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Il Piolo di mio fratello

Sono Silvana una ragazza di 25 anni mora con un fisico non da modella (una buona 48 con una quasi V di reggiseno), fidanzata con Marco, con il quale ho sempre avuto una normale vita sessuale.

Ho anche un fratello, Simone, di appena 18 anni un fisico da sportivo tutto muscoli che è diventato il mio tormento sessuale.

Tutto ebbe inizio un caldo giorno di inizio estate quando mi trovai a passare vicino alla porta socchiusa del bagno mentre Simone era intendo a farsi una doccia, la mia attenzione fu calamitata dall’enorme uccello che la natura ha donato a mio fratello, era moscio e penzolava tra le sue gambe come un piolo di una grossa campana.

Eravamo soli in casa, e benché la mia vita sessuale con Marco fosse abbastanza regolare, rimasi talmente sconvolta, che la mia mano quasi in forma autonoma iniziò a risalire per la coscia e raggiunta la mutandina la scostò ed iniziai un gustoso e proibito ditalino.

Dopo qualche minuto, per evitare di farmi notare corsi in camera mia e una volta chiusa la porta a chiave, continuai in tutta tranquillità il lavoro iniziato fuori il bagno, immaginando quell’enorme pisello a mia completa disposizione per soddisfare tutte le mie voglie.

Mi masturbavo come una ossessa cercando di contenere le mie grida e per simulare lo spessore dovetti infilami quasi 4 dita nella mia fichetta nera che era un lago in piena.

Godetti come una matta riversando tutto il mio miele in un fazzoletto che utilizzai anche per ripulirmi, e una volta ricomposta cercai di ritornare alla normalità pensando che il pisellone era mio fratello e il momento di debolezza sarebbe finito lì.

Ma non fu così, ogni volta che guardavo Simone non potevo far a meno di guardare la sua patta e il suo affarone era sempre limpido e presente nella mia mente.

I giorni seguenti passarono per me in completa agitazione ero sempre distratta e in me cresceva una voglia maledetta di far mio quel gioiello ma la mia coscienza mi frenava e maledivo il fatto che Simone fosse mio fratello. Anche quando scopavo con Marco nella mia mente c’era il paragone nonostante il mio fidanzato sia dotato di un Cazzo da buon 18-19 cm.

Non avevo il coraggio di confessarlo a nessuno, ma ero arrivata al limite, così approfittando che un giorno i miei sarebbero stati fuori per un paio di giorni decisi di passare all’attacco.

Appena partiti nostra madre e nostro padre mi recai in camera mia e dopo circa un’ora passata nel classico “lo faccio o non lo faccio” decisi di agire.

Indossai una gonna leggera e una semplice camicetta sopra un completino della sloggi formato da mutandine bianche merlettate e reggiseno anch’esso bianco trasparente e mi recai in salotto dove Simone seduto sul divano era intendo a leggere un fumetto.

Seduta sul divano affianco di Simo piegai le gambe sotto il mio sedere e feci si che si scoprisse buona parte delle mie cosce e un piccolo lembo di slip per vedere la reazione di mio fratello.

Ma lui non faceva nulla e sembrava solo interessato al fumetto che leggeva e non mi considerava. La mia mente era annebbiata non sapevo se stavo sbagliando e se lui mi guardasse senza farsi accorgere cosi ruppi il giaccio

“Simo come mai non esci con qualche amico o magari con qualche bella ragazza ora che non ci sono mamma e papà potresti fare anche più tardi? ” di dissi per iniziare una banalissima discussione

“mah Silvana, non è ho tanta voglia , ma più tosto tu come mai non sei con Marco? ”

“aveva da fare. Ma dimmi Simo non hai una fidanzata? Un bel ragazzo come te dovrebbe essere pieno di belle donne. Dai a me puoi dirlo so tenere i segreti io”

“be erano tutte occupate”

“ma come dai non prendermi in giro”

“be…… non ho una fidanzata sai…….. sono molto timido e quando trovo una ragazza che mi piace non riesco mai a trovare le parole giuste per invitarla ad uscire”

come immaginano mio fratello era un verginello e non aveva mai avuto esperienze di alcun tipo. La cosa mi eccitava ancora di più e la mia cosina era un lago, così continuai cercando di vedere dove saremmo arrivati.

“dai la timidezza devi superarla…….. e poi non credo che tu non sia mai uscito con una ragazza, magari anche solo per una pizza e che so per una passeggiata romantica magari poi concludendo qualcosina …….. ”

“no, silvana, non ho mai concluso nulla ” questa frase la disse con la delusione di chi non aveva mai baciato una donna e la cosa gli creava anche problema.

Così spinta da una voglia irrefrenabile continuai:

“Simo, dimmi la verità hai mai toccato una donna, nel senso che so un seno, una gamba o ……… ”

“no”

“ma dai veramente non hai mai toccato una donna non dirmi che non hai mai visto una donna nuda? ? ”

“be dal vivo mai …………. Sai qualche rivista ma da qualche amico ……… o qualche filmino …… be sempre da qualche amico ”

“non posso crederci non hai mai visto una donna nuda? non essere bugiardo possibile che non mi hai mai spiato mentre mi spogliavo ? ”

“CHI IO, MAI……………… PERCHè? MI HAI MICA VISTO ……… TI GIURO”

“dai calma non è mica un reato sai quanti fratelli spiano le sorelle che si spogliano a guardare non c’e nulla di male”

“no ma sai ……… : ”

“dai smettila , Simo, non voglio farti un terzo grado ma sai …….. vorrei tanto aiutarti. ”

Ero nel pallone avevo la fica in fiamme e i mie capezzoli erano talmente turgidi che quasi stavano forando il reggiseno che a stento riusciva a contenere le mie tette enormi così spinta da una strana sensazione presi decisamente l’iniziativa.

“sai Simo, se ti fa piacere potrei darti veramente una mano ma……………… devi promettermi che non andrai a spifferarlo in giro? ” dissi queste parole divaricando le gambe in modo da mettere in mostra la mia fichetta avvolta nel candore bianco delle mutande, e per la prima volta notai che Simone aveva non solo notato la cosa, ma anche gradita a vedere la sua patta che iniziava a dare chiari segni di vita.

“ma come “silvana, tu …….. mia sorella cosa significa ”

“be nulla……….. ecco potrei farti conoscere il mondo femminile magari facendoti vedere o ………. toccare ……….. ” e cosi dicendo afferrai la sua mano poggiandola sulla mia coscia iniziai lentamente a risalire verso il mio sesso. Lui sudava freddo e farfugliava cose tipo “ma ……… dai…….. non……… possiamo…… sai mia…… sorellllllll” la frase fu interrotta quando arrivai alla mutandina e feci si che la sua mano carezzasse tutto il mio sesso, guardandolo sembrava un bambino. Gli dissi “dai non morde senti com’è morbida” mollai la mano e lo lasciai da solo, continuava a carezzarmi delicatamente allora afferrai l’altra sua mano e la portai sotto la camicetta a contatto con la mia tetta a gliela posi in mano. Ero eccitata come non mai, sentivo mio fratello che mi toccava e vedevo che non credeva ai suoi occhi. Ritornai sulla sua mano che teneva tra le mie cosce e spostandomi lo slip gli feci prendere possesso della mia caverna di carne che ormai era fradicia di umori che con molta delicatezza gli feci penetrare con il dito medio che fatto largo tra le gradi labbra scivolò dentro come una lama nel burro fuso.

Volevo di più così poggiai la mia mano sulla sua patta e per la prima volta potei saggiare l’enorme piolo oggetto dei miei sogni.

Lui disse” Silvana ma che fai ………… ” io gli risposi zitto e abbassandogli la lampo liberai la bestia. Ebbi un sussulto superava largamente i 22 cm e era spesso e duro come un ramo di quercia mi abbassai e iniziai un pompino stupendo, leccavo l’enorme cappella violacea e provavo ad ingoiarlo tutto ma mi sentivo affogare, così dopo dei colpi di lingua bene assestati sentii la mia bocca riempirsi di un liquido caldo che mandai giù in un fiato e l’urlo di soddisfazione e gioia che mio fratello diede in segno di liberazione.

Dopo aver ripulito il cazzo per benino vidi che non aveva nessuna intenzione di andare giù cosi sollevatami in piedi guardai Simone mi sollevai la gonna e tirai giù le mutandine , divaricai le gambe e afferrando ben saldamente l’asta di Simone mi sedetti sopra.

Accompagnai con la mano l’enorme siluro verso l’apertura della mia fica, che ormai colava umori come una fontana rotta, ed iniziai a penetrarmi.
Era stupendo, non avevo mai provato una sensazione simile un misto di dolore provocato dalle misure e di piacere.

Simone mi palpeggiava le tette e accompagnava col suo bacino ogni mia stantuffata affondando sempre di più il mostro nelle mie intimità. Quando lo sentii venire scattai come una molla e fui inondata di un liquido caldo (fortunatamente usavo la pillola).

Restammo in silenzio ed abbracciati per circa venti minuti poi mi alzai rinfilai le mutandine e andai in cucina a prendere due bibite. Ritornai in salotto e appoggiai il vassoio sul tavolino posto davanti al salotto piegandomi in avanti a questo punto Simone superò la sua timidezza e iniziò a toccarmi il culo, io lo lasciai fare.

Si chinò alle mie spalle e prese a leccarmi il culo spostandomi gli slip, era una sensazione bellissima non avevo mai fatto sesso anale ma mi sentivo così eccitata che quando lui mi mise il suo dito medio nel forellino divaricai al massimo le gambe per favorirne la penetrazione, mi sembrava di impazzire così lo incitai a sfondarmi il culo.

Ci spostammo in cucina e con il classico dei sistemi (burro per oliare) iniziammo ad ammorbidire le mie resistenze, mi misi china con le mani appoggiate al tavolo della cucina e sentii la sua enorme cappella appoggiarsi al mio buchino e iniziare a premere.

Il mio culo inizio a cedere e l’enorme dolore iniziale si tramutò in un immenso piacere quando Simone con un colpo secco assesto il suo piolo nelle mie viscere.

Riuscii a dire solo “vai piano ……. ” Quando lui delicatamente inizio a stantuffare con ritmo regolare.

Il piacere aveva completamente superato il dolore e cosi incitavo Simone a sfondarmi il culo.
Dopo un bel po’ di colpi il mio culo fu invaso da una sborrata maestosa e io rimasi senza forza distesa sul tavolo.

I giorni che seguirono furono dedicati solo al sesso sfrenato all’insegna della perversione più totale.

Oggi Simone è conteso da un sacco di ragazza e ha perso la sua timidezza, ma mi capita ancora di fargli qualche lezione…… FINE

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