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Ho scopato mia madre

La mia prima esperienza sessuale è stata a 18 anni ed è stata sicuramente la più fantastica, perchè completamente inaspettata.
Mi presento: sono Dario, ho 21 anni e una madre, Giulia, che ora ne ha 40 e al tempo 37. Mio padre non ne ha voluto sapere di me quando sono nato perciò non l’ho mai visto, e mia mamma ha avuto qualche fidanzato per qualche mese ma poi si è rassegnata alla vita da single. Un’autentica perdita per il sesso maschile, perchè mia madre è un ottimo esemplare di “gran pezzo di gnocca”: un decolletè che non finisce più culo sodo e alto, belle coscione per un metro e settantacinque di pura figa. Dall’età di dodici anni ho iniziato a menarmi il cazzo pensando a quel corpo fantastico di mia madre, anche perchè avevo la possibilità di esserne sempre in contatto, visto che mia madre mi ha sempre coccolato, fino al fatto che vi sto per raccontare, stringendomi contro le sue mammellone e, visto che la casa è piccola, dormiamo nel lettone insieme.
Mi succedeva varie volte la notte di alzarmi e vedere mia madre che dormiva in mutandine (spesso tanga) e reggipoppe, magari tutta scoperta, e dovermi alzare in piedi per spararmi una magistrale sega per non far ballonzolare il letto.
Successe un giorno delle vacanze di natale che lei uscì con un suo collega a cena e io ero a letto che pensavo a lei sparandomi una bella pippa. Tornò a casa d’improvviso e feci giusto tempo a rimettermi il cazzo nelle mutande. Per fortuna non si accorse di nulla tanto era incazzata: mi spiegò che “quel porco” le aveva chiesto di farle una pompa in macchina e che l’aveva chiusa dentro e che solo urlando era riuscita, richiamando l’attenzione di un passante, a liberarsi. La vidi proprio molto depressa così le chiesi se voleva bere qualcosa con me (pur sapendo che lei è astemia) e le chiesi se voleva anche fumare dell’hashish che avevo. Inaspettatamente disse di sì ad entrambe le proposte, e dopo un paio di birre e altrettante canne, era già andata fuori, continuava a ridere come una deficiente. Anch’io ero un po’ distrutto, ma ero abbastanza lucido per vedere le tettone di mia madre, che in casa sta sempre in canotta e tanga, e il cazzo non accennava ad ammosciarsi. Lei se ne accorse e scoppiò a ridere quando vide il gonfiore nei pantaloni, ma non si incazzò e mi disse:
“Sai Dario che non ti ho ancora comprato il regalo di Natale e ormai è il 28 dicembre? Ti piacerebbe se fosse il tuo regalo una bella sega? ” Senza aspettare risposta tirò giù la patta e il mio cazzo uscì fuori in tutta la sua grandezza. Seppi solo dopo di avere un cazzo fuori dalla norma (26 centimetri) e mia madre ne restò visibilmente attonita. Le presi allora la mano, gliela appoggiai al cazzo rosso fuoco. Lei iniziò lentamente a andare su e giù: era la prima volta che qualcuno mi faceva una sega, e sentii la libidine entrarmi in corpo: decisi allora di prenderla per la nuca con entrambe le mani e obbligarla a farmi un pompino. Lei fece resistenza spingendo la testa lontano dalla cappella, ma alla fine la mandai giù e la misi a succhiare, tenendola ovviamente per la testa, visto che immaginavo che si sarebbe liberata. La spingevo sino alla base del cazzo a rimo forsennato, e la sentivo gemere sempre più forte finchè sentii che stavo per venire. Allora la tirai su per i capelli e senza guardarla in faccia la misi alla pecorina e, tenendola per le poppe glielo sbattei in culo: non sapevo che alle donne facesse male prenderlo in culo, ne sapevo che mia madre era vergine di dietro, fatto sta che fece un urlo tale che se la avessero uccisa avrebbe fatto meno casino. Iniziai a pompare con foga infilando fino alle palle il mio cazzone nel suo buchetto e vidi dei goccioloni davanti al suo viso cadere per terra: mia madre stava piangendo per il dolore.
Intanto l’orgasmo si avvicinava, così estrassi il cazzo e girai mia madre a pancia in su, e iniziai una spagnola tra le mammellone giganti di mia madre: bastarono tre o quattro colpi per venire, e fu la sborrata più lunga della mia vita, e penso da guinness dei primati. La inondai letteralmente la faccia, le poppe e I capelli, non dimenticandomi di darle un bell’assaggio in bocca. Dopo averle sborrato tra le labbra, le tappai il naso e feci la cosa che mi fece più godere nella mia vita: pisciai in bocca a mia madre. Fu una pisciata lunga e copiosa, e mia madre fu costretta a ingoiare tutto per poter poi respirare il più presto possibile.
Dopo quell’occasione mia madre mi ha cacciato di casa e, pur pagandomi l’affitto, non mi ha più voluto vedermi. FINE

About Erzulia

Colleziono racconti erotici perché sono sempre stati la mia passione. Il fatto è che non mi basta mai. Non mi bastano le mie esperienze, voglio anche quelle degli altri.

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