Ultimi racconti erotici pubblicati
Home / Incesti / Il piede stupendo di mia zia
copertina racconto erotico

Il piede stupendo di mia zia

Era una calda domenica di Giugno, dopo una settimana di studio e di uscite serali con gli amici era d’obbligo dedicare la giornata alla famiglia, decisione non soffertissima visto che si trattava di passare una giornata in spiaggia; domenica-tipo per chi abita in una città di mare.
Presenti all’appello anche gli zii i cugini e qualche amico di famiglia; io, il più grande dei cugini, 20 anni suonati, certo non scoppiavo di divertimento e le mie attenzioni erano rivolte principalmente all’avvenenza di mia zia poco più che quarantenne bruna corpo statuario occhi verdi, che suscitava in me pensieri che difficilmente cercavo di scacciare dalla mia mente.
Arrivate le 14: 00 ormai esauriti tutti i riti tipici del mare, (bagno, sole, racchettoni) si decise di andare a mangiare, i miei zii si offrirono volontari per ospitarci.
La fame era più fotre della voglia di fare una doccia di rinfrescarsi o di cambiarsi, così tutti ci sedemmo velocemente a tavola, di fronte a me dopo aver portato in tavola tutto ciò che poteva, mia zia.
Sarà stata la noia, la stanchezza, ma non facevo altro che immaginarmela in tutte le posizioni e le situazioni possibili, e mentre ero assorto nei miei pensieri che oscillavano tra lei e la settimana che si stava per aprire, una scarica di adrenalina mi pervase: mia zia toltasi lo zoccolo aveva appoggiato il piede che spuntava da sotto il tavolo sulla mia sedia mentre parlava con mia madre; un piede stupendo, caviglia sottile dita affusolate ed uno smalto rosso, in quel momento, accecante; stavo impazzendo la testa mi pulsava è l’unico mio pensiero e desiderio era di toccarlo accarezzarlo sognavo già di afferrarlo e di risalire con le mani su per le sue splendide gambe… ma feci molto di più.
Avevo ancora i boxer del mare, non so quale forza misteriosa mi spinse a fare ciò che avrebbe potuto avere conseguenze disastrose, ma allargai i boxer e feci scivolare il piede di mia zia lungo la mia coscia e lo portai sotto i miei testicoli… lo sguardo glaciale di mia zia; in quel momento provavo un misto di terrore e piacere… erano secondi ma sembravano non terminare mai prima che io cogliessi una qualche espressione sul viso di mia zia.
Il terrore svanì presto quando mia zia accennò un sorriso e capì anche la sua vera indole quando iniziò a muovere il piede mentre io tenevo afferrato con una mano il suo tallone e con l’altra il mio cazzo ormai pronto che sembrava esplodere, presto sopraggiunse anche l’altra gamba a quel punto mia zia fece tutto da sola cominciò a farmi una vera e propria sega con i suoi fantastici piedi, io stavo impazzendo, lei ogni tanto si fermava mi infilava i piedi sotto le natiche, mi sfiorava i testicoli e poi riprendeva, una vera maestra, potei resistere poco, afferrando i suoi polpacci venni un po’ per terra un po’ sulle sue gambe.
Il pranzo era a metà, i nostri sguardi si incrociavano spesso e bastò qualche suo sorriso malizioso per farmi raggiungere altre erezioni, ma i suoi piedi erano spariti.
Consumati i cibi i mi diressi in bagno un po’ per darmi una pulita un po’ per rendermi conto di quello che era successo… sentii bussare aprii… lei… era il ritratto del desiderio, della voglia di sesso chiuse la porta dietro si avventò su di me mi afferrò il membro già duro e lo ingurgitò; che sensazione stupenda era bravissima ma soprattutto era la donna che in quei giorni avevo desiderato di più, ed ora era lì, in ginocchio di fronte a me con il mio cazzo in bocca; gli strappai il costume di sopra e scoprì due tette di marmo, dure e calde mentre le toccavo la sua voce risuonò
“dai nipote mio, ora scopami! ” si sedette sul lavandino e aprì le gambe come una vera troia quella visione era stupenda, mi precipitai con la lingua sulla sua figa bagnata, il suo sapore era salato: piacevole regalo del mio mare; dopo un po’ mi ripeté
“ora scopami ti prego”, non me lo feci ripetere una terza volta e la penetrai con forza, non so perché ma avevo la sensazione che le piacesse così; mentre stantuffavo con violenza il mio sguardo cadde sul suo piede, bellissimo, lei mi vide e mi disse
“ti piacciono i miei piedi, dai leccameli”, mi portò il piede verso la bocca mentre continuavo a scoparla , afferrai il suo alluce con la bocca e mentre lo succhiavo la sentii venire cercare di contenere i suoi gemiti, il suo orgasmo non finiva mai, forse, come me, la situazione la aveva eccitata al massimo: si stava scopando il nipote; il mio orgasmo arrivò poco dopo le venni dentro, così mi ordinò dicendomi che la pillola ci avrebbe salvato. FINE

About Erzulia

Colleziono racconti erotici perché sono sempre stati la mia passione. Il fatto è che non mi basta mai. Non mi bastano le mie esperienze, voglio anche quelle degli altri.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.