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3 donne in calze a rete vicino ad un camino

Week-end en-femme (racconto trans)

Dopo quella prima volta in lingerie è stato un crescendo. Andrea era rimasto piacevolmente soddisfatto dell’incontro con me en-femme, mi propose di passare un week-end tutto per noi in una cascina di montagna di un suo amico a circa 600 km da dove abitiamo. Io ero molto allettata dalla proposta e così qualche giorno prima andai a fare shopping per “incrementare” il mio abbigliamento femminile, infatti pensai che sarebbe stata l’occasione giusta per vivere da donna tutto il week-end. Spesi una cifra comprando della lingerie (calze, reggicalze, body, coulotte nere e due perizoma, uno rosso uno bianco, un reggiseno anch’esso nero che avrei riempito con dei seni finti comprati su dmail, una camicia da notte nera in pizzo) un abitino color crema che arrivava sopra al ginocchio, una minigonna blue ed una camiciola molto attillata rosa, inoltre un paio di scarpe nere col tacco alto 8 cm (è stata un’impresa perché ho il piede 43) un paio di stivali attillati al ginocchio con un tacco di 5 cm  ed un paio di ciabatte rosa e per finire un vestitino senza pretese a fantasia per stare a casa. Il giorno della partenza dissi ad Andrea di darmi le chiavi della casa di campagna e di raggiungermi lì nel pomeriggio. Andai con tre ore di anticipo per preparami. Feci una bella doccia con depilazione totale (era la prima volta, di solito avevo depilato le gambe ed il mio bel culetto) misi le calze nere con la riga dietro, il reggicalze, il perizoma il reggiseno quindi la minigonna e la camiciola rosa, mi truccai e diedi volume ai capelli che sciolsi (da due anni li porto lunghi legati dietro a coda di cavallo), completai l’opera con le scarpe e del profumo molto dolce, roccobarocco. Mi ammirai allo specchio e per poco non raggiunsi un orgasmo. Andrea arrivò e rimase di stucco, mi abbraccio e si staccò subito per non rovinare il trucco e l’acconciatura dei capelli: ero una donna fantastica!

Partimmo per il nostro viaggio e non vedevamo l’ora di arrivare, di tanto in tanto Andrea mi faceva qualche complimento e mi lanciava qualche sguardo “penetrante”. A metà strada gli chiesi di fermarsi ad un’area di servizio perché avevo necessità di fare pipì. Scese anche lui e ci dirigemmo ai bagni io naturalmente mi accinsi ad entrare in quello delle donne. Aprii la porta e non c’era nessuno, forse perché erano le 4 del pomeriggio.

Mi sentii spingere da dietro; era Andrea che avendo notato il bagno libero entrò al mio seguito indirizzandomi verso uno dei bagni libero, entrammo e mi abbracciò e bacio dicendomi: Elena sei bellissima, è da tutto il viaggio che ti desidero e mi baciò appassionatamente scatenando in me l’eccitazione di un contatto fisico. Mi abbassai e lui slacciandosi i pantaloni fece svettare fuori il suo cazzo già in tiro. Cominciai a baciarlo e leccarlo quindi appoggiai la lingua sulla cappella e lo guardai dritto negli occhi: era in estasi. Comincia a succhiarlo voracemente e quando capii che stava venendo per evitare di sporcare i vestiti e rovinarmi il trucco, lo tenni in bocca appoggiando la lingua sulla cappella, affinché gli schizzi non andassero in gola (come mi era successo tanti anni fa quando, facendogli il mio primo pompino completo, gli schizzi mi arrivarono dritti in gola provocandomi conati di vomito, rovinando tutto il bello dell’atmosfera di quella volta). Mi riempi la bocca di sperma e gemette trattenendo gli urli di piacere. Nello stesso istante anch’io ebbi un orgasmo che mi fece tremare le gambe, sporcando il perizoma. Dopo esserci ricomposti riprendemmo  il viaggio. Dopo altre tre ore giungemmo nella cascina, era una bella serata di ottobre e c’era un’arietta frizzante.

Entrammo e dopo avere posato i bagagli facemmo un giro della casa: era piccola ma arredata con gusto, giunti nella stanza da letto mi abbraccio da dietro e baciandomi sul collo mi disse che voleva ricambiare il piacere che gli avevo dato nell’aria di servizio. Mi sfilò la gonna e scostando il perizoma cominciò a stuzzicare il mio buchetto, si abbassò e cominciò a leccarlo, io andai in estasi, mi piegai in avanti sul letto, offrendogli il mio bel culetto, lui dopo un po’ di baci e colpetti sapienti di lingua prese un po’ di lubrificante e comincio ad entrare ed uscire del mio culetto prima con uno poi con due dita: avevo capito che da li a poco mi avrebbe passato un profilattico alla fragola e mi avrebbe scopato. Si alzò, apri i pantaloni ed estrasse il suo cazzo già in tiro e lo appoggio al mio sfintere voglioso. Cercai di fermarlo, ma lui con dolcezza mi disse che non voleva il profilattico e che avrebbe fatto lui piano piano la prima manovra (se ben ricordate amo impalarmi da sola per controllare quel fastidio-bruciore iniziale). Devo dire che è stato un gran galantuomo, ma trattandomi da vera signora entrò anche se con dolcezza inesorabilmente dentro di me. Comincio a stantuffare ed io a mugolare dal piacere, fino a quando avvertii dentro di me gli schizzi caldi, pochissime volte era capitato. Ero beata nella mia femminilità, estraendo il cazzo, il mio culetto rimase aperto e mentre fuoriusciva il suo seme che colava, sporcandole, sulle mie calze, ebbi un orgasmo fantastico e non reggendomi più crollai a letto. A sera dopo una doccia mi presentai in cucina con il vestitino a fantasia senza calze e senza mutande sotto, perché avevo il mio buchetto in fiamme per la grande scopata di poco prima. Lui restò un po’ deluso del mio abbigliamento, ma non sempre si può essere provocanti e pronti ad eccitare. Dopo cena stanchi per il viaggio decidemmo di andare a letto. Ma io avevo voglia! Andai in bagno e mi preparai con la culotte nera e la camicia da notte in pizzo che era tutto un programma. Lo raggiunsi in stanza e lui era in slip, poiché non porta mai il pigiama. Mi venne incontro e mi abbraccio baciandomi teneramente. Il suo cazzo non rimase insensibile ed io ne avvertii la consistenza. Ci buttammo a letto e lui cominciò a baciarmi in tutto il corpo, sfiorando ogni centimetro del mio corpo. Mi tolse con molta lentezza la coulotte facendomi vibrare per l’attesa e comincio ad accarezzarmi il culetto. Quindi inizio un lento slinguazzare che lo portarono piano piano a forzare con la lingua il mio buchetto che elastico per la scopata dell’arrivo si aprii sotto la sua spinta: era divino, mi stava scopando con la lingua calda e sensuale.

Mi staccai, avevo voglia di lui, accarezzai e baciai ogni parte del suo corpo e quando quasi lui mi supplico mi indirizzai al suo pene che fuoriusciva degli slip. Lo leccai e lo succhiai come sapevo fare sfoderando la mia arte femminile imparata e messa in pratica con lui. Quindi presi il lubrificante alla fragola, mi umettai il buchetto, presi un profilattico anch’esso alla fragola lo srotolai sul suo pene e mettendomi a cavalcioni su di lui appoggiai il mio buchetto sul cazzo in tiro che scivolò senza fatica dentro di me. Lo cavalcai per dieci minuti baciandolo e ricevendo in cambio tante eccitanti carezze. Staccatosi da me mi fece mettere con le spalle in giù mise un cuscino sotto il mio culetto e portandomi le gambe al petto, avvertii che il mio culo si allargava oscenamente: ero nelle sue mani poteva fare di me quello che voleva anche perché io avevo perso ogni freno inibitorio ed ebbi un orgasmo. Dove venti minuti di stantuffare, si spostò tolse il profilattico e si avvicinò al mio viso, lo presi in bocca e leccandolo e succhiando con mio sommo piacere, lo portai all’orgasmo. Mi schizzò in viso come non mai, e dire che aveva avuto altri due orgasmi nella giornata, lo sperma mi colava dovunque, lo presi dolcemente in bocca e lo ripulii per benino donandogli le ultime estasianti sensazioni di piacere. Ci sistemammo ed andammo a dormire: che giornata! Ed era solo la prima.

FINE

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