Ultimi racconti erotici pubblicati
Home / Incesti / Bello di zia
copertina racconto erotico

Bello di zia

Era il primo giorno di quella che si annunciava come un’altra pallosissima estate al mare con i miei. Come ogni anno, da che avevo memoria, si ripeteva il rituale di sempre: il saluto affettuoso del padrone dello stabilimento, quello più deferente del bagnino cui a ferragosto sarebbe spettata la solita, lauta mancia… è proprio il bagnino ad accompagnarci all’ombrellone, sempre quello, in prima fila, il primo a destra, cui corrisponde la solita cabina, sempre quella, la prima a destra. Mentre il bagnino apre l’ombrellone e sistema le sdraio, dò un’occhiata distratta all’ombrellone di fianco, già occupato ma deserto perché sono tutti a fare il bagno: guardo con sorpresa il passeggino, i secchielli e le formine di plastica colorata sparsi intorno e sotto le sdraio, su cui sono ripiegati teli da spiaggia ornati di pupazzetti. La sorpresa è d’obbligo: l’ombrellone accanto al nostro era da sempre affittato da un’anziana coppia di coniugi, senza figli, con i quali i miei passavano l’estate in lunghe chiacchierate e accanite partite di briscola e tressette. I miei chiedono spiegazioni al bagnino: veniamo a sapere così che il marito è morto durante l’inverno e l’anziana vedova si è trasferita in una casa di riposo sulle colline toscane, decisa a non tornare più in quella spiaggia troppo piena di ricordi. Ora l’ombrellone è affittato per tutta l’estate da una famiglia romana piuttosto numerosa e – con disappunto dei miei – altrettanto rumorosa. Il signor Franco è un ciccione gioviale e “caciarone”, di quelli che ti danno subito del tu e hanno uno sconfinato repertorio di barzellette che non fanno ridere. La moglie, Adriana, è invece tutta l’opposto: snella e prosperosa, volto affilato e sguardo sveglio, lancia spesso battute acide al marito riprendendolo quando esagera. Piacevolmente eccitato, la osservo mentre arriva gocciolante dal bagnasciuga tenendo in mano i figli, due marmocchi vivaci e sguscianti: indossa un tanga bianco microscopico (bollato con un’occhiataccia da mia madre) che ne risalta la già invidiabile abbronzatura e, soprattutto, le splendide poppe sormontate da prominenti capezzoli a ciuccio la cui areola scura è visibilissima sotto il sottile tessuto del reggiseno, così come si intravede il pube villoso la cui folta peluria scura spunta qua e là, a stento coperta dal minuscolo slip che ne mostra generosamente anche il bel culone pieno e sodo. Mi godo lo spettacolo di quella trentacinquenne da sballo, pensando che l’estate non sarà poi tanto male grazie a lei! Nel frattempo il marito fa le presentazioni, si capisce che è un po’ imbarazzato di fronte ai miei (rigidi e austeri), anche per il costume troppo sexy della moglie, ma si capisce altrettanto bene che tanto è lei che comanda e decide cosa mettersi… Mentre la signora Adriana si precipita a dividere i pupi che si accapigliano sotto l’ombrellone, arriva grondante d’acqua un sedicenne riccioluto e muscoloso, sicuramente idolo delle sue coetanee ma anche di donne più mature, visto come se lo mangia con gli occhi la signora mentre si occupa dei rissosi marmocchi. Il signor Franco ce lo presenta come suo nipote Nicola, loro ospite per qualche giorno: Nicola è un tipo taciturno e non sembra desideroso di familiarizzare, pur avendo pressappoco la mia età, e la cosa non mi dispiace affatto perché, eccitato dalla arrapante signora Adriana, ho già in mente un piano per godermela nuda! Mi allontano con una scusa e, senza che nessuno mi veda, entro nella nostra cabina, chiudendomi dentro: una volta tanto benedico l’immutabilità di quello stabilimento balneare, dove tutto sembra essere uguale da tempo immemorabile! Le cabine non fanno eccezione: di legno, disposte in fila, hanno ognuna in comune con le altre le pareti laterali, che si fermano a una trentina di centimetri dal soffitto. Grazie alla mia altezza, salendo sulla panca in dotazione riesco a sbirciare nella cabina accanto, quella della famiglia romana. La cosa, veramente, non sarebbe di molta utilità: data l’angolazione, infatti, si riesce a vedere solo la parete laterale opposta e quindi una limitata porzione dell’interno, ma ecco che la fortuna viene in aiuto del guardone! Proprio alla parete opposta è appeso uno specchio molto grande, unico arredo delle cabine insieme alla panca e all’appendiabiti: grazie allo specchio, posso godere di una visione “panoramica” della cabina e, quindi, delle grazie nascoste (per poco) dell’appetitosa signora Adriana… Soddisfatto del sopralluogo, sto per scendere dalla panca quando la porta della cabina accanto si apre con un cigolìo, richiudendosi subito dopo. Che sia già la signora? Incuriosito ed eccitato guardo lo specchio, restando deluso: è Nicola, evidentemente appena uscito dalla doccia e venuto a cambiarsi il costume. Si comporta però in modo strano: in piedi al centro della cabina, la testa china, si tocca insistentemente sul davanti del costume, dove distinguo un bozzo voluminoso. Finalmente, abbassa lo slip facendo schizzare fuori un cazzo di tutto rispetto (decisamente più grosso del mio, penso con invidia), una verga rigida e intarsiata di venuzze bluastre con un paio di gonfi e voluminosi coglioni circondati da fitta peluria scura. Affascinato, lo guardo spararsi una sega, lentamente, ansimando con gemiti soffocati: non è difficile immaginare chi sia la protagonista delle sue fantasie erotiche! Improvvisamente la porta si apre di nuovo, la luce abbagliante del mattino estivo e il cicaleccio della spiaggia affollata irrompono per un attimo all’interno, poi si richiude e tornano penombra e silenzio. Guardo la scena sbigottito: la signora Adriana è sulla soglia, in piedi con le mani sui fianchi, gocciolante, i capelli biondo cenere sciolti sulle spalle e lo sguardo torbido, un po’ beffardo, puntato sul nipote che, imbarazzatissmo, tenta di rinfoderare nello slip l’uccello gonfio con cui si trastullava poco prima.
“Chiudila la porta quando fai ‘sti giochini! Vedi, si fa così… ” dice ironica facendo scattare il chiavistello. Nicola farfuglia qualcosa, vergognoso, occhi bassi.
“Ti sei arrapato prima sotto la doccia, quando ti ho fatto vedere le tettarelle nude, così? ” continua implacabile con voce roca, slacciandosi le spalline e arrotolando il reggiseno sotto il seno pesante, sui cui triangoli bianchi lasciati dal costume spiccano i capezzoli scuri ed erti, simili ad osceni ciucciotti.
“Oppure ti stavi ripassando il pompino che ti ho fatto ieri notte, quando ti sono venuta a trovare in camera tua, eh? ” Si avvicina, fermandosi pochi centimetri davanti al nipote che fissa come ipnotizzato le tettone cosparse di nei che si alzano e si abbassano col respiro della zia.
“Senti com’è duro… ” glielo massaggia attraverso il tessuto elasticizzato dello slip, strappando un mugolìo di goduria al nipotino mentre si abbassa lentamente, accovacciandosi sui talloni.
“Ti è piaciuto come te l’ho succhiato, vero, Nico? ” sussurra alzando gli occhi con un linguaggio scurrile che non ti aspetteresti in bocca a una signora bene, per giunta madre di famiglia,
“Tu però sei un porcellino, sei venuto troppo presto e la tua zietta è rimasta in bianco, a pensare tutta la notte a ‘sto bel cazzone… ”
Gli abbassa lo slip e il bel cazzone schizza fuori, un’asta dritta e vibrante che la signora comincia a leccare con ingordigia, scappellandone con delicatezza il glande gonfio e violaceo ancora incappucciato dal prepuzio.
“Oh, zia! Sì, che bello, sei fantastica… come lo ciucci bene… così, non smettere… che belle tette che hai, fattele toccare… ” Curvo in avanti con la testa china, Nicola asseconda il pompino della zia posandole una mano sulla nuca, mentre con l’altra le palpa avidamente le poppe nude, titillandone i lunghi capezzoli.
Adriana interrompe la ciucciata, guardando il nipote dal basso in alto con sguardo malizioso.
“Ti piace toccarmi il seno, eh, sporcaccione? Adesso la tua zietta ti fa una cosina porcellina solo per te, che quel cornutone di tuo zio se la sogna! ”
Riflessa nello specchio, vedo la porca raddrizzare la schiena e prendersi le tette con le mani, avvolgendovi il cazzo sempre più duro del nipote.
“La spagnola!! Sei forte zia, questa mi piace proprio!! ” esclama felice il pischello, ancora incredulo per tanta grazia: arrapatissimo, pompa freneticamente il cazzo fra le tettone compresse della zia, che lecca golosa il glande gonfio e congestionato sbattutole sul mento dal nipote.
Mi godo lo spettacolo masturbandomi a più non posso, per farlo più comodamente mi metto a sedere sulla panca, tanto quello che ho visto è già più che sufficiente per una goduriosissima segona!
Sto per godere, quando dalla cabina accanto mi giunge un gemito strozzato, seguito dalla voce inviperita di Adriana a stento tenuta bassa.
“Ma che cazzo sei, un coniglio? ! ? Guarda che hai fatto, porco! ”
Salto su e sbircio dalla fessura verso lo specchio, che mi rimanda un’immagine comica e arrapante nello stesso tempo: la signora Adriana è di nuovo in piedi a gambe divaricate e pugni sui fianchi, le poppe al vento imbrattate da rivoli di sborra . Fissa con sguardo di fuoco il nipotino che, balbettando scuse, si guarda avvilito il pisellone gocciolante e mezzo ammosciato. Evidentemente, quello che per la signora doveva essere un aperitivo è diventato un pasto completo per il suo giovane e inesperto stallone! Per niente rassegnata ad andare un’altra volta in bianco, l’intraprendente zietta si inginocchia nuovamente davanti al nipote e riprende a succhiarglielo, con rabbia e vigore, una mano a reggere i grossi coglioni (serbatoio di piacere per la troia), l’altra a masturbare il cazzo mentre lo pompa con la bocca. Godo finalmente anch’io, sborrando copiosamente accompagnato dalla colonna sonora del pompino, fatta di mugolii, risucchi, slappate e gemiti di piacere. Soddisfatto e ripulito, potrei abbandonare la scena, ma non resisto e continuo a godermi lo spettacolo. Ora il ragazzetto è nuovamente a cazzo dritto, del resto non c’erano dubbi in proposito viste le dimensioni dei suoi coglioni e l’abilità di pompinara della signora Adriana! Lo smidollato siede sulla panca poggiando la schiena alla parete, guarda golosamente la zia che, in piedi davanti allo specchio, si sfila gli slip restando completamente nuda e offrendo ad entrambi lo spettacolo del folto triangolo del suo pube e del bel culone un po’ appesantito dalla cellulite.
“Dài, sbrighiamoci che quel cornuto di tuo zio è uscito in pattino con i pupi e rientra fra un quarto d’ora… ” sussurra la troia con voce arrochita dal desiderio mentre si avvicina al nipotino.
“Ma… zia… e se torna prima? ” farfuglia spaventato il pivello, diviso tra il reverenziale timore per il quintale e passa dello zio e la voglia pazza di fotterglisi la moglie.
“Tranquillo, è tutto okay, tirchio com’è stai sicuro che ci resta sopra fino all’ultimo secondo che ha pagato!! ” ridacchia la signora, fermandosi in piedi, tutta nuda, a farsi ammirare dal nipote. Questo se la mangia con gli occhi imbambolato, smucinandosi nervosamente il cazzo duro e pulsante che svetta, impudico, dal cespuglio del pube.
“Beh, allora, cos’è ‘sta mosceria? Non ti piace la tua zietta nuda? … ” sussurra la zoccola con voce sexy.
“Io… sì… come no, zia… qua-quanto sei bbona!! S-sei un pezzo di ficona da paura!! ” balbetta l’imbranato.
“E allora datti da fare, bello di zia, sennò facciamo notte!! ” così dicendo, Adriana afferra il nipote per i riccioli della nuca e gli spinge la faccia sul pube villoso, incitandolo a leccarla.
“Bravo, così… leccami la fica… mmmhh, che gusto… oh yeah, sì! lecca bene, dài… c’hai la lingua dura come il cazzo, bello pisellone di zia… ” Arrapatissima, la signora divarica le cosce bagnate di umori vaginali e si allarga le labbra della vulva con le dita per farsi leccare meglio, mentre il suo giovane ganzo le palpa avidamente il culo, il viso affondato nella fica zuppa di piacere. Dal mio posto di osservazione mi sparo una sega celestiale, godendomi la scena allo specchio. Sia pure a malincuore, ma decisa a farsi sfondare, Adriana si stacca dalla lingua del nipote e si mette a cavalcioni su di lui, afferrandogli il cazzo duro e guidandolo nella sua fica aperta e gocciolante. Nico la sorregge per il culo, istruito sottovoce con tono carezzevole e suadente dalla esperta troia che sta per sverginarlo.
“Appoggialo così… bravo… adesso scendo piano piano… se ti fa male dimmelo, okay? Quando godi vienimi pure dentro, tanto prendo la pillola… ”
La zia cavalca con gusto il nipote che, seduto sotto di lei, lecca e ciuccia goloso le tettone che lei gli offre sorreggendole con le mani.
“Aahh che bello! Che cazzo super che c’hai amore di zia, sei proprio tosto… sfondami, tutto lo voglio… tuttooo!!! ”
Godiamo tutti e tre insieme: la zietta porca gemendo di piacere con un lungo orgasmo che la scuote tutta, il nipotino salutando la sua verginità con una copiosa sborrata e la bocca piena di una tetta della zia, il sottoscritto imbrattando il separé di legno… Mentre mi pulisco, dò un’ultima occhiata allo specchio: i due sporcacioni si scambiano un lungo e appassionato bacio con le lingue avvinghiate, poi lei si alza e, nell’infilarsi un bikini asciutto, si china sul pisello ancora duro del nipote, leccando amorevolmente lo sperma misto a qualche goccia di sangue seguita alla rottura del frenulo.
“Mmmmhh… slurp, slap… ecco, amore, abbiamo rotto il filetto, adesso sei proprio un uomo cazzuto e puoi far godere ancora meglio la tua zietta porcellina, contento pisellone mio? “. Raggiungo ormai esausto l’ombrellone, proprio mentre il povero signor Franco approda a riva con figli e corna e la signora Adriana esce trafelata dalla cabina dove ha appena sverginato il nipotino, pronta a passare dal ruolo di zietta maestra di sesso a quello di mammina e mogliettina premurosa. Sorrido: sarà una lunga, splendida estate. FINE

About A luci rosse

Mi piace scrivere racconti erotici perché esprimo i miei desideri, le storie vissute e quelle che vorrei vivere. Condivido le mie esperienze erotiche e le mie fantasie... a luci rosse!

Leggi anche

copertina racconto erotico

Una suocera molto distinta

Circa tre mesi prima della nascita del nostro primo bambino, mia suocera è venuta ad …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.