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Cugini

– Dove diavolo l’avrà messo! –

Marco apriva i cassetti della dispensa in successione, sembrava un drogato in cerca della dose, e, in un certo senso era così, prendeva anche otto caffè al giorno, la caffeina era il suo unico vizio. Controllò nella dispensa ancora una volta, poi si arrese all’evidenza, sua madre si era scordata di comprarlo.

Restò per un attimo a pensare, poi si avvicinò alla finestra della cucina. Guardò il giardino per vedere se l’automobile della zia o della cugina fosse parcheggiata fuori, niente.

-Maledizione in casa della zia non c’è nessuno-.

Poi, ricordò…sua zia metteva sempre le chiavi di casa sotto il vaso dei gerani, quello a destra degli scalini d’entrata, perché no, era stata la zia stessa a fargli sapere dov’erano le chiavi “Per qualsiasi emergenza” gli aveva detto , e questa per lui era un’emergenza.

Il giardino della casa dello zio confinava con il suo, una villetta bi familiare, cercò a tastoni sotto il vaso di cemento, in un batter d’occhio trovò le chiavi, contento e già pregustando il sapore del caffè in bocca le fece saltellare nel palmo della mano.

Non appena entrò in casa udì un rumore, strano, in casa non c’era nessuno, lo zio era al lavoro, sarebbe tornato solo alle sette ne la macchina della zia ne quella della cugina Sara era fuori, si fermò un secondo, immobile quasi senza respirare, troppe voci anche se confuse, era la televisione, sicuramente l’avevano lasciata accesa.

Pochi passi e arrivò in salotto, prima di guardare la televisione guardò il sofà, sua cugina Sara seduta sul divano, nuda dalla vita in giù, con solo una canottiera bianca alzata sui seni, a gambe larghe si carezzava lentamente la vagina, si stava masturbando, e lo stava facendo di fronte ad un film hard.

Marco restò per qualche secondo ad ammirarla, a parte la piccola mano che roteava tra le labbra gonfie Sara era immobile, gli occhi socchiusi fissi sullo schermo, i suoi gemiti gli entrarono nel cervello e calarono fino al sesso facendolo indurire “Dio che bella” pensò “E bellissima” non immaginava che la cugina appena diciottenne si divertisse tanto davanti ai filmini hard, i gemiti della ragazza si fecero più forti, senza pensare con passo felpato Marco si avvicino alle spalle di lei

-Sei bellissima Sara-

La ragazza saltò sul posto e si voltò di scatto, non appena vide il cugino il viso gli si tinse di rosso con le mani incrociate tentò di coprirsi il pube

-Marco ma che… cosa ci fai qui, come sei- Sul principio era imbarazzata poi iniziò ad arrabbiarsi, era stata sorpresa in un suo momento segreto, e sorpresa dalla persona che forse amava di più.

-Chi diavolo ti ha detto d’entrare in casa mia, come… come un ladro- Sara aveva tirato giù la canottiera tentando di coprire anche il seno, lui esitò un attimo, ma era eccitato, parlò mentre si avvicinava a lei.

-Sara, scusami ma non ho visto la macchina, e, pensavo che non ci fosse nessuno la zia mi ha detto… -.

-Oggi e sciopero della metro non lo sai? La macchina c’e l’ha papà- La rabbia della ragazza stava sciamando, non riusciva ad essere adirata con il cugino per più di un secondo -Dio che vergogna, sei uno… a-.

-Vergogna? – Continuò lui con tono rassicurante -Che spettacolo meraviglioso dovresti dire -Perdonami Sara, non dovrei dirtelo, ma non ti ho mai vista così bella… così donna… così- Sembrava un disco incantato -Così, eccitante-

Lei lo guardò negli occhi, gli era vicino, troppo, e la sua vulva odorosa ancora colava

-Fatti aiutare- Senza attendere risposta il ragazzo carezzò la schiena della cugina, delicatamente, lascivamente, le mani forti del ragazzo arrivarono fino ai seni

-Sei incantevole- Sussurrò

-Marco sei… sei mio cugino, non possiamo-

Il suo corpo fremente e caldo smascherava le parole, si era il cugino, non poteva sapere quante volte la aveva fantasticato su quel corpo maschio e muscoloso, su quelle spalle larghe, e sul “rigonfiamento” che spesso aveva notato sotto il costume in piscina, le mani del ragazzo lentamente la stavano sciogliendo

-Se fai così io non resisto… – Quasi lo pregò lei

-Non devi farlo, lasciati andare-

Lentamente senza staccare le mani da quel corpo bollente Marco si portò, davanti alla ragazza, avvicinò la bocca a quella di lei, aspettava… Sara chiuse gli occhi, poi con la lingua forzò la bocca di lui, che accettò subito la sfida, i due muscoli bollenti si avvinghiarono saettando, i capezzoli della ragazza tra le dita del cugino non smettevano di gonfiarsi, erano diventati duri come sassi, la testa di Marco si abbassò, lei ne intuì la volontà, inarcò il petto per farsi baciare il seno, pochi baci e il capo del ragazzo riprese a scendere, quando sentì la bocca del cugino poggiarsi sulle labbra intime chiuse gli occhi, era la prima volta che qualcuno la baciava in quel punto, si sentiva bagnata come non mai, e ora se ne sarebbe accorto anche lui e con la parte più sensibile al gusto del corpo, la ragazza strizzò gli occhi con forza tentando di scacciare la vergogna, ma quando sentì la lingua del cugino farsi strada tra le labbra vaginali con un gemendo allargò ancora di più le cosce e si abbandonò al piacere

I gemiti di Sara coprivano quelli della televisione, mentre la lingua del ragazzo esplorava la sua intimità iniziò a domandarsi se ci fosse qualcosa di più bello, intimo e piacevole.

Marco muoveva la lingua sapientemente sul bottone di carne reso scivoloso dagli umori abbondanti e odorosi, la aveva un sapore meraviglioso, circondò la perla di carne con le labbra e iniziò a suggere

-Ho oo Marco si… si così…- Iniziò ad accompagnare le mosse della bocca con il bacino, era stupendo, sembrava dovesse avere un orgasmo ogni volta che la lingua raggiungeva l’interno della vagina, oppure tutte le volte che il piccolo muscolo si faceva duro e batteva sulla clitoride come una bacchetta da tamburo batte sulla pelle.

All’improvviso un’impellente bisogno d’urinare, ma non doveva fare pipi, dalla vagina il calore gli arrivò fino allo stomaco, poi al cervello, sentì perfettamente la lingua del parente affondare in lei, venne stringendo tra le cosce la testa del ragazzo e pronunciando il suo nome.

-Marco, che… – Non riuscì a trovare le parole, con forza sollevò il capo del cugino, lo baciò in bocca, il sapore del suo orgasmo sulle labbra, febbrilmente liberò il membro del ragazzo dalla gabbia di stoffa, era più grande di quello del fidanzato, e non mancò di farglielo sapere, giocò con quel ramo di carne facendo scorrere più volte la manina su e giù, con foga lo spinse fino a farlo sprofondare sul divano, lo voleva in bocca, come aveva visto poco prima nel film, non gli era mai piaciuto la trovava una cosa sporca, ma ora lo voleva succhiare.

Si abbassò sul sesso, ne baciò la punta, per la prima volta il sapore della virilità maschile, le piaceva, un bacio e ancora un’altro, sentiva lui sospirare ogni volta che la lingua bagnata leccava il glande, aprì le labbra e fece sparire la cappella nella bocca bollente.

Mille e mille volte aveva tentato di immaginare il sapore di un sesso maschile, ma anche ora che lo stringeva tra le labbra non sapeva definirlo, maschio, eccitante, solo questo gli veniva in mente, fece scorrere le labbra non aveva esperienze era aiutata solo dall’eccitazione e dalla voglia di ripagare il favoloso orgasmo, più spingeva il membro in bocca e più tentava di ingoiarne, un circolo vizioso.

-Si Sara così-

Le parole di Marco non facevano altro che aumentare la sua libidine, si sistemò meglio sul divano, voleva star comoda… comoda, mentre succhiava il cugino.

Sperava che quel momento non finisse mai

Invitò il ragazzo a masturbarla, solo mezz’ora prima avrebbe definito porca e puttana una ragazza che si comportava in quel modo, più sentiva il sesso scivolargli in bocca più la sua voglia di essere penetrata aumentava, prese a muovere la bocca in modo più veloce, senti il sesso nella bocca tendersi fino allo spasimo, stringendo le labbra poteva distinguerne ogni singola vena, ogni singolare avvallamento, per un attimo staccò la bocca, non voleva farlo godere così, lo voleva dentro, voleva essere scopata, sperava ardentemente che il cugino facesse il primo passo, ora temeva che il gioco che Marco aveva iniziato non presumesse la penetrazione, d’altronde erano sempre cugini, sarebbe stato incesto, continuò a sbaciucchiare la cappella di quello che gli sembrava il sesso più bello e più grande del mondo, era quello da sempre proibito, l’aveva desiderato mille volte, solo la paura del peccato l’aveva fermata, ora invece travolta dai sensi lo desiderava dentro, era una puttanella, una puttanella che mendicava cazzo, le mani del ragazzo che si poggiarono sui suoi fianchi l’allontanarono da quei pensieri.

-Ti voglio Sara-

-Anch’ io… –

Lui tentò di spingerla in basso per prenderla nel modo classico.

-No vengo io sopra, ti voglio montare-

Lui la guardò piacevolmente colpito, la cuginetta casa e chiesa tirava fuori il suo lato migliore, lo sguardo di Marco non sfuggì a Sara che ne intuì il pensiero.

-Sono una puttana si, voglio mio cugino dentro-.

Sussurrò

-Sei stupenda-Continuò lui

Mentre la sua bocca non si staccava da quella del ragazzo con la mano sistemò il sesso fra le labbra.

-Piano, sei grande-

Lui la tenne ferma, iniziò a dondolare facendo strusciare il glande ormai congestionato tra le labbra fradice della ragazza, quel gioco sembrava piacere parecchio alla cugina che assecondò i movimenti del ragazzo, abbassò una mano per afferrare il pisello duro, lo trovò bagnato e appiccicoso, era stata lei, con le sue secrezioni, le sue voglie. Tenne ferma il grosso del sesso e lentamente s’impalò prendendolo dentro fino a metà, lo sentì scivolare agiatamente.

-Non ce la faccio più Marco, dammelo tutto-.

Il ragazzo accettò l’invito, scostò la mano della cugina e la fece scivolare sul sesso penetrandola completamente fino alla radice, un gemito rauco sfuggi dalle labbra di Sara.

-Diooo sono pien. –

Non riuscì a finire la frase che il ragazzo iniziò a muoversi, ora lo sentiva, sentiva la grossa cappella farsi largo tra le pareti elastiche e irrorate della vagina massaggiate ad ogni passaggio, lo sciacquattio dell’amplesso crebbe come i movimenti di bacino del cugino, Sara ormai era rapita, rapita da quel ramo che ad’ogni affondo gli toccava l’utero, rapita dai gemiti di piacere del cugino che la premeva con le mani abbrancate ai fianchi sempre più in basso, prese ad’accompagnare i colpi del ragazzo sollevandosi sui talloni per poi lasciarsi cadere sul sesso duro, era in fiamme e gli umori abbondanti non riuscivano a spegnere l’incendio che quel sesso gli aveva appiccato nella pancia e che le fondeva anche il petto, iniziò a gridare ad’ogni affondo, una spinta più violenta delle altre la fece godere.

-Godo Marco…mi… fai… godere-

Venne gridando e spostando il bacino spasmodicamente, sentiva i muscoli addominali contrarsi fino a fargli male

I colpi del cugino aumentarono ancora, ma lei voleva di più

-Inculami- Lo disse con un filo di voce quasi vergognandosi di quello che aveva appena chiesto, poi, come prima la voglia superò l’imbarazzo

-Lo voglio nel culo- Pregò ancora

Non sapeva neanche più se lo voleva per dar piacere a lui o solo perché voleva il cugino in ogni dove, completamente, Marco si fermò e aiutò Sara a sollevarsi, non appena il sesso sgusciò fuori da quella che ormai era divenuta una pozza di umori si sentì vuota, afferrò il membro bagnato e lo poggiò sulla rosetta anale, iniziò a scendere, lentamente, sentì la cappella allargare lo stretto canale sempre di più, scivolare sempre più a fondo, il dolore iniziava a farsi insopportabile

-Toccati, masturbati- Gli ordinò il cugino, ormai perso con lei nella lussuria

La manina corse veloce alla vulva, i sapienti movimenti dell’indice sul clitoride alleviarono il dolore, restò per lunghi secondi con il glande che gli allargava l’anello, e con le dita che riappiccavano l’incendio, si abbassò progressivamente, il dolore era scomparso, quando sentì le natiche toccare sul pube peloso si voltò verso di lui e lo bacio teneramente

-Sono piena Marco- E lo era davvero

Insieme presero ad ondulare il bacino, sentiva il grosso perno scorrere nel canale, il calore avvertito prima era nulla a confronto, più che dalla penetrazione era eccitata dal rapporto “innaturale” contro natura “mi sta inculando” pensò perversamente, poi fece conoscere il suo pensiero al ragazzo

-Mi stai…inculando…mi… mi stai inculando-

-Si t’inculo Sara-

Parole sconce seguirono a quell’attimo d’unione completa, la ragazza sentì il membro del cugino tremare, non appena i primi getti di sperma gli invasero l’intestino venne insieme a lui, un orgasmo violento travolgente, urlò il suo piacere a lungo.

Entrambi sudati presero a sbaciucchiarsi in quella posizione, nessuno dei due voleva staccarsi dall’altro. L’uno dentro l’altra si baciavano come due amanti, come due fidanzatini………….. FINE

About Esperienze erotiche

Mi piace partecipare al progetto dei racconti erotici, perché la letteratura erotica da vita alle fantasie erotiche del lettore, rispolverando ricordi impressi nella mente. Un racconto erotico è più di una lettura, è un viaggio nella mente che lascia il segno.

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