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Buon compleanno mamma

Mi chiamo Carlo ho 26 anni e tuttora vivo con i miei.  Mio padre lavora quasi sempre lontano da casa e lo si vede solo al week-end. Io lavoro in fabbrica e faccio i turni.  La mia prima esperienza (se cosi’ si puo’ definire) l’ho avuta quando avevo circa 21 anni.  Ero nel letto e non riuscivo a prendere sonno, ad un certo punto sentii degli strani rumori provenire dalla camera da letto dei miei. Sul momento mi spaventai, pensavo che mia mamma stesse male, non riuscii a capire ma ascoltando ulteriormente intui’ che quei rumori erano i gemiti di piacere che mia mamma emetteva facendo l’amore con papa’.  Mi ero subito eccitato, non avevo mai sentito dei gemiti di piacere dal vivo.  E’ stata un’esperienza molto forte. Potevo sentire chiaramente i mugolii di mamma che si susseguivano in maniera quasi ritmica. Iniziai subito a masturbarmi collegando quei lamenti alla figura di mamma che veniva scopata da papa’.  Io intanto venni sotto le coperte e rimasi li con il ventre inpiastricciato di sperma che subito dopo rinsecchi’. Nel frattempo dalla camera dei miei, che era adiacente alla mia, non sentii piu’ nulla, solo qualcuno che si alzo’ ed entro’ in bagno. Per me era stato qualcosa di sconvolgente, si stava facendo sesso nella stanza accanto! Riflettei ancora un po’sull’accaduto e poi mi addormentai. Chi di voi ha vissuto tutto cio’,  mi potra’ ben capire .  .  .  Altre volte mi capito’ di assistere a questo “spettacolo” in quanto io avevo imparato ad addormantarmi molto tardi quando i miei pensavano che tutta la famiglia stesse dormendo.  Ormai non facevo piu’ ricorso alle videocassette hard per masturbarmi, mi bastava pensare a mamma che si faceva scopare da papa’. Immaginavo le labbra della sua vagina aprirsi e chiudersi in maniera armoniosa. Cercavo di figurarmi la cappella lorda di umori farsi strada nella vulva carnosa di lei.  Cavolo, se solo potessi esserci io al suo posto.  Una mattina mentre io ero a lavorare, mia mamma trovo’, facendo le pulizie in camera mia, una delle tre VHS che fino a qualche mese prima usavo per farmi le seghe quando ero a casa da solo. Al mio rientro a casa mi accorsi che c’era qualche cosa che non andava. Lei si comportava come se fosse arrabbiata per un qualche motivo che io non comprendevo. Dopo aver pranzato lei tiro’ fuori la videocassetta e tenendola in mano mi chiese da dove proveniva.  Capi’ subito il motivo del suo comportamento di quel giorno. Ero molto imbarazzato e non sapevo cosa dire. –
“me l’ha data un collega di lavoro” replicai io con voce apparentemente sicura quasi con noncuranza. –
“e cosa ne fai con questa roba?”A questa domanda non sapevo proprio cosa rispondere. Decisi di vuotare il sacco,  ora o mai piu’. – “mamma”ripresi con tono impacciato,
”penso di avere qualche problema in fatto di sesso”-
“che tipo di problema?”-
“beh! mmmm…. .  non sono mai stato con una donna prima d’ora e non faccio altro che masturbarmi”. –
“non credo che questa ti sia di grande aiuto, esci, fai amicizia con altre persone, fino a quando starai in casa non potrai certo conoscere nessuna ragazza”. esclamo’ lei con tono alquanto irritato. Io annui’ andando in camera mia dove rimasi a riflettere sulla bella figura di merda che avevo appena fatto. –
“vabbe’” dissi a me stesso, ”ormai e’ passata”. Volli pero’ capire che fine aveva fatto il pornazzo e decisi di cercarla. Finalmente la trovai nascosta in un cassetto in camera dei miei.
”OK” dissi e la riposi dov’era.  Ma perche’ non era stata buttata via?Qualche giorno piu’ tardi controllai nuovamente ed era li ma il nastro era avvolto in modo diverso.  Evidentemente qualcuno la guardava, ma chi? Un giorno decisi di tornare a casa prima del solito per capire se le mie ipotesi erano fondate. Mi avvicinai alla porta di casa senza fare rumore.  Niente.  Decisi dunque di entrare cercando di non farmi sentire. Non mi era stato molto difficile visto che l’ingresso e’ separato dal resto dell’abitazione da due porte interne.  Appena entrato senza scarpe,  sembrava un’operazione di assalto dei marines americani,  sentivo qualcosa provenire dal salotto. Quando fui quasi sul posto capi’ che qualcuno stava guardando il pornazzo che tante volte mi aveva tenuto compagnia. Mi affacciai leggermente dalla porta della sala e vidi una delle scene piu’ forti che mi erano capitate fino ad allora. Rimasi Lucido e freddo. Stavo li a guardare la mamma completamente nuda sul divano che si stava facendo un ditalino davanti alla TV.  Indietreggiai molto cautamente muovendo gli arti in modo che non facessero i tipici schricchiolii.  E ora? Che si fa? Decisi di vendicarmi facendo irruzione nel salotto. –
“ciao mamma” la salutai come se niente fosse.
”ti stai divertendo?” Lei d’istinto tolse immediatamente la mano dalla passera e chiuse le gambe. Inutile dire che il mio membro era duro come non mai.  Intanto il film stava continuando ad andare facendoci dono dei gemiti artificiali e banali dei porno.  Potei notare dai suoi occhi smorti come lei era visibilmente ancora infoiata,  il suo dito medio era macchiato dalla classica bavetta prodotta dal suo organo.  Decisi allora di osare, in un batter d’occhio tirai giu’ pantaloni e mutande in un sol colpo.  A questo punto il mio cazzo duro e venoso fu libero, mi avvicinai a lei che era rimasta seduta, gli misi il pisello impennato proprio davanti alla faccia. –
“mamma tanto lo so che hai voglia”. Lei lo prese in mano senza dire parola e comincio’ a succhiare la cappella.  Era fatta pensai.  Era bellissimo vedere le sue labbra scivolare intorno al glande ormai lucido.  Stavo provando una sensazione magnifica, tipica di chi prova il pompino per la prima volta. Dopo qualche minuto decisi di vedere finalmente come era fatta una fica in carne ed ossa. Liberai la sua bocca dal mio membro e mi gettai con la faccia in mezzo alle sue gambe.  Sul momento oppose una leggera forza nel tenere chiuse le gambe, ma dopo il mio secondo tentativo cedette e mi mostro’ la sua farfallina. Ignorai le tette poiche’ con quelle avevo gia’ avuto qualche esperienza con le ragazze che avevo avuto.  Finalmente vidi per la prima volta una passera.  Era bellissima, non ci credevo ancora.  Era li’ leggermente aperta con quel colorito roseo contornato da una media peluria bionda.  Dunque mi gettai subito li in mezzo a pastrugnare con la lingua come meglio potevo.  Ero talmente preso che stavo facendole di tutto,  la leccavo, la baciavo, la annusavo mi venne pure di infilarci dentro il naso per sentire meglio il suo sapore.  Volevo raggiungere ogni millimetro di carne cercando di inserire la lingua piu’ internamente che potevo.  Magnifico.  Intanto la sentivo mugolare.  Cercai di fare quello che per tanto tempo avevo visto nei pornazzi,  mi ricordai che dovevo leccare sopratutto il clitoride.  E lo feci. Sentivo mamma che ansimava,  le sue coscie fremevano dal piacere.  Ogni tanto mi spostavo di lato,  cioe’ sulle piccole e grandi labbra.  Alla fine di questo mio accurato trattamento la sua vagina si presentava bella aperta e slabbrata.  Ora pero’ era giunta l’ora di provare la grande emozione che avevo sempre sognato nelle mie fantasticherie di autoerotismo:scopare.  Feci fatica ad alzarmi da quel banchetto che mi era stato offerto ma il mio cazzo duro all’inverosimile era attratto come una calamita dalla fica di mamma. –
“mettiti giu’ che voglio fare l’amore” dissi io accompagnandola ad adagiarsi sul divano.  Con tutte le posizioni che avevo visto nei vari filmetti hard, non mi ando’ di sperimantare robe strane, mi venne istintivo di montarla nel modo classico.  Avevo ormai capito che non poteva farne a meno visto che la sua voglia era proprio tanta.  Docilmente si mise giu’ e mi invito’ a proseguire. Io allora mi misi sopra di lei che prese con tre dita la cappella per puntarla nel posto giusto. Non indugiai neppure un secondo, spinsi il mio bacino in avanti e subito la cappella scompari’ all’interno. Mi fermai un attimo per guardare in basso verso le nostre zone erogene. Quando vidi che ero entrato, mi gasai e affondai nuovamente per poter inserire tutto il mio organo all’interno di quel paradiso. Spinsi in avanti fino a quando non sentii di essere arrivato in fondo. Il mio pene non e’ certo di dimensioni smisurate, e’ un dodici centimetri leggermente tendente a sinistra con un buon diametro cicciottello,  questo avevo in dotazione. Tuttavia sentii mamma gemere durante questo ultimo atto. Mi fermai.  Era quella una delle tante nuove sensazioni che provai. Era strano e piacevole. Sentivo un senso di dominazione sulla femmina che mi stava sotto e fui subito colto da un impulso di lussuria che mi convinse ad iniziare a pomparla senza pieta’. Mi muovevo come un forsennato,  alche’ mammina mi spiego’ come fare. –
“con calma, con calma Carlo” mi disse con voce pacata e comprensiva.
”cerca di essere piu’armonioso”. Io senza dire nulla cercai di seguire quei preziosi consigli e incominciai a fottere piu’ con la testa e meno con i muscoli. Tentavo di stantuffare con “dolcezza” quasi, e devo ammettere che in parte ci riuscii. La cosa che mi eccitava maggiormente era il suono prodotto dai nostri organi che si incontravano per la prima volta. Quel singolare e continuo “cick-ciack” mi faceva capire quanto bagnata stava diventando nuovamente la vulva. Purtroppo non ebbi la fortuna di durare ulteriormente. Avevo capito che stavo per venire, quindi aumentai l’andatura e poco dopo riempii quel caldo pertugio con la mia sborra. Tutti i colleghi maschietti sanno che venire in figa e’ tutta un’altra cosa. Per me fu lo stesso. Stupendo. La mamma era gia’da qualche anno entrata in menopausa percio’ non c’era il rischio di eventuali gravidanze indesiderate. Rimasi li con il pisello ormai semisgonfio e soddisfatto ancora dentro,  immerso in quel cocktail di umori e sperma che colo’ nel bel mezzo delle sue chiappe non appena estrassi il mio arnese. –
“Alzati che si e’ macchiato il divano” esclamo’ con freddezza. Mi sollevai e non sapendo cosa fare volli vedere la sua reazione. Lei ando’ in bagno a prendere una spugna inumidita per pulire il divano che per fortuna non rimase macchiato. Poi si avvicino’ al videoregistratore ed estrasse la cassetta che aveva dato origine a tutto questo. Li per li mi sembrava un po’ fredda, forse si sara’ pentita pensai ,  quindi decisi di indagare. –
“com’e’ stato?”-
“………insomma”rispose con tono di sufficienza prima di ritornare in bagno per farsi il bidet.  La raggiunsi e mi pulii la cappella con alcuni strappi di carta igienica. Nessuno dei due accenno’ piu’ di cio’ per alcuni giorni ma il grande salto era stato fatto,  non si poteva piu’ tornare indietro. Nei giorni seguenti pensavo e riflettevo a come fare per ripetere l’esperienza. Allora: Mi attaccai al PC e tramite quei programmi di File Sharing mi prodigai a scaricare un po’ di filmati porno di generi assortiti. Impiegai alcune ore ma alla fine raggiunsi lo scopo. Avevo pezzi davvero molto hard dove si vedevano scene di donne con il volto letteralmente ricoperto di sborra al termine di una gang-bang, altri filmati erano con ragazze che venivano inculate da paurosi cazzi neri o altri ancora dove erano presenti normali scene di sesso generico con le solite biondone rifatte. Decisi quindi di provare. Avviai il PC e caricai uno di quei filmati a schermo intero. –
“mamma vieni qui un attimo…”-
“cosa c’è?” rispose quasi scocciata mollando i panni da stendere sopra la lavatrice. Appena entro’ in camera mia,  le si presento’ una scena a dir poco inquietante: c’era una bella donna bionda sulla quarantina inginocchiata in mezzo a tre uomini che le stavano puntando in faccia i rispettivi cazzi che di li a poco le avrebbero scaricato addosso talmente tanto sperma da foderarle completamente il viso. Rimase attonita davanti a quelle immagini ma non per questo disdegno’ di visionare il gran finale. Da quel momento compresi come lei era innegabilmente attirata da quel tipo di materiale pornografico, forse proprio perche’ negli ultimi anni si sentiva sessualmente trascurata da un marito che non era quasi mai presente nel momento delle sue esigenze. Io da gran volpone approfittai della situazione e indovinate un po’…. mi abbassai rapidamente le braghe della tuta ginnica che stavo indossando sfoderando un cazzo duro all’inverosimile. –
“perche non lo facciamo anche noi?” dissi ,  imitando gli attori del film che in quel momento stavano menandosi il bigolo. Mamma si decise dunque a fare di me il suo oggetto di piacere, da allora infatti nulla di cio’ che volevamo fare, rimaneva incompiuto.  Si inginocchio’ ai miei piedi lo prese in mano e lo scappello’ripetutamente. Io ammiravo il glande che ritmicamente si scopriva per poi nascon! dersi. Si mise in bocca la cappellona violacea continuando a menare e a succhiare. Il tutto duro’ circa una decina di minuti e quando io sentii lo stimolo,  presi personalmente il controllo della verga e iniziai a pompare come avevo visto fare nei cortometraggi. Poco prima di venire presi la mira,  puntai il cazzo direttamente sul viso di mamma che stava immobile ad ammirare la cappella in dirittura di arrivo. Preceduto da alcuni fremiti,  le scaricai tutto il contenuto dei miei testicoli in piena faccia,  ero in estasi,  vidi le tracce di sperma sul naso, sulla fronte e sulle guancie. Iniziai a strofinare la cappella sul suo viso tenendole la testa da dietro per spalmare la sborra che stava iniziando a colare. Alla fine le chiesi di pulirmelo e lei obbedi’ succhiando nuovamente con rinnovato desiderio. Sul viso le si era formata una maschera di sperma che dopo alcuni minuti secco’ formando delle sottili crosticine. Del resto si sa’…. la sborra fa bene alla pelle.  Quel giorno ero stato pienamente appagato e lo sarei stato anche nei giorni seguenti,  quando non dovevo ricorrere piu’ a porno,  ma solo chiedere. Oramai eravamo due amanti in tutto e per tutto, ed eravamo anche molto porcellini.  Una mattina mi svegliai di proposito prima di mamma,  e completamente nudo mi presentai in camera sua a cazzo duro. Dormiva ancora. Mi posizionai in modo che i coglioni fossero proprio sopra la faccia e poi iniziai a strusciarli incessantemente. Non appena si sveglio’ le sentii bisbigliare qualcosa e subito dopo la sua lingua solleticare lo scroto. Quello fu anche il giorno che decisi di provare il sesso anale. La feci mettere alla pecorina. –
“mamma voglio leccarti il buco del culo” le allargai le chiappe ed iniziai l’esplorazione di quel bellissimo orifizio che aveva un vago sapore di cacca. Fu proprio questo particolare ad accendere l’istinto animalesco che c’era in me. Continuai a leccare con passione e poco dopo iniziai a solleticarlo col dito indice. Osai di piu’ e ci misi dentro il dito. All’interno di quel buco increspato potevo sentire un piacevole calore. Mentre stavo “analizzando” la mamma le chiesi se le piaceva, lei annui’ senza dire nulla allorche’ io continuai con maggiore foga. Di tanto in tanto ci sputavo sopra per lubrificarlo fino a che non decisi di sostituire il cazzo al dito. Senza dirle niente estrassi l’indice ed appoggiai la cappella sul buchino ancora vergine. –
“mamma posso incularti vero ?” le chiesi in modo quasi scontato. –
“…. . ma…. . ”-
“se poi ti fa male lo tiro fuori subito”-
“io e papa’ non lo abbiamo mai fatto prima”-
“dai ,  vedrai che ti piacera’ “-
“mmmmm………. va bene ma entra piano mi raccomando”. Non aspettavo altro. Sputazzai nuovamente sulla cappella,  la saliva colo’ pure sul buchino. Mi feci coraggio e tentai di entrare. Il mio grosso glande entro’ senza problemi.  Mi fermai per contemplare la scena che era alquanto insolita:il cazzo era li senza piu’ punta, troncato di netto. Provai a spingere ulteriormente ma sentivo che sarebbe stato impossibile, in quel momento senti’ un lamento di dolore e mi fermai tirandolo fuori. Un altro lamento. Per quel giorno poteva essere abbastanza dissi a me stesso. Non provai piu’ (per il momento) a chiedere il culo a mamma.  Ognitanto mi piaceva darle la sveglia al mattino. A modo mio ovviamente. Mi alzai presto quella mattina,  mi spogliai e iniziai a farmi una sega. Poco prima di venire mi fermai e come al solito entrai in camera di papa’ e mamma col cazzo in mano. Mi piazzai sopra la sua faccia e mentre ancora stava dormendo ripresi a smanettarmelo,  giungendo rapidamente all’eiaculazione. Solita sborrata in faccia con conseguente risveglio. –
“colazione a letto stamattina mammina” mettendole il pisellone ancora sbrodolante di forza tra le labbra socchiuse-
“non fiato’ e con una certa calma (perdonabile visto che si era appena svegliata) inizio’ a succhiare. Io:
“stai pure comoda con la testa,  mi muovo io.” Me lo presi in mano ed iniziai a stantuffarle la bocca. Nel frattempo lo sperma sulla mia cappella si era coagulato per via dello strofinio formando una impasto solido di color biancastro. che le si stava depositando ai lati della bocca. Mamma non se ne curo’ continuando a ciucciarmi il cazzo. Ad un certo punto svincolandosi da quella nauseabonda morsa,  mi disse che doveva fare pipi’. Ando’ in bagno e io subito la segui’. Le chiesi se potevo osservarla mentre pisciava. –
“vieni,  avvicinati di piu’“ disse sorridendo mentre teneva in mano la carta igienica pronta per asciugare le labbra della passera da eventuali goccie di pipi’. Mi sedetti davanti al water e quasi immediatamente vidi il piscio sgorgare dalla fregna. Aspettai che lei finisse. –
“mamma,  te la pulisco io se vuoi…. . ”-
“Ma sei proprio un maiale eh.?“ Si alzo’ in modo da mettermela direttamente in faccia. Allargai le piccole labbra ed iniziai a succhiare proprio come si fa con un gelato in modo da mandare giu’ piu’ roba possibile. Ancora una volta mi eccitai nell’assaggiare quella bevanda che in me aveva lo stesso effetto di una pozione magica. Dopo qualche minuto di intenso lavoro, la baciai lasciandola andare.  Trovai anche il modo di conciliare sesso e arte culinaria. Se la mamma cucinava qualcosa,  io ero sempre pronto a darle una mano. Tutto inizio’ una sera mentre stava impastando la pasta per la pizza quando subito mi balzo’ in mente una idea. Mi avvicinai di fianco abbassai i pantaloni e presi a farmi la solita sega. –
“ma Carlo cosa stai facendo?“-
“non preoccuparti continua ad impastare la pizza.” Le risposi con voce maliziosa.  Pochi minuti e fui pronto per fare la mia parte, avvicinai la cappella all’impasto e sotto gli occhi stupiti di lei, iniziai ad aggiungere sborra agli altri ingredienti gia’ amalgamati. –
“sentirai che gusto cosi’……” mamma sorrise e continuo’ ad lavorare la pasta. La sera stessa offrimmo quella pizza ai parenti che vennero a trovarci e che fecero i complimenti per il piatto appena mangiato. Mamma quell’istante mi guardo’ e capii che quello era il suo modo di ringraziarmi. In seguito, presi anche a corregerle il caffe con il latte: il mio. Sborravo nella sua tazzina prima di versarlo. Lei Gradiva sempre con piacere.  Continuavamo tranquillamente a fare le nostre porcherie tranne quando papa’ tornava a casa. In quei giorni mamma era off-limits.

FINE

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Mi piace scrivere racconti erotici perché esprimo i miei desideri, le storie vissute e quelle che vorrei vivere. Condivido le mie esperienze erotiche e le mie fantasie... a luci rosse!

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