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Week-End rilassante

Sabato 11 Dicembre ore 13. 00
Un’altra settimana di lavoro era terminata ed il mio unico pensiero era di arrivare a casa e buttarmi sul divano.
Arrivato a casa come una saetta e percorsi velocemente il corridoio, mi spoglia completamente, mi feci una bella doccia, alzai il riscaldamento al massimo e mi buttai nudo sul divano con l’intento di farmi una bella dormita.
Mi ero appena appisolato ed avevo l’impressione di sentire suonare il campanello. Pensai che sicuramente era qualche rompicoglioni e mi girai dall’altra parte. Il campanello suono di nuovo.
Ero un po’ frastornato e cercando alla bene meglio qualcosa per coprirmi andai ad aprire.
Indossai l’accappatoio, bianco a kimono.
Il campanello suonò una terza volta e andai alla porta
“Chi è ? ” Chiesi da dietro la porta.
“Sono Marco, il tuo vicino, devo chiederti un favore”.
Al momento sentendo la voce rimasi sorpreso. Marco era il nuovo vicino d’appartamento, non ci si frequentava molto perchè avevamo orari completamenti diversi, ci si limitava ai saluti di rito quando ci si incrociava sulle scale, ma mai ci eravamo fermati a scambiare due parole.
Di lui sapevo solo che era tipo ben piazzato perché frequentava la palestra in fondo alla strada, ed a volte avevo incontrato i suoi muscoli sodi e ben delineati erano ben visibili sotto la maglietta.
“Ciao Marco, dimmi tutto” gli dissi dopo aver aperto la porta.
“Ti devo chiedere un grande favore” rispose subito lui in tono agitato.
“Stasera devo uscire presto e mi si è rotta la doccia e non posso uscire di casa in queste condizioni! Sono appena tornato dalla palestra e fa troppo freddo per tornare in piazza”
“Ma figurati per così poco, tranquillo puoi usare la mia, accomodati pure”
“Ti ringrazio sei un vero amico, non avrei proprio saputo come fare”
Dopo che Marco era entrato, mentre stavo per chiudere la porta, senti il suo telefono suonare e mi disse di aspettare un attimo che doveva rispondere, e torno nel suo appartamento.
Marco tornò subito dopo più incavolato che mai in quanto la sua serata era saltata ed ormai era troppo tardi per organizzare qualcosa con qualcun altro, e mi ringraziò della disponibilità e mi disse che non aveva più bisogno della doccia perché se ne sarebbe stato in casa a guardare una cassetta.
Ormai mi ero svegliato e quindi gli dissi che se voleva l’offerta della doccia era sempre valida, visto che anch’io non avevo impegni ed avrai passato il week-end a poltrire.
Chiesi a Marco se gli andasse una pizza perché nel frattempo si erano fatte le nove ed avevo cominciato ad avere un po’ di fame.
“Okay, mi piace l’idea, anche perchè anche a me è venuta una fame incredibile! ”
“Mentre ordino la pizza vai pure a farti la doccia, che tra 10 minuti si mangia”
Mostrai a Marco dove era il bagno e mentre lui si faceva la doccia io preparai la tavola per la cena. Marco usci dal bagno con i capelli bagnati ed indossava pantaloni della tuta neri e maglietta bianca.
“Hei” mi disse “ma il riscaldamento è gratis qui da te? ”
“No” gli risposi ” è che appena arrivato a casa mi sono fatto una doccia e mi sono buttato sul divano a fare un pisolo, e visto che io dormo nudo e c’è tempo da neve ho alzato al massimo”.
La serata proseguì tranquilla, la cena andò avanti per circa un’ora tra i racconti delle nostre vite e le varie domande reciproche a proposito di lavoro, famiglia, amicizie. Alla fine gli proposi di guardare uno dei tanti film registrati di cui disponevo in casa, oppure di vedere alla televisione se c’era qualcosa che valesse la pena guardare.
Mi sorprese dicendomi che al film avrebbe pensato lui, mi disse che aveva un film a casa sua che voleva mostrarmi assolutamente.
Si alzò dal divano e rapidamente si diresse alla porta, uscì di casa e riapparve sull’uscio dopo qualche minuto con in mano una custodia per videocassette.
“Vedrai che questo film ti piacerà un casino ! ” mi disse mentre estraeva il nastro dalla custodia e lo inseriva nel videoregistratore.
le prime immagini stavano già iniziando sullo schermo del televisore, e non ci volle molto tempo per rendersi conto che il video era hard a tema bisex.
Stavamo entrambi seduti sul divano a vedere il film, io mi sentivo alquanto imbarazzato nel vedere le scene di sesso con Marco vicino, avevo paura che lui si rendesse conto delle mie inclinazioni, non sapevo quale poteva essere la sua reazione perciò stavo attento a controllarmi.
Marco saltuariamente se ne usciva con frasi del tipo, guarda quella cosa combina, o guarda quello com’è grosso, e poi si metteva a ridere, e proprio in uno di quei momenti mi accorsi che spesso si soffermava con la sua mano sul gonfiore della tuta che era ormai evidente..
“Ti stai eccitando eh? ” gli dissi . “Si parecchio, di solito questi film li vedo da solo e mentre li vedo, beh dai… hai capito no, ? ”
“No, non ho capito. Che fai mentre li vedi ? ” “Mi faccio un raspone no! … che pensavi che facessi ? ” “Beh… guarda che non c’è nulla di male, se vuoi puoi farlo pure qui. Non ti sei mai fatto le seghe con gli amici ? ”
“No. Non l’ho mai fatto, sono sempre stato solo mentre lo facevo, e tu ? ” “Si io ho provato ancora, e ti assicuro che spesso la cosa è molto più eccitante. Anche farsi masturbare da un amico è molto eccitante. Hai mai provato ? ”
“No, non ho mai provato, però l’idea di provare mi è venuta” mi rispode guardandomi fisso negli occhi.
A quel punto mi resi conto che Marco non aspettava altro che io facessi la prima mossa, che il film era stata solo una scusa per provocare la situazione. Mi alzai in piedi e lentamente mi inginocchiai davanti a lui che stava seduto sul divano con le gambe divaricate, il suo pacco stava a contatto del mio torace e lo sentivo pulsare ogni volta che le mie mani sfioravano le sue gambe.
Cominciai lentamente a sfiorare il torace di Marco tenendo le mani sopra la maglietta, il suo respiro diventava affannoso e si poteva percepire dal suo sguardo che la cosa gli dava piacere. Lentamente sfilai la maglietta dai pantaloni ed infilai sotto le mie mani che a quel punto potevano accarezzare la sua pelle tesa dai muscoli addominali.
La mia mano iniziò a salire fino a raggiungere i pettorali e con loro i capezzoli che l’eccitazione aveva indurito e che io mi accingevo a stringere tra pollice ed indice della mano. A quel punto Marco inizio lentamente a muoversi come per sfuggire al piacere che provava nel sentire le mie mani sul suo corpo.
Dopo qualche istante Marco si tolse la maglietta e afferrandomi per il capo avvicinò la mia bocca al suo torace indirizzandola sui capezzoli turgidi.
Mentre con la lingua sollecitavo i suoi capezzoli con le mani accarezzavo i suoi addominali spingendomi in basso fino a passare sopra il gonfiore provocato dal suo cazzo eccitato.
A quel punto iniziai lentamente a sbottonare i suoi jeans, un bottone alla volta, mentre Marco mi sfilava la maglietta e cominciava a praticare le cose che pochi istanti prima gli avevo mostrato. Arrivato all’ultimo bottone Marco si alzò in piedi e si abbassò i pantaloni restando solo con un paio di boxer aderenti bianchi in cotone sfilati i pantaloni tornò sul divano sdraiandosi.
A quel punto feci lo stesso, mi tolsi l’accappatoio e mi sdraiai sul divano al suo fianco. Le mani non facevano altro che sfiorare i nostri corpi a contatto passando dalla schiena fino ai glutei per poi arrivare davanti sull’addome e sui pettorali e poi scendere fino all’inguine aumentando l’eccitazione reciproca.
A quel punto i freni inibitori erano ormai tolti, con la mano passai sul torace fino all’addome e con l’indice feci breccia al di sotto della fascia dei boxer penetrando sotto il tessuto fino a raggiungere il cazzo gonfio portandolo alla luce. Il tocco della mia mano gli provocò uno spasmo di piacere che lo fece gemere. Inizia così lentamente a masturbarlo mentre con la lingua passavo sopra il suo corpo. Dopo averlo denudato completamente, arrivai a solleticarlo nei suoi punti più caldi scoprendo che provava enorme piacere nel sentire il mio dito che lo forzava da dietro.
Incominciai a fargli un pompino, sentivo il corpo di Marco che torcendosi tentava di resistere al piacere che gli stavo procurando.
Dopo pochi minuti Marco era completamente inariato finchè non esplose schizzandomi violentemente sul torace con un gemito trattenuto, dopodiché si sdraiò su di me, e dolcemente sfiorò con le sue labbra le mie, dicendo che “era stato stupendo farsi le seghe tra amici” e che “chi trova un amico trova un ……. ” FINE

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