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Grazie zia

Quella mattina uscii da casa che era ancora notte, stavo li davanti l’androne di casa con il borsone e aspettavo l’arrivo dei miei zii che mi avrebbero portato con loro in vacanza in Calabria.
Io all’epoca avevo poco più di 20 anni, e da circa due mesi avevo finito il servizio di leva.
L’andare in vacanza con gli zii non era il massimo ma, visto che non avevo una lira l’alternativa sarebbe stata quella di rimanere in città, così decisi di andare con loro e precisamente a Paola cittadina d’origine della zia Carmen.
dopo qualche minuto d’attesa arrivarono, caricai il borsone ed andammo a prendere un caffè , subito dopo salimmo in macchina e ci avviammo verso l’autostrada, a quell’ora non c’era traffico, solo qualche camion.
Io me ne stavo in silenzio sul sedile posteriore e guardavo l’arrivo del nuovo giorno.
Mio zio guidava in assoluto silenzio e di tanto in tanto mormorava qualche frasaccia nei confronti di qualche automobilista che lo abbagliava, mia zia se ne stava tutta zitta intenta a leggere una rivista.
Io, da dietro li guardavo, non si parlavano, quando fummo a metà viaggio la zia chiese di fare una sosta per andare alla toilette, lo zio, senza proferire parola entrò nella prima stazione di servizio, scendemmo dall’auto, io rimasi a fare la guardia mentre ambedue si recarono alla toilette.
Zia Carmen tornò quasi subito e si rimise seduta in auto, anch’io rientrai e, non appena chiusi la portiera, la zia iniziò a dire che il marito non era certo un tipo loquace e che da qualche tempo a questa parte non la degnava più neanche di uno sguardo, per non parlare poi di altro tipo di attenzioni, che, nel corso degli ultimi anni si erano fatte rare.
Ad un tratto si interruppe, lo zio stava ritornando.
Riprendemmo il viaggio e, dopo qualche ora, arrivammo a Paola.
Andammo direttamente a casa della zia Carmen e, dopo aver scaricato i bagagli iniziammo a mettere un po’ in ordine e a fare un po’ di pulizia visto che la casa era stata chiusa dall’estate prima.
Io mi sistemai in una cameretta al piano terra vicino la cucina, gli zii al piano di sopra.
La mattina trascorse velocemente e ormai esausti a causa del viaggio e delle pulizie andammo a riposare.
Verso le 16. 00 uscimmo per andare a fare un po’ di spesa, lo zio ne approfittò per comperare delle esche infatti, aveva deciso di andare a pesca la stessa notte.
La zia gli disse se era sicuro di andare a pesca quella stessa sera e, ne non era il caso di rimandare a qualche giorno dopo, visto che ci dovevamo fermare circa un mese, lui neanche rispose.
Rientrammo a casa e la zia iniziò a preparare la cena, mentre lui trafficava in giardino con ami e canne di vario genere, mentre io iniziai subito a leggere il mio libro.
Verso le 19. 30 la zia ci invitò a rientrare per la cena.
A tavola si ripresentò la stessa situazione di silenzio, io di tanto in tanto dicevo qualcosa , così tanto per rompere il ghiaccio, ma ricevevo risposte del tipo.. .. . ma.. .. si.. .. . come no.. .. . certo.. .. .. e nient’altro almeno da parte dello zio, la zia invece era più eloquente.
Finito di cenare lo zio si alzò da tavola prese la sacca e tutta l’attrezzatura da pesca limitandosi a dire che sarebbe tornato la mattina seguente, girò i tacchi e andò via.
Intanto zia Carmen iniziò a rassettare la cucina e, quando ebbe finito, mi raggiunse in giardino.
Io avevo ripreso a leggere, quando la vidi arrivare chiusi il libro ed iniziammo a parlare, praticamente la zia si riallacciò al discorso che aveva preso in autostrada aggiungendo che erano almeno due anni che lo zio non la toccava, che forse aveva un’altra donna e, che lei essendo ancora giovane aveva ancora voglia visto che aveva appena 50 anni e che si sentiva ancora viva ed attiva.
Infatti la zia nonostante l’età aveva ancora un fisico allettante, una di quelle che quando la incontri per strada la guardi.
Infatti ha belle gambe, un bel sedere e una bocca carnosa, non vi nascondo che da adolescente più volte avevo fatto dei pensierini sconci.
Il discorso prosegì sul tema per quasi tutta la sera fin quando decidemmo di andare a dormire.
Lei mi salutò con un bacio e salì al piano superiore, io mi infilai nella mia camera e, visto il caldo che faceva lasciai la porta aperta.
Mi ero quasi addormentato quando ad un tratto sentii dei rumori ad un tratto vidi la sagoma di mia zia davanti al frigo, aprì lo sportello e in quel momento mi si presentò alla vista una scena bellissima.
La luce che usciva dal frigo illuminava completamente mia zia che, indossava una camicia da notte leggerissima ed io, potevo vedere nei minimi particolari tutte le sue forme.
Sotto non indossava nulla e riuscivo a vedere in trasparenza il suo magnifico culo poi, si girò appena di lato e, potei notare il suo seno ancora in buono stato.
La scena durò qualche secondo, fino a quando non chiuse lo sportello e tutto tornò nel buio completo.
Io alla vista di tutta quella roba non vi nascondo che provai un certo pizzicore, così, ad un tratto, quando la vidi uscire dalla cucina la chiamai.. .. .. zia ! qualche problema? e lei.. .. .. no non preoccuparti solo che non riesco a dormire, vuoi che ti faccio compagnia? anch’io non riesco a prendere sonno troppo caldo, posso entrare? chiese, certo vieni.
Lei entrò nella mia stanza e si mise seduta sulla sponda del letto, il suo culo poggiato sulla mia gamba, che mi guardai bene dallo spostare, anzi, di tanto in tanto la muovevo per saggiare il terreno.
Dopo un po’ , piegai la gamba e le poggiai il ginocchio sul braccio facendo dei lievi movimenti, lei, sembrava gradire e non si spostava da quella posizione.
Ad un tratto, mentre parlavamo mi spostai leggermente e, aiutato dal buio, azzardai e le poggiai la mia mano sulla sua gamba, lei non fece nulla, anzi poggiò la sua mano sulla mia, pensai subito che me l’avrebbe tolta, invece restò li ferma.
Intanto ripresi col ginocchio, lei smise di parlare e cominciò con la sua mano a spingere sulla mia facendomela muovere su e giù molto lentamente.
A quel punto pensai è fatta.
Alzai la mia mano allontanando la sua e giela ripoggiai sulla coscia iniziando ad accarezzarla, le ficcai la mano sotto la camicia e cominciai a carezzarle l’interno delle cosce, sentivo la carne calda e un po’ appiccicosa, continuai a salire su per le cosce fino a sentire il pelo, a quel punto lei iniziò a divaricare le gambe per facilitarmi, infatti, dopo qualche istante toccai con le dita , aprendole, le sue labbra e notai che era già bagnata.
Lei nel frattempo aveva tirato giù i miei slip e, preso il mio cazzo iniziò a menarlo.
Ormai, ogni finzione era inutile, ogni tabù infranto.
Iniziai a farle un ditalino lentissimo e lei gemeva continuando a menare l’uccello, d’un tratto mi tirai su con la schiena poggiandomi al muro, le passai la mano dietro la nuca invitandola a prendermelo in bocca lei, dopo essersi sistemata e senza staccarsi dal mio dito chinò la testa e iniziò a leccare la cappella.
Cominciò a succhiare tutto il liquido lubrificante che era precedentemente uscito, poi lo ficcò di colpo in bocca e iniziò un magistrale pompino.
Sentivo le palle che mi tiravano da morire e quella lingua che continuava a torturare la cappella.
Stavo quasi per venire quando le dissi di smettere per un attimo, lei lascio la presa si tirò su e si mise a cavalcioni su di me, talloni poggiati, prese il cazzo con la mano e lo guidò fin dentro la fica e iniziò uno spegnimoccolo di una dolcezza unica.
Si muoveva lentamente e, ogni tanto faceva uscire il cazzo quasi completamente per poi risucchiarlo completamente dentro di se.
Questa danza durò per qualche minuto fino a quando non sentii uscire dal più profondo della sua gola un vennnnngoooooooooo poi, diede ancora due , tre affondate, riprese fiato, si sollevò scivolando verso il fondo del letto e si fermò con la testa in mezzo alle mie gambe e riprese lentamente a succhiarmi il cazzo.
Vedevo la sua testa roteare con la cappella dentro la sua bocca, ogni tanto ingoiava il cazzo fino in fondo poi, ricominciava con la lingua a roteare tutto intorno la cappella.
Io avevo raggiunto il settimo cielo ormai ero vicino all’orgasmo, ma facevo del mio meglio per resistere volevo far durare quella goduria al massimo.
Ad un tratto mia zia lasciò la presa dicendomi.. .. .. non riesci a venire? vuoi fare qualcos’altro? io le dissi di continuare e che così andava benissimo.
Lei riprese il mio cazzo in bocca e ricominciò a spompinarlo, dopo qualche istante sentii una scossa elettrica lungo tutta la schiena ed in silenzio, con un leggero tremore di tutto il corpo sborrai.
Sentivo la sborra uscire a fiotti poderosi e lei ingoiava tutto fino all’ultima goccia.
Quando ebbi finito di eruttare fino all’ultima goccia, si staccò da me facendo uno schiocco sulla cappella lasciandola completamente asciutta.
Il mattino seguente fui svegliato da mia zia con un ottimo caffè che gustai standomene ancora a letto, gli chiesi dello zio e lei rispose che era rientrato da poco e stava di sopra e dormiva come un ghiro.
Finito di bere il caffè, accesi una sigaretta e pensai alla notte prima, quando ad un tratto mi vennero in mente le parole di mia zia e cioè se mi andava di fare qualcos’altro.
Cosa poteva essere quel qualcos’altro se non il culo? l’idea sola mi diede un’eccitazione bestiale.
La zia stava in cucina, mi alzai e andai da lei, quando mi vide mi fece una carezza chiedendomi .. .. .. come và? io risposi bene molto bene grazie, lei si girò e continuò nelle sue faccende.
Ad un tratto le andai alle spalle e poggiai il mio cazzo già duro al suo culo, lei non proferì parola, poi, le alzai la camicia da notte e le cominciai ad accarezzare il culo passandole il dito nel solco.
Lei si girò dicendomi .. .. . adesso no dimentichi che c’è tuo zio? non preoccuparti le risposi sta dormendo e continuai a lisciarle il culo, poi, cominciai a titillarle il buchino con una mano e portai l’altra mano sul davanti iniziandole a fare un ditalino.
A quel punto lei non proferì più parola.
Portai il dito alla bocca lo bagnai per bene e le lubrificai il buco del culo, poi, le alzai la camicia fin sulla vita, la feci piegare un po’ in avanti e le allargai le chiappe poggiai il mio cazzo sul suo buco e diedi una spinta ma di entrare non ne voleva sapere, riprovai ancora ma senza successo, a quel punto lei rese il cazzo con una mano dicendomi.. .. .. .. . tu allargami le chiappe, le allargai le chiappe tenendole bene aperte, lei intanto si puntò il cazzo sul buco dicendomi.. .. . ecco ora spingi, diedi una spinta poderosa e a quel punto il cazzo entrò per circa la metà lei emise un leggero gemito misto a dolore lasciando la presa.
Iniziai a fottere quel culo e sentivo le pareti di quel budello stringersi intorno alla cappella.
Continuai a spingere fin quando non raggiunsi il fondo del culo.
Era fantastico, a tratti tiravo fuori il cazzo quasi del tutto per poi rificcarlo dentro fino in fondo fino a sentire le sue chiappe sbattere sul mio inguine.
Quando iniziai a sentire l’orgasmo ormai prossimo, iniziai a stantuffare come un cavallo pazzo e vedevo il corpo di mia zia sussultare allo
stesso ritmo.
Ad un tratto, sentii salire su dai coglioni lo sperma, affondai completamente il cazzo nel budello e rimasi li fermo riempiendole il culo con una colata bollente, sentivo il calore della sborra sulla cappella.
Quando ebbi finito le sfilai il cazzo, girai mia zia la feci sedere su di una sedia, le spalancai le cosce e cominciai a leccarle la fica, lei era in delirio, dopo qualche linguata ben assestata sul clitoride venne tra le mie labbra e la ripulii minuziosamente di tutti i suoi umori.
Quando finii lei mi passò la mano tra i capelli, io guardandola le sussurrai.. .. grazie zia, penso che passeremo un’estate indimenticabile pesca permettendo. FINE

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Storie sexy raccontate da persone vere, esperienze vere con personaggi veri, solo con il nome cambiato per motivi di privacy. Ma le storie che mi hanno raccontato sono queste. Ce ne sono altre, e le pubblicherò qui, nella mia sezione deicata ai miei racconti erotici.

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