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Una vendetta particolare

Quel pomeriggio, Laura era ai grandi magazzini più per passare il tempo che per fare spese, non aveva acquistato nulla e si accingeva ad uscire, ma una volta uscita, notava sul marciapiedi di fronte suo marito Carlo, stava per chiamarlo, ma vide che si incontrava con una ragazza e la salutava con un bacio sulle labbra, in un attimo le crollò il mondo addosso, non poteva credere che quell’uomo suo marito da due anni, la potesse tradire così sfacciatamente, adesso le diventavano chiare diverse cose, le sue frequenti assenze, i suoi mal di testa, il perdurare degli scusami Laura ma questa sera sono veramente stanco, se non aveva un albero vicino dove appoggiarsi, sarebbe caduta in terra per l’emozionante scoperta, li aveva seguiti a piedi, e loro erano entrati in una pensione neanche tanto elegante, era rimasta ad aspettare due ore, prima di vederli riuscire sorridenti e abbracciati, poi dopo aver percorso circa trecento metri, si erano salutati con un bacio lungo e appassionato, e lei era entrata in un portone, il marito aveva proseguito a camminare, ma lei era entrata in fretta in quel portone, giusto in tempo per prendere l’ascensore insieme a quella ragazza, le guardava e notava che era veramente bella e giovane, era scesa al terzo piano, e prima di richiudere l’ascensore, aveva visto la porta dell’appartamento dove abitava, era scesa di nuovo e sul citofono leggeva il cognome che si trovava a quel interno, e si avviava verso casa, aveva la mente nel caos più completo, non sapeva cosa fare o dire, però una soluzione la doveva trovare, era entrata dentro un bar, si era seduta e aveva ordinato un caffè, non era l’ideale per lo stato d’animo che aveva, ma voleva rimanere lucida e pronta a tutto quello che avrebbe fatto, poi ritornava a casa e aspettava suo marito, lei aveva 27 anni, era bionda e ben fatta, alta 1, 70 un bel seno terza misura, due gambe tornite e slanciate, e un culo che il suo Carlo definiva divino, quante volte l’aveva inculata non le contava più, e se faceva un conteggio approssimativo, forse erano più le volte che lo aveva preso nel culo che scopare, ma lei oltre che far piacere a suo marito, aveva capito che prenderlo nel culo lo preferiva, diverse volte gli aveva misurato il cazzo, era lungo 20 centimetri, e ne faceva quasi sette di circonferenza, e il suo Carlo che di anni ne aveva trenta, non c’era sera che non facevano l’amore.

Si erano fatte le 20, 30 e suo marito era rientrato, Laura fingeva indifferenza su quello che aveva visto, e le andava incontro baciandolo sulle labbra, Carlo lo ricambiava il bacio ma con indifferenza, non era come i primi tempi che il bacio del ritorno, precedeva un incontro dopo la cena, a dir poco infuocato, si erano seduti a consumare la cena, e lui sempre indifferente seguiva la televisione e basta, poi dopo aver cenato, era andato in bagno e poi a letto, si era addormentato subito, Laura si era messa in cucina seduta, e studiava come si suol dire al tavolino, il piano che si faceva strada nella sua mente, erano ormai quasi due mesi, che lei tutte le sere doveva far ricorso al vibratore, e spesso se lo teneva acceso nel culo mentre si torturava il clitoride, poi dopo una masturbazione liberatoria era andata a letto anche lei, non aveva preso sonno subito, e la notte l’aveva passata abbastanza agitata, la mattina suo marito dopo il caffè era andato via, sempre con un bacino distratto e frettoloso, lei si era vestita bene, ben truccata, e con un blocco notes in mano era ritornata in quel portone, chiedendo alla portiera, che stava facendo delle informazioni commerciali sul Sig. tal de tali, ed era venuta a conoscenza che era una famiglia di quattro persone, moglie marito e due figli, un maschio e una femmina, l’uomo 24 anni studente, e la ragazza 19 anni studentessa, lei si chiamava Gabriella, aveva regalato dieci Euro alla portiera e ritornava a casa felicissima della sua indagine, poi chiamava il marito per sapere se tornava per il pranzo, ma Carlo le rispondeva che era a cento km. Dalla città, e che stava facendo un lavoro che si sarebbe protratto diverse ore, lui ripara Computer, allora avendo preso il nominativo dall’elenco telefonico, chiamava la ragazza per fissarle un appuntamento, Gabriella prima era un po titubante, ma sapendo che Carlo voleva vederla quel indirizzo, e chi parlava era la sua segretaria accettava, rispondendo che da li a poco sarebbe arrivata, Laura non stava più nella pelle per l’emozione, il solo sapere che quello che aveva in mente si sarebbe realizzato da li a poco, la faceva fremere per l’attesa, dopo circa mezzora sentiva suonare il campanello di casa, andava ad aprire ed era la conferma che la ragazza era lei, era veramente bella, capelli neri, occhi verdi e grandi, una bocca bellissima, labbra carnose, due seni minimo della quarta misura, 1, 70 di altezza, e due gambe e un culo veramente notevoli, la faceva entrare e accomodare in sala da pranzo, ma richiudendo la porta toglieva la chiave senza farsene accorgere, alla domanda della ragazza di dove fosse Carlo, lei rispondeva di attendere un momento che era in bagno, ma se gradiva le offriva un caffè che la ragazza accettava, e Laura di risposta, fammi compagnia mentre lo preparo così passiamo il tempo, e mentre preparava il caffè gli chiedeva cosa facesse di bello, e la ragazza rispondeva che stava per diplomarsi, per poi cercare lavoro, alla domanda sei fidanzata rispondeva, si da un paio di mesi, ma lui è quasi sempre in giro per l’Italia, ripara i computer e ha tanto lavoro, Laura aveva una voglia matta di darle il vassoio in testa, ma oltre che andare avanti con la sua personale vendetta, capiva che Gabriella, era anche lei vittima di quello stronzo di suo marito, fatto il caffè si mettevano sedute sul divano a berlo, poi Laura iniziava, ma il sospetto che abbia un’altra vita non ti ha mai sfiorato, le diceva, e Gabriella con lo sguardo interrogativo la guardava e non sapeva cosa rispondere, era Laura che proseguiva, ma tutte le domeniche e i giorni di festa lui lavora sempre? a questo non hai mai fatto caso? e continuava, e poi lui una casa dove portarti non l’aveva? allora ti rispondo io a queste domande, io non sono la sua segretaria, sono la moglie, adesso hai capito chi sono, Gabriella era diventata bianca come un lenzuolo, si era alzata e faceva per andarsene, ma la porta la trovava chiusa, Laura la raggiungeva, e prendendola per un braccio la strattonava di nuovo nel salone, poi la sbatteva sulla poltrona e le gridava, sono due mesi che la sera mi debbo masturbare perché quello stronzo si scopa la bambolina, e adesso sono stanca di farlo, finalmente ho trovato chi lo fa per me e per lui.

Gabriella la guardava stordita e incredula, non poteva credere che quello che stava vivendo fosse vero, era un sogno, o meglio un incubo, e appena sveglia sarebbe svanito, ma invece si rendeva conto che era la realtà nuda e cruda, e adesso piangeva senza riuscire a parlare, quella bella ragazza che le aveva aperto la porta, adesso si era trasformata in una strega, aveva gli occhi fuori dalle orbite per la rabbia, e la guardava come se volesse sbranarla da un momento all’altro, e Carla le aveva aggiunto, adesso tu farai tutto quello che voglio io, altrimenti ti riapro la porta e questa sera vengo a casa tua e racconto tutto ai tuoi, allora cosa decidi, io ho fretta di sapere cosa vuoi fare, Gabriella continuando a piangere le aveva detto, la prego, io non lo sapevo che era suo marito, abbia perlomeno un po di comprensione, ma lei rimaneva ferma nelle sue intenzioni e le rispondeva, adesso vai di la e ti spogli, poi ti dirò cosa devi fare, e sbrigati che non ho tempo da perdere io, la ragazza si alzava ormai rassegnata e si dirigeva nella camera da letto, aveva iniziato a togliersi la camicetta, e stava per fare altrettanto con la gonna, ma Laura le aveva ordinato, via il reggiseno poi la gonna, lei lo aveva tolto, e metteva in mostra un seno meraviglioso, erano due mammelle grosse e piene, ma sembrava sfidassero la legge di gravità, chiaramente a 19 anni si ha un seno molto più sodo che avanti con l’età, poi si sfilava la gonna, dal tanga che indossava si affacciava un bel ciuffo di peli neri, aveva una fica piena e grassa, le labbra paffute e ben marcate, e si vedeva chiaramente lo spacco della fica che troneggiava su tutto, anche Laura aveva iniziato a denudarsi, ma ci metteva poco, sotto la vestaglia indossava solo le mutandine bianche e trasparenti, prendeva per una mano Gabriella e la portava in bagno, la faceva entrare nella doccia insieme a lei, poi sotto il getto caldo le diceva, adesso prendo il bagno schiuma e lavami tutta dappertutto, ma senza spugna, voglio sentire le tue mani, Gabriella si vergognava e un po le faceva schifo toccare una donna, ma Laura era ferma nel suo intento, o lo fai o questa sera ecc. ecc. , aveva iniziato dalla pancia a lavarla, ma Laura le diceva, comincia pure dalla fica, che tanto è li che devi andare, e fai una cosa molto delicata, perché se non mi fai sborrare ti prendo a schiaffi, e poi sai anche il resto, la mano con il sapone liquido si era insinuata in mezzo alle sue cosce, e sentiva il dito che premeva in mezzo alla fica per trovare lo spazio che cercava, e poi lo sentiva entrare delicatamente dentro, allora le aveva quasi gridato, il grilletto fallo sul grilletto che mi piace, e quella mano piccola e delicata aveva trovato il clitoride e lo stava strusciando con molta delicatezza, l’orgasmo le era arrivato all’improvviso e potente, e mentre sborrava si era avvinghiata a quella ragazza e l’aveva baciata sulla bocca, Gabriella non aveva ricambiato il bacio, ma era rimasta con le labbra socchiuse, mentre quella lingua le entrava nella bocca, provocandogli dei brividi con tutto che era di una donna, poi senza rendersene conto si era trovata con la sua mano sulla sua fica e se la stava menando anche lei, ma l’altra l’aveva tolta e continuava nella masturbazione appena iniziata, adesso anche Gabriella stava per sborrare, e aveva rimesso la mano in quella fica che prima non voleva toccare, e ricominciava a menargliela molto meglio di prima, e l’aveva fatta godere veramente bene, erano uscite dalla doccia e Laura si era fatta asciugare in tutto il corpo, dicendole, sbrigati che ti aspetto in camera da letto.

Gabriella si era asciugata perdendo anche un po di tempo, ma dalla camera Laura le diceva ad alta voce, vuoi sbrigarti che io sono pronta, e se anche a malincuore era andata nella camera dove l’aspettava quella donna, la trovava sdraiata sul letto con le gambe aperte e la fica spalancata, come l’aveva vista Laura senza mezzi termini le aveva detto, adesso mi lecchi la fica, ma vedi di farlo bene altrimenti quello che ti aspetta rimane, non credere che per il fatto che ti ho smanettata un po la fica mi sia mossa a compassione, anzi non ci penso affatto, e adesso sbrigati che ne ho voglia, Gabriella si era sdraiata, e con il viso si trovava a pochi centimetri dalla fica di Laura, questa cosa le faceva schifo veramente, non aveva il coraggio di avvicinarsi di più verso quella fica quasi bionda che aveva davanti, la vedeva tutta spalancata, in clitoride che le usciva prepotente dal suo alveolo, le piccole labbra bagnate, e colava umori dal buco che aveva, Laura era eccitata veramente per quello che stava vivendo, ma un urlo perentorio di Laura l’avevano fatta uscire dai suoi pensieri negativi, e anche se provava disgusto, iniziava timidamente a mettere la lingua in mezzo a quella fica molto bagnata, alla prima linguata sul grilletto Laura aveva un brivido e iniziava a godere, quella situazione la eccitava fuori misura, Gabriella vedeva che la fica iniziava a colare umori in quantità, continuava a leccare tutto quel fradicio che ormai doveva subire, sentiva per la prima volta il sapore degli umori femminili, e non lo trovava molto disgustoso, quel sapore amarognolo e un po di selvatico non erano poi così cattivi, e poi le piaceva sentire che quel suo modo assai pasticciato di leccare la fica a Laura le piaceva, e così cambiava continuamente il modo di leccare, ma tutto quello che faceva, inevitabilmente portava quella donna all’orgasmo, ne era quasi orgogliosa nel sentire i lamenti di godimento di Laura, e mentre continuava sentiva che si stava eccitando anche lei, ormai stava leccando quella fica con un impegno che non credeva di mettere, e con la mano destra era scivolata sulla sua fica e iniziava a menarsela dolcemente, Laura nel suo godimento aveva sentito il movimento di Gabriella, e si girava con il corpo e le afferrava la mano che aveva in mezzo alla fica, e le diceva, se vuoi sborrare te lo devo autorizzare io, altrimenti non fai un cazzo da sola mi hai capito? Gabriella diceva un si a bassa voce e toglieva definitivamente la mano, ma Laura strava per avere il suo secondo orgasmo, e mossa a compassione con uno scatto di reni si girava, e si posizionava sopra a Gabriella, che spiazzata da tanta dolcezza ricominciava a leccare la fica di Laura con una passione particolare, adesso sentiva che la lingua di quella donna, le stava dando delle sensazioni particolari, e più lei metteva impegno a leccarle la fica, e più aumentava il piacere che sentiva adesso in mezzo alle gambe, si erano avvinghiate come due serpenti che lottano per la sopravvivenza, e gli orgasmi si erano ripetuti così tanto, che ormai era tutto uno sborrare continuo quello che facevano, dopo numerosi godimenti multipli provati, erano crollate una a fianco all’altra sudate affannate e distrutte, avevano passato più di un’ora sdraiate vicine a cercare di rilassarsi, e qualche minuto di sonno o torpore le aveva vinte, poi era Laura che faticosamente si alzava dal letto e le diceva, quando mi hai visto ti facevo schifo o sbaglio? e poi ci siamo affiatate al punto da godere numerose volte insieme, tu devi assolutamente mantenere questo segreto con me soltanto, guai se lo viene a sapere quello stronzo di Carlo, pertanto tu ogni pomeriggio verso le 16 vieni qui e mi dai soddisfazione, e poi ti farò sapere quello che ho in mente, perché quando deciderò che anche Carlo faccia parte di questa partita, tu farai tutto quello che io ti dirò, l’idea che ho è fantastica, e tu mi darai una mano a realizzarla. FINE

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I racconti erotici sono la mia passione. A volte, di sera, quando fuoi non sento rumori provenire dalla strada, guardo qualche persona passare e immagino la loro storia. La possibile situazione erotica che potranno vivere...

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