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Fantasie di una madre

Quella che sto per narrarvi è la storia di una perfetta (agli occhi degli altri) madre, separata, gran lavoratrice che ha sempre fatto in modo che al suo gioiello (il figlio) non mancasse mai nulla…. sia in termini economici che in termini affettivi .

Sposata all’eta di 30 anni .. gravidanza quasi immediata da cui è nato Marco; uno splendido ragazzo che oggi ha circa 20 anni.. studente di ingegneria; ottimo studente .. fidanzato con una coetanea .. un ragazzo normale … la signora Paola; per essere più precisi la mente della signora Paola ha subito una brusca virata una calda mattina di luglio .

Marco era stato educato; anche per via dell’assenza del padre dovuta alla separazione dei suoi genitori quando lui era molto giovane, ad essere indipendente in quasi tutto .. si gestiva da solo … non necessitava della mammina che lo svegliasse ogni mattina con dolcezza; tutte le mattine in cui doveva andare all’università alle 7, 30 era pronto in cucina per fare colazione e poi recarsi in facoltà rientrando a casa solo nel pomeriggio inoltrato.

La signora Paola aveva a disposizione più di un’ora dall’uscita di Marco per svolgere alcune faccende domestiche e poi recarsi al lavoro..

Una vita tranquilla “stravolta” un mattino di luglio; come ho sopra citato; quella mattina Paola non aveva sentito il rumore della doccia; il che già le era parso insolito.. ancor più insolito le parve l’assenza di Marco in cucina alla sua solita ora …decise di fare ciò che non faceva oramai da anni; entrare in camera di Marco per svegliarlo; bussò due volte e due volte lo chiamò ma non vi fu risposta quindi decise di entrare. lo fece con cautela come se stesse facendo qualcosa di insano; come se stesse violando la sua privacy; entrò accese la luce e vide il suo bel Marco che girato di fianco con le spalle a lei rivolte; abbracciato al cuscino; con indosso un paio di slip … gli si avvicinò chiamandolo; al suo primo cenno di risveglio gli chiese se dovesse andare oppure no in facoltà e che erano gia le otto meno 20…sentendo quell’orario Marco scattò dal letto come una molla; controllò la sveglia; maledisse il fatto che non l’avesse sentita .. iniziò ad agitarsi per la stanza alla ricerca degli abiti da indossare .

Mentre lui si agitava per il ritardo Paola notò quello che forse per Marco era normale o che forse gli sfuggì a causa dell’agitazione …. la sua erezione .. aveva il pene eccitato che riempiva gli slip e che fuoriusciva in parte dall’elastico superiore; Paola ebbe un attimo di vergogna nel guardarlo; fu solo un attimo, riuscì prontamente a destarsi da quello stato di trance (sulle cui motivazioni dovette poi rifletterci a lungo) e uscì dalla stanza dicendo che lo avrebbe aspettato in cucina per la colazione …. Marco si preparò in fretta passò per cucina; afferrò una merendina e salutando la madre con un bacio sulla guancia scappò via di corsa .

Il rumore della porta di casa che segnava l’uscita di Marco fu per lei una liberazione ed una condanna … fu liberata dalla vergogna di guardarlo negli occhi ma fu condannata a ripensare a quei pochi secondi vissuti poco prima … quei secondi in cui aveva fissato, lei; sua madre; il pene eretto del figlio.. le ginocchia le tremavano; il respiro le divenne difficile; il nodo alla gola cresceva sempre più … era lì; immobile, incapace di muoversi ……. in quel momento c’era solo una cosa che la faceva vergognare più di ogni altra cosa .. era sentire intensi brividi lungo la schiena che le ficcavano spilli nel cervello ma non le risparmiavano altri imbarazzanti modifiche al suo stato di torpore… quei cambiamenti erano i canonici cambiamenti di una donna eccitata .. sentì i capezzoli diventarle piccoli e duri come se vi fosse stata risucchiata l’aria dall’interno e sentì nel basso ventre una cascata di emozioni diventare una cascata di umori che le inumidirono le sue mutandine di pizzo nero …

Raccolse le forze; corse in bagno e; spogliandosi dei suoi abiti ma non della sua vergogna, si gettò sotto la doccia ….. la doccia fu per lei rigenerante .. le lavò il corpo dall’onta di quella vergogna ma non riusci a lavarle la mente e l’anima…. si vestì; cercando di non specchiarsi, aveva timore di guardare quella donna; che non riconosceva più, riflessa …si recò al lavoro cercando di non pensare a Marco… riusciva bene a nascondere a tutti il suo stato di confusione ma quella latente eccitazione non la abbandonava mai .. si fece anche prendere dall’insano pensiero che una masturbazione l’avrebbe fatta calmare ma non ebbe il coraggio di sporcare così l’immagine del figlio … aveva l’anima in tumulto .. non riuscì neanche a pranzare quel giorno .

La giornata lavorativa finì e lei abbandonò il suo ufficio in uno stato peggiore, se possibile, di quello con cui vi era entrata.

Rientrò a casa; Marco non era ancora rientrato; come un’automa svolse le faccende che aveva in sospeso dalla mattina più quelle che aveva in programma di fare al suo rientro …

Alle 19 rientrò Marco con il suo carico di vitalità che sempre lo accompagnava e Paola si senti stranamente rasserenata dal suo rientro .. i tremori; la vergogna; il panico … svaniti nel nulla … si meravigliò lei stessa di quella calma interiore (che poi scoprì essere solo apparente).

Gli preparò la cena come al solito e come era solita fare lo servì e fu in quel momento in cui lo servì; in cui poggiò il piatto dinanzi a lui che senti nuovamente la vergogna farsi strada in lei e farle colare; in modo incontrollabile, la fica …. non capiva perché proprio in quel momento; cosa era successo in quel momento …. si sedette di fronte a lui con le gambe strette come se temesse che gli odori della sua fica potessero giungere al naso di suo figlio… e la cena fu un tumulto; una guerra, una continua esplosione di emozioni ogni volta che lui le chiedeva qualcosa lei si sentiva più eccitata; scattava come una cameriera per porgergli le cose che chiedeva e lui le chiedeva con la sua solita dolcezza e delicatezza ma era lei che non era più la stessa; era lei che voleva servirlo … era lei che iniziava a capire .. aveva capito che nella visione del cazzo duro del figlio aveva rivisto lo scettro del potere maschile su di lei .. aveva risvegliato il suo lato più nascosto; quello meno vissuto, il suo lato di sottomessa all’uomo…. ed ora c’era un uomo; lo aveva visto; aveva visto il suo scettro e ne era rimasta soggiogata…

Quella notte nel suo letto potè razionalizzare tutto e; in pace con se stessa, potè finalmente darsi piacere……era di nuovo schiava. FINE

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