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Voglie da donna

Era come una febbre e mi bruciava dentro da sempre. Un desiderio fortissimo di tutto quello che è femminile. Un desiderio fortissimo di sembrare donna. Mi è sempre piaciuto indossare indumenti femminili. Vestirmi da donna mi ha sempre eccitato moltissimo.
Da bambino quando restavo solo in casa indossavo le mutandine di mia madre. Crescendo mi cominciavano a star bene altre cose e pian piano arrivai a vestirmi completamente. Comincia anche a truccarmi. All’inizio solo un po’ di rossetto poi via via imparai a truccarmi molto bene. Per farmi un mio guardaroba escogitai un sistema che funziono benissimo. Spostavo un capo di vestiario che mi interessava di mia madre in un posto insolito dell’armadio. Qualche volta se era una cosa che le interessava molto ribaltava la camera per cercarlo e lo trovava. Spesso pero lasciava andare dicendo che prima o poi sarebbe riuscito fuori. Di solo dopo un po’ se ne dimenticava e allora io lo facevo mio e lo tenevo insieme al resto in uno scatolone che tenevo sopra l’armadio della mia camera. Mia madre credeva che fosse piena di vecchi giochi che amavo conservare.
Con questo sistema riuscii a farmi un ricco guardaroba e un bel set da trucco.
Ogni volta che rimanevo solo in casa per un po’ di tempo mi travestivo da donna. Vedermi donna mi eccitava da morire, mi atteggiavo da donna, cercavo di educare la voce per poter parlare con la voce da donna.
Grazie al fisico il risultato che vedevo allo specchio era decisamente fantastico. Mi vedevo una bella ragazza. Quel gioco mi eccitava da morire. C’erano delle cose anche puerili che mi eccitavano da morire. Mi piaceva parlare al telefono facendo la voce da donna. Per questo telefonavo a negozi e uffici informazioni.
Il vedermi donna mi eccitava ma quello mi faceva impazzire era il desiderio di essere visto da altri come donna. Volevo sentirmi donna in mezzo agli altri. Un’idea fissa che mi perseguitava. Ma come potevo fare. E’ che una volta travestito era difficilissimo capire che non ero una donna vera e sarebbe stato difficile per un conoscente riconoscermi. Ma uscire da casa cosi era tropo rischioso. L’idea di essere scoperto mi terrorizzava.
Ora ho vent’anni. Mi sento sempre più femmina. Sempre preoccupato di difendere il mio segreto. Ma finalmente sono riuscito a dar sfogo alle mie voglie. Sono riuscito a fare la donna in mezzo ad altre persone. Mi sono sentita gli occhi degli uomini addosso. Ho fatto la femmina tra le braccia di un uomo.
L’ispirazione di come poter uscire ed entrare da casa vestito da uomo e poi trasformarmi in donna mi è venuta un giorno che viaggiavo in treno.
Mi stavo recando al bagno ma sono stato preceduto di un attimo da un giovane. Dovetti aspettare un bel po’ prima che uscisse e quando uscii indossava una divisa da cadetto d’accademia. Mi si accese la lampadine sui treni non ci sono i bagni separati per uomini e donne. Potevo entrare vestito da uomo e uscire vestito da donna e viceversa. Nessuno si sarebbe meravigliato. L’importate entrare mentre non c’è nessuno.
Fatta quella scoperta cominciai a prepararmi al grande evento. Girare per la città vestito da donna. Sentirmi femmina ammirata dai maschi. Certo non avevo la certezza di non essere scoperto un travestito. Ma questo non mi preoccupava anzi in un certo senso nelle mie fantasie c’era anche quello di fare la parte del trans.
Il giorno del debutto ero eccitatissimo. Preparai la borsa con molta cura. Il beauty case con il trucco. I vestiti da indossare. Tutte cose provate e riprovate, molto provocanti.
Portai la borsa in macchina. Uscendo la sera avrei detto che andavo a cena con amici e poi in discoteca. Uscire con un borsone sarebbe apparso strano. Alle otto lasciai casa. Salito in macchina mi avviai verso la stazione Tiburtina. Lasciata la macchina con la borsa mi avviai alla biglietteria. Feci due biglietti, entrambi di andata e ritorno per la stazione di Trastevere.
Aspettai pochissimo il treno. In venti minuti ero a Trastevere. Andai al binario dove sarebbe passato il treno che tornava a termini solo all’ultimo momento per non essere notato dagli altri viaggiatori in attesa.
Appena salito in treno approfittai di un attimo che non c’era nessuno nei paraggi per entrare nel bagno.
Avevo 20 minuti per cambiarmi e truccarmi. Avevo fatto le prove. Era un tempo sufficiente, ma l’eccitazione mi rallento e feci appena in tempo. Uscii dal bagno mentre il treno fermava a Tiburtina. Per la prima volta mi ritrovai vestito da donna in mezzo ad altra gente. Mi tremavano le gambe per l’emozione. Scesa dal treno mi avvia con passo un po’ accelerato verso il parcheggio della macchina. Comincia ad esaminare il modo in cui mi guardavano quelli che incontravo. Nessuno sgranava gli occhi, gli uomini in compenso mi guardavano con interesse. Mi senti apprezzata. Si. Piacevo Avevo indossato un maglioncino a collo alto di lana boucle rosso sopra una gonna a portafoglio corta ma non molto. Le gambe inguainate in calze color cognac sorrette dal reggicalze. Ai piedi un paio di decolté con tacchi altissimi.
Visto che nessuno si meravigliava vedendomi comincia a rallentare il passo ancheggiando vistosamente. Ero in estasi il cuore mi batteva all’impazzata.
Arrivata in macchina misi il borsone nel porta bagaglio e salita in macchina, parti.
Avevo in mente un programma ben preciso, per prima cosa volevo poter parlare con qualcuno. Volevo provare la voce che tanto avevo sperimentato al telefono. Mi fermai ad un distributore. Un self-service, dove c’era un pachistano. Scesi dalla macchina e dandogli i dieci mila lire scambiai con lui due parole. Non lo vidi meravigliato. Mi guardava però con interesse. Si funzionava la mia voce era da femmina.
Ora il programma prevedeva un aggiustamento del mio look. Poco lontano dal distributore accostai un attimo la macchina al marciapiedi mi sfilai la gonna a portafoglio. Sotto avevo una mini gonna elasticizzata che mi copriva appena l’orlo delle calze. Ripartii alla ricerca di un altro distributore. Avrei rimesso altre dieci mila lire. Volevo vedere l’effetto che facevo vestita cosi. Ormai ero eccitatissima e volevo osare. Volevo vedere gli uomini eccitarsi per me. Certo vestita cosi sarei apparsa una donna di vita. Era quello che infondo volevo. Al distributore trovai un marocchino. Che vedendomi non cerco neanche di nascondere l’effetto che gli facevo. Mi guardava con sfrontatezza e dandomi del tu mi fece capire che mi considerava una puttana. La cosa mi eccitò immensamente.
Il prossimo punto del mio programma prevedeva di andare in uno di quei posti dove sostano le prostitute lungo la strada. Lo scopo era quello di parlare con qualche prostituta con la scusa di cercare un’amica. Mi diressi verso l’Eur. Avevo già studiato il posto fermai la macchina in una viuzza e a piedi facendo pochi passi arrivai sul viale dove sostavano parecchie prostitute. Parlai con due che mi presero per una di loro senza sospetti. Mentre tornavo in macchina Mi si fermò accanto una macchina. L’autista era un anziano che mi chiese “Quanto vuoi?” Quell’approccio mi sconvolse. Mi fermai e piegatami sul finestrino, cli feci: “Non lavoro qui tesoro.” Poi col cuore che mi batteva corsi verso la macchina.
Ero tutta in subbuglio. Un uomo voleva fare l’amore con me. Bastava che avessi detto si e sarei stata tra le braccia di un uomo. Ma a me non interessa quello. A me piace solo vestirmi da donna. Mi piace giocare a fare la donna. Essere tratta da donna.
Certo essere invitata a fare l’amore ti fa sentire tanto donna. Tantissimo. Essere corteggiata è il massimo. Pero poi quello non si accontenta di corteggiare. Mentre guido la mente mi fuma .
Forse potevo anche accettare divertirmi a fare la civetta e poi fingere un malore e troncare la cosa. Fino a che punto avrei fatto arrivare il gioco? Certo vedere il suo cazzo arrapato a causa mia sarebbe stato bello. Ma lui sicuramente avrebbe cominciato a pomiciarmi durante il viaggio. Si sarebbe accorto che non sono una donna.
Pero ci sono tanti che vanno proprio a cercare i travestiti. Potrei andare in un posto li vicino dove battono i travestiti. Potrei fare la stessa cosa che ho fatto con le prostitute.
Sperando che mentre sono li qualcuno mi si accosti? Si ormai l’idea mi eccita troppo. Voglio vedere un uccello eccitato da me. E il trucco del malore funzionerà? Sarò abbastanza convincente? Non sarebbe meglio cambiare piano. Mettere le cose in chiaro prima. In fondo potrebbe essere divertente vedere un uomo godere per me. Potrei dirgli che faccio solo masturbazioni.
Intanto con la macchina supero due travestiti seminudi. Mi allontano abbastanza e posteggio.
Andrò a parlare con quei due. Ancheggiando vistosamente lungo il marciapiede mi avvicino ai due. Camminando la minigonna mi sale lasciando vedere il reggicalze. Sono quasi accanto a loro quando si ferma una macchina e uno di loro sale. Chiedo all’altro se conosce un mio amico. Un nome ovviamente inventato che lui naturalmente non conosce. Stiamo ancora parlando quando si ferma un’altra macchina. Lui subito si avvicina. Lo sento dire ” ottanta dietro e trenta con la bocca.”
Il cliente lo invita a salire. Rimango solo sul marciapiede. E inutile nascondermelo, ogni volta che vedevo i travestiti battere sul marciapiede provavo un senso d’invidia. Ora sono li. Potrei correre in macchina, ma non ne ho voglia. Pero è inutile che te lo nascondi dirgli che fai solo pippe non regge. Il minimo che quelli vogliono e un trattamento con la bocca.
Succhiare un uccello? No è troppo. E se mi fa schifo?
In quel momento si ferma una macchina. Il cuore mi zompa in gola. Pero invece di scappare mi avvicino alla macchina. “Quanto…” E’ un ciccione sudaticcio.
“Sessanta con la bocca” Riparte.
Non avrai il coraggio di farlo. Hai raddoppiato il prezzo per essere sicuro di non doverlo fare.
Quanto era brutto quel ciccione! Per questo abbiamo alzato il prezzo? Allora non ti fa schifo?
Facendolo col preservativo! Ecco perché nella borsetta c’è capitato quel pacchetto di preservativi.
Si ferma una macchina. Il cuore ricomincia a battere. L’autista fa un gesto significativo.
“Solo con la bocca. Trenta.” Sospiro io. Non riparte mi fa un gesto. Sono diventata una puttana. Salgo in macchina. Avrà quaranta anni, robusto, con la faccia da porcone. Mi poggia una mano sulle cosce. Sa lui dove andare. Si ferma in un angolo di un parcheggio deserto circondato da alberi. Ha un cazzo enorme, già semieretto. Con le mani tremanti infilo il preservativo. Mi chino tra le sue gambe un odore forte di sudore orina e altro mi colpisce l’odorato eccitandomi ancora di più.
Comincio. Lui mi carezza. Non pensavo di poterne farne entrare tanto in bocca. Quando gode sento la punta del preservativo gonfiarsi di sperma caldo, godo anch’io. Per fortuna il sedile è di simil pelle, Sono tutto bagnato.
Ritornati indietro scendo e di corsa mi infilo in macchina. Sono stremato. Corro in stazione l’ultimo treno è alle 12.30 e sono le 12.00.
Il giorno dopo la mente non riesce a liberarsi dei ricordi. Va sempre li. E’ stato bellissimo.
Si. Lo voglio rifare. Che bello sentire quel cazzo duro godere. Sentirlo fremere. Quant’era grosso. Troppo grosso? Perché? Era più grosso del vibratore. Che c’entra? Oh no! Non penserai mica….? Il vibratore pero da delle sensazioni stupende. No. Neanche a pensarci.
Sara bellissimo farlo ancora con la bocca. Magari potrei tornare al distributore del marocchino. Deve avere un cazzo notevole.
Due sere dopo sono di nuovo all’Eur, sto scendendo dalla macchina vestita da troia.
E’ un punto dove non c’é nessuno a battere. Passano alcune macchine velocemente poi dopo un po’ se ne ferma una. Dopo poco sono in un angolo del parcheggio con l’uccello di un cinquantenne in bocca. Non è un cazzo molto grosso. Delle dimensioni del vibratore?
Si più o meno.
L’uomo gemendo di piacere mi carezza le chiappe. Che bello sarebbe sentire il vibratore guizzare su per il culetto.
L’uomo gode con un urlo. Mi lascia eccitatissimo. Con una voglia di cazzo spaventosa.
Comunque basta ritornare sul marciapiede. Aspettare che si fermi qualcuno. E potrai riavere subito un bel cazzone in bocca o al … No! Solo in bocca. Mi basta. Poi a casa giocherò col vibratore. Allora perché stai cercando di ricordarti quanto ha chiesto l’altra notte il travestito con cui parlavi? Chiedeva ottantamila. Anche se lo chiedessi nessuno me le darebbe. Certo sono tante. E’ difficile che te le diano. E se poi c’è un pazzo che me le da? Il vibratore ti piace sentirlo ti fa impazzire. Ma se è un cazzo enorme? Ti piacerà di più smettila di fare la scena. Muori dalla voglia di sentirti un cazzone nel culo.
Si ferma una macchina. E un omone sui quaranta anni. Apre il finestrino: “Quanto vuoi?”
Poggiato sul bordo del finestrino infilo la testa dentro: “Settanta dietro e ……”
Grazie alla vasellina non ho sentito molto dolore. In compenso il gusto è stato fantastico.
Ora sono una donna completa.

FINE

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Ciao, grazie per essere sulla mia pagina dedicata ai miei racconti erotici. Ho scelto questi racconti perché mi piacciono, perché i miei racconti ti spingeranno attraverso gli scenari che la tua mente saprà creare.

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