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Una bella coppia (racconto bisex)

Avevo conosciuto una fantastica coppia di sposi, una famiglia felice con due bellissime bambine.
Mi sentivo sola in quel periodo, la mia vita da single cominciava a pesarmi e tuttavia non cercavo e non sentivo il bisogno di avere un uomo, mi mancavano invece affetto, dolcezza, tenerezza e tanto amore.
A 35 anni mi ero appena lasciata alle spalle un rapporto durato troppo a lungo, portato avanti per affetto e abitudine fino a non provare più nessuna emozione ma solo solitudine, incomprensioni reciproche, risentimenti e rabbia.
Ne uscivo logorata psicologicamente e fisicamente.
Da questo derivava la mia allergia alla sola idea di condividere la mia vita con un altro lui: “No, non è il caso. Meglio sola che male accompagnata” continuavo a ripetermi.
Tuttavia ero una donna carina e attraente, un buon portamento, capelli biondi e fisico longilineo. Non ero certo maggiorata, il mio seno era piccolo e sodo ma il mio sedere a mandolino, la vita sottile, il ventre asciutto, le gambe belle riscattavano ampiamente ciò che madre natura non mi aveva concesso di sopra.
Scoprii ben presto che quella coppia che avevo conosciuto aveva così tanti buoni sentimenti da inondare e coinvolgere anche me e io non aspettavo altro….
Lei si chiamava Marina e lui Marco. Marina avevo potuto notare che aveva un bel fisico, tornito e attraente e poi capelli neri lucidi e due bellissimi occhi azzurri dove perdermi. Marco aveva anche lui un bel fisico prestante, gli occhi accattivanti e un bel sorriso.
Cominciai a frequentarli fino a non poterne fare più a meno, ero come una spugna che assorbiva tutta la bellezza del loro rapporto, anche se non avevo mai pensato di poter entrare a far parte del loro infinito amore.
Tuttavia mi accorgevo che con loro stavo così bene da sentire sempre più il bisogno di un contatto fisico con lei, con lui, con loro, non capivo più niente: cosa cercavo? Avvicinarmi a lei mi mandava in estasi, i miei sensi vibravano tutti provocandomi forti sensazioni piacevoli. Poi lui: il suo torace e il mio sguardo che scendeva sui suoi pantaloni quasi a voler cercare…..
Erano soltanto momenti rapidi e coscienti solo per un istante, momenti che venivano subito seppelliti per far posto a una blanda amicizia. Ma la brace covava sotto le ceneri e presto arrivò la scintilla che accese il gran fuoco…
Era il compleanno di Marina, eravamo seduti a tavola.
Marina era seduta accanto a me, mi avvicinai per metterle al collo la collana che le avevo regalato, le diedi un bacio sfiorandole le labbra e fu in quel momento che guardandoci negli occhi le nostre bocche si unirono guidate da un impulso irrefrenabile. Fu il primo di una serie interminabile di baci sempre più lunghi, sempre più intensi… Marco di fronte a noi ci guardava sbigottito, ma nello stesso tempo assisteva inerme a quello che era l’evento più naturale del mondo perché incontrollabile come tutti i fenomeni naturali.
Le accarezzai il seno prosperoso da sopra la maglietta, poi sotto a cercare la sua pelle morbida e i suoi capezzoli e poi subito più in basso a toccare il suo sesso umido di piacere. Ci alzammo per sederci sul divano, più comode, sempre più prese da quella inspiegabile fulminea attrazione che ci trascinava in un vortice di abbracci e carezze senza fine. Lei mi scoprì il seno e cominciò a baciarmelo dolcemente cingendolo con le sue mani, eccitandomi. Lui si alzò, si avvicinò alle mie ginocchia, sentii le sue calde mani scorrermi lungo i collant in una carezza prodigiosa che arrivò fino al mio inguine, fino a scuotere la mia passerina.
L’eccitazione all’improvviso si focalizzava lì adesso e cresceva sempre più al tocco della sua mano che mi massaggiava sempre più vogliosa.
Cominciò a sfilarmi i collant, poi le mutandine…. Presto, presto….: gonfia di eccitazione cercavo il contatto della sua mano, delle sue dita e lui non tardò a farmele sentire.
La mia figa tendeva il suo arco provocandomi un intenso desiderio di penetrazione e quando lui mi infilò il suo dito dentro….. ah… che sollievo! che piacevole godimento… .ancora ancora… dentro, su e giù ..sempre più in fondo spingi, spingi aaaah …..poi due dita … a farsi largo dentro di me e già mi sentivo sua.
Intanto sentivo la bocca morbida di lei sui miei capezzoli appuntiti, duri come spilli e mi rilassavo, mi abbandonavo in un lago di insolito piacere…… che si alternava tra lui e lei sconquassandomi tutta.
Eravamo entrati in un vortice di sensazioni deliranti tutti e tre e ci lasciavamo trasportare senza resistenze.
Quando lui si alzò per appoggiarsi al tavolo non potei non seguirlo. Gli abbassai i pantaloni e glielo presi subito in bocca, tutto quanto, e cominciai a spingerlo più in fondo che potevo nella profondità della mia gola. Con movimento lento glielo leccai tastandolo tutto con la mia lingua, sentivo le sue vene gonfiarsi pulsando di sangue eccitato.
Intanto Marina da dietro mi accarezzava il seno poggiando il suo corpo seminudo sul mio.
L’uccello di Marco diventava sempre più grosso e più duro, pronto per far godere anche me o lei, o entrambe. Una verga che mi incuteva un timore misto a piacere per quello che mi aspettava dopo….Infatti mi interruppe, voleva mettermelo dentro adesso.
Mi sdraiò dolcemente con le spalle sul tavolo e allargando le mie gambe piegate ai bordi me lo mise dentro affondandolo nella mia fica accogliente. Poi cominciò a muoverlo avanti e indietro velocemente, mentre io sballottata su quel piano rigido , seguendo il ritmo delle sue fiondate mi eccitavo sempre di più.
L’eccitazione fluiva e refluiva ad ogni suo colpo rimbombando fino al cervello.
Intanto Marina mi teneva le mani, baciandomi i seni, la bocca e guardandomi dolcemente negli occhi.
Vedere suo marito scoparmi con tanta foga la eccitava.
Tra i colpi possenti del marito e le carezze della moglie raggiunsi l’apice del piacere e venni.
A quel punto lui si scostò per far posto alla moglie tra le mie gambe.
Il cuore riprese a battermi forte, adesso sarei stata anche sua. Prese a leccarmi con dolcezza e avidità insieme, i miei sensi ricominciarono a vibrare in un vortice che mi inghiottiva sempre di più.
Ero in balia della sua bocca, delle sue carezze, dei suoi sguardi e parole dolci, mentre lui tenendomi per mano ci guardava entrambe.
Mi abbandonavo a lei come un fiore alla sua ape, tutto il mio nettare fluiva tra le sue labbra inondando la stanza di infinita dolcezza.
Poi Marina si fermò e invitandomi a seguirla mi prese per mano
conducendomi in camera da letto. Prima ancora di raggiungere il lettone c’eravamo già spogliate completamente nude.
Eravamo sul lettone, i nostri corpi uno di fronte all’altra in ginocchio, baciandoci e toccandoci con trasporto quando entrò Marco e guardandoci eccitato cominciò a spogliarsi anche lui completamente nudo.
Vederci abbracciate così, nude e trepidanti glielo aveva indurito come mai prima e un desiderio impellente lo spingeva ancora a unirsi a noi.
Avevo ripreso a baciarmi e stringermi a Marina quando lo sentii avvicinarsi alle mie spalle con passo felpato come una pantera affamata.
Mi prese per i fianchi da dietro, mi accarezzò i glutei e piegandomi in avanti me lo rimise dentro. Lo volevo di nuovo anche io in preda a un’intensa eccitazione.
Mi sentivo in suo potere, attanagliata al suo sesso e senza possibilità di scampo, pronta a lasciarmi sbattere di piacere.
Lei era sotto di me adesso e io ero di nuovo tra lei e il marito per ricominciare a tuffarmi nelle onde di un mare in tempesta insieme a loro…….
Marco cominciò a muoverlo dentro di me dapprima dolcemente poi con ritmo sempre più forsennato, mentre io mi abbracciavo a Marina sobbalzando tra una serie di colpi, un istante di respiro e un’altra raffica di colpi….. Ora capivo: era la mia mitragliatrice…. e la mia patatina il suo bersaglio!
Un rimescolamento di sensazioni travolgenti! Tutti i miei sensi si risvegliavano e in preda a un piacevole stordimento cercavano e chiedevano ancora e ancora ….mai sazi in un crescendo incontenibile………….
Sotto di me sentivo il morbido corpo di Marina, muoversi insieme al mio… il mio viso si appoggiava e si perdeva sul suo soffice seno come su un guanciale….
La fine, quando la fine? Più tardi possibile…. perché stremata da quell’energico andirivieni mi sentivo in paradiso…. sempre più in paradiso …. e sempre più in paradiso così….. straziata …cominciavo a venire ..in un godimento dilagante… venivo ….tra i miei sensi dilaniati …..venivo e godevo.. SI’! SI’ GODEVO GODEVO ANCORA GODEVO… e sempre più dolcemente… estasiata, come mai prima!
Fu come essere investita da un autocarro per poi rialzarsi indenne e rinata!
Subito dopo venne anche lui riversando il suo copioso sperma sulle mie natiche e sulla mia spalla.
Io come un bruco mi sentivo trasformata in farfalla… una metamorfosi…e adesso cominciavo a librarmi leggera.
Stentai un po’ prima di rimettermi in piedi, ancora sentivo la eco di tutti i miei sensi che cercavano di ricomporsi dopo essere stati sbattuti con energia, come si sbattono le uova per preparare una gustosa frittata.
Ci abbracciammo tutti e tre, più uniti che mai, anima e corpo!
Avevo bisogno di dolcezza, di carezze adesso, di un avvolgente corpo morbido: quello di Marina. Era notte fonda.
Lui andò via e rimanemmo io e lei. Ci agganciammo e ricominciammo a scambiarci effusioni da gattine innamorate. Era bellissimo seguire anche quel ritmo…lasciarsi andare alla quiete dopo la tempesta.
Ma poi una forte voglia di fare l’amore anche con lei si impossessò di me.
Non ero mai stata con una donna e non avevo idea di come farlo, ma l’amore e l’attrazione che provavo per lei mi spingevano alla cieca ad esplorare tutto il suo corpo in un crescendo di eccitazione e piacere.
Tra carezze e abbracci le mie dita cominciarono a indugiare sulla sua tenera fica mentre la mia bocca baciava languidamente i suoi seni e i suoi capezzoli.
La stanchezza cedeva il passo a una passione irrefrenabile.
Così le carezze diventarono più audaci, fremevo, volevo di più, volevo farla godere perché sentivo un forte richiamo, anche suo, in quella direzione.
L’eccitazione cresceva dentro di me seguendo la sua …sintonizzandosi con la sua e unendosi alla sua. Provavo quello che provava lei, non mi ero mai sentita così unita a Marina come in quel momento, mi sembrava di sognare.
Invece era una splendida realtà perché sentivo il suo respiro riversarsi sul mio e le sue mani, la sua bocca, tutto il suo corpo avvinghiarsi al mio in un abbraccio sconvolgente senza fine.
Poi i miei abbracci divennero sempre più forti e dirompenti fino quasi a stritolarla…. Cresceva la mia voglia di morderla, di lasciare un segno sul suo corpo invitante ..Arrivò subito un morso improvviso sul braccio che la fece sussultare, ma ancora non la sentivo mia…..
Infilai un dito nel suo pertugio bagnato e cominciai a muoverlo sempre di più mentre lei ansimava e muoveva il bacino assecondando i miei movimenti.
Poi le accarezzai le grandi labbra ora dolcemente e ora con foga toccandole di tanto in tanto il grilletto teso e pronto ad esplodere.
Affondavo le mie dita nella sua morbida vagina per poi tirarle fuori e frugare dappertutto il suo sesso mentre sentivo il suo corpo agitarsi sempre di più sotto di me e ora baciandola appassionatamente e ora mordicchiandole i capezzoli tesi al piacere di ricevere i miei morsi mi sentivo pervadere da un’eccitazione insostenibile.
La sentii fremere in un incontenibile bisogno di venire e anche io volevo arrivare a quel culmine, così lo inseguimmo entrambe, io accelerando i ritmi, lei muovendosi e incitandomi fino a che sopraggiunse l’orgasmo fatto di spasmi e forti scosse di piacere e poi tanti piccoli interminabili flash.
Ci abbracciammo e ci coccolammo ancora fino quasi ad addormentarci.
Marco ci raggiunse nel nostro dormiveglia, si mise tra di noi, ci cinse tra le sue braccia muscolose e ci addormentammo così sul suo petto, esauste e felici, ricomponendo la nostra magica unione!

FINE

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La letteratura erotica ha sempre il suo fascino perché siamo noi a immaginare e a vivere, seduti su una comoda poltrona o a letto, le esperienze e le storie raccontate qui, Vivi le tue fantasie nei miei racconti, i miei personaggi sono i tuoi compagni d'avventura erotica. Buona lettura.

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