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copertina racconto erotico

E pensare che non ne volevo sapere

È stata la più bella estate della mia vita quella che i miei genitori mi costrinsero a trascorrere con la famiglia di mia zia, molto ricca e anche molto …. porca… ma andiamo per passi e gradi.
Le scuole erano appena terminate, quell’estate si preannunciava calda, torrida e io soffrivo quel clima insorpottabile, tanto che mia zia, vedendomi, suggerì a mia madre di mandarmi in montagna da loro che sarebbero partiti da lì a poco.
Mia zia mi stava antipatica e mia cugina peggio ancora, loro rappresentavano la parte benestante del parentado, mentre noi eravamo i soliti lavoratori artigiani, quelli che in bottega ci passavano anche i sabati e le domeniche. L’unica piccola rivincita era la scuola, io me la passavo molto bene, a differenza di mia cugina Ines che era una somara patentata (ma molto carina).
Fu mia zia Letizia a giustificare uno scambio, Ines era stata rimandata i matematica e io avrei dovuto aiutarla a fare i compiti e gli esercizi utili ad affrontare gli esami di riparazione con serenità.
Partimmo il sabato stesso per la campagna, la casa di mia zia si presentava più come una tenuta che un luogo di villeggiatura, c’era persino la servitù che ci accolse con tutti i bagagli preoccupandosi che alla zia e a Ines non mancasse nulla.
Io giravo spaesato, smarrito in questa grande casa e mi sentii un quasi a mio agio solo quando la signora Elisa, cameriera di fiducia della zia, mi fece accomodare nella mia camera che mi sembrava una reggia.
“Le piace ? ? …è tutto di suo gradimento? …se serve qualcosa mi chiami con il campanello…. “. Io rimasi annichilito, mi dava del Lei questa carinissima signora Elisa e mi trattava come un principino in una reggia. Giravo per la camera come un ebete, tutto mi sembrava stellare e planetario, vidi la signora Elisa allontanarsi e sul fondo del corridoio girarsi verso di me abbozzando un sorriso che mi fece stare molto bene, non capivo, ma quello sguardo mi diede una emozione positiva.
“Hei cugino, allora? Che te ne pare? ? …. ” Ines mi fece sobbalzare,
“Mi hai fatto spaventare, qui è veramente grandioso.. non so… è troppo…troppo bello! ” mi chiuse la frase Ines quasi volendo ulteriormente calcare il suo ceto sociale su di me.
Io ci rimasi un po’ male, ma per rifarmi subito e ridargli la pariglia gli dissi
“So che ti hanno rimandata in matematica, come mai? ? ? …” mi rivolsi a lei con fare autoritario e lei mi rispose seccata
“Forse perché avevo qualcosa di meglio da fare che studiare…”. La maledetta aveva sempre la risposta pronta,
“…. oppure perché dovevo giustificare la tua presenza qui! ” mi disse con un ghigno come per farmi sentire ancora peggio.
In quei momenti desideravo tutto il male del mondo per quella piccola strega, ma poi la situazione agreste, la bella giornata, la campagna, mi fecero rilassare sino a farmi tornare l’allegria di sempre.
La giornata passò in un battibaleno, presto ci ritrovammo a sera per la cena, Elisa, la cameriera, ci servì a tavola una abbondante cena che io mangiai con vero gusto e la zia, assieme a Ines, erano comunque di buona compagnia, come per farmi sentire più a mio agio e io lo apprezzai ricambiandone i modi con educazione perché sapevo che la zia Letizia era un tipo autoritario e ci teneva a una certa forma. In occasione della cena la zia invitò anche una sua amica vicina di casa, Lucia, una bella e giovane signora la cui sensualità e dolcezza mi turbava non poco, soprattutto quando, fissandomi negli occhi, con un sorriso disse a mia zia
“Questo tuo nipote è proprio un bel ragazzino, peccato per quel suo pallore, …ma vedrai, qui in campagna riacquisterà il giusto colore”, mia zia gli rispose “non ti preoccupare, ci penserò io a tirarlo su…. mio nipote”aggiunse quasi per chiarire l’oggetto della frase e a Lucia, la sua amica, sfuggì una risatina compiaciuta e complice nello stesso momento.
Dopo cena mi recai in camera mia, sistemai tutte le mie cose nell’armadietto e nei cassetti, operazione durante la quale trovai una bellissima foto di mia zia (forse di qualche anno prima) in un posa veramente sensuale e questo mi fece trasalire una emozione che, con grande turbamento, mi portava a toccarmi e a fare cose tipiche per quell’età, la pubertà, che scatena i sensi in modo disordinato e poco comprensibile ma che porta inevitabilmente alla pratica della masturbazione. Mi feci una buona doccia e poi andai a sdraiarmi sul letto ma quella foto di mia zia mi attirava moltissimo e non resistetti…… e questo mi evitò di accorgermi che mia zia Letizia stava entrando in camera con una sorpresa……..
“Oh zia, scusa… io stavo.. insomma… ecco.. io…” farfugliai qualcosa di indecifrabile, ma l’imbarazzo era altissimo e solo la calma e l’imprevedibile dolcezza di mia zia Letizia
“Mauro, non temere, vedrai, non sentirai nulla, qui dentro c’è della tiepida camomilla che ti risolverà il tuo problemino, o preferisci che tua cugina continui a scherzarti ? ? ? … Ora ti dirò cosa fare…. ” Ero completamente bloccato, non riuscivo a ribellarmi, non avevo scampo, sapevo che questa volta non ne sarei uscito indenne….
“Ma zia, io sto bene… insomma, è proprio necessario? Mauro, non temere, vedrai, non sentirai nulla, qui dentro c’è della tiepida camomilla che ti risolverà il tuo problemino, o preferisci che tua cugina continui a scherzarti ? ? ? … Ora ti dirò cosa fare…. ” Ero completamente bloccato, non riuscivo a ribellarmi, non avevo scampo, sapevo che questa volta non ne sarei uscito indenne….
“Ma zia, io sto bene… insomma, è proprio necessario? …. Ti prometto che domani mi scarico…” Nulla da fare, le mie proteste erano troppo deboli per una forza come la sua e ben presto mi ritrovai la sua mano sulla mia per scostarla dal mio pene acerbo ma ancora turgido, il suo profumo mi invase e la sua vicinanza mi turbava sempre di più, mi vergognavo per il modo con il quale mi aveva scoperto, ma nello stesso tempo ne ero quasi felice…..
“Su Mauro, ora allarga bene le gambe… bravo così…” ero una automa nelle sue mani, eseguivo i suoi ordini meccanicamente, la sua scollatura evidenziava dei bellissimi seni sui quali il mio sguardo rimase bloccato, la zia se ne accorse ma non fece nulla per distogliermi, anzi… era come se gli avessi dato il via libera! Allargai le gambe il più possibile, lei sorrise, ora la rossa pera si mostrava in tutta la sua interezza e bellezza, per la prima volta non ne provai repulsione, anzi… Le fresche dita della zia mi divaricarono meglio i glutei, il suo dito medio mi attraversò tutto il solco fino al buchino, quasi per assicurarsi della sua esistenza, vi si soffermò con il polpastrello eseguendo delle piccole pressioni fino a sentirlo quasi aperto, poi lo abbandonò in favore della canula che ora sapeva dove puntare con precisione…. L’incontro tra la canula e il mio buchino fu dolcissimo e delicatissimo, mia zia con grande maestria ne dirigeva ogni attimo, un forte turbamento mi fece rizzare ancora di più il mio pene, ma a questo la zia sembrava non dare attenzione, ora la canula si stava impossessando di me, quasi risucchiata dai miei stessi intestini, e di questo mia zia si dimostrò felice spingendo sino in fondo tutta la canula nel mio sederino. Arrivata in fondo mi guardò e con molta dolcezza mi disse
“Hai senti male Mauro ? ” ….
“No …No Zia, io… sì va bene…” balbettai e lei
“Ora respira profondamente e piano .. forza ecco …cooosììììì” e così dicendo premette con forza sulla pera inondando i miei intestini di camomilla. La sensazione che provai fu celestiale, sentii lo schizzo dentro e vidi mia zia che si mordeva il labbro superiore quasi per dare più forza alla pressione che già esercitava sulla peretta, spingeva forte aiutandosi anche con l’altra mano e tutto il liquido, in un momento, si trasferì dentro di me
“Bravo Mauro, hai visto che è andato tutto bene? Ora vai scaricarti, non penserai che abbiamo finito? ? …. ”
Turbato dalle sue ultime parole ma anche molto attratto andai in bagno a scaricarmi, quando ritornai in camera trovai mia zia con una nuova peretta, più grande dell’altra
“Vieni Mauro, qui sulle mie ginocchia, ora che ti sei liberato un po’…… questa ti sistemerà definitivamente” mi disse mostrandomi la peretta più grossa. Oramai ero in balia di mia zia, poteva ordinarmi qualsiasi cosa, mi accovacciai vicino a lei, mi piegai accanto a lei, la tentazione di sfiorargli il suo stupendo sedere fu potentissima e quando sentii la sua mano sul mio pene allora non resistetti e gli diedi una sonora palpata
“Hei Mauro, …vai piano, come siamo intraprendenti eheheh? ? ? ” mi disse con un tono di finto rimprovero e in un momento mi ritrovai supino sulle sue ginocchia e fu con immensa gioia che ricevetti un’altra stupenda peretta, questa volta mia zia la fece durare moltissimo, in quella posizione roteava la pera, la sfilava e infilava, mi accarezzava i glutei, insomma…. una tempesta di erotismo ormonale come mai mi era accaduto, Sentivo la camomilla defluirmi in grande quantità nella mia pancia ma la cosa non mi portava dolore alcuno, la zia mi diceva:
“Respira forte Mauro, vedi come entra bene adesso, la peretta trova tutte le vie libere, e ti sta lavando tutto ben bene…” e me lo diceva sottovoce, quasi a non voler rompere quella perfetta atmosfera passionale erotica che si era creata. Io sentivo il mio pene essere sempre più duro e premere sulla coscia di mia zia la quale si guardava bene dal spostarla, anzi, premeva anche lei a piccoli spinte con la sua coscia contro il mio pene, lo sentiva pulsare e sembrava volesse seguire il ritmo dello schizzo della peretta, una vera maestra, tanto che, ricordo, ho sborrato copiosamente sulla sua coscia senza che mia zia dicesse una sola parola.
Era come se ci fossimo dichiarati…. Una passione era stata dichiarata, ora si trattava di coltivarla come si doveva e avevo tutta l’estate davanti per farlo.
Il giorno dopo, di buon mattino, scesi in cucina a fare colazione, trovai mia cugina Ines intenta a strafogarsi di brioches davanti a una grossa tazza di latta e mi venne spontaneo metterla in guardia contro i rischi di una alimentazione così violenta e lei mi rispose
“Ma a te che te ne importa, tanto poi ci pensa la mia mamma a risolvermi questi problemi anche se la cosa spesso mi fa arrabbiare…”. Questa sua asserzione mi incuriosì e una volta fuori in giardino gli chiesi in che modo la zia fosse in grado di sopperire alla sua alimentazione sbagliata e lei mi rispose
“Te ne accorgerai anche tu, mia madre e la sua amica sono ossessionate dalla pulizia intestinale, per loro mettere mano a un clistere o a una peretta è la cosa più normale del mondo e ti assicuro che non sempre è una bella cosa trovarsi nelle loro mani…” A quelle parole feci un sobbalzo, arrossii vistosamente tanto da non nasconderlo a mia cugina
“…. Te l’ha gia fatta? ? ? ? ?
dai dimmi che te l’ha già fatta la peretta!!! ” mi urlò in un orecchio cambiando subito atteggia- mento,
“…ieri sera, ora capisco perché non è venuta a tampinarmi! ” disse Ines come per riflettere a voce alta..
“.. ma dimmi, come è stato? ? ” a questo punto era inutile mentire,
“ma sai… è stata brava tua madre, non mi ha fatto male, anzi, ti dirò che poi sono stato bene! ” ma avevo lo sguardo abbassato e Ines non era una sciocca,
“Ho capito…” mi disse
“…vieni, voglio mostrarti qualcosa.. “.
Da quel momento vidi Ines sotto un nuovo aspetto, quasi complice, addirittura protettiva, era sempre al mio fianco e non perdeva occasione per cercare la mia compagnia.
“Vieni Mauro, vieni a vedere Elisa e la mia mamma, questa dovrebbe essere l’ora, forse siamo ancora in tempo… dai! ” mi ordinò correndo.
La seguii incuriosito come non mai, quando la raggiunsi mi disse
“Piano, non facciamoci sentire… sono al piano sopra, fai piano…” raggiungemmo la camera da letto della zia e una volta arrivati sentimmo delle voci, erano quelle della zia e di Elisa, la cameriera, la porta era socchiusa, e lo spiraglio ci permetteva di vedere la scena……. Elisa stava risucchiando della camomilla in una peretta e la zia era pronta a riceverla! Un tuffo al cuore mi pervase, dentro di me mille pensieri, la zia era proprio una maniaca di questa arte che però non riuscivo a disprezzare.
“Signora Letizia, sono pronta, possiamo cominciare ora, se vuole girarsi mi sarà più facile agire…” Elisa sembrava molto pratica, si vedeva che agiva come una infermiera
“…vedrà signora che non le farò rimpiangere le amorevoli cure della sua amica Lucia…” e così dicendo si avvicinò allo stupendo sedere della zia la quale da parte sua la tranquillizzava dicendogli
“lo so lo so Elisa che sei bravissima, non ho dubbi sulla tua capacità di eseguire una peretta a regola d’arte, ecco, ora mi giro…. ” Elisa poi aggiunse:
“Signora Letizia, se mi permette vorrei facilitare l’ingresso della canula a modo mio…. ”
“Fai pure tesoro, lo sai che mi fido…” rassicurò la zia. Vidi Elisa chinarsi sul sedere della zie e…. incredibile, questo non lo avevo mai neppure immaginato, gli stava umettando il buchetto con la propria lingua, la zia avevo lo sguardo estasiato ed Elisa sembrava veramente una regina di professionalità ….. Estasiato continuavo a guardare l’operazione, Elisa poi introdusse la pera nel culetto della zia, un brivido di eccitamento mi scosse, sembravo intorpidito dallo scena, non riuscivo a staccarmi gli occhi
“Hei Mauro, adesso basta vieni via prima che ci scoprano…”
Ines mi fece tornare alla realtà, la seguii in punta di piedi, piano piano prima ma poi sempre più in fretta, arrivammo al piano sotto e Ines mi disse
“OK, ma ti raccomando, non fare parola con nessuno…. altrimenti.. ”
“altrimenti? ! ? ! ? ” aggiunsi io in tono di sfida
“Altrimenti siamo rovinati tutti e due! ” mi rispose lei in sfida,
“Tu non hai una idea dell’arsenale di perette e di clisteri e di polpette che mia mamma e le sue amiche hanno in questa residenza, un vero inferno…” Poi i suoi occhi caddero sul gonfiore dei miei pantaloni e, un po’ sorniona disse
“vedo che a te la cosa invece non dispiace…. ” Ancora una volta la sua sicurezza mi lasciò di stucco, ma ora decisi di reagire e aggiunsi
“perché a te no ? ? ? …” come per una sfida.
Ines abbassò la testa come ferita, ne ebbi quasi pena
“scusa Ines, non volevo…” feci marcia indietro, lei capì e me ne fu grata, anzi…. si confidò
“Vedi Mauro, il mio problema, e un po’ me ne vergogno, è che qui girano solo donne, in virtù dei gusti particolari della mamma, tu sei il primo genere maschile presente in questa casa da sempre e la novità è quasi più mia che tua, ora capisci ? ” non capii, ma ne ero comunque felice, ora l’atteggiamento della bisbetica Ines era completamente cambiato, era lei ora a cercare aiuto
Ci recammo verso il lavatoio della casa, per parlare un po’ senza essere disturbati, quando entrammo Ines si sedette sul bordo della vasca e mi disse:
“Sai, la mamma, quando mi fa una peretta non è che dà fastidio, anzi, un po’ mi piace anche, ma se penso che a farmela possa essere un maschietto la cosa mi ecciterebbe di più, insomma… lo desidero ecco e poi mi piacerebbe anche….. va beh, lasciamo stare”
“Ines sai che puoi contare su di me per ogni tuo desiderio, anzi… se vuoi, anche adesso…”
“Veramente ? ! ? ! ? rispose felice Ines, veramente tu mi faresti una bella peretta? ? ? ”
“Ma che discorsi, certo Ines che te la fare!!! se non ci aiutiamo fra di noi.. ? ? ”
Ines si diresse subito verso l’armadietto in lavatoio, dentro c’era una peretta, la estrasse e me la pose in mano
“Riempila di acqua tiepida, dai…prima che arrivi la mamma…” mi disse tremante mentre si toglieva la gonna.
Non me lo feci ripetere due volte, riempii la peretta e mi posi dietro di Ines, che, nel frattempo si era già tolto le mutandine. Si inarcuò verso di me, si fece equilibrio assestandosi con le mani sulle proprie cosce, stava girata come per voler vedere la scena, uno specchio che aveva opportunamente girato verso di noi, ne favoriva la sua visuale, scoprendo che, nel frattempo, anch’io mi ero tolto i pantaloni e le mutandine ma lei non disse nulla di questo, anzi, sembrava gradire la situazione. Mi trovavo davanti al più bel sederino che mai potessi immaginare, decisi di agire con circospezione, gli aprii ben bene le chiappette fino a far venire alla luce il buchetto, poi appoggiai la canula sullo sfinterino, non l’affondai subito ma con la punta palpeggiavo la rosellina come se facessi fatica a trovare l’esatta inclinazione, Ines ansimava, allora io spinsi la pera dentro il suo culetto e mia cugina ne trasse un forte respiro di compiacimento seguito da un lamento di piacere causato del primo schizzo, che fu deciso e violento, per poi placarsi in un deflusso costante, durante il quale accompagnavo la canula dentro e fuori in modo fermo e inesorabile. Ines gradiva molto questo tipo di massaggio anale durante il quale, ansimando, si complimentava per la mia inaspettata bravura, notai anche che dalla sua passerina fuoriuscivano umori di piacere che non davano adito a dubbi…. Ines godeva, godeva come stavo godendo io. La peretta terminò presto la sua opera, la estrassi piano piano, quando la punta della canula rivide la luce il classico rumorino del risucchio ci eccitò ulteriormente, io mi alzai, appoggiai la pera sul bordo del bagno e Ines, improvvisamente, mi venne incontro di spalle in modo da scontrarsi con il mio pene, che nel frattempo reclamava soddisfazione. D’istinto appoggiai il mio arnese nel solco di Ines, davanti a noi faceva bella mostra uno stupendo clistere, Ines guardandolo disse
“mmhhmh oohho poi ti voglio fare io uno stupendo clistere da due litri…” MA IMPROVVISAMENTE…..
“Vi ho scoperto eheheh, sporcaccioni…!! ” urlò Lucia, l’amica della zia Ines, “…vi siete messi in un bel guaio, come potete pensare di cavarvela? ? ” aggiunse con tono minaccioso Lucia. L’imbarazzo fu totale, io e Ines volevamo sprofondare sottoterra subito, ma lo spirito di sopravvivenza prevalse…
“La prego Lucia, non dica nulla alla mamma, faremo quello che vorrete, ma la prego, .. la prego…” balbettava e piangeva Ines,
“Signora Lucia…” aggiunsi io con tono da salvatore della patria
“…la colpa è tutta mia, Ines non c’entra nulla, sono stato io a convincerla in questo gioco, la colpa è sola mia, la prego, punite solo me…”
Ines piangente si stava rivestendo, io pure, eravamo preoccupatissimi, già mi vedevo di ritorno a casa con la vergogna e l’onta di un comportamento miserevole
“Troppo comodo vero? ? ? ” ci redarguiva Lucia,
“Fare certe cose tagliando fuori le amiche più care ehehh Ines, io non ti ho mai negato nulla….. ” Improvvisamente il volto di Ines si illuminò, capimmo che Lucia era dalla nostra parte e che non ci avrebbe tradito, passammo dall’inferno al paradiso in una frazione di secondo, tanto che Ines cadde in un pianto liberatorio e io, improvvisamente, mi sentii come cambiato, come se in un attimo fossi passato dalla condizione di adolescente a condizione di uomo. Ines si precipitò ad abbracciare Lucia mentre la stessa si dirigeva verso il lavabo per….. si come per fare pulizia di tutto
“E tu, Ines, scaricati ora, mica vorrai tenerla per l’eternità …” disse stemprando ulteriormente gli animi,
“Obbidisco ! ” rispose in tono scherzoso Ines allontonandosi e lasciandomi solo con Lucia la quale si rivolse a me in questi termini…..
“Caro Mauro, oramai sei un ometto, ma senti un po’….. Sei vergine ? ”
“Si certo Signora Lucia, sono vergine e…”
“E con quale pretesa vorresti fare certe cosine con la figlia della mia migliore amica? ? ”
“Ma veramente io…”
“Niente ma, prima devi imparare certe cose, e io… potrei anche aiutarti…”
“Signora Lucia, non chiedo di meglio io…. ”
“Allora starai ai patti!!! ”
Così dicendo, la Lucia prese la peretta, tolse il clistere che era appesa al muro e si diresse verso il lavandino ove prvvide a farne una buona pulizia. Io la guardavo come si guardava una donna marziano, una donna astrale, i suoi gesti erano professionali, austeri, essenziali ma anche dolcissimi e sicuri: dapprima si mise a sciacquare la peretta, poi il clistere tutto e alla fine, con grande, immensa gioia nascosta, vidi che ne riempiva l’uno e l’altro……
“waow…si ricomincia” pensai dentro di me nel mentre, tutta pimpante, rientrava dallo svuotamento mia cugina Ines.
“Ohh Ines, volevo farti esaudire il desiderio che avevi espresso pochi minuti fa, sbaglio o volevi fare un bel clistere a tuo cugino ? ? ? ? ”
disse sorniona Lucia “SIIIIIII !!!! ” gli fece eco entusiasta mia cugina Ines,
“Bene, allora mi sa che inizieremo da qui la prima lezione…. ” Sentenziò Lucia che, di scatto si girò verso di me che, per terra, stavo ancora sistemandomi i pantaloni.
“Forza giovanotto, togliti i pantaloni, è arrivato il momento di mostrare a tua cugina come si fa un bel clisterino a un ragazzo…. ” Inutile ribellarsi, Lucia e Ines non mi avrebbero dato scampo, mi rispogliai ma rimasi ammaliato da quella stupenda visione di Lucia che, come una imperatrice, brandiva la propria arma, il clistere, che, in quel momento, non poteva avere rivali alcuno. Ines la guardava estasiata, Lucia ci disse di seguirla nella stanza a fianco
“Su un bel lettone sarà più bello…. ” ci assicurava e così facemmo. Mi fecero accomodare sul letto, mi misi a pancia in giù quasi per non vedere cosa mi stessero per fare, ma Lucia ordinò:
“No bello, girati, devi vedere, imparare e… anche noi dobbiamo vedere, non ti sembra poco carino nasconderti? ? ? ” Obbedii, vidi Lucia che consegnò il serviziale a Ines
“Tienilo alto, più è in alto e più scenderà con forza nel culetto di Mauro…” disse ridendo con Ines, poi si rivolse a me, aveva la canula in mano, attenta a che anche Ines vedesse, mi prese le gambe e mi disse
“Alzale verso di te…. Così bravo.. ecco! ”
Ero completamente alla sua mercè, tutti i miei attributi erano davanti a lei e un po’ me ne vergognavo tanto che Ines, capendo il momento, mi mostrava il suo sederino per aiutare il mio pene a risvegliarsi dal precedente spavento. Ines mi sorrideva, io ne ero compiaciuto, e in quel momento sentii le abilissime dita di Lucia intrufolarsi nei miei glutei…
“Vedi Ines, il buchino deve essere completamente in vista e aperto, per far questo devi allargare bene i glutei con il pollice e l’indice della mano sinistra, per poi afferrare la canula con la mano destra e cercare, molto dolcemente, la giusta inclinazione per infilarlo nel buchino” Lucia iniziò l’operazione davanti a un’attenta Ines, che, nel frattempo teneva alto il serviziale
“Poi…. ” Aggiunse Lucia,
“devi comprendere quando il paziente è rilassato, ma devi aiutarlo facendogli una specie di solletico con la punta della canula sul suo fiorellino, ecco vedi… così come faccio ora? ? ” Mi sembrava di morire dal piacere, mai mani così dolci ed esperte si erano prese cura di me
“Vedi, ora è pronto… coooosìììììì” e spinse lentamente ma con fermezza la canula nel mio culetto e il mio pene, come reazione, si eresse a conferma che l’operazione era perfetta
“Vedi Ines….. ” si prolungava Lucia
“…questo è il segno che ha gradito, ma puoi fare di più muovendo la canula in questo modo… vedi? ? Ora possiamo aprire la valvolina…”
“OOHOHOHOHO” mi sfuggì un lamento decisamente di piacere, Lucia guardò Ines incrociando uno sguardo pieno di significati come solo due complici possono fare. Mentre il liquido scendeva inesorabile, Lucia chiesa a Ines di dargli il cambio, ora era lei al serviziale e Ines aveva il compito di muovere in continuazione la canula in modo da non interrompere mai il deflusso del liquido. Non capivo più nulla…. Il piacere mi stordiva e non mi accorsi che il liquido, a un certo punto, non defluiva più anche se un bel litro era già entrato nel mio pancino.
Allora Ines mi ordinò di alzarmi e, senza togliermi la canula mi fece camminare per il bagno, Lucia teneva il serviziale e Ines…. non resistette alla tentazione di toccarmelo e masturbarmelo, sotto la sapiente guida di Lucia che intanto notava, con piacere, che la defluizione era ripresa con successo e che anche l’ultima goccia invase i miei intestini. Fu proprio in quell’istante che una potente schizzo di sborra mi fece esplodere un incredibile orgasmo in me e, fece gioire Ines e Lucia, compiaciuti del risultato ottenuto: un successo totale!!! FINE

About Hard stories

Scrivo racconti erotici per hobby, perché mi piace. Perché quando scrivo mi sento in un'altra domensione. Arriva all'improvviso una carica incredibile da scaricare sulla tastiera. E' così che nasce un racconto erotico.

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