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Un pomeriggio

Ero sdraiata sul lettino prona e abbandonata al sole quando mi accorsi che la pelle era troppo asciutta. Chiamai Marco che accorse subito col bimbo in braccio uscendo dall’acqua.
– Amore mi puoi spalmare un po’ di crema idratante?
Mio marito mi guardò ammirato e poi posto il piccolo Luca sulla sabbia con vicino i suoi giochi prese a ricoprirmi la schiena e poi le cosce per poi chiedere di voltarmi. Allora per girarmi senza alzare le tette nude dal lettino incuneai il sedere e solo dopo aver raccolto il pezzo di sopra del costume mi rigirai tenendone le coppe con le mani. Indubbiamente dovevo essere uno spettacolo interessante perché avevo raccolto, alle spalle di Marco, già un paio di sguardi insistenti e neanche tanto furtivi su tutto il mio corpo. Il fatto mi galvanizzava e mi rendeva particolarmente felice. Anche la mia fica si era risvegliata e come una volta subito si era resa disponibile regalandomi una piacevole sensazione di umido tra le gambe. Marco terminò il suo compito ed io mi rassettai appoggiando i due triangoli di stoffa sulle mammelle attenta a ricoprirle il meno possibile per rendere l’abbronzatura maggiore.
Solo allora con quella piacevole sensazione riandai velocemente con la mente a tutta la giornata. Al risveglio mi ero sentita una merda, tradire così la fiducia di mio marito e poi in quel modo così poco riservato. Mi sembrava che da un momento all’altro lui fosse pronto ad una scenata. Invece me lo vidi arrivare in camera con il caffè pronto e la notizia che aveva già pensato lui al piccolo. Tentò un approccio ma lo respinsi con dolcezza rimandando tutto alla sera stessa. Poi sotto la doccia sentii sul collo una piccola crosta secca. Senza dubbio era un po’ di sperma di Andrea. Subito cambiai. Mi sentii avvampata ed eccitata e raccoltala me la portai alla lingua mentre colle dita presi a strizzarmi il clitoride per poi infilarmi il medio in vagina. L’orgasmo giunse forte ed immediato. Ora la situazione mi appariva ribaltata e continuò ad esserlo. Marco era più premuroso che mai e per tutta a mattinata si dedicò al piccolo Luca lasciandomi libera di arrostirmi al sole. Mi chiese se mi ero divertita e mi fece di nuovo le sue congratulazioni per quanto ero sexy: era eccitato. Anche l’incontro con Luisella in fondo fu simpatico. Mi prese in disparte e mi manifestò sia tutta la sua meraviglia perchè non mi faceva così troia che la sua ammirazione per il tipo che mi ero rimorchiato in modo così improvviso: mi avrebbe certamente aiutato a mantenere il nostro segreto ma si aspettava da parte mia un aiuto per prendersi anche lei la sua parte di maschio.
Dopo il mare ed il pranzo ed aver respinto un altro tentativo di Marco eravamo in giardino quando si presentò un uomo sui 50 anni abbronzato e con un fisico asciutto. Subito Marco si catapultò in piedi e dall’ossequio con cui lo trattava capii che era una persona importante. Infatti mi spiegò che era il Dott. Claudio *** uno dei suoi direttori e, passato di lì con la sua barca da pesca, il suo hobby preferito, aveva pensato di salutarlo. Certo che non era una barchetta visto che c’erano un mozzo e due marinai con lui. Respinse l’invito a cena per quella stessa sera perché aveva da uscire a breve per una verifica ma aggiunse, guardandomi fisso ma con cavalleria, che non avrebbe lasciato inevaso un così simpatico invito. Prima di avviarsi da parte sua ci invitò a uscire in barca con lui. L’idea mi intrigava e dissi di si, aggiungendo che mi incuriosiva ma che c’era il problema di accudire a Luca. Inaspettatamente Marco si offrì di rimanere lui col piccolo. Prendemmo appuntamento, sarebbe poi venuto un suo marinaio col tender, di lì a mezz’ora e si allontanò.
– Sicuro che non ti dà fastidio amore?
– Ma certo almeno ora che ci sono io voglio che ti senta meno costretta da Luca.
Lo baciai e mi avviai a prepararmi. Indossai un bikini molto sgambato giù, era quasi un tanga e con dei triangoli molto ridotti sopra che facevano risaltare le curve morbide del seno. Mi truccai dandomi un filo di nero sulle labbra ed un rossetto rosa mentre sfumai il colore cobalto intenso steso sulle palpebre. Indossato il pareo mi spruzzai un po’ di profumo portandomene un filo dietro le orecchie lungo la linea del seno.
Mi ero dimenticata che Luca dormiva e quindi Marco era libero di osservarmi. Quando incrociai il suo sguardo non trovai gelosia ma ammirazione. Mi pose le mani sui fianchi tirandomi verso di lui per poi far scivolare la destra sotto lo slip. Mi sentii indice e medio nella fica e cominciai ad ansimare ma proprio in quel momento sentimmo arrivare il marinaio ed allora baciatolo mi allontanai. Mentre il gommone girava attorno alla scogliera per avvicinarsi alla barca in rada più lontano notai che l’imbarazzo del marinaio, un uomo tarchiato sui 40anni, era divenuto eccitazione come testimoniava il pacco sempre più preminente nel suo pantaloncino. Ero eccitata anch’io e giocai ad allargare le gambe sedendomi sul fondo del tender. Feci poi scivolare il pareo mostrando il costume che piccolo com’era e scostato mostrava ormai un bel po’ dell’areola destra, allora con lentezza lo sciolsi e liberai le mie tette sode al sole ed ai suoi sguardi. Poi ricomposi il reggiseno e girandomi gli chiesi di annodarlo. Lui grugnì un certamente e mentre faceva il nodo percepii contro il mio sedere un duro arnese in erezione. Mi premetti contro di lui per poi scostarmi visto che eravamo giunti quasi a destinazione. Claudio mi accolse con un bicchiere di prosecco e volle subito passare al confidenziale tu e, quasi scusandosi, mi avvisò che i marinai erano impegnati su una barchetta poco lontano e purtroppo solo lui mi avrebbe potuto ragguagliare sulle modalità di pesca. Era gentile, premuroso e dotato di molta classe. Era un uomo capace di farmi sognare, nonostante avesse un’età pari a quella di mio padre ed era anche molto prestante. Proprio tutto questo non mi andava, l’avrei preferito più deciso visto che non volevo sprecare l’occasione ed ero già ampiamente eccitata e pronta a scatenarmi. Mentre visitavo la barca e pensavo che forse lui non ci avrebbe provato osservai il saloncino con camera da letto e feci la solita battuta.
– Chissà quante belle donne si sono perdute qui!
– Nessuna bella quanto te!
Da allora fu solo una serie di convenevoli mentre ci avvicinavamo sempre più. Ci ritrovammo con i respiri che si fondevamo e sentii le sue mani che slacciavano prima il pareo e poi il reggiseno così che potei strusciare i miei capezzoli contro il suo torace. Mi afferrò il capo per baciarmi ma mi liberai della sua presa e con la lingua cominciai a leccarlo sul viso, sul collo, sul torace, sull’addome e sulle cosce. Mi inginocchiai e toltogli il costume mi ritrovai a rimirare un membro considerevole in piena erezione. Lo afferrai con le mani e lo lavorai lentamente. Ogni tanto lo leccavo sul glande e lungo l’asta. Poi scesi sullo scroto e ne mordicchaii la pelle stirandola e stringendo i testicoli tra le dita. Risalii il cazzo con la lingua tenendone la base ben salda nella mano destra e strinsi il glande tra le labbra incominciando a farlo entrare via via sempre di più in bocca sino a farlo scomparire tutto in gola. Poi presi a succhiarlo e con la mano sinistra accarezzai nuovamente lo scroto e giunsi dietro al suo ano stimolandolo con l’indice. Fu allora che mi afferrò il capo per i capelli e mi sciaffeggiò:
– Lascia stare il mio culo troia e pensa solo a fare la vacca.
Poi strettomi le mani sulla nuca prese a fottermi violentemente in bocca.
In quel momento suonò il suo cellulare. Senza scomporsi lo prese dal tavolo e mentre continuavo nella mia opera rispose mantenendolo con la mano destra mentre con la sinistra stringeva i miei capelli.
– Buongiorno, non disturbi solo perché il lavoro non disturba. Si, allora rinviate l’acquisto di una settimana ed anche l’appuntamento dal notaio. No non riposavo anzi ho una splendida femmina che mi stà facendo il miglior lavoretto che abbia mai avuto, quindi finisci e dimmi perché non ti convince il riepilogo. Ah! ho capito sono d’accordo. No, cioè si, è la troia che mi morde e si diverte. Ti piacerebbe hai detto? Non ti distrarre ma penso che anche lei sarebbe d’accordo, come il fesso ho penato per liberarmi dei marinai ma questa si sarebbe trombati tutti, pensa che ha lasciato il cornuto del marito col bimbo per spassarsela qui a puttaneggiare. Ok se l’affare va in porto come abbiamo pensato te la faccio fare.
Avrei voluto rispondere ma con la mano mi impediva di liberarmi dal suo cazzo e di parlare, uscivano solo dei grugniti e lui sorrideva. Allora sempre con gli occhi rivolti in alto verso di lui feci di si col capo suscitando una grassa risata.
– La troia ha voglia anche del tuo! Vai sicuro, ma ora pensa a quello che ti ho detto e non ti distrarre, è un ordine e fatti sentire quando hai fatto tutto per bene.
Posò il cellulare ma ben presto perse il sorriso visto che ormai lo avevo lavorato a fondo, come dimostravano le contrazioni del suo membro pronto ormai ad esplodere. Ero pronta a sentirmi lo sperma colare in bocca o schizzarmi sul volto ma lui afferrò un bicchiere di cristallo a calice poggiato sul tavolino dei liquori e me lo diede in mano. Poi sfilo il suo membro dalla mia bocca e lo poggiò sul cristallo indirizzando la sborra dentro di esso. Furono schizzi copiosi e densi che aggravarono la mia eccitazione. Si sedette sul letto e mi fece segno di seguirlo. Mi fece quindi distendere ed allargatomi le gambe ammirò la mia natura.
– Da una troia come te mi sarei aspettata una fica rasata. Se la merita uno splendore come questo. Strano che non hai tatuaggi o piercing farebbero di te il top delle femmine o il cornuto ha un minimo di gelosia? Comunque hai un culo perfetto ed un buchino piccolo mi fai venire il dubbio che…
Non risposi perché mentre sentivo le sue dita che esploravano la mia fica il suo membro di nuovo a tiro puntò il mio culo penetrandomi.
– Stupendo! è dilatato al punto giusto da farti penetrare senza nient’altro che una bella spinta ma da fuori…
Allora sentii l’orgasmo montare dentro di me e le sue spinte mi strapparono gemiti sempre più forti. Era bello essere in mezzo al mare e poter urlare a piacimento. Infatti urlai godendo a lungo. Ma più a lungo Claudio continuò a pomparmi strappandomi ora solo gemiti di dolore per il suo membro conficcato nelle mie budella. Non volle sentire ragioni e ridendo continuò a stantuffarmi a lungo. Ero distrutta e tentai di liberarmi, lui reagì bloccandomi le braccia e stringendole forte sino a farmi male. Di fronte alle mie urla mi schiaffeggiò nuovamente. Ormai era stravolto e si fermò solo quando con due contrazioni svuotò i suoi coglioni nel culo. Sfilandosi mi strappò un ultimo grido e si sdraiò di fianco poggiando il membro sulla mia guancia. Anche se mi ero svuotata poco dopo pranzo si era sporcato e l’odore mi penetrava direttamente nelle narici. Lui ridendo di nuovo mi porse un lembo del lenzuolo.
– Visto che sei stata tu a sporcarmelo puliscilo!
Non trovai altra soluzione che farlo lasciando ampie macchie e qualcosa di più sul lenzuolo. Non capivo se era carattere o mi voleva sottomettere ma in ogni caso il gioco mi affascinava. Al termine mi porse il bicchiere e mi ordinò di bere.
– Ti fa bene.
Obbedii ingoiandolo con lentezza e leccando le gocce che si erano andate rapprendendo. Nel frattempo col dito raccolse il suo sperma che fuoriusciva dal mio culetto bruciante e me lo fece colare sulla lingua.
Mi guardava estasiato e mentre ingoiavo si alzò a calcioni sul letto. Prese il suo pene e lo orientò su di me e prese a torcersi, all’improvviso un primo getto di caldissima urina mi raggiunse sulla pancia. Ero strabiliata, confusa, non sapevo se scappare – ma dove? -, arrabbiarmi, urlare poi sentii lo spruzzo sul seno e sul collo e poi sulla natura e mi sentii pervadere da una stranissima eccitazione. Lo tirai giù e facendogli sparire il cazzo nella fica gli ordinai di finire lì. Mentre il suo getto mi riempiva la vagina per poi fuoriuscire lungo le cosce anch’io lasciai libera la mia urina. Ben presto svuotammo entrambi le vesciche. Eravamo su un letto inzuppato e maleodorante ma eccitati e continuammo a scopare raggiungendo un ulteriore orgasmo. Mi alzai per prendere il mio cellulare e chiamare a casa. Claudio sdraiato mi osservava compiaciuto e studiando nello specchio il mio corpo nudo, abbronzato e stravolto capii perché. Mi era accaduto altre volte di scoprire che la vista del mio stesso corpo avesse il potere di eccitarmi. Era una vista mozzafiato. Mentre parlavo con Marco gli fece il segno delle corna con le mani e mi indicò il letto. Subito mi penetrò in vagina e nel culo colle dita facendomi penare per non cambiare il tono di voce. Quando Marco mi chiese di poterlo salutare mi fece segno di inginocchiarmi e mi ritrovai di nuovo col suo membro in bocca. Questa volta era sporco, nonostante la mia pulizia lo era ancora, ma presi ad ingoiarlo profondamente e ritmicamente sorridendo alle menate che diceva a Marco per tenerlo più a lungo a telefono, infine sentii un piccolo getto di sperma e mi ripassò il telefono.
– Ok amore ci vediamo tra poco, un bacio.
Claudio mi disse solo:
– Telefono sul cellulare al marinaio e ti faccio accompagnare. Quasi quasi invidio il cornuto. Ha la fortuna di avere una vera femmina affianco, anche se non la sa governare. Ma non ti voglio perdere ci dovremo rivedere.
Aspettando il marinaio mi tuffai per lavarmi. Appena questo giunse salii direttamente sul tender dal mare. Era lo stesso dell’andata ma mi guardò stupito, ero completamente nuda ed agitavo in mano il costume ed il pareo per salutare Claudio. Mentre guidava mi guardò asciugarmi con il telo da mare, allargai allora le gambe per strofinarmi tra le cosce e per farlo meglio dilatai le labbra mostrando tutto il rosa della mia vagina. Per sua fortuna reindossai subito il costume ed il pareo. Scendendo sullo scoglio, una volta accortami che non c’era nessuno, gli strinsi il pacco in mano sorridendo. Era molto duro e mi fece rabbrividire dall’eccitazione. Giunta a casa trovai Marco raggiante con la sua sorpresa, la cena pronta. FINE

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Mi piace partecipare al progetto dei racconti erotici, perché la letteratura erotica da vita alle fantasie erotiche del lettore, rispolverando ricordi impressi nella mente. Un racconto erotico è più di una lettura, è un viaggio nella mente che lascia il segno.

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