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Una bella sorpresa

Eravamo sposati io e mio marito da circa 10 anni, il nostro rapporto era molto buono ed avevamo anche un discreto affiatamento sul piano sessuale.
Avevamo un figlio di 8 anni che era cresciuto in compagnia di una ragazza che abitava al piano di sotto, la ragazza, Cinzia, era ormai divenuta una bella figa di 20 anni.
Capitò che ebbi un periodo di ferie al lavoro e partii per la nostra casa al mare, mio marito non poté raggiungerci perché non poteva allontanarsi dal lavoro.
Partii con mio figlio e per compagnia chiesi a Cinzia se voleva accompagnarci.
Lei assentì di buon grado perché anche il suo ragazzo, Marco, sarebbe rimasto impegnato con il suo lavoro tutta la settimana.
Arrivati al mare, era il mese di giugno, e si stava benissimo, sulla spiaggia non c’era quasi nessuno, i primi giorni trascorrevano nel relax più totale.
Andavamo al mare, dove prendevamo il sole, io in topless, come l’abitudine (ho una magnifica quarta), Cinzia con un bikini molto ridotto, ma del quale non voleva liberarsi del pezzo di sopra, per pudore.
Una sera, eravamo in casa, scoppiò uno di quei temporali improvvisi, che già preannunciavano l’estate, mio figlio già stava dormendo al piano di sopra, noi vedevamo la televisione, andò via la luce e ci preparammo ad andare a letto, Cinzia mi confessò di essere terrorizzata dai lampi e dai fulmini e così la feci venite nel mio letto.
Si raggomitolò e venne molto vicino a me, sentivo il calore del suo corpo, i suoi seni ancora un po’ acerbi, piccoli, ma durissimi che premevano contro il mio fianco, ad un certo punto sentii la sua mano che carezzava lentamente il mio braccio, provai un brivido, una scossa quasi improvvisa, li per li non ci feci caso, ma quando la mano di Cinzia passò dal braccio, alla spalla al petto, mi sentii un po’ a disagio, nelle mie fantasie, soprattutto di adolescente, era stato presente il rapporto lesbico, ma vuoi per l’educazione impartita, vuoi perché presto avevo cominciato ad avere rapporti con i ragazzi, non mi era mai passata per la testa l’idea di far l’amore con una donna.
Intanto Cinzia era arrivata al seno e cominciava a titillarmi il capezzolo con molta delicatezza, fingevo di dormire, ma il mio capezzolo cominciava ad indurirsi e ad ergersi, ed anche tra le mie gambe sentivo un certo fremito.
E così presi senza penarci su la mia decisione, mi voltai completamente verso di lei e le diedi un timido bacio, lei lo ricambiò e in breve esploravamo tutte e due le nostre bocche con le nostre lingue.
Io che d’estate dormo in genere nuda, mi ero infilata un baby doll cortissimo, Cinzia aveva un pigiamino con camicia e short.
Cominciò a mettermi le mani tra le gambe e ad accarezzarmi l’interno della cosce, li dove sono sensibilissima, intento con le mani un po’ tremolanti cominciai a sbottonarle la camiciola e a metterle a nudo le sue tettine; presi in bocca uno dei suoi capezzoli e cominciai a succhiarlo, la sentii gemere forte.
Ci liberammo dei rispettivi pigiami e a turno ci leccavamo i seni mentre le nostre mani frugavano le cosce e poi le nostre fiche.
La sua mano si impadronì della mia, grande, con un clitoride che quando si eccita ha un erezione incredibile, mi sentivo già abbondantemente bagnata e lubrificata, intanto io carezzavo la sua fichetta stretta, ma molto pelosa e bagnatissima, i suoi umori già grondavano dalla vulva e le bagnavano copiosamente le cosce e la mia mano.
Ci girammo e demmo inizio ad un eccitantissimo 69, i nostri mugolii si facevano sempre più intensi, io leccavo la sua fica e soprattutto gli umori che continuavano ad uscirne, lei con la sua lingua, con una maestria insospettabile, giocava con il mio clitoride, venni quasi subito, fu un orgasmo
veloce ma intensissimo.
Cinzia a questo punto si girò verso di me e mi disse:
-non te lo aspettavi, vero? Da un sacco di tempo volevo fottere con te-, le risposi:
-non l’ho mai fatto con una donna, pensavo che gli orgasmi che mi procura Claudia, mio marito, fossero il massimo, ma quello che mi hai fatto provare tu è diverso e al tempo stesso bellissimo -.
-Aspetta- mi disse Cinzia,
-non abbiamo ancora finito, e poi io non ho ancora goduto-, e così la vidi scendere dal letto e dirigersi nella sua stanza, ritornò dopo poco con qualcosa in mano, che nella penombra non riuscivo a distinguere.
Cos’è – le chiesi -, mi rispose che era un dildo mi avvicinai e toccai questa cosa con mano, avevamo a casa un pene di plastica, regalo di nozze per la sera del celibato, degli amici di mio marito, l’avevamo anche usato qualche volta nei nostri giochi erotici, il dildo non lo conoscevo, notai che era molto lungo di una plastica abbastanza rigida ma non duro completamente e soprattutto che aveva due “teste” alle estremità ed era di una larghezza spropositata.
Cinzia mi infilò di nuovo le mani tra le cosce dove c’erano ancora abbondanti gli umori del mio orgasmo e poi prese ad infilarmelo una delle estremità del dildo nella mia fica con una certa attenzione.
Anche se la mia era bella larga, conseguenza delle mie innumerevoli fatiche amorose con mio marito, che neanche lui scherza in quanto a circonferenza del suo cazzo, il dildo entrava a fatica e mi allargava ancora di più, una sensazione da capogiro.
Intanto io facevo altrettanto, la fica di Cinzia era stretta e sentivo le sue urla ad ogni centimetro che entrava, ma una volta entrata, gli umori di Cinzia, abbondantissimi, facevano si che il membro artificiale andasse avanti e indietro con molta facilità.
Cominciammo a baciarci a vicenda con le lingue nella bocca, sui capezzoli, con le mani che percorrevano i nostri corpi, mentre con movimenti sempre più rapidi ci penetravamo a vicenda.
Ad un tratto la mano di Cinzia si fermò sul mio culo, il chiodo fisso di mio marito, che ne è innamorato pazzo, ma al quale non ho concesso di chiavarlo, per paura, anche se frequentemente ci prova allargandomi prima la rosellina con un dito, ma poi fino ad allora lo avevo sempre bloccato, anche se non sono affatto insensibile alla sua penetrazione con il dito.
Il dito di Cinzio si infilò nel mio buchetto stretto veloce e mi strappò un grido e mi disse:
-porca sei ancora vergine li -, io non risposi perché tra l’effetto del dito e quello più consistente del dildo che mi trapanava la figa, stavo per venire nuovamente e questa volta lo fece gemendo come una pazza.
Cinzia mi disse che era ora che la facessi venire a mia volta, accelerai il movimento del bacino, ad un tratto mi disse: – dai mettimi anche tu un dito nel culetto -, mi apprestai a farlo con molta attenzione, memore della sua fica stretta, pensavo avesse il buco del culo altrettanto stretto, invece fui sorpresa, il culo era già e bello aperto, non solo il mio dito entrava con grande facilità, ma ne dovetti infilare anche un altro perché Cinzia sentisse qualcosa.
Mi disse, tra i suoi gemiti che si facevano sempre più intensi che essere chiavata nel culo la faceva impazzire e il suo ragazzo il più delle volte era li che la penetrava, mentre lei si masturbava la fica con le mani, ecco spiegato il mistero della sua fighetta stretta.
Urlava sempre più di piacere Cinzia con il dildo nella fica e, ormai, tutta la mia mano nel suo culo, e infine venne, un orgasmo lunghissimo, la sentii singhiozzare e vidi il suo fluido che fuoriusciva copioso dalla fica, scorrere lungo il pene di plastica e spandersi sul mio ventre.
Ci staccammo esauste, madide di sudore e ricoperte dei nostri umori e ci addormentammo. FINE

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