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Una storia a lieto fine

La mia è una famiglia benestante Siciliana, mio Padre è un eccellente Avvocato penalista, mentre mia Madre Avvocato civilista, insieme hanno lo studio legale a Catania, in una vecchia palazzina ereditata dai nonni, abbiamo diversi appartamenti, in uno trascorrono parte della settimana, per evitare di fare i pendolari, dal momento che la residenza è a Taormina. Si, a Taormina siamo padroni di una bella villa, costruita su due piani, giardino, piscina, sopra il garage c’è l’abitazione della mia tata e dell’autista giardiniere, che è il fratello della tata, lei si occupa di tutta la casa, mentre mia sorella maggiore ancora non si è decisa a prendere marito. I miei Genitori rientrano il venerdì sera e trascorrono il sabato e domenica in famiglia, io invece da otto anni vivo a Parigi, m’interesso di moda, sono andato via di casa, perché non volevo che i miei sapessero, che ero omosessuale. Vi racconto tutto dall’inizio, dall’età di quattro anni il bagno me lo faceva la tata, facevo la prima media, un giorno mi stava insaponando, e il mio bel pisellino diventò durò, lei che allora aveva 24 anni ed era una bellissima donna, cominciò a scherzare per questo fatto, giocando giocando mi fece godere, non si accorse nemmeno, in quanto ancora non usciva nemmeno un filo di sperma, ero un ragazzino biondino molto bello ma senza un pelo. Da quel giorno cominciai a masturbarmi, il pomeriggio me ne stavo nella mia camera tranquillo a farmi le seghe, quello che mi piaceva di lei da impazzire era il culo, lo muoveva in una maniera che si faceva notare da tutti, però mentre mi masturbavo pensavo anche al culo del fratello, più giovane di tre anni, quando capitava in piscina al sabato, che eravamo tutti riuniti, rimanevo delle ore a guardare i loro culi, poi correvo in bagno e mi sparavo la mia sega giornaliera. Un pomeriggio ero a casa da solo, la scuola ormai era finita ed ero stato promosso in terza media, me ne stavo con l’uccello in mano, quando entrò Selene la tata diventai rosso come un peperone, lei invece chiuse la porta e si mise a sedere sul letto, erano cresciuti i primi peli, il pisellino si poteva chiamare sicuramente cazzo, l’avevo misurato era 13 centimetri e 3 di diametro, quando lo prese in mano mi stavo quasi tirando indietro, poi lasciai fare difatti dopo se lo prese in bocca e cominciò a succhiare, non avevo mai provato una un emozione del genere, mi leccava i testicoli la lingua entrava perfino nel culo, l’uccello sentiva la sua gola in profondità, era eccitata anche lei, visto che con una mano trafugava in mezzo alle cosce, presto provammo l’orgasmo insieme, fù una cosa meravigliosa, aveva ingoiato i primi spruzzi di sperma della mia vita, si mise in ordine e mi fece giurare di non dire niente a nessuno, e visto che le piaceva l’avremmo fatto ancora. Quell’estate fù miracolosa, perché un pomeriggio finalmente mentre tutti erano fuori, entrai nella sua stanza, aveva in mano le mutandine, la visione del suo bel culo mi fece eccitare al punto, che in una frazione di secondo glielo infilai nel culo, con la saliva l’avevo lubricicato, lo avevo imparato da mio Padre, lo spiavo ogni tanto, quando faceva l’amore con mia Madre, prenderlo nel culo era probabilmente un abitudine delle Siciliane, per rimanere il più tempo possibile vergini, comunque la cosa non mi interessava, nel pomeriggio mentre m’inculavo Selene, mi resi conto che ero attratto solo dal culo, la conferma l’ebbi al liceo l’anno dopo, c’erano una cinquantina di ragazze, i ragazzi invece solo trenta, tre omosessuali compreso me, devo dire che in due anni sia ragazze che ragazzi, me li sono fatti tutti, quando il giovedì l’autista veniva a prenderci, facevo in modo di avere sempre compagnia, perché lui e la sorella avevano il pomeriggio libero, ed io una alla settimana gli facevo il servizio, mi facevo fare da tutte il pompino con l’ingoio prima, le dicevo che erano tutte vitamine, per tenere da conto la loro verginità lo prendevano nel culetto con piacere, avevano anche imparato a masturbarsi con le mani, quando provavano l’orgasmo sembravano delle cagnoline in calore, godevano due o tre volte, le piaceva ed io avevo trovato il passatempo, i maschi facevano meno complimenti, oltre a succhiarti fino all’ultima goccia di sperma, lo pigliavano nel culo senza alcun problema, la mia tata mi faceva scenate di gelosia, un giorno trovai mia sorella che stava spompinando il fratello, l’autista giardiniere la cosa non mi sorprese più di tanto, perché l’avevo già vista un’altra volta con il suo vecchio fidanzato, la porta era socchiusa e così guardai tutta la scena, quando lui si girò per cacciarglielo nel culo, il mio cazzo alla vista del suo girato dalla mia parte, diventò duro subito, dovetti tirarlo fuori e farmi una sega, il culo dello smilzo che si stava sbattendo mia sorella, mi fece godere in un modo indescrivibile, ormai mi ero convinto la figa non mi faceva nessun effetto, quando vedevo un culo specialmente uomo, mi eccitavo da impazzire. Ero stato promosso in seconda liceo, nel paese cominciavano a chiacchierare sulla mia omosessualità, uno dei ragazzi che mi ero fatto, andando a letto con una vecchia checca del posto, si era fatto scappare qualcosa, dovevo andarmene, per non dare un dispiacere ai miei genitori, ormai la mia depravazione aveva superato il limite, un pomerig gio entrai in camera di mia sorella, mentre si stava vestendo la presi con forza, prima la costrinsi a prendermelo in bocca e poi glielo infilai nel culo, mi piaceva da morire anche se era mia sorella, lei non disse una parola anzi si masturbò, mi ero seduto sulla poltroncina dopo aver finito, lei si mise in ginocchio da vanti a me e si fece una ricca menata di fica, quando provò l’orgasmo addirittura disse che mi amava e fini col ciucciarmi ancora l’uccello, era diventata una troia, voleva tentarmi con la sua bella figa, ma io preferivo il culo, avrei vissuto solo di pane e culo, il giovedì pomeriggio quando eravamo soli, provavamo in tutti i modi, una volta le misi una pannocchia nella figa, lei era girata a pecorina, le muovevo la pannocchia in figa, mentre la mia lingua era nel suo culetto, il cazzo era diventato ormai un bel manico, quando lo puntai nel culo entrò come l’olio, per dieci minuti fù un andirivieni da sballo, il suo culo pieno di crema bianca che colava, mentre gridava di goduria con quella pannocchia in figa, in quel momento l’avrei preso anch’io nel culo tanta era l’estasi. La cosa finì in quell’occasione, perché decisi di partire, il gioco era diventato troppo pesante, avevo coinvolto anche mia sorella nella mia perversa giovane vita. Avevo quasi diciassette anni, mio padre e mia madre si chiedevano perché, della decisione di andarmene per studiare in un’altra città, Milano era sempre stato il mio sogno, la sera che arrivai andai a dormire, in un albergo vicino alla stazione, mi ricordo che c’era un via vai di prostitute, comunque dovevo dormirci una notte, poi avrei trovato di meglio e meno caro, intanto avevo fatto amicizia con il portiere di notte, anche lui gay, la mattina mi propose se volevo condividere la sua casa, accettai subito dopo averla vista, accogliente, grande, c’era anche l’ascensore e poi in un bel palazzo. I primi giorni andai ad iscrivermi a scuola, non volevo perdere l’anno, ero in terza liceo, dovetti procurare un sacco di documenti, però con mio padre Avvocato fù tutto facile, in due settimane avevo fatto tutto. Una sera feci un giro in centro, il mio amico coinquilino m’indico un po’ di posti dove andare, in pochi giorni conobbi una marea di persone, tutti professionisti, giornalisti, attori capi redattori, scrittori, stilisti e fù proprio uno stilista che mi invitò a casa sua, era sposato però era un matrimonio fatto per convenienza, a lui piacevano gli uomini e alla moglie le donne, ma nessuno lo poteva dubitare, data la loro discrezione e serietà, la prima sera mi ricordo è stata al quanto imbarazzante, perché la moglie che era una grande porca e le piaceva fare di tutto, si butto nella mischia e con il marito prese anche lei a succhiarmi l’uccello, ero giovane e bello e quando mi vide nudo non potè resistere, quando il cazzo era al punto giusto lei se l’infilò pian piano nel culo, mentre lui si faceva una magnifica sega, dopo della moglie fù il suo turno, la moglie dirigeva tutto il gioco mentre le faceva un ricco pompino.

Quella sera mi guadagnai un sacco di soldi, non avevo mai fatto marchette fino a quel momento, però la cosa a quei livelli non mi dispiaceva, anche perché sarei entrato nel giro della moda, che era il loro lavoro primario, avevano una casa di moda in via Montenapoleone, comunque erano in tanti innamorati di me e facevo grossi affari, Roberto il ragazzo col quale dividevo l’appartamento era felice, poiché in precedenza gli altri che aveva ospitato, più che danni non gli avevano arrecato, anche lui aveva i suoi giri, frequentava sale da ballo , ritrovi per gay, quello che non interessava me, guai se la mia famiglia avesse saputo di me, perciò dovevo stare attento al mio comportamento, non volevo essere giudicato una marchetta come tanti, mi ero costruito un giro di persone serie e discrete, anche loro dal momento che erano grossi professionisti, e che non intendevano far sapere al mondo intero della loro vita privata.

Una sera per esempio sono stato a cena da uno scrittore, che aveva sposato un’attrice lesbica, lui portava a casa i suoi amici e lei le sue amiche, difatti quella sera mi presentarono una bellissima figliola, era l’amante della moglie, quando iniziammo a fare l’amore eravamo tutti i salotto, lui cominciò a baciarmi i genitali, con la lingua mi entrava nel culo, il cazzo era duro come un martello, mentre le due donne si leccavano la figa a vicenda, volle che lo mettessi nel culo della moglie, io non esitai i culi mi piacevano tutti, certo che è tutta un’altra cosa mentre ti stanno leccando la fica, ti arriva una staffa nel culo, quando arrivi all’orgasmo, deve essere uno sballo infatti quando Cleofe, la moglie cominciò a godere sembrava impazzita, il marito Livio, così si chiamava che si stava masturbando, mi tirò verso di se, in un attimo il mio cazzo era nel suo di culo, godeva come un cane, lo tirai fuori al momento giusto e lo prese in bocca, quando stavo per venire volle tutta la sborra in faccia, con le mani se la passava su tutto il corpo, le piaceva così, intanto Cleofe era ancora alle prese con la ragazza, si girarono e mi fece segno di metterglielo nel culo, Rossana in un primo momento sembrava non essere d’accordo, quando lo sentì dentro le cominciò a piacere, al punto che mentre, la sua Cleofe le stava mangiando il clitoride, scodinzolava di piacere, si capiva che era un modo nuovo di fare l’amore, mi rendevo conto tutte le volte, della diversità che c’era tra noi depravati e le persone normali. Intanto io mi ero aperto un bel conto in banca e la scuola andava benissimo, una volta alla settimana, facevo un corso serale per diventare un buon Stilista, il pomeriggio lavoravo alla casa di moda da Manlio e Lisa sua moglie in Montenapoleone, devo dire che percepivo un ottimo stipendio, avevo imparato moltissimo in poco tempo, Manlio diceva che avevo la stoffa, per diventare un grande in quel campo, marito e moglie erano pazzi di me, dopo il lavoro m’invitavano a cena quasi tutte le sere, l’appartamento era sullo stesso piano, dopo cena la solita orgia a tre, una sera invitò una modella francese, era alta 1, 80 come me aveva due occhi verdi e capelli biondi e un culo, che quando l’ebbi tra le mani mi sembrò di andare in paradiso mentre me l’inculavo,

ricordo che quella sera l’accompagnai io in albergo, e lei non conoscendo bene Milano fù felice, mi fece salire in camera, lei non sapeva niente di me, fece la doccia e poi si propose con la sua bella figa bionda, ero molto confuso vedermi davanti alla la bocca la sua passera, sentire il suo profumo non seppi resistere, cominciai a leccarla tra fica e culo non capivo più nulla, dopo un qualche minuto cominciò ad emanare i suoi umori, mi girai a 69 e cominciò a succhiarmi l’uccello, la cosa mi piaceva da impazzire, cominciai a pensare che forse non ero gay, che la mia era una forte perversione e depravazione, fin dalla tenera età, quando cominciò a godere la girai di scatto e glielo misi nel culo fece un grido di piacere, però mi resi conto che l’avevo infilato nella fica, lei continuava a godere, e allora la penetrai nel culo grondava da tutte le parti, era fuori di se fù una serata particolare, disse di non aver mai provato tanto orgasmo in tutta la sua vita, per tutta la notte continuai a leccarle la figa e culo, quel sapore mi faceva impazzire, da piccolo i pompini me li avevano sempre fatti e lo avevo sempre messo nel culo agli altri, fare pompini non mi era mai piaciuto, anzi mi faceva schifo e nel mio culo al massimo era entrato un dito. La cosa mi fece molto riflettere, anche perchè dopo aver dormito si e nò due ore, mi svegliai con l’uccello duro come un sasso, le misi un cuscino sotto il culo e quando fidi la sua bella figa che mi guardava, la penetrai mi sembrava di volare, la mia mazza la faceva sballare, facemmo l’amore fino al mattino, menomale che era domenica niente scuola, mi sarei trovato in difficoltà.

Comunque la cosa tra noi andò avanti quasi due anni, andai un estate anche a Taormina con lei, i miei erano felici mentre mia sorella la troia, aspettava ancora il principe azzurro, dopo la maturità andai a Parigi a conoscere i suoi, anche loro erano nel campo della moda, inoltre avevano un grande negozio a Porte de Versailles, io e Denis andavamo molto d’accordo, pur avendo qualche vizietto, si perché a lei piaceva farsi leccare la figa anche da qualche amica, a sua volta anche a lei piaceva leccarla, a me piaceva il culo di ogni genere non me ne scappava uno, organizzava delle feste e quando mi capitava un bel culetto, me lo facevo donna o uomo non aveva importanza, lei era gelosa se mi veniva voglia di scopare qualche donna, vai a capire perché. Dopo aver conseguito il diploma di stilista, mi trasferii definitivamente a Parigi, in appartamento di proprietà dei suoi genitori, mentre con il lavoro gestivamo il negozio di famiglia, con la produzione disegnata anche da me di Alta Moda, gli affari andavano molto bene e decidemmo di sposarci.

Alla cerimonia c’erano anche i miei genitori e mia sorella, che a Parigi in un paio di giorni aveva trovato l’amore, i miei erano molto contenti io anche, perché mi ero levato quel dubbio che mi trascinavo da bambino. Dopo qualche mese dal matrimonio rimase incinta, da quel momento la nostra vita cambiò, basta con le feste , niente più orge organizzate scopavamo anche tre volte al giorno, durante la gravidanza aveva sempre voglia, e devo dire la verità io non mi tiravo indietro, anche perché era una gran figa, leccargliela negli ultimi mesi, che era bella dila tata mi faceva godere il doppio, e poi per non danneggiare la bambina glielo infilavo nel culo, prima lo lubrificavo, la lingua entrava dentro tutta nel culo, perché aveva le chiappe larghe, so che dopo averla slinguata e glielo infilavo nel culo, lei con le mani si smanettava la figona, io la guardavo e quando sborra vo sembravo un vulcano, provavamo degli orgasmi contempora neamente, che dopo stavamo quasi svenuti per una mezz’ora.

Eravamo due porconi, dopo che nacque Luisell ci demmo una calmata, ogni tanto quando i nonni tenevano la bambina, si faceva qualche serata per non dimenticare i vecchi tempi, io e lei senza più amici, passavamo tutta la notte a scopare la nostra testa ormai era a posto, quando battezzammo la bimba, fù una bella cerimonia anche allora i miei genitori vennero a Parigi. L’anno dopo si sposò mia sorella e fù l’occasione per i genitori di mia moglie di vedere l’ Italia, Taormina, per loro fù un sogno che si è avverato, per lui una vera storia a lieto fine. FINE

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Luce bassa, notte fonda, qualche rumore in strada, sono davanti al pc pronto a scrivere il mio racconto erotico. L'immaginazione parte e così anche le dita sulla tastiera. Digita, digita e così viene fuori il racconto, erotico, sexy e colorato dalla tua mente.

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