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Una sera come tante altre

Una sera come mille altre; avevamo deciso di fare un giro per il paese come sempre. Eravamo io, Laura e Davide; gli altri erano tutti più o meno impegnati, palestra, studio ragazzine e impegni più o meno veritieri. La serata continuava a passare senza troppi scossoni, in giro non c’era molta gente e accompagnata Laura a casa io e Davide non sapevamo proprio come svoltare la serata. Eravamo in giro per il paese senza una meta fissa. Io e Davide siamo amici da un botto ci siamo da sempre confidati tutto eccezion fatta per la mia pseudo storia con mio cugino che coltivavo sin dalla più tenera età. Non ho mai raccontato a nessuno di avere periodicamente sogni omo e poi men che meno lo avrei fatto con Davide che è sicuramente un buon amico ma la persona meno giusta per mantenere un segreto. Lui però continua ad essere un grande, con le donne ha sempre avuto la meglio, alto, magro ma con ogni muscolo al suo posto, scuro di carnagione con due occhi grandi e neri. Anch’io non sono niente male, snello, alto, proporzionato, occhi verdi ma … diciamo che difficilmente potrei reggere il confronto con la sua schiacciante bellezza latina.
Più o meno verso le 23 ci chiama un nostro amico in comune e ci dice che ha un regalino per noi! Eravamo alle stelle, avevamo appena ricevuto la telefonata di Luca il nostro spacciatore di fiducia! Ci aveva procurato qualcosina per la serata, una 50 di marijuana! Stavamo per svoltare la serata!
Eravamo io e Davide cosa avremmo potuto fare se non “drogarci” per un po’?
Presa la roba e salutato Luca abbiamo deciso di venire a casa mia tanto i miei dormono e la mia casa è a due piani.
Chi avrebbe mai potuto immaginare cosa sarebbe successo da lì a pochi minuti? !
Io e Davide cominciamo a “fabbricare” in modo quasi avido le nostre belle canne. Accendiamo la prima e ci andiamo a sistemare sul divano, spegniamo la luce e restiamo lì a guardare la tele e a viaggiare grazie alla maria che cominciava a dare i suoi primi effetti.
Eravamo stesi sul divano, la spalla appoggiata allo schienale dello stesso e le gambe su due sedie diverse. Eravamo uno di fianco all’altro e di tanto in tanto si rideva senza motivo per via della nostra bella maria che era davvero eccezionale. La vista cominciava a dare i suoi primi problemi, i sensi esaltati sino all’ennesima potenza e … il mio cazzo che pian piano cominciava a sollevarsi. I miei bianchi pantaloni estivi di lino difficilmente potevano contenere la mia erezione e così con la scusa di evitare di bruciarmi la maglietta ho messo un cuscino sul mio torace che andava a coprire anche la mia evidente patta. Cominciavo a fantasticare non poco con Davide che era lì a meno di mezzo metro. Avevo su di lui una buona visuale in quanto era alla mia destra e il televisore anche, potevo guardarlo molto attentamente senza dare nell’occhio. Ad un certo punto mi sono soffermato a guardare le sue gambe e poi su su sino alla loro congiunzione. Era incredibile vedevo un abbondante rigonfiamento tra le sue gambe ma … ero io? L’effetto della maria? I suoi pantaloni o era proprio il suo membro? !! Non riuscivo a crederci… lui era lì e forse era anche eccitato!
Ho preso il telecomando e ho cominciato a cambiare canale, frattanto il mio braccio si è disteso per avvicinare il telecomando alla televisione e la mia mano si è poggiata “involontariamente” sulla sua gamba sinistra. Ogni volta che cambiavo canale la mia mano si spostava sempre più verso il centro e forse, per l’effetto della maria, cominciavo già a sentire il suo calore. Dopo circa dieci minuti di zapping c’ero riuscito la mia mano era proprio lì a contato con il suo membro che era in uno stato avanzato d’erezione. Avevo il contatto tramite il dorso della mano e sognavo di toccarlo con la massima avidità ma era troppo, non potevo espormi così tanto, aspettavo un suo gesto, una sua parola, un suo movimento che mi desse in qualche modo il via libera.
Il gesto non ha tardato ad arrivare… Davide a preso a muovere leggermente il bacino facendo scivolare dolcemente il suo membro sul dorso della mia mano in un movimento che simulava una mezza sega. Non potevo credere a quello che accadeva, Davide era lì e il suo cazzo a contatto con la mia mano!
Mi sono fatto coraggio e ho fatto cadere il telecomando appoggiando la mia mano sul suo cazzo questa volta però dal verso giusto. Il palmo della mia mano era sul suo cazzo e a separarlo solo i suoi pantaloni e i suoi boxer. Gli e l’ho toccato dolcemente e: “Davide ma hai il cazzo in tiro? ! ” …: “Forse hai ragione ma… credo sia l’effetto della maria, mi è venuta una voglia matta di farmi una sega, credo che andrò a casa, quasi non resisto! ”
Era la mia occasione non potevo mandare tutto a puttane dovevo agire!
Sempre con il palmo della mano ho cominciato a toccarlo con più attenzione e lo sentivo crescere ad ogni mio movimento! Ad un certo punto mi ha detto di farla finita perché non riusciva più a trattenersi, il suo cazzo era oramai al massimo dell’erezione e sia i pantaloni sia i boxer cominciavano a fargli davvero male. Si è voltato a guardarmi e detto: “Io non ce la faccio più, ti da fastidio se mi faccio una sega qui? ” Io: “No Davide, tranquillo non c’è problema, fai pure” Lui ha si è slacciato i pantaloni, gli ha abbassati sino alle ginocchia e poi a tirato giù anche i boxer. Aveva il cazzo in tiro ma non ancora ben scappellato. Era dritto, sicuramente più di 20 centimetri, si è posato una mano sull’asta e ha cominciato a menarselo, ha fatto risaltare la sua cappella e io che continuavo a guardarla grazie alle sole luci della Tv.
Si è girato verso di me e ha detto: “perché non continui a fare quello che stavi facendo quando c’erano ancora boxer e pantaloni? ” Io ormai ero completamente andato, fingevo di non capire più nulla a causa della maria e così quasi ad occhi chiusi ho fatto scivolare la mia mano sulla sua gamba.
Lui si è steso completamente sul divano, ora c’era lui disteso avanti a me di spalle e io dietro di lui. Ho fatto scivolare la mia mano tra le sue cosce e poi pian piano ho raggiunto l’oggetto dei miei desideri. Ho cominciato a segarlo dolcemente. Lui era quasi in estasi, mi dava il ritmo sollevando il bacino dal divano e spingendo su inarcando la schiena. Io lo sentivo tra le mie mani, stingevo l’oggetto del mio desiderio tra le mie mani e avevo la salivazione azzerata, volevo prenderlo in bocca ma era forse troppo per la prima volta! …mi sbagliavo.
Ad un certo punto Davide mi fa: “Ora distenditi tu, io mi metto a cavalcioni su di te”. Ho fatto quello che voleva, e lui, dopo essersi liberato di tutti i suoi indumenti, si è piazzato su di me. Continuavo a segarlo mentre il suo sedere era all’altezza della mia patta in completa erezione! Lui se ne accorto e mi ha fatto un sorrisino, credevo volesse essere impalato ma … mi sbagliavo. Ha cominciato a scivolare sempre più avanti, io ero sempre sotto di lui e ora il suo sedere era sul mio stomaco, poi me lo sono ritrovato a sedere sul mio torace. Io ero sotto di lui, avevo gli occhi aperti e vedevo la mia mano che segava il suo membro. La distanza che separava la sua cappella dalle mie labbra non superava i dieci centimetri. L’ho guardato e lui compiaciuto assisteva alla scena dall’alto. Mi ha leggermente sorriso. Ho appena dischiuso la bocca e mi sono bagnato le labbra con la lingua. Lui ha capito al volo il mio gesto ed è scivolato ancora un po’ più avanti, ormai era lì, questione di secondi. Ha tolto dolcemente la mia mano dal suo membro, ho cominciato a prenderlo in mano con la sua mano destra e piano piano si è avvicinato alla mia bocca dischiusa.
Ha fatto ruotare la sua cappella intorno alle mie labbra, poi lo ha alzato e ha detto di usare la lingua. Prontamente ho cominciato con la sola punta della lingua a leccare il suo membro dal di sotto. Lo leccavo tutto dalle palle fin sotto la cappella, l’ho fatto più volte e ho sentito il suo profumo per la prima volta, inebriante all’ennesima potenza. Poi è stata la volta della cappella, l’ho prima leccata tutta assaporando il liquido preeseminale, un po’ dolciastro ma estremamente eccitante. Poi ho infilato tutta la cappella nella mia bocca e ho cominciato a succhiarla e a girarle intorno con la lingua. Lui ha avuto uno spasmo, m’ha detto: “prendilo tutto, non ce la faccio più! ” Mi ha incrociato le mani dietro la nuca e ha fatto sì che tutto il suo cazzo scivolasse nella mia bocca! Lo sentivo andar giù sino alla gola per poi risalire. Mi ha dato il ritmo e ho cominciato a fargli un bocchino da capogiro! Vedevo che stava impazzendo, lo sentivo godere nella mia bocca.
Dopo poco ha lasciato che accelerassi il ritmo e proprio come nei mie sogni ha inarcato la schiena ed è uscito dalla mia bocca poco prima di schizzare.
Si è alzato quasi subito, è andato in bagno lasciandomi lì dov’ero.
Dopo cinque minuti e ritornato da me già ricomposto. Si è avvicinato, io ero in piedi, mi ha toccato la patta e mi ha detto: “Dai vai in bagno a far divertire anche lui, io vado a casa ci sentiamo domani. ” FINE

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Scrivo racconti erotici per hobby, perché mi piace. Perché quando scrivo mi sento in un'altra domensione. Arriva all'improvviso una carica incredibile da scaricare sulla tastiera. E' così che nasce un racconto erotico.

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