il pavimento di parquet.
Anna andò in bagno a lavarsi.
La mano scoprì che sulle gambe oltre la pipì c’era un liquido più appiccicoso e viscido, era eccitata.
Si guardò allo specchio, era bella.
Posò un piede sul bordo del lavandino e si fissò la vagina.
Lentamente senza dire una parola iniziò a passare il suo dito indice fra le grandi labbra. FINE

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